Ghana, la tecnospazzatura parla troppo

Nei rifiuti africani, i segreti statunitensi. Le procedure di smaltimento sono un colabrodo

Roma – Un team di studenti di giornalismo canadesi , investigando sul commercio internazionale di rifiuti elettronici per lo show Frontline , si è trovato di fronte ad una falla nel sistema di sicurezza degli Stati Uniti .

Nella loro indagine sull’ e-waste in Ghana , i reporter hanno comprato sette hard drive scoprendo di poter ottenere, per il modico prezzo di 40 dollari, informazioni sensibili sui precedenti proprietari (tra cui numeri di carte di credito).
Inoltre di questi supporti uno apparteneva ad un dipendente di Northrop Grumman, azienda che lavora per il governo degli Stati Uniti: dentro, centinaia di documenti su contratti governativi il cui valore superava i 22 milioni di dollari, stipulati, tra gli altri, con il Pentagono ed il Dipartimento della Homeland Security. Ironia della sorte, alcuni contenevano le istruzioni relative alle procedure per mantenere la sicurezza dei dati e nessuno era protetto da cifratura.

Non è raro che vecchi computer ed apparecchi elettronici vengano illegalmente scaricati nei paesi in via di sviluppo : o vengono bruciati senza misure di sicurezza liberando le sostanze chimiche contenute con grave danno per la salute umana e l’ambiente, o giacciono in discarica aspettando che un rappresentante dell’ultimo gradino della gerarchia dei cracker vi cerchi qualche dato sensibile. Infatti, ha accennato non ufficialmente Peter Klein, professore dell’Università della British Columbia e colui che ha condotto l’indagine, fonti ghanesi affermano che gang criminali rastrellano il contenuto della discarica elettronica alla ricerca di dati utili. D’altra parte, il Ghana è nella top ten dei paesi protagonisti del cybercrime .

Anche per questo la scoperta dei giovani reporter getta una luce inquietante sul mercato internazionale sommerso delle informazioni, moneta globale di fatto.

Resta da chiedersi come siano finiti in Ghana i drive di Northrop Grumman. L’azienda afferma di non poterne essere certa, ma che “nonostante le procedure di smaltimento e di sicurezza”, apparentemente quei componenti sono stati rubati dopo che la ditta di smaltimento ne ha preso possesso . “Nonostante sofisticati sistemi di salvaguardia – si spiega – nessuna azienda può rendersi completamente immune dal crimine”. Paradossalmente, nota lo stesso Klein, neanche una compagnia che riesce ad “ottenere contratti grazie alla sua capacità di mantenere i dati al sicuro”.

Anche se comparato al cracking, rubare informazioni da un vecchio hard drive è del tutto inefficiente, come nota Scott Moulton, esperto di recupero dati di Atlanta, ma resta comunque una falla nel sistema. “È un gran lavoro e succede in piccola scala – però, continua – è facile recuperare dati anche da un drive ripulito”. Il metodo più sicuro per non rischiare di diffondere dati sensibili, è portarlo ad un centro smaltimento, solamente dopo aver speso parecchi minuti a colpirlo con un martello o a infierirvi diversamente .

Gli studenti, infatti, continuando il loro reportage negli Stati Uniti, hanno fatto una prova rivolgendosi di un centro di riciclaggio: invece di essere distrutti in una fornace, il materiale hardware è stato caricato in un container e qualche settimana dopo è ricomparso ad Hong Kong. Anche se la normativa statunitense in materia di eWaste è ancora frammentaria, questo apparirebbe però un caso limite.

Anche quando non si tratti di apparecchiature a fine vita resta l’uomo l’anello debole, come nel caso degli utenti che, in maniera più o meno consapevole, decidono di installare programmi di file sharing su computer appartenenti a qualche istituzione o perdono memorie esterne o laptop come avvenuto nel caso del Ministero della difesa britannico .

Claudio Tamburrino

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  • El Duro scrive:
    Batteria scoppiata
    Oggi è scoppiata una batteria di un cellulare! La signora chel'aveva in mano, dallo scoppio si è ustionata il viso congravi conseguenze. Attenzione dunque con le batterie!
  • pignolo scrive:
    domande
    -- dotato di quasi 12mila celle solari, di batterie al litio di lunghissima durata (per resistere alle ore notturne) e di un corpo in fibra di carbonio che trova il giusto compromesso fra leggerezza e rigidità --Domande.Quanta energia non rinnovabile è costata realizzare tutto ciò? E quanta CO2 è stata liberata nei cieli?L'energia che l'aereo, nel suo ciclo vitale, risparmierà in volo sfruttando quella solare, è maggiore di quella spesa per costruire l'aereo stesso?
    • yuksing scrive:
      Re: domande
      Io penso che le tue domande sarebbero piu' pertinenti se formulate cosi':Quanta energia non rinnovabile è costata realizzare tutto ciò RISPETTO A QUELLA NECESSARIA PER REALIZZARE UN AEREO CONVENZIONALE? E quanta CO2 è stata liberata nei cieli RISPETTO A QUELLA LIBERATA PER REALIZZARE UN AEREO CONVENZIONALE? L'energia che l'aereo, nel suo ciclo vitale, risparmierà in volo sfruttando quella solare, è maggiore di quella spesa per costruire l'aereo stesso? E QUELLA NON RISPARMIATA DA UN AEREO CONVENZIONALE E' MINORE DI QUELLA SPESA PER COSTRUIRE L'AEREO AD ENERGIA SOLARE?Le energie rinnovabili/alternative non servono a fare miracoli, ma a cercare di rendere piu' sostenibili le nostre attivita'.
    • LuckyH scrive:
      Re: domande
      e quando le batterie al litio saranno da buttare?
      • El Duro scrive:
        Re: domande
        Quando le batterie al litio saranno da buttare = inquinamento.E allora costruire nuove batterie =inquinamento, e via così dicendo fino alla morte.
    • enjoy this scrive:
      Re: domande
      ah bè, l'impatto zero puoi togliertelo dalla testa per il semplice fatto che non esiste, anche un coniglio che XXXXXXXXX produce Co2. si tratta di limitare i danni. si tratta di migliorare, di progredie, piano piano, passo dopo passo.la cosa che fa rodere il XXXX a me è un'altra: per convincere le persone ad usare questo METODO nella vita di tutti i giorni, si ha bisogno di imprese teatrali? e perché mai? mi sembra marketing fuffa finalizzato a rendere più alto e dignitoso il semplice hobby di un perdigiorno. io mi emoziono, meraviglio, entusiasmo davanti ad una torcia a dinamo, senza bisogno di altri XXXXX!
      • El Duro scrive:
        Re: domande
        La colpa è sempre dell'essere umano, il coniglio non sache sta brucando l'erba contaminata dalle radiazioni eche poi morirà assieme a lui.
        • enjoy this scrive:
          Re: domande
          eh sì. il coniglio è innocente.comunque sia, l'impatto zero non esiste, è agli antipodi della vita stessa, che è un ciclo. La CO2, come mi auguro ben saprai, è tossica in alte quantità, ma se non ce ne fosse saremmo tutti morti.e lungi da me giustificare un qualsiasi comportamento umano, sono iscritto al vhemt....
        • MegaJock scrive:
          Re: domande
          - Scritto da: El Duro
          La colpa è sempre dell'essere umano, il coniglio
          non
          sa
          che sta brucando l'erba contaminata dalle
          radiazioni
          e
          che poi morirà assieme a lui.Col cavolo. Lo sa, il piccolo XXXXXXXX.031 Lo sa.Piccolo mostro peloso con la coda a batuffolo. Lo tengo d'occhio.Maledetto.Maledetto.Maledetto.
    • utente 85 scrive:
      Re: domande
      che rompipalle... non ostacolare il progresso. ovviamente è un simbolo. da qualche parte bisogna pur cominciare per un cambiamento, pur inquinando!
      • Samuele C. scrive:
        Re: domande
        giusto! tanto a noi che ce frega? è figo facciamolo! ce penserà la prossima generazione al problema ;-)
  • nostradamus scrive:
    e il decollo?
    l'energia per illuminare una vetrina può bastare per la marcia, ma per staccarsi da terra non è che usano aiuti esterni? mi sembra improbabile...
    • Yaggdrasill scrive:
      Re: e il decollo?
      Come gli alianti, trainati via cavo da un aereo.
      • Funz scrive:
        Re: e il decollo?
        - Scritto da: Yaggdrasill
        Come gli alianti, trainati via cavo da un aereo.Interessanti questi aerei, possono volare in eterno (o almeno finché non si degradano i pannelli o si guastano i motori)Utili per telecomunicazioni, meteo, spionaggio...
        • Daniele scrive:
          Re: e il decollo?
          O quando il pilota muore di fame....credo che questa tecnologia può essere meglio applicata ad aerei convezionali, ovvero, usare i pannelli solare per dare un aiuto ai motori a reazione o elica.come le auto ibride.
          • Paco scrive:
            Re: e il decollo?
            non credo che il costo per applicare questa tecnologia sia conveniente per un aereo di linea, i tempi di ammortamento sarebbero troppo lunghi se non insufficienti inoltre le auto ibride sfruttano principalmente le forze generate in fase di frenata per ricaricare gli accumulatori cosa non applicabile su un aereo per il quale la resistenza aerodinamica è importante che sia quanto + picola possibile... per non considerare il peso degli accumulatori necessari per sostenere anche minimamente una turboelica
          • Funz scrive:
            Re: e il decollo?
            - Scritto da: Daniele
            O quando il pilota muore di fame....

            credo che questa tecnologia può essere meglio
            applicata ad aerei convezionali, ovvero, usare i
            pannelli solare per dare un aiuto ai motori a
            reazione o
            elica.come aiuto sarebbe molto limitato su un aereo di linea.Questi aerei elettrici sono degli ultraleggeri con capacità di carico minima.
          • paoloholzl scrive:
            Re: e il decollo?

            come aiuto sarebbe molto limitato su un aereo di
            linea.
            Questi aerei elettrici sono degli ultraleggeri
            con capacità di carico
            minima.Potrebbe funzionare su dei dirigibili.
          • Funz scrive:
            Re: e il decollo?
            - Scritto da: Daniele
            O quando il pilota muore di fame...Dimenticavo: questi aerei possono essere utili per applicazioni senza pilota, in alternativa ai palloni aerostatici
          • Samuele C. scrive:
            Re: e il decollo?
            bah, i pannelli solari convertono pochissima energia e mangiano un sacco di spazio e dovrebbero essere esageratamente grandi e leggeri per dare una frazioncina di aiuto in più ai motori degli aerei di linea convenzionali.Se della tua automobile attuale riuscissi a sfruttare qualsiasi superfice esterna come fosse un pannello solare l'energia totale erogata sarebbe comunque così misera che per avere delle prestazioni decenti il motore elettrico dovrà sempre e comunque pescare energia soprattutto da capienti batterie precaricate e sicuramente sarebbe ancor più economico accoppiarlo direttamente ad un classico motore :-) Quelle auto a energia solare che si vedono gareggiare sono estremamente leggere e inusabili nella vita di tutti i giorni, l'attuale capacità di conversione di energia dei pannelli solari è ridicola e anche se fosse del 99% non so quanti watt l'automobile ipotizzata potrebbe sfruttare..
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