Gmail, Google capitola?

I dirigenti dell'azienda fanno capire che tutte le critiche piovute sul nuovo servizio produrranno dei cambiamenti nell'offerta. Questa volta Google non è piaciuto a tutti
I dirigenti dell'azienda fanno capire che tutte le critiche piovute sul nuovo servizio produrranno dei cambiamenti nell'offerta. Questa volta Google non è piaciuto a tutti


Roma – Dopo lunghi giorni di polemica e addirittura minacciate denunce, Google sembra aver deciso di cambiare rotta riguardo a Gmail , il servizio di posta elettronica che deve ancora lanciare ma che già ha goduto dell’onore delle cronache di mezzo mondo.

Ieri David Krane, ormai celebre portavoce del colosso della ricerca, ha spiegato che “siamo nelle primissime fasi di testing e cerchiamo e analizziamo le opinioni degli utenti e di terze parti, comprese le associazioni per la privacy”. “Noi – ha continuato Krane – stiamo certo ragionando su una serie di opzioni per cambiare il servizio ma non abbiamo ancora preso decisioni specifiche né abbiamo annunci sui cambiamenti che arriveranno su Gmail”.

L’annuncio di Krane, per quanto vago, rappresenta la prima risposta di Google alle accuse che sono piovute sul suo capo fin dal giorno in cui ha annunciato l’esistenza di Gmail , servizio di web email con un gigabyte di spazio per l’archiviazione dei messaggi, filtri antispam e sistema di ricerca basato sui celebri algoritmi di Google.

Le critiche si sono incentrate soprattutto sulla privacy e sulla discussa politica di Google che, come noto, non garantisce la rimozione dei messaggi di un utente che cancella il proprio account. Allo stesso tempo i propri software specializzati “leggono” le email degli utenti per fornire loro advertising mirato, link sponsorizzati, all’interno delle pagine del servizio.

Non sembra un caso che Google, che non aveva reagito alle critiche dei gruppi pro-privacy, abbia deciso di dare un segnale di disponibilità proprio adesso. Soltanto poche ore fa, infatti, una senatrice americana ha annunciato l’intenzione di varare una proposta di legge che non dovrebbe consentire a nessuna azienda, a partire da Google, di proporre pubblicità legata in qualsiasi modo ai contenuti delle email scambiate dagli utenti.

Krane ha voluto sottolineare che fin qui i primi tester hanno accolto con favore Gmail ma l’impressione che si ha leggendo le critiche degli osservatori più informati è che per la prima volta nella sua ormai lunga storia, Google non abbia saputo gestire a dovere il proprio rapporto con la rete. “La luna di miele con internet” , scrivono acidamente alcuni commentatori americani, “è finita” . Un’affermazione perentoria che, però, rimane tutta da dimostrare…

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14 04 2004
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