Considerando l’interesse suscitato dal drone anti-zanzare, vien da pensare che c’è chi sarebbe disposto a tutto pur di liberarsi di quello che non è solo un fastidio estivo, ma un vero e proprio pericolo per la salute: 600.000 decessi ogni anno secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, solo considerando la malaria. A questo proposito, c’è un progetto italiano che mira a decimare la popolazione della zanzara tigre (Aedes albopictus), letteralmente. Paradossalmente, lo fa rilasciandone grandi quantità in natura.
ENEA e Google contro la zanzara tigre
Lo ha annunciato ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), che ha dato il via a una sperimentazione basata sulla tecnica del maschio incompatibile, per ridurre la fertilità delle femmine e di conseguenza la nascita di nuovi esemplari. È condotta dal Centro Ricerche ENEA Casaccia di Roma, in collaborazione con l’iniziativa Debug di Google e l’Università la Sapienza.
Come funziona? La tecnica consiste nel rilasciare grandi quantità di insetti di genere maschile entrati in contatto con un batterio del genere Wolbachia, tale da renderli riproduttivamente incompatibili con le femmine selvatiche. Dalle uova non nascerà poi nulla. Queste le parole di Riccardo Moretti, ricercatore del Laboratorio Agricoltura 4.0 di ENEA.
Questo approccio, applicato esclusivamente alla zanzara tigre, offre un’alternativa concreta all’uso massiccio di insetticidi chimici.

Obiettivo: ridurre il numero di uova fertili
Dalla prima parte della campagna sperimentale emerge la possibilità di abbattere la capacità di produrre uova fertili in grado di superare l’inverno fino all’88%. Lo stesso approccio può essere adottato con altri insetti dannosi.
Nei 53 ettari del campus del Centro Ricerche ENEA Casaccia, tra fine luglio e fine ottobre 2025, sono stati rilasciati in totale circa 1,6 milioni di maschi incompatibili della zanzara tigre. La stima dei risultati si basa sul numero medio settimanale di uova raccolte mediante apposite trappole, di gran lunga inferiore rispetto a prima della sperimentazione.
Google fa parte del progetto replicando lo stesso approccio su altre specie di zanzara e gestendo programmi su larga scala in diverse aree del mondo. Si occupa inoltre di moltiplicare la popolazione di zanzara tigre che produce maschi incompatibili, del loro inscatolamento e trasporto aereo da Miami (Stati Uniti) all’area di rilascio.

Non solo la malaria, molte le malattie trasmesse
Tra le malattie trasmesse con la puntura della zanzara tigre ci sono dengue, chikungunya e il virus zika. Sono prevalentemente diffuse nelle regioni tropicali e subtropicali, ma complici i cambiamenti climatici si sta registrando un aumento dei casi anche in Europa.