Google Messaggi, arrivano le reaction di iMessage

Google Messaggi, arrivano le reaction di iMessage

La versione beta di Google Messaggi introduce le reazioni di iMessage, visibili direttamente in calce al messaggio e con le emoji standard.
La versione beta di Google Messaggi introduce le reazioni di iMessage, visibili direttamente in calce al messaggio e con le emoji standard.

Nelle scorse settimane si è discusso dei problemi di compatibilità tra Google Messaggi iMessage e dei casi bullismo tra gli utenti che le discrepanze di funzionamento tra i due servizi hanno generato. Per evitare il protrarsi di questi attriti e, ovviamente, al fine di offrire un servizio sempre migliore, nelle ultime ore Google ha tuttavia provveduto ad aggiungere una nuova funzione nella sua app Messaggi, che in questo modo diventa un po’ più simile ad iMessage.

Google Messaggi: reazioni in calce ai messaggi con emoji standard

Nell’ultima versione beta della propria app di messaggistica, infatti, “big G” ha deciso di implementare le reazioni di iMessage che vengono visualizzate direttamente in calce al messaggio e con le emoji standard invece dei simboli Tapback. La traduzione delle reazioni non è ancora perfetta, ma di certo la cosa farà la felicità di molti.

Sino a questo momento, la traduzione delle reazioni ad iMessage su Google messaggi veniva mostrata dall’app di Google come un secondo messaggio testuale, identico all’originale, ma con in aggiunta all’inizio del testo la parola associata all’emoji impiegata per la rection (es. “Ha messo ‘Mi piace’ a [messaggio]” se l’utente di iPhone reagiva con un pollice in sù ad un messaggio visualizzato su Android). Si trattava di un modus operandi decisamente poco pratico, in special modo nelle conversazioni con più partecipanti in cui le reaction potevano finire per affollare la cronologia dei messaggi.

Chiaramente, quella adottata da Google è una soluzione che non sostituisce la comodità di un eventuale implementazione del protocollo RCS da parte di iMessage, il che permetterebbe di condividere non solo le reazioni, ma anche altri elementi multimediali fra i dispositivi coinvolti, senza utilizzare app di messaggistica di terze parti come ad esempio WhatsApp o Telegram.

Fonte: The Next Web
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Pubblicato il 2 feb 2022
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