Google Authenticator 5.1: le novità (minime)

Google aggiorna dopo anni dall'ultima release il proprio Google Authenticator, app per la verifica in due passaggi delle identità online.
Google aggiorna dopo anni dall'ultima release il proprio Google Authenticator, app per la verifica in due passaggi delle identità online.

La versione precedente era del 2017 e da allora aveva svolto la sua funzione senza problemi: Google Authenticator giunge oggi alla release 5.1 con un piccolo maquillage che aggiorna l’app in alcuni semplici dettagli, adeguandola semplicemente all’oggi per consentirle di continuare il proprio servizio.

Google Authenticator 5.1

Google Authenticator (scarica qui) è un’app che consente di portare avanti una verifica in due passaggi (2FA) sfruttando lo smartphone come strumento di passaggio per la certificazione dell’identità dell’utente: grazie a questo processo si può dotare i propri account online di un layer di sicurezza ulteriore, evitando truffe e furti di identità.

La verifica in due passaggi aumenta la sicurezza del tuo account Google richiedendo un secondo passaggio di verifica al momento dell’accesso. Oltre alla password ti servirà un codice generato dall’app Google Authenticator sul tuo telefono.

Tra le novità annunciate si nota la possibilità di un import/export facilitato degli account, nonché una revisione grafica che adegua l’app alle interfacce degli smartphone di ultima generazione. Massimo risultato con minimo sforzo, insomma, per consentire semplicemente ad Authenticator di continuare il suo servizio senza orpelli che possano infastidire o novità che possano destabilizzare l’esperienza dell’utente su uno strumento tanto utile quanto essenziale.

Come funziona

Google Authenticator sfrutta gli algoritmi HOTP e TOTP per generare token utili alla conferma di una identità. L’utente che utilizza il servizio può far leva sul proprio smartphone per confermare la propria identità su siti, app e servizi online e nessuna truffa può essere portata avanti ai danni dell’identità dello stesso se non si ha accesso diretto allo smartphone. La “verifica in due passaggi” può così essere portata avanti attraverso standard aperti e con token della durata di 60 secondi, alla scadenza dei quali ne viene generato uno nuovo.

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07 05 2020
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