FBI, operazione Android

Un giudice stabilisce che Google deve collaborare con gli agenti federali. Bisogna sbloccare lo smartphone di un sospetto. Mountain View obbligata a rivelare i trucchi del blocco
Un giudice stabilisce che Google deve collaborare con gli agenti federali. Bisogna sbloccare lo smartphone di un sospetto. Mountain View obbligata a rivelare i trucchi del blocco

Google dovrà collaborare con l’FBI e riferire tutte le informazioni raccolte su un criminale recidivo e utente di Android, già finito dietro le sbarre per sfruttamento della prostituzione e apparentemente ancora impegnato nella suddetta “attività” dopo essere uscito di prigione. BigG dovrà svelare agli agenti un modo per scavalcare il meccanismo di protezione del contenuto del telefono, quel “pattern lock” che su Android consiste nell’unire in una sequenza precisa i punti sullo schermo in luogo del più tradizionale codice alfanumerico.

Un giudice statunitense ha stabilito l’obbligo, per Mountain View, di ottemperare alla richiesta dei federali dopo che gli agenti avevano recuperato lo smartphone androide nell’abitazione dell’uomo, fondatore della gang “Pimpin’ Hoes Daily” di San Diego e finito al fresco nel 2005 per violenza, sequestro e sfruttamento di prostitute adolescenti.

Nel 2009 l’uomo è uscito di galera , ma una fonte dell’FBI aveva riferito che era tornato alla sua poco nobile “attività”. Entrati in casa del pregiudicato – finito ai domiciliari con l’intesa di permettere all’FBI di ficcanasare nel suo appartamento a proprio piacimento – gli agenti hanno individuato e sequestrato lo smartphone Android.

Ora di quello smartphone i federali vogliono conoscere vita, morte, miracoli e ogni genere di informazioni (chiamate, SMS, email e quant’altro) raccolte da Google tramite Android. L’obbligo per Mountain View di collaborare comprende anche il riferire agli agenti la sequenza con cui il sospetto ha protetto il dispositivo.

Alfonso Maruccia

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16 03 2012
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