File sharing, all'asta su eBay

Dan Bull, rapper anti-copyright, ha messo all'asta la propria arte. Con l'offerta di un rap personalizzato e di libera diffusione
Dan Bull, rapper anti-copyright, ha messo all'asta la propria arte. Con l'offerta di un rap personalizzato e di libera diffusione

La sua performance più famosa è stato sicuramente il rap indirizzato a Lily Allen, sbeffeggiata in merito alla crociata nei confronti del file sharing. Ma non sono meno sconosciute le lettere a suon di rime dedicate a Peter Mandelson, autore del discusso Digital Economy Act ovvero la cura britannica al downloading selvaggio. Ora Dan Bull, rapper d’Oltremanica che non ha mai abbassato la propria voce in materia di copyright e in difesa della libera circolazione delle opere artistiche, ha deciso di mettere all’asta il proprio talento su eBay offrendo di creare una canzone a chi offrirà più sterline.

Trattasi di un’ iniziativa dall’ intento provocatorio e, perché no, ludico. Il testo dell’annuncio recita: “Ciao, il mio nome è Daniel e produco canzoni. Puoi sentire le mie creazioni digitando Dan Bull su YouTube. Ho deciso di scoprire quanto vale davvero la mia musica e, quindi, sto affiggendo me stesso sulla bacheca di eBay”.

Nelle intenzioni di Bull, c’è, come sempre, la volontà di portare la musica al pubblico attraverso nuovi canali : “Dal momento che credo che la musica dovrebbe essere copiata gratuitamente da chiunque, stavo cercando di pensare a nuove forme grazie alle quali gli artisti riescano a coinvolgere i fan”, spiega l’artista anti-copyright a TorrentFreak .

Un’idea, secondo Dan Bull, per riportare la musica alla funzione che aveva prima che l’industria prendesse piede , ossia l’offerta di un servizio anziché di un prodotto.

E i fan sembrano rispondere all’appello lanciato su eBay: partita da un penny, l’asta si è chiusa il 14 maggio a 3037 sterline. Il fortunato sui è portato a casa un rap personalizzato e, ovviamente, scaricabile e da condividere senza alcuni tipo di limite.

E per un musicista che si spende a favore della libera circolazione delle opere dell’ingegno, altri si scagliano contro: gli AC/DC hanno dichiarato che non autorizzeranno in nessun modo la vendita online della propria musica . Una sicura perdita di guadagno secondo qualcuno, dal momento che Back In Black rimane il secondo album più venduto della storia della musica.

Cristina Sciannamblo

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