Google Inbox, risposte con intelligenza artificiale

Smart Reply distilla il senso delle email e propone tre risposte plausibili: la ricerca sull'AI di Google al servizio degli utenti mobile di lingua inglese

Roma – Tre risposte pronte all’uso a favore dell’utente mobile, elaborate dalle reti neurali di Google per sollevarlo dal compito di comporre manualmente un messaggio email: Mountain View ha annunciato la disponibilità della funzione Smart Reply per il client email Inbox, che promette di interpretare il significato delle missive ricevute e di offrire loro risposta.

Smart Reply

La funzione, destinata agli utenti di Inbox per Android e iOS di lingua inglese, è fondata sull’ operato congiunto del team Machine Intelligence e degli ingegneri di Gmail.

Quella delle reti neurali, abbracciate da Google tanto per l’ individuazione dello spam quanto per l’ analisi e l’ elaborazione delle immagini e il search sul web , è una frontiera di ricerca esplorata da tempo a Mountain View: nei mesi scorsi i ricercatori della Grande G hanno sviluppato un sistema per interpretare e gestire conversazioni in linguaggio naturale basato su reti neurali ricorrenti con architettura LSTM , che ha animato un bot già capace di intrattenere conversazioni credibili, senza basarsi su diagrammi di interazione preconfezionati.

Smart Reply

Sullo stesso principio di machine learning si basa Smart Reply: una rete neurale si occupa della codifica del messaggio ricevuto in un “vettore di pensiero”, vale a dire il senso basilare della comunicazione, mentre l’altra rete, a partire da questo distillato di senso, compone delle risposte plausibili.

Le risposte offerte da Smart Reply si sostanziano in frasi brevissime, di una manciata di parole. Gli utenti possono impiegarle così come sono o operare delle modifiche, che a loro volta saranno utili all’apprendimento del sistema. Uno degli scogli fondamentali incontrati dai ricercatori è stata la differenziazione semantica delle risposte, più complessa da elaborare rispetto alle semplici scelte linguistiche: il contributo degli utenti permetterà di affinare il sistema anche in questo senso.

Gaia Bottà

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  • Luke1 scrive:
    Soluzione momentanea
    L'impiego di forza lavoro umana (con il trattamento discutibilissimo che ne deriva) è solo un ponte verso l'automazione totale del servizio. Vale per Amazon, ma anche per Uber e molti altri. Quindi non perderei troppo tempo a scandalizzarmi per le condizioni contrattuali dei dipendenti di queste compagnie (che nel caso di Uber non sono nemmeno dipendenti) perché tempo che la cosa venga affrontata legalmente lo scenario sarà di nuovo cambiato e dovremo cominciare a discutere di come le consegne tramite droni e la mobilità driverless impattino pesantemente sull'occupazione e la domanda aggregata, che poi sono i veri problemi sul tavolo.
  • Scumm78 scrive:
    ... anche HP
    usa "ordinari cittadini" come corrieri per i suoi servizi di assistenza H24 in 4 ore
  • Trapan scrive:
    Psicopatici crescono
    Sicuramente basterà un drone per quel cialdrone di bezos...
    • ... scrive:
      Re: Psicopatici crescono
      - Scritto da: Trapan
      Sicuramente basterà un drone per quel cialdrone
      di bezos...non appena ne abbatteranno a fucilate i primi 2-300, si ritornera' alla consegna umana.
      • Passante scrive:
        Re: Psicopatici crescono
        - Scritto da: ...
        - Scritto da: Trapan

        Sicuramente basterà un drone per quel cialdrone

        di bezos...

        non appena ne abbatteranno a fucilate i primi
        2-300, si ritornera' alla consegna umana.In effetti un luogo non civile perchè dovrebbe vedere le consegne entro un'ora ? Meglio che ci mettano 3 giorni.
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