Il rientro in ufficio di Facebook sarà progressivo

Dettate le regole per il ritorno alla scrivania dei dipendenti Facebook negli Stati Uniti: controllo della temperatura e distanziamento per tutti.
Dettate le regole per il ritorno alla scrivania dei dipendenti Facebook negli Stati Uniti: controllo della temperatura e distanziamento per tutti.
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Dalle pagine di Bloomberg trapelano oggi le linee guida stabilite da Facebook per il rientro in ufficio dei propri dipendenti negli Stati Uniti che come già anticipato un paio di settimane fa avverrà a partire dalla prima metà di luglio. Misure simili potrebbero essere applicate anche a coloro impiegati negli altri paesi a livello globale.

I piani di FB per il rientro in ufficio

Per chi effettuerà l’accesso agli edifici ci sarà l’obbligo di sottoporsi al controllo della temperatura corporea, una precauzione già adottata tra gli altri da Amazon nei propri centri logistici nel mondo. Il rientro sarà inoltre progressivo: inizialmente non più del 25% della forza lavoro tornerà alla scrivania, così da garantire la possibilità di operare in tutta sicurezza rispettando le basilari regole di distanziamento sociale. Tra una postazione e l’altra ci saranno almeno 1,8 metri e per le situazioni in cui dovesse rivelarsi necessario stare a più stretto contatto sarà in vigore l’obbligo di indossare la mascherina. I meeting in presenza saranno ridotti al minimo e nessun esterno potrà almeno inizialmente entrare nelle strutture. Ancora, niente buffet per le pause pranzo.

Di recente il numero uno Mark Zuckerberg ha reso noto che i collaboratori saranno liberi di continuare a lavorare da casa in modalità smart working almeno per tutta l’estate nel caso in cui non dovessero essere a loro agio con l’idea di tornare in ufficio prima del termine della crisi sanitaria. Voci di corridoio non confermate vorrebbero l’opportunità estesa fino a fine anno.

I circa 48.000 dipendenti full time impiegati da Facebook nel mondo a marzo hanno ricevuto in busta paga un bonus da 1.000 dollari per il supporto fornito durante il periodo caratterizzato dall’emergenza COVID-19.

Fonte: Bloomberg
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