Going dark, il futuro non è criptato

Ricercatori ed esperti contribuiscono al dibattito sulle conseguenze dell'uso della crittografia provando a rassicurare FBI e tutti gli altri: la gran parte dei dati continuerà a essere leggibile "in chiaro" anche in futuro

Roma – Uno degli argomenti più abusati dalle intelligence e dalle autorità ostili alla crittografia (USA, UK e non solo) consiste nel ripetere all’infinito la metafora del “going dark”, la possibilità cioè che l’uso sempre più diffuso delle comunicazioni criptate renda cieche le indagini contro i pedoterrosatanisti . Nulla di più falso, dice ora un team di esperti della materia.

Il Berkman Center for Internet & Society di Harvard ha infatti rilasciato il rapporto Don’t Panic , un lavoro di ricerca che restituisce una lettura molto meno apocalittica di quella con cui NSA, GCHQ e compagnia bombardano periodicamente i mezzi di informazione per diffondere il panico anti-crittografia.

Esperti del calibro di Bruce Schneier, Jonathan Zittrain (Harvard Law School) e Matthew G. Olsen (ex direttore dello U.S. National Counterterrorism Center) smentiscono la validità dell’ipotesi going dark: il numero di dispositivi che comunicano in forma non criptata non fa che aumentare, con sensori e gadget interconnessi della Internet delle Cose (IoT) capaci di fornire una superficie di attacco completamente nuova alle voglie di tecnocontrollo delle intelligence.

Ben difficilmente la crittografia end-to-end (che mette le password di accesso completamente nelle mani dell’utente) verrà adottata in maniera massiccia dalle aziende, spiega il rapporto, perché l’accesso ai dati in chiaro è spesso un modello di business imprescindibile; i metadati non sono criptati, inoltre, e la stragrande maggioranza continuerà a essere liberamente accessibile.

Un mercato del software frammentato, le esigenze delle agenzie di advertising e i trend dei servizi Web consumer ridurranno la Internet cifrata a una minima parte rispetto al totale, dicono ancora gli esperti, quindi l’intelligence del futuro avrà dati in abbondanza per spiare, intercettare, analizzare e indagare a destra e a manca.

Alfonso Maruccia

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  • rova123 scrive:
    Poco importa che gli USA
    siano alleati "privilegiati" di Israele ... ebrei che fuono schedati grazie ai computer IBM americani. Pensa un pò cosa gli avrebbero fatto se gli fossero stati sui maroni!http://imuliniavento.blogspot.it/2011/11/l-e-l.html
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