Fotovoltaico+eolico vale il 10% , ma l'Italia è in ritardo

Fotovoltaico+eolico vale il 10% , ma l'Italia è in ritardo

L'Italia è tra i 50 Paesi che ha superato il 10% di quota energia prodotta con fotovoltaico o eolico, ma le potenzialità sono ben più elevate.
L'Italia è tra i 50 Paesi che ha superato il 10% di quota energia prodotta con fotovoltaico o eolico, ma le potenzialità sono ben più elevate.

Traguardo raggiunto e quando succede le ambizioni iniziano finalmente a crescere: il combinato disposto di impianti fotovoltaici ed impianti eolici ha raggiunto il 10% della produzione annua di elettricità. Succede nel 2021 e viene fotografato oggi in una ricerca che stima l’impatto dell’energia pulita sul totale dei consumi e, al tempo stesso, traccia la strada che accompagnerà il mercato dell’energia negli anni a venire.

La crescita delle rinnovabili

Questi i dati raccolti, alcuni dei quali positivi e altri non ancora all’altezza delle ambizioni che il pianeta meriterebbe:

  • 10,3% è la quota di energia prodotta da fotovoltaico ed eolico nel 2021 (era il 9,3% nel 2020)
  • 50 sono i Paesi nel mondo che hanno raggiunto e superato tale obiettivo
  • 38% è la quota di energia pulita complessivamente prodotta nel 2021
  • 7% è la crescita delle emissioni di CO2 nel comparto dell’energia
  • 5% è il tasso di crescita della domanda di elettricità

Il problema sta nel fatto che la crescita di sistemi di energia alternativa e pulita non è sufficiente ad ottemperare all’aumento nella domanda dei consumi. Nulla di nuovo, del resto: l’impossibilità di emanciparsi da petrolio e gas sta anche e soprattutto in questa continua famelica ricerca di energia elettrica senza che ne siano state adeguatamente compensate le fonti di produzione. Ci si ritrova così con impianti di generazione basati su fonti fossili, creando un grande paradosso che pesa anche sulle velleità evolutive della mobilità, delle criptovalute e di altri ambiti che di energia elettrica ulteriore vorrebbero nutrirsi.

Fotovoltaico ed eolico

Il ritardo italiano

Fanno riflettere i dati dell’Italia, Paese che in quanto a sole e vento non ha nulla da invidiare a nessun altro grazie alla sua particolare posizione peninsulare proiettata nel centro del Mediterraneo ed alla sua geografia di rilievi. L’Italia ha raggiunto infatti una produzione combinata fotovoltaico+eolico poco al di sopra del 16%, ma Paesi omologhi quali Portogallo (31,51%), Spagna (32,89%) o Grecia (28,69%) hanno tutti un saldo ben più positivo. Anche la Germania raggiunge il 28%, mentre un Paese come la Svezia equipara lo Stivale pur con esposizione solare ben differente.

La crescita del settore è rapida e destinata ad accelerare ulteriormente: in questa fase l’Italia ha il dovere assoluto di recuperare terreno e, anche approfittando dei fondi PNRR disponibili, di mettere in pancia nuova produzione elettrica da fonti rinnovabili. L’importanza è chiaramente triplice: al tema ambientale si aggiunge quello dei costi dell’energia, nonché quello della libertà geopolitica dal giogo di gas e petrolio.

Energia in Italia: proiezioni

Siamo colpevolmente in ritardo e ce ne accorgiamo colpevolmente all’improvviso, come se non vi fossero stati chiari appelli ad un atteggiamento più virtuoso da anni. Invece il nostro Paese ha lasciato soffocare le rinnovabili nella burocrazia e nel frattempo si è aumentato l’import di materie prime dalla Russia.

Questi grafici raccontano oggi quanti errori siano stati compiuti e quali scelte non vadano più supportate negli anni a venire.

Fonte: Ember
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Pubblicato il 30 mar 2022
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