Apple ha accettato di pagare 250 milioni di dollari per evitare il processo chiesto dagli studi legali che difendono un gruppo di utenti statunitensi. La class action avviata a marzo 2025 riguarda la falsa pubblicità di Siri e delle funzionalità di Apple Intelligence. L’azienda di Cupertino non ha mantenuto le promesse, ingannando i consumatori.
La nuova Siri non c’era sugli iPhone 16
Come è noto, Apple aveva annunciato le nuove funzionalità AI durante la WWDC 2024. Sono stati anche trasmessi spot pubblicitari con l’attrice Bella Ramsey che mostravano le capacità avanzate di Siri su un iPhone 16 Pro. Le funzionalità AI sono state rilasciate gradualmente nel corso dei mesi successivi. La versione potenziata dell’assistente digitali non è mai arrivata (il lancio è previsto durante la WWDC 2026).
Molti utenti statunitensi hanno acquistato gli iPhone 16, iPhone 15 Pro e iPhone 15 Pro Max per utilizzare le novità promesse da Apple. Invece non hanno trovato nulla. L’azienda di Cupertino (che nel frattempo aveva rimosso gli spot da YouTube) è stata quindi denunciata per pubblicità ingannevole. Gli avvocati dei consumatori avevano chiesto al giudice di ottenere lo status di class action.
Le parti hanno sottoscritto ieri sera un accordo extragiudiziale. Apple ha accettato di pagare 250 milioni di dollari. Questa cifra verrà ripartita tra i consumatori che hanno acquistato un iPhone 16, iPhone 15 Pro e iPhone 15 Pro Max tra il 10 giugno 2024 e il 29 marzo 2025, come specificato sul sito dello studio legale Clarkson Law Firm.
L’accordo (PDF) dovrà però essere approvato dal giudice. Questa è la dichiarazione ufficiale di Apple:
Dal lancio di Apple Intelligence, abbiamo introdotto decine di funzionalità in diverse lingue, integrate nelle piattaforme Apple, utili per le attività quotidiane degli utenti e progettate con la massima attenzione alla privacy. Tra queste, Visual Intelligence, Live Translation, Writing Tools, Genmoji, Clean Up e molte altre. Apple ha raggiunto un accordo per risolvere le controversie relative alla disponibilità di due ulteriori funzionalità. Abbiamo risolto la questione per poter continuare a concentrarci su ciò che sappiamo fare meglio: offrire ai nostri utenti i prodotti e i servizi più innovativi.