Google aprirà il suo Play Store agli store di terze parti

Google aprirà il suo Play Store agli store di terze parti

Google permetterà la distribuzione degli store di terze parti e l'accesso al catalogo delle app del Play Store a partire dal 22 luglio (solo negli USA).
Google aprirà il suo Play Store agli store di terze parti
Google permetterà la distribuzione degli store di terze parti e l'accesso al catalogo delle app del Play Store a partire dal 22 luglio (solo negli USA).

Sembrava tutto finito con l’accordo sottoscritto all’inizio di novembre 2025. Invece è arrivato un inatteso colpo di scena. Google e Epic Games hanno deciso di “cancellare” tutto e ritornare alle origini. A partire dal 22 luglio, l’azienda di Mountain View permetterà agli store di terze parti di accedere all’intero catalogo delle app distribuite tramite Play Store negli Stati Uniti.

Store-in-store negli USA, Registered App Store nel resto del mondo

Nonostante i tentativi (respinti fino alla Corte Suprema), Google deve rispettare l’ingiunzione permanente emessa dal giudice il 7 ottobre 2024. La maggioranza dei rimedi per ripristinare la concorrenza nel mercato della distribuzione delle app per Android e dei sistemi di pagamento sono già stati implementati. Mancavano solo gli ultimi due (punti 11 e 12 dell’ingiunzione (PDF).

A sorpresa, Google e Epic Games avevano annunciato un accordo all’inizio di novembre 2025 che prevede l’introduzione dei cosiddetti Registered App Store con Android 17, ovvero store di terze parti approvati da Google per i quali è prevista una procedura di installazione più semplice. Questa doveva essere l’alternativa ai rimedi indicati ai punti 11 e 12 dell’ingiunzione.

Google ha comunicato ieri sera il ritiro della versione modificata dell’ingiunzione concordata con Epic Games (che il giudice doveva ancora approvare):

Abbiamo concordato con Epic di ritirare la nostra richiesta di modifica dell’ingiunzione del tribunale statunitense, anziché prolungare ulteriormente questo processo che crea incertezza per l’intero ecosistema. Ciò ci consente di concentrarci sull’implementazione della recente evoluzione del nostro modello di business globale, volta a offrire una maggiore scelta negli app store, prezzi più bassi e più opportunità per sviluppatori e utenti. Rimaniamo impegnati a mantenere la sicurezza leader del settore di Android e a promuovere un ecosistema competitivo in cui ogni app store e sviluppatore abbia la libertà di competere. Parallelamente, continuiamo a rispettare l’ingiunzione del tribunale statunitense.

L’evoluzione del modello di business è riferita alle nuove commissioni in vigore dal 30 giugno (annunciate all’inizio di marzo). A partire dal 22 luglio, Google rispetterà l’ingiunzione originaria consentendo agli store di terze parti l’accesso al catalogo del Play Store e la distribuzione degli store di terze parti tramite Play Store.

Per l’accesso al catalogo delle app è necessario pagare una commissione di servizio di 5.000 dollari/anno. Ci sono vari requisiti da rispettare, tra cui la distribuzione delle app solo negli Stati Uniti e non più dell’1% di installazioni di app contenenti malware. Nel resto del mondo saranno invece disponibili i Registered App Store con Android 17.

Fonte: The Verge
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Pubblicato il
15 lug 2026
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