Google investe ancora nella fibra sottomarina

Mountain View finanzia un progetto da 300 milioni per realizzare un cavo che colleghi Usa e Giappone. Una Rete sempre più veloce è il mantra di Big G

Roma – Un cavo sottomarino per una rete super veloce che collega la West Coast con alcune città costiere nipponiche. Questo il progetto finanziato da Google insieme ad altre TLC asiatiche per realizzare Faster, il tubo degli abissi in grado di raggiungere i 60 terabit al secondo, una velocità in linea con le prospettive di crescita del traffico nei prossimi anni.

Un grande piano che richiede un corposo investimento: si parla infatti di una spesa attorno ai 300 milioni di dollari, che Big G dividerà con China Mobile International, China Telecom Global, Global Transit, SingTel e KDDI. Come riportato nell’annuncio divulgato da Nec, l’azienda giapponese che eseguirà i lavori, l’obiettivo è connettere metropoli e città strategiche della costa occidentale americana come Los Angeles, San Francisco, Seattle e Portland con Chikura e Shima, località marittime del Giappone.

“Per rendere più veloce e affidabile il nostro ecosistema c’è bisogno di un grande infrastruttura di rete, decisiva per agevolare il compito degli utenti e degli sviluppatori Android che realizzano prodotti e servizi sulla piattaforma cloud di Google”, è il messaggio di Urs Hölze, vicepresidente delle infrastrutture tecniche di Google. Con la posa della prima pietra in programma il mese prossimo – dopo mesi di analisi, verifica e accertata la fattibilità del piano – l’intento è concludere i lavori entro giugno 2016.

I cavi sottomarini non sono una novità assoluta per la società di Mountain View che, sempre in Giappone e sempre insieme a un pool di aziende, nel 2008 ha compartecipato allo sviluppo del cavo Unity, mentre nel 2011 ha finanziato un altro progetto subacqueo per connettere il Giappone con paesi del sud-est asiatico come Tailandia e Filippine. Disporre di una rete più veloce e portare la connessione laddove non è ancora arrivata è uno degli obiettivi a medio-lungo termine più rilevanti per Google: negli USA da tempo è in corso il progetto Fiber, che sta contribuendo alla diffusione di connettività con banda ultra-larga a prezzi contenuti nelle case dei cittadini di Missouri , Texas e Utah . Dove la fibra non arriva, poi, c’è sempre la possibilità di usare le mongolfiere .

Alessio Caprodossi

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  • AxAx scrive:
    Che buffonata
    I politici usa sono della stessa stoffa dei nostrani quando vogliono avere visibilità gratis sui titoli dei giornali.Non possono esistere permessi superiori a quelli di root su tutti i dispositivi unix.Basta rootare l'apparecchio ed è fatta.Era molto più saggio il blocco dell'imei.
    • mmarco scrive:
      Re: Che buffonata
      di tutto quello che cè nel boot,nel chip radio non sai nulla, ne di quello chr gita nella macchina java nella sim.quindi il tuo cell rootato o no, con rom opensource o meno, se 'becca' il segnale radio giusto minimo si sconnette da ogni rete, con il nuovo hardware te lo friggono.e non solo i cellulari, pure hd,ssd,ethernet,boot pc....
  • bubba scrive:
    OT(?): per la serie "hei lo facciamo per
    OT(?): per la serie "hei siamo la STASI, ma lo facciamo per voi" -
    http://arstechnica.com/tech-policy/2014/08/facial-recognition-nabs-14-year-fugitive-in-nepal-fbi-says/(..)Database will host as many as 52 million images by next year and include pictures of innocent people(..)There were more than 12 million arrests in 2012, according to the latest FBI figures availableabout one arrest every two seconds (12m = 1/6 della popolazione italiana... )
  • qualcuno scrive:
    IMEI
    Hanno cercato di mettere in pratica per anni il blocco dell'IMEI, però si sono fermati a metà strada perchè non gliene fregava niente a nessuno. Ma quando c'è da installare una backdoor ...
  • xander scrive:
    Stesso articolo, due cose diverse.
    tutti gli smartphone a partire dal luglio del prossimo anno. entro l'inizio del mese di luglio 2015 tutti gli smartphone vendutiallora?
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