GlobalCoin, la criptovaluta di Facebook nel 2020

Meno di un anno al debutto di GlobalCoin, la criptovaluta di Facebook: indiscrezioni parlano di un esordio ad inizio 2020, in una dozzina di paesi.

La criptovaluta di Facebook si farà. È quanto riporta oggi BBC, citando fonti rimaste anonime, ma ritenute a conoscenza del progetto. Vanno dunque rafforzandosi le ipotesi già formulate negli ultimi mesi in merito all’iniziativa fino ad oggi identificata come Project Libra. Il debutto di GlobalCoin, questo il nome al momento utilizzato internamente dal gruppo di Menlo Park, potrebbe avvenire già entro il primo trimestre del prossimo anno, in una dozzina di paesi, tra i quali dovrebbe figurare l’India. Al via già nel 2018 una fase di test a porte chiuse.

GlobalCoin, la crypto di Facebook

L’indiscrezione parla di contatti avvenuti tra i vertici del social network (compreso il numero uno Mark Zuckerberg) e realtà come Bank of England e Western Union. Già in fase avanzata anche le discussioni con il Dipartimento del Tesoro statunitense al fine di rassicurare per quanto concerne gestione delle informazioni legate al trasferimento di denaro e possibili abusi, in primis quelli riguardanti riciclaggio e finanziamento di attività illegali. Per il momento dai diretti interessati non giungono conferme né smentite. Le prime informazioni ufficiali dovrebbero arrivare entro l’estate.

Pressoché assenti i dettagli sul tipo di blockchain che verrà impiegata, così come sulla possibilità che anziché essere soggetta a fluttuazione continua del valore come Bitcoin si tratti di una stablecoin, una crypto con valore ancorata a quello di una moneta ufficiale come dollaro, euro o yen. Questo potrebbe facilitare l’avvicinamento degli utenti al sistema, garantendo loro la certezza di non veder il proprio capitale compromesso da un momento all’altro per via di operazioni speculative o dinamiche al di fuori del loro controllo.

Instagram, WhatsApp ed e-commerce

Non è da escludere che il raggio d’azione di GlobalCoin possa arrivare fin da subito a interessare anche Instagram e WhatsApp, gli altri due servizi del gruppo Facebook, offrendo agli iscritti un metodo rapido per trasferire denaro ad altri account oppure per acquistare prodotti senza lasciare la piattaforma. Pare sia in cantiere anche un programma di affiliazione con store online e siti e-commerce in modo da spingere i venditori a integrare l’impiego della criprovaluta, offrendo loro tariffe vantaggiose.

L’iniziativa potrebbe nascere sulla base dell’esperienza acquisita in passato con il progetto FB Credits, lanciato ormai quasi un decennio fa e sopravvissuto solo un paio di stagioni. In quel caso la valuta era destinata esclusivamente agli acquisti in-app (soprattutto all’interno dei giochi) e sul social. Le ambizioni di Libra/GlobalCoin sono ben altre: arrivare a mettere nelle mani dei 2,7 miliardi di utenti iscritti alla piattaforma un metodo di pagamento e invio denaro completamente inedito.

Prima la fiducia, poi la moneta

Considerando che ad oggi il numero di persone nel mondo che fanno uso di criptovalute è quantificato in circa 30 milioni (fonte London School of Economics), si può immaginare il potenziale impatto di una proposta rivolta a ogni singolo iscritto del più grande social del pianeta. L’ostacolo più grande per Facebook, in ogni caso, sarà costituito dal dover riguadagnare e rafforzare il rapporto di fiducia con la propria community, nell’ultimo periodo messo a dura prova da problemi riguardanti la sicurezza dei dati e da pratiche ritenute non sempre rispettose per la privacy, emerse dall’esplosione del caso Cambridge Analytica in poi.

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  • Fetente scrive:
    è cosa nota, e regolamentata dalla legge, che NESSUNO può decidere di crearsi una propria cartamoneta, stamparla, e utilizzarla per regolare transazioni economiche. Si configura, come MINIMO, il reato di evasione fiscale. Pertanto non capisco come mai se la cosa viene fatta su internet, invece, è considerata buona e giusta... mah.
Fonte: BBC
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