Google, Microsoft e Intel nel mirino degli antitrust

Mountain View è sotto stretta osservazione negli USA, e Redmond consiglia all'UE di vigilare anche sulla posizione del suo concorrente. Nel mentre Intel si preparerebbe a ricevere una mazzata a dir poco clamorosa in Europa

Roma – Nubi scure si ammassano all’orizzonte per i più attivi operatori del mercato tecnologico e informatico: su entrambe le sponde dell’Atlantico le autorità antitrust sono in piena attività nella loro azione di analisi, osservazione e, se occorrerà, di contenimento di comportamenti incompatibili con i principi del libero mercato. E se contenimento ci sarà ci saranno multa, che promettono di essere tutto fuorché simboliche.

A Bruxelles e a Washington le autorità di garanzia sono una cosa seria, e quando colpiscono fanno parecchio male anche al più gigantesco dei colossi: l’infinita vicenda che vede contrapposti UE e Intel si avvia alla sua conclusione, e tutto lascia presagire che a Santa Clara verrà presentato un conto salatissimo da pagare per pratiche giudicate anticompetitive.

Questa settimana il Commissario Europeo per la Concorrenza Neelie Kroes presenterà la decisione finale della Commissione: sarà una decisione dura considerando che si prevede una multa e Kroes potrebbe permettersi di sanzionare Intel per un decimo del giro d’affari annuale della multinazionale vale a dire 3,8 miliardi di dollari, un nuovo record che batterebbe di molte lunghezze la precedente stangata su Microsoft da 1,35 miliardi (di euro).

La Commissione con Intel ci andrà giù duro, come dura era d’altronde stata la risposta nei confronti della precedente richiesta del chipmaker di avere più tempo per rispondere alle obiezioni europee, richiesta poi rifiutata. Se la multa sarà confermata, AMD potrà dichiararsi soddisfatta e Intel sarà costretta non solo a pagare una quantità enorme di quattrini ma anche e soprattutto a modificare il suo approccio al mercato, i contratti con i fornitori e più in generale il modo di operare sin qui seguito nel Vecchio Continente.

Intel rischia grosso in Europa, mentre su Microsoft non si sono ancora chiusi i giochi: la decisione sulla presunta posizione monopolistica di Redmond nel mercato del browser web è attesa per il 3-5 giugno, e tra i punti trattati dalla risposta dell’azienda alle accuse della Commissione c’è la dubbia legalità di un’eventuale obbligo a fornire un software di rete “alternativo” a Internet Explorer preinstallato in Windows, una scelta che a detta di Microsoft potrebbe non già sanzionare bensì favorire posizioni monopolistiche nel settore, giacché due dei suoi principali competitor , Opera e Mozilla, hanno stretto accordi con Google per la scelta del motore di ricerca di default del browser.

La situazione potrebbe ulteriormente peggiorare, suggerisce Microsoft all’Europa, se Google stringesse accordi con i produttori OEM come si prevede possa fare in qualsiasi momento. Microsoft chiede insomma alla Commissione di posare il suo sguardo anche su quello che combina Mountain View , che già nelle parole di Ballmer era stato definito un gigante inarrivabile nel business di rete, il cui aumento di market share non potrebbe certo non impattare sul libero mercato.

D’altronde Google è un “osservato speciale” al di là dell’oceano, e la FTC già indaga sui legami tra Apple e Google e la relativa compresenza di Eric Schmidt nei consigli di amministrazione delle due aziende. Se la Commissione Europea tenesse in debita considerazione le affermazioni di Microsoft, è verosimile che dopo Microsoft e Intel l’antitrust di Bruxelles potrebbe decidere di fare le pulci anche agli uffici del Googleplex.

Alfonso Maruccia

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  • battagliacom scrive:
    puo chiedelro il dstore di lavoro
    Non sono esperto di CV, ma se un datore di lavoro non vuole una persona che abbia avuto un tumore (magari anche guarito), credo che lo metta nell'annuncio o forse no?
  • Pierino23 scrive:
    in PI mancano sempre le fonti
    una cosa che mi ha sempre perplesso in PI, ed anche questo caso non è una eccezione, è che non trovo mai citata la fonte a cui si riferiscono (al più PI si auto cita). In questo caso si cita la fonte di un commento, ma non la sorgente prima dell'evento. E da questo si scatenano commenti e punti di vista. E se io da buono scettico volessi percorrere il canale informativo e risalire alla fonte perché non mi fido e volessi sapere veramente che ha detto il Ministro e quale è il suo progetto?Non mi pare questo sia fare del buon giornalismo, ed in effetti PI non brilla da questo punto di vista perché troppo spesso gli articoli sono arrangiate traduzioni di articoli stranieri; quasi mai, ma lo dico solo per tutelarmi, PI va direttamente alla fonte della notizia, quasi mai leggo interviste dirette ai protagonisti. Per cui tutto quello che ne segue sono illazioni. Se mettessero umilmente le fonti sarei più tranquillo.Guarda caso su questo argomento avrei qualcosa da dire perchè ho avuto parte rilevante nel disegno del progetto Nazionale del Fascicolo Sanitario Elettronica (PHR: patient health record) in Italia. Mi pare che così come letto non sia proprio. Ora difficile per me capire come si possano dire certe cose SENZA LA FONTE. Ma chi ha detto che il progetto è stato disegnato in questi termini? Forza PI citate le fonti!! Un pò di umultà non fa male, si posso lo stesso fare dei buoni articoli.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 12 maggio 2009 22.11-----------------------------------------------------------
    • Luca Annunziata scrive:
      Re: in PI mancano sempre le fonti
      Gentile lettore,Tra le molte osservazioni che riceviamo, quella di non inserire i link alle notizie non appare mai (o quasi mai): accade invece l'opposto, ovvero che i lettori ci segnalino un uso eccessivo di collegamenti ipertestuali.Venendo all'articolo in oggetto, trattasi di un commento (o editoriale) scritto per esporre delle riflessioni - comunque legittime e in ogni caso argomentabili - su un fatto di attualità. Così come sembrerebbe strano veder riassunta una notizia in un editoriale di Scalfari o De Bortoli sui rispettivi quotidiani, lo stesso dicasi per questo caso.Detto questo, la "politica" della redazione *impone* (e lo ribadisco, impone) di sentire tutte le parti che siano disponibili ad offrire il loro contributo alla discussione: ci sono fulgidi esempi di questo approccio su PI, e i commenti agli articoli sono messi a disposizione proprio per poter offrire sempre e comunque informazioni e dettagli aggiuntivi. Nessuno è onnisciente, ma la collettività è in grado di generare un sapere decisamente superiore a quello del singolo.Un saluto,Luca A.
      • Pierino23 scrive:
        Re: in PI mancano sempre le fonti
        Gent. Luca,aprezzo la risposta, segno di serietà e volontà di migliorare che vi fa onore. D'altro canto in questo articolo non compare la fonte della notizia originale, per cui almeno in questo caso una fonte non c'è e dovrebbe esserci per aver modo di capire se non sia stata fraintesa o diversamente interpretata. Inoltre si commenta un commento, è una notizia riportata di terza mano. Nel mio caso poi mi interessa poiché mi sento parte in causa per il mio ruolo nel progetto.Facciamo atto inoltre che questa è una rivista one line e come tale usufruisce di strumenti ipertestuali (scrivendola mi pare quasi diventata una parola obsoleta) per collegare informazioni cosa che giornali cartacei non possono fare; leggo però Repubblica on-line e i link alle fonti dei fatti vi sono. Un editoriale inoltre tratta di avvenimenti di valore nazionale che è stato in prima pagina per dei giorni, qui non credo si possa fare un raffronto.Il fatto cha la communità partecipi in modo proattivo è palese nella definizione del termine, ma questo a maggior ragione non esime il "root", i.e. il segnalatore della notizia, a riportarne la fonte, si rischia che gli interi commenti successivi siano fuori luogo e privi di fondamento.Cordialmente-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 13 maggio 2009 14.58-----------------------------------------------------------
        • Luca Annunziata scrive:
          Re: in PI mancano sempre le fonti
          Il link alla notizia c'è.Quanto alle attività altrui, non credo sarebbe deontologicamente corretto per me commentare.L
          • Pierino23 scrive:
            Re: in PI mancano sempre le fonti
            C'è il link al commento non alla notizia, è diversoCordialmente
  • orgogliosod iandarmene allestero scrive:
    grande innovazione
    Al di la di questo di innovazione in Italia ne vedo ben poca... E non è certo colpa di chi si oppone
  • Eretico scrive:
    Rimaniamo ancor aad inizio secolo...
    " L'innovazione tecnologica è certamente una necessità ma non lo è in tutti casi. In molti casi non è nemmeno consigliabile. In alcuni casi può essere addirittura molto pericolosa se non viene gestita in modo adeguato. Francamente, questo è uno di quei casi in cui preferirei continuare ad usare dei metodi già collaudati. "Metodi già collaudati ? Quali ? Faldoni e faldoni di carta polverosa ?Innovare in questo è paese è possibile o dobbiamo rimanere fermi a fine '800 ?
    • orgogliosod iandarmene allestero scrive:
      Re: Rimaniamo ancor aad inizio secolo...
      certo allora diamo modo ai delinquenti di danneggiare il cittadino con queste XXXXXXXte elettroniche gestite alla XXXXX dai soliti appalti mafiosi... Ma già lo stanno facendo I DELINQUENTI CHE MUOVONO LE FILE DELL'ITALIA
  • PandaR1 scrive:
    Esempio del menga...
    Sono un programmatore e casualmente soffro di mal di testa... l'emicrania e' una malattia misconosciuta ma fortemente invalidante... Per dire, e' molto piu' facile lavorare con una caviglia che fa male piuttosto che un forte attacco di emicrania... Pero' mentre nel caso di un malessere fisico nessuno vi verra' mai a dire niente, con l'emicrania (chi non ce l'ha, ovvio, perche' chi ce l'ha sa di cosa parlo...) facile che vi venga a dire 'eh ma come sei stato a casa per un banale mal di testa ?!?'Quando parli di eccedere il ragionevole prima forse ti conviene documentarti, cosi' scopriresti che c'e' gente (per fortuna io no...) che arriva ad avere 20-25 attacchi al mese, quasi uno al giorno, talmente forti da non poter far altro che stare a letto a luci spente e in silenzio...Per cui caro alessandro se non sai di cosa parli evita di fare esempi del menga in cui traspare che chi soffre di mal di testa e' in fondo un assenteista ingiustificato... grazie, a nome di tutta la categoria degli emicranici (che e' gia' troppo bistrattata)...Fabio PandaR1
    • pippo scrive:
      Re: Esempio del menga...

      Per cui caro alessandro se non sai di cosa parli
      evita di fare esempi del menga in cui traspare
      che chi soffre di mal di testa e' in fondo un
      assenteista ingiustificato... grazie, a nome di
      tutta la categoria degli emicranici (che e' gia'
      troppo
      bistrattata)...

      Fabio PandaR1Beh, vista l'ora non mi sembra tu stia lavorando... :D
  • Francesco Rampone scrive:
    Ma di cosa stiamo parlando??? 2
    Bottoni per primo, e tanti altri, non hanno affatto capito in cosa consiste la proposta di Sacconi il cui progetto riguarda l'istituzione di un fascicolo elettronico integrato accessibile, per esempio, a mezzo smart-card e non riguarda invece la distribuzione di una smart-card contenente il curriculum e i dati sanitari del dipendente.Peraltro, per quanto si volesse aver paura della card (???) o dei fascicoli elettronici (???), ricordo che si tratta solo di mezzi dietro ai quali c'è sempre la sostanza del diritto che tali mezzi vogliono facilitare nell'applicazione, e questo proprio a tutela dei lavoratori.Immaginate un incidente sul lavoro e alla comodità di avere acXXXXX istantaneo all'anamnesi del lavoratore.Se poi si facesse un uso illegittimo della card o del fascicolo, beh, da che mondo è mondo, ci sono sempre i furbetti, ma ciò non ha mai impedito il progresso.
    • orgogliosod iandarmene allestero scrive:
      Re: Ma di cosa stiamo parlando??? 2
      si certo, si vede che in questo paese si fa molto per gli incidenti sul lavoro.. VA A CIAPA' I RAT
  • Ricky scrive:
    considerazioni in merito
    Vorrei far notare alla MOLTITUDINE che la storia insegna molte cose, una di queste e' che il troppo controllo estingue di fatto la LIBERTA', quella COSA che abbiamo ottenuto grazie al sangue versato dai nostri nonni e padri.Hanno fatto tanto per nulla?Sono stati tutti dei fessi?Altra cosa che la storia insegna e' che la MASSA spesso e' MIOPE e solo alcuni illuminati riescono a vedere OLTRE.Prima di criticare chiposta qui il suo pensiero,si gradirebbe una lunga riflessione e poi una risposta che CONFUTI quanto asserito con ARGOMENTAZIONI DEGNE DI QUESTO NOME.Altrimenti qualsiasi cosa venga detta e' solo FUFFA.Per quanto mi riguarda avere una carta digitale con i miei dati anagrafici, utili alla bisogna , non e' un male.Averne una con i miei dati medici, le mie problematiche e tutto il resto mi sta' bene ma l'acXXXXX a quella scheda deve essere limitato a chi un giorno mi potrebbe salvare la vita in qualche ospedale, non al mio datore di lavoro!Vista la facilita' con cui le vecchie card venivano clonate o crakkate, direi che c'e' un problema comunque serio di sicurezza,quelle a chip sono migliori ma NON INESPUGNABILI.Concentrare tanti dati in una sola scheda ad uso ALTRUI (oggi e' il datore di lavoro, domani chissa'...)non e' una cosa seria.Visto come lo stato stesso scavalca obblighi e leggi, mi chiedo in un futuro molto prossimo cosa potrebbe accadere se bastasse una sola smartcard a BOLLARTI come "indesiderato" e a privarti diqualsiasi liberta'.
  • mdls scrive:
    lo sapete che chi scrive si è candidato?
    Ecco spiegato l'arcano di tanta demagogia fondata su conoscenze tecniche molto limitate e voglia di criticare. Siamo tutti bravi a fare questo, ma se l'alternativa è rimanere fermi allora ho i miei dubbi
  • Donald111 scrive:
    questo articolo e' Dalemiano
    ... si deve per caso tornare tutto all'800???Ma dai su... una pedata nel di dietro al paese Italia non farebbe altro che bene... una sola smart card, un infrastruttura telematica fatta bene e tanti DB centralizzati protetti a modo e ben cifrati.Ma no... l'Italia deve rimanere all'800... viva il cartaceo.Yuppi... :(
  • Francesco Rampone scrive:
    Ma di cosa stiamo parlando???
    Il libro bianco di Sacconi tende a semplificare la circolazione di informazioni attraverso l'applicazione delle moderne tecnologie informatiche. Che male c'è?Tengo a precisare che sul libro bianco, che non è una proposta di legge, ma solo un primo passo per arrivare ad un testo normativo dopo lunghe discussioni, vengono assolutamente tutelati i diritti dei lavoratori. Per esempio, non si dice mai che i datori di lavoro avranno acXXXXX alle informazioni sanitarie del dipendente (né questo sarebbe possibile per ben altre leggi!!!).Non comprendo poi i dubbi dell'autore in caso di smarrimento ed errori nei dati, né le sue considerazioni sul cambio di governo.Se c'è un errore si corregge... se cambia il governo si chiama democrazia...Aggiungo che il Garante Privacy e il Ministro stesso stanno avviando consultazioni con aziende e rappresentanze sindacali per verificare la fattibilità e i dettagli del progetto. Proprio a questo serve un libro bianco!Veramente deploro l'allarmismo dell'articolo, la paura orwelliana che istilla e le minacce ai diritti che paventa. Critico poi la mancanza di fonti serie. Francamente scrivere un articolo su una notizia faziosa riportata da altri, mi sembra basso giornalismo.Ma vogliamo ancora far di conto con penna e calamaio quando tutto il resto del mondo sta correndo verso processi integrati che razionalizzano le attività portando a grande efficienza e contrazione delle spese? Vogliamo essere sempre gli ultimi, in fondo alla classifica dei paesi Europei? E pur senza arrivare a tanto, ma di che stiamo parlando? Del fatto che l'informatizzazione è una minaccia? Che i padroni ci fanno i soprusi? Che il Governo complotta?Caro Alessandro Bottoni, il nostro Governo è una barzelletta. Ahimè, tutta la classe politica è una barzelletta e, perdona la franchezza, lo è anche il tuo articolo.Considerandoci noi per primi cittadini XXXXXXXti e non solo sudditi ribelli.
  • erbeppe scrive:
    Ma la tessera sanitaria a che servirà?
    Adesso abbiamo tutti una tessera sanitaria in card senza chip, una carta d'identità cartacea, una patente cartacea, un codice fiscale di plastica, un passaporto.MA fare due sole card?La prima con dati di identità, patente, passaporto e dati penali, così anche alle frontiere sarebbe semplificato tutto, compreso anche il cambio di residenza.La seconda con i dati medici e lavorativi, accessibili separatamente solo da chi autorizzato.Niente cartacce che scadono, che si consumano nel portafoglio, le foto digitali in esse contenute sarebbero aggiornabili digitalmente, volendo si potrebbe inserire anche le impronte digitali e dna, per poter accedere alla sezione "sensibile" di tali carte, l'intestatario dovrebbe inserire un codice tipo bancomat, quindi sarebbe trasparente e la gente non rischierebbe di divulgare dati sensibili in modo erroneo.Io penso che si potrebbe fare in un modo abbastanza semplice, pensate se vi capitasse un incidente e i soccoritori sapessero già tutto su di voi?Magari si rischierebbe la perdita di dati, non lo metto in dubbio, ma vi potrebbe anche salvare la vita una cosa come questa, meditate!!!
  • Ale scrive:
    Cheppalle tutte 'ste card!
    Ognuno di noi è dotato di un codice univoco, il codice fiscale, generato ed attribuitoci per finalità che noi tutti conosciamo.Non vedo che necessità ci sia di continuare a produrre carte per ogni sorta di XXXXXXXta quando basterebbe una sola carta ed un solo codice (quello fiscale, appunto!) per ogni genere di servizio e rapporto di tipo contributivo e non.Codice Fiscale e Tessera sanitaria sono già state unificate, ma perché non accorpare le funzionalità di carta di identità, patente, libretto di lavoro, assenso/rifiuto alla donazione sangue/organi, testamento biologico ed ogni altro servizio pubblico (locale e nazionale) immaginabile?Il concetto di archiviazione dei dati direttamente sulla carta, poi, è semplicemente limitante, rischioso e idiota!Le carte, dovrebbero essere utilizzate per depositarvi le credenziali e/o i cookie (giusto per abbozzare il concetto) necessari per accedere ai servizi abilitati o per attingere a dati su DB esterni. Punto.Volendo allargare il discorso alle card ad uso privato, ritengo che lo stesso principio debba valere anche per le varie tessere fedeltà/sconti/punti: Un'unica tessera che di volta in volta viene fatta abilitare ai servizi dell'esercente di turno.Nel mio portafogli trovo:- Carta di Identità- Patente- Il badge per il rilevamento presenze al lavoro- La Carta Regionale dei Servizi (C.F. / Tessera Sanitaria)- La carta ADMO- La tessera dei servizi del mio comune (Piattaforma ecologica)- La tessera della biblioteca del mio comune- Il Bancomat / Carta di credito- La PostePay- La carta Esselunga Fidaty Oro (Pagamento / Raccolta Punti / Sconti)- La carta Auchan (Punti / Sconti)- La carta Vantaggi Iper (Sconti)- La carta di un minimarket sotto casa (Sconti)- La carta Fedeltà G dello spaccio Galbusera (Punti)- La carta Toys (Sconti)- La carta Q8 (Punti)- La carta Media World- La carta della videoteca "A"- La carta della vioeoteca "B"- La boobaloo card (Spazio giochi per bambini)- Spazio Bimbi "Bimbo A" (carta spazio giochi Esselunga)- Spazio Bimbi "Bimbo B" (carta spazio giochi Esselunga)Solo con queste siamo a 22!Numerose altre carte di uso sporadico, ma necessarie per i servizi più svariati, le tengo a casa in qualche cassetto.Io almeno la vedo così.Ale
    • Mauro scrive:
      Re: Cheppalle tutte 'ste card!
      ok, hai ragione... con una sola carta avresti meno spazio occupato, ma perché metterci per forza il codice fiscale? O meglio, pensaodic, anche se ci mettessi un codice univoco per quanto casuale, non cambierebbe nulla, lo stesso codice potrebbe essere confrontato tra le varie banche dati delle varie entità che raccolgono le informazioni, quindi sarebbe possibile ricostruire che la persona che porta i figli al bubalucomesichiama, ha anche comprato il burro di arachidi sotto casa, le sottilette al supermercato A, una videocassetta di piero angela alla videoteca a, ed una di cicciolina alla videoteca b, ha prelevato 200 euro dalla postepay e ha preso in prestito un libro di cultura orientale dalla biblioteca... nel complesso, forse nulla di male (il XXXXXXXXXX di turno direbbe "non c'è niente da nascondere"), ma PERCHE' dovrebbero (loro non sappiamo chi, ma qualcuno potrà) sapere tutti sti cavoli miei e ricostruire la mia vita così a puntino quando forse neppure io sarei in grado di ricordarmi tutta sta roba che mi riguarda?
      • Ale scrive:
        Re: Cheppalle tutte 'ste card!
        - Scritto da: Mauro
        anche se ci mettessi un codice univoco per quanto
        casuale, non cambierebbe nulla, lo stesso codice
        potrebbe essere confrontato tra le varie banche
        dati delle varie entità che raccolgono le
        informazioniHo la vaga sensazione che quanto descrivi avvenga già oggi, come regola, in barba alla privacy.Per esperienza posso dirti che c'è anche chi si vende i dati personali (una compagnia telefonica) anche quando il consenso viene esplicitamente negato.E spera di non finire mai nella banca dati Consodata!
        forse nulla di male (il XXXXXXXXXX di turno
        direbbe "non c'è niente da nascondere"), ma
        PERCHE' dovrebbero (loro non sappiamo chi, ma
        qualcuno potrà) sapere tutti sti cavoli miei e
        ricostruire la mia vita così a puntino quando
        forse neppure io sarei in grado di ricordarmi
        tutta sta roba che mi
        riguarda?Piuttosto... il "XXXXXXXXXX di turno" si renderebbe conto che la difesa della propria privacy è una battaglia persa in partenza, una pura illusione e che tentare di "nascondere" sarebbe vano.
    • Maestro Miyagi scrive:
      Re: Cheppalle tutte 'ste card!
      ... peccato che il codice fiscale non è *per niente* univoco ...Vallo a raccontare ai circa 24000 italiani ed all'infinità di p.es. cinesi che condividono il C.F. con uno o più altre persone (vedasi la voce omocodia, per chiarimenti)
      • Ale scrive:
        Re: Cheppalle tutte 'ste card!
        - Scritto da: Maestro Miyagi
        ... peccato che il codice fiscale non è *per
        niente* univoco
        ...

        Vallo a raccontare ai circa 24000 italiani ed
        all'infinità di p.es. cinesi che condividono il
        C.F. con uno o più altre persone (vedasi la voce
        omocodia, per
        chiarimenti)Che l'elemento di univocità sia il codice fiscale (che, ok, univoco non è...) o un altro ha poca importanza.Ha perfettamente senso, invece, unificare in un'unica carta un ventaglio di funzioni o di chiavi necessarie per accedere a detrminati servizi.
    • web96 scrive:
      Re: Cheppalle tutte 'ste card!
      - Scritto da: Ale
      Nel mio portafogli trovo:...
      - La carta Esselunga Fidaty Oro (Pagamento /
      Raccolta Punti /
      Sconti)
      - La carta Auchan (Punti / Sconti)
      - La carta Vantaggi Iper (Sconti)
      - La carta di un minimarket sotto casa (Sconti)
      - La carta Fedeltà G dello spaccio Galbusera
      (Punti)
      - La carta Toys (Sconti)
      - La carta Q8 (Punti)
      - La carta Media World
      - La carta della videoteca "A"
      - La carta della vioeoteca "B"
      - La boobaloo card (Spazio giochi per bambini)
      - Spazio Bimbi "Bimbo A" (carta spazio giochi
      Esselunga)
      - Spazio Bimbi "Bimbo B" (carta spazio giochi
      Esselunga)
      Tu sei matto, se dici il vero
      Io almeno la vedo così.ormai non puoi piu' uscirne, goditi gli sconti.:))ciao-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 12 maggio 2009 12.11-----------------------------------------------------------
      • Ale scrive:
        Re: Cheppalle tutte 'ste card!
        Per dire il vero, dico il vero... ma da qui ad esser matto ne passa...E non sono nemmeno convinto di essere l'unico in queste condizioni.Talvolta mi è anche capitato, sovrappensiero, di tentare "badgare" con il bancomat o di presentare all'Esselunga la carta dell'Iper e via dicendo...E palese quanto le carte fedeltà siano ad esclusivo vantaggio degli esercenti, ma per quanto riguarda gli sconti... specialmente se non si parla dell'acquisto di gadget all'ultimo grido, bensì di spesa alimentare... è quasi un obbligo puntare, di volta in volta all'offerta migliore per cercare di far quadrare il bilancio familiare.Diciamo che l'assurdo è, per il consumatore, dover avere una tessera per poter accedere agli sconti: ti immagini una tessera per poter comprare in saldo?!?
        Tu sei matto, se dici il vero


        Io almeno la vedo così.
        ormai non puoi piu' uscirne, goditi gli sconti.
        :))

        ciao
  • Manuel scrive:
    La smart card non è un contenitore...
    Nel testo dell'articolo ho letto:"Non c'è quindi nessuna ragione di mettere la sua cartella clinica sulla stessa smart card che ospita il suo curriculum."Ma OVVIAMENTE non ci sarà nulla di tutto ciò sulla smart card.La card non è altro che una chiave per autenticare chi la usa all'acXXXXX dei singoli database, e chi ha almeno un minimo di infarinatura di db management sa che gli accessi ad un singolo db possono essere fatti a livelli differenti se non addirittura a database differenti.Il possessore della smart card avrebbe diritto d'acXXXXX alla totalità dei propri dati, mentre il singolo organo (la farmacia, il medico, il comune, l'ufficio personale) avrebbe acXXXXX solo a parte delle informazioni.La farmacia può visualizzare solo le ricette che il medico ha preparato per l'utente; il medico avrà acXXXXX alla cartelle clinica ed eventualmente agli esami che l'utente avrà eseguito senza neanche doverli andare a ritirare; ecc...Una cosa simile in Lombardia esiste già: www.crs.lombardia.it e la privacy è già stata oggetto di analisi.
    • Prozac scrive:
      Re: La smart card non è un contenitore...
      - Scritto da: Manuel
      Nel testo dell'articolo ho letto:
      "Non c'è quindi nessuna ragione di mettere la sua
      cartella clinica sulla stessa smart card che
      ospita il suo
      curriculum."

      Ma OVVIAMENTE non ci sarà nulla di tutto ciò
      sulla smart
      card.[CUT]Finalmente un commento intelligente (e soprattutto tecnico) su di un forum che nel nome ha la parola "informatico"...
    • web96 scrive:
      Re: La smart card non è un contenitore...
      - Scritto da: Manuel
      La card non è altro che una chiave per
      autenticare chi la usa all'acXXXXX dei singoli
      database,E' la raccolta dei dati in se che espone a rischi, non il loro uso.Perche' se esiste un db prima o poi qualcuno ne abusera'.Quella dell'uso Pro utente e' la solita bufala mascherata da innocente agnellino.Non ci casca neanche una capra ciecaciao-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 12 maggio 2009 11.58-----------------------------------------------------------
    • io&te scrive:
      Re: La smart card non è un contenitore...
      ma cosa stai dicendo??Le sc sono benissimo in grado di contenere dati di quel genere.Ma tu hai i paraocchi che ti fan vedere solo i db x cui...
    • THe_ZiPMaN scrive:
      Re: La smart card non è un contenitore...
      - Scritto da: Manuel
      La smart card non è un contenitore...No, difatti è una macchina per fare gelati...Wikipedia non è certo una fonte infallibile, ma la definizione di smartcard che trovi nelle prime due righe è abbastanza accurata.http://it.wikipedia.org/wiki/Smart_cardDiciamo pure che in prima istanza la smartcard è proprio un contenitore sicuro.
      Nel testo dell'articolo ho letto:
      "Non c'è quindi nessuna ragione di mettere la sua
      cartella clinica sulla stessa smart card che
      ospita il suo curriculum."

      Ma OVVIAMENTE non ci sarà nulla di tutto ciò
      sulla smart card.E l'ovviamente da cosa lo inferisci? Sei per caso uno dei promotori del sistema? O parli per far prendere aria alle gengive?
      La card non è altro che una chiave per
      autenticare chi la usa all'acXXXXX dei singoli
      database,E chi lo dice? La smartcard del tuo cellulare è solo una chiave per accedere ad un DB esterno con i numeri dei tuoi contatti? O forse pensi che una smartcard non abbia alcuna memoria interna?
      e chi ha almeno un minimo di
      infarinatura di db management sa che gli accessi
      ad un singolo db possono essere fatti a livelli
      differenti se non addirittura a database
      differenti.E questo cosa c'entra di grazia? Posso anche dire che l'allocazione delle librerie in regioni diverse della memoria riducono la possibilità di sfruttamento dei buffer overflow, ma non c'entra una cippa con il contesto (oltre che essere impreciso).
      Il possessore della smart card avrebbe diritto
      d'acXXXXX alla totalità dei propri dati, mentre
      il singolo organo (la farmacia, il medico, il
      comune, l'ufficio personale) avrebbe acXXXXX solo
      a parte delle informazioni.E tu sai con certezza che è così vero?
      La farmacia può visualizzare solo le ricette che
      il medico ha preparato per l'utente; il medico
      avrà acXXXXX alla cartelle clinica ed
      eventualmente agli esami che l'utente avrà
      eseguito senza neanche doverli andare a ritirare;E questo cosa c'entra con il subject dell'articolo?
      Una cosa simile in Lombardia esiste già:
      www.crs.lombardia.it e la privacy è già stata
      oggetto di analisi.Per quello questa cosa esiste in diverse regioni, non solo in lombardia. Ma continua a non c'entrare nulla con l'oggetto dell'articolo.
      • Manuel scrive:
        Re: La smart card non è un contenitore...
        - Scritto da: THe_ZiPMaN
        No, difatti è una macchina per fare gelati...Davvero? non lo sapevo... meno male che c'è sempre qualcuno che si preoccupa di chiarirmi le idee...
        Diciamo pure che in prima istanza la smartcard è
        proprio un contenitore
        sicuro.Perfetto. Infatti "contiene" le credenziali di acXXXXX ad un db centralizzato.
        E l'ovviamente da cosa lo inferisci? Sei per caso
        uno dei promotori del sistema? O parli per far
        prendere aria alle
        gengive?No, il "sistema" non è nulla di innovativo, esiste già (per la cronaca: faccio ginnastica coi polpastrelli).
        E chi lo dice? La smartcard del tuo cellulare è
        solo una chiave per accedere ad un DB esterno con
        i numeri dei tuoi contatti? O forse pensi che una
        smartcard non abbia alcuna memoria
        interna?E infatti se perdi il cellulare hai perso anche la rubrica.Se perdi la smart card che succede? Devi rifarti la cartella clinica? Ma sveglia per favore!

        Il possessore della smart card avrebbe diritto

        d'acXXXXX alla totalità dei propri dati, mentre

        il singolo organo (la farmacia, il medico, il

        comune, l'ufficio personale) avrebbe acXXXXX
        solo

        a parte delle informazioni.

        E tu sai con certezza che è così vero?Con la CRS-SISS lombarda funziona esattamente così.Inoltre anche nell'articolo si accenna ad una "ipotesi che possa esistere un database centrale con queste informazioni." Ma effettivamente essendo quasi alla fine dell'articolo forse non ci sei arrivato a leggerlo.

        La farmacia può visualizzare solo le ricette che

        il medico ha preparato per l'utente; il medico

        avrà acXXXXX alla cartelle clinica ed

        eventualmente agli esami che l'utente avrà

        eseguito senza neanche doverli andare a
        ritirare;

        E questo cosa c'entra con il subject
        dell'articolo?Nell'articolo si parla anche di cartella clinica accessibile mediante smart card... certo bisognerebbe avere la pazienza di leggerlo tutto l'articolo.

        Una cosa simile in Lombardia esiste già:

        www.crs.lombardia.it e la privacy è già stata

        oggetto di analisi.

        Per quello questa cosa esiste in diverse regioni,
        non solo in lombardia. Ma continua a non
        c'entrare nulla con l'oggetto
        dell'articolo.Peccato che pensi non c'entri nulla, perché è da anni che stato e regioni si stanno adoperando per istituire le "carte dei servizi" e quelli descritti nell'articolo non sono nient'altro che dei servizi aggiunti. Evidentemente non sono l'unico a fare ginnastica coi polpastrelli ;)
        • THe_ZiPMaN scrive:
          Re: La smart card non è un contenitore...


          Diciamo pure che in prima istanza la smartcard è

          proprio un contenitore

          sicuro.
          Perfetto. Infatti "contiene" le credenziali di
          acXXXXX ad un db centralizzato.s/contiene/può contenere anche/

          E l'ovviamente da cosa lo inferisci? Sei per
          caso

          uno dei promotori del sistema? O parli per far

          prendere aria alle

          gengive?
          No, il "sistema" non è nulla di innovativo,
          esiste giàAncora la presunzione di *sapere* esattamente quel che hanno in mente quei burocrati...
          (per la cronaca: faccio ginnastica coi
          polpastrelli).Me ne accorgo.

          E chi lo dice? La smartcard del tuo cellulare è

          solo una chiave per accedere ad un DB esterno

          con i numeri dei tuoi contatti? O forse pensi che

          una smartcard non abbia alcuna memoria

          interna?
          E infatti se perdi il cellulare hai perso anche
          la rubrica.
          Se perdi la smart card che succede? Devi rifarti
          la cartella clinica? Ma sveglia per favore!Il fatto che i dati possano risiedere sia su un DB centralizzato sia su una smartcard è troppo difficile da concepire? Vogliamo paragonare la differenza tra il regolamentare e garantire un acXXXXX sicuro ad un DB centralizzato da parte del pubblico e garantire la stessa cosa ad un estratto del DB sulla singola smartcard?E se perdo la SC semplicemente ne emettono una nuova sulla quale vengono travasati nuovamente i tuoi record. Difficile vero da immaginare?


          Il possessore della smart card avrebbe diritto


          d'acXXXXX alla totalità dei propri dati, mentre


          il singolo organo (la farmacia, il medico, il


          comune, l'ufficio personale) avrebbe acXXXXX solo


          a parte delle informazioni.



          E tu sai con certezza che è così vero?
          Con la CRS-SISS lombarda funziona esattamente
          così.Non mi pare che l'articolo descriva come funziona la CRS della tua regione. Probabilmente la tua esperienza circoscritta a QUELLO specifico progetto ti induce a credere che tutto il mondo sia fatto a sua immagine e somiglianza.
          Inoltre anche nell'articolo si accenna ad una
          "ipotesi che possa esistere un database centrale
          con queste informazioni." Ma effettivamente
          essendo quasi alla fine dell'articolo forse non
          ci sei arrivato a leggerlo.Il fatto che ci siano dei DB centralizzati è ovvio e scontato, anche perché tali DB già oggi esistono. L'articolo solleva dubbi su altre questioni.Ma forse bisogna saper leggere per comprenderlo.
          Peccato che pensi non c'entri nulla, perché è da
          anni che stato e regioni si stanno adoperando per
          istituire le "carte dei servizi" e quelli
          descritti nell'articolo non sono nient'altro che
          dei servizi aggiunti.Hai proprio capito tutto dell'articolo.
  • Henryg scrive:
    Quanta demagogia....
    Siamo rimasti l'unico paese al mondo ad avere ancora le carte d'identita di "carta".... arriva gente dal Congo con i documenti digitali. Forse invece di fare inutili proclami, sarebbe il caso di guardarsi indietro e raccattare i pezzi che si sono persi per strada...
    • achille95 scrive:
      Re: Quanta demagogia....
      Che vantaggi porta la carta d'identita in tessera magnetica?
      • UnoQualsias i scrive:
        Re: Quanta demagogia....
        Nessuno...ma fa più figo :D
      • Mr.God scrive:
        Re: Quanta demagogia....
        - Scritto da: achille95
        Che vantaggi porta la carta d'identita in tessera
        magnetica?La foto é termoimpressa, come quella sulla patente.Nessuno ZiBuana arriva e con 2 spillette la cambia facendo entrare orde di gente.
        • achille95 scrive:
          Re: Quanta demagogia....
          Si ma falsificarla è semplice: le tessere magnetiche false si fanno da una vita, coi 'chippetti' è un po' più complicato, ma non è mostruoso come lavoro.Hai le stesse garanzie del documento di carta, e costa di più.
    • pippo scrive:
      Re: Quanta demagogia....

      Siamo rimasti l'unico paese al mondo ad avere
      ancora le carte d'identita di "carta".... arriva
      gente dal Congo con i documenti digitali.Se ti può interessare in uk non hanno nemmeno quella di carta...
      • web96 scrive:
        Re: Quanta demagogia....
        - Scritto da: pippo
        ... in uk non hanno nemmeno quella di carta...ultimo residuo di una civilta' liberale...ciao
    • tell scrive:
      Re: Quanta demagogia....
      Che c'entra la carta di identità con la propria storia professionale a disposizione dei datori di lavoro???
      • Anonimo scrive:
        Re: Quanta demagogia....
        - Scritto da: tell
        Che c'entra la carta di identità con la propria
        storia professionale a disposizione dei datori di
        lavoro???si infatti, questa è un altra storia e molto più delicata come questione che una banale carta di identità!
      • Uto Uti scrive:
        Re: Quanta demagogia....
        Non c'entra niente ma quando uno deve sparare una XXXXXXX qualunque va bene tutto. Lui è uno che al datore di lavoro darebbe anche le foto della visita ginecologica della figlia tredicenne...
        • pippo scrive:
          Re: Quanta demagogia....

          Non c'entra niente ma quando uno deve sparare una
          XXXXXXX qualunque va bene tutto. Lui è uno che al
          datore di lavoro darebbe anche le foto della
          visita ginecologica della figlia
          tredicenne...Lavora per silvio? :D
        • Henryg scrive:
          Re: Quanta demagogia....
          Per fortuna il mio datore di lavoro sono io... :)"Se ti può interessare in uk non hanno nemmeno quella di carta..."Ottima scelta ! Si risparmia un bel pò ! Saluti.
          • Prozac scrive:
            Re: Quanta demagogia....
            - Scritto da: Henryg
            Per fortuna il mio datore di lavoro sono io... :)

            "Se ti può interessare in uk non hanno nemmeno
            quella di
            carta..."

            Ottima scelta ! Si risparmia un bel pò !


            Saluti.La carta d'identità in Italia NON è obbligatoria quindi, se vuoi, non te la fai e stai a posto.
          • Henryg scrive:
            Re: Quanta demagogia....
            Fermo avere la pazienza di passare svariate ore in commissariato se vieni fermato per strada... :)Saluti.
          • achille95 scrive:
            Re: Quanta demagogia....
            http://it.wikipedia.org/wiki/Carta_d%27identit%C3%A0_italiana#Obbligatoriet.C3.A0
          • Prozac scrive:
            Re: Quanta demagogia....
            - Scritto da: achille95
            http://it.wikipedia.org/wiki/Carta_d%27identit%C3%L'art. 4 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza è riportato in maniera errata... In realtà dice:"L'autorità di pubblica sicurezza ha facoltà di ordinare che le persone pericolose o sospette e coloro che non sono in grado o si rifiutano di provare la loro identità siano sottoposti a rilievi segnaletici.Ha facoltà inoltre di ordinare alle persone pericolose o sospette di munirsi, entro un dato termine, della carta di identità e di esibirla ad ogni richiesta degli ufficiali o degli agenti di pubblica sicurezza."Su wikipedia hanno dimenticato di scrivere "pericolose o sospette"La parte relativa all'obbligo, invece, non so da che normativa l'abbiano tirata fuori... Che io sappia in Italia il normale cittadino non è obbligato a girare con un documento d'identità. E', invece, obbligato a dimostrare la propria identità...
          • Henryg scrive:
            Re: Quanta demagogia....
            Si si, tu prova a farti trovare senza documento ad un "normale controllo" e poi mi fai sapere come hai trascorso le 2-6 ore successive.
          • Prozac scrive:
            Re: Quanta demagogia....
            - Scritto da: Henryg
            Si si, tu prova a farti trovare senza documento
            ad un "normale controllo" e poi mi fai sapere
            come hai trascorso le 2-6 ore
            successive.A me è sucXXXXX diverse volte di essere fermato a piedi senza documenti... Forse avrò la faccia pulita... ma non mi hanno mai fatto andare in questura, in caserma o chissa dove... Mi hanno fatto qualche domanda e contenti delle risposte hanno continuato il giro...In Inghilterra, invece, come si comportano con chi è senza un documento?
          • Badabum scrive:
            Re: Quanta demagogia....
            emh...io ho la carta d'iden scaduta da 1 anno. Giro con la patente e ogni qualvolta mi hanno chiesto un documento ho sempre mostrato quella senza problemi.Ricordiamo che la patente in italia (nn ricordo se anche all estero) è considerato documento di identità valido.Bon...Cya a tutti buona giornata
  • infernet scrive:
    Demenziale come questo governo
    Dal cilindro dell'ineffabile mio conterraneo Sacconi spunta ora questa idea pericolosa e un po' perversa, che suona pure di presa in giro in un momento in cui le persone il lavoro lo perdono da un giorno all'altro (nonostante le rassicurazioni di Al Tappone e del circo barnum dei nostri governanti). Nell'articolo e' spiegato benissimo quali rischi corra la privacy delle persone e l'uso nefasto che si potrebbe fare di una tale messe di informazioni, raccolte in un'unico supporto; considerando poi la poca o nulla dimistichezza della nostra burocrazia con le tecnologie informatiche, ci si presenta uno scenario veramente devastante.Mi piace pensare che si tratti dell'ennesima sparata, cui questo governo ci ha abituati, considerando che ancora oggi cose semplici come la carta di identita' elettronica o la stessa patente di guida in formato magnetico sono inarrivabili per molti cittadini e per i Comuni da cui sono amministrati.Probabilmente non se ne fara' nulla o finira' tutto nell'ennesima mangiatoia di soldi pubblici (finisce quasi sempre cosi', in Italia) e questa proposta non sara' altro che l'ennesima, grossolana arma di distrazione di massa rispetto ai problemi veri, reali, concreti della gente.
  • sordomuto ospite di Rebibbia scrive:
    "sordomuto ospite di Rebibbia"?
    Salve, sono un sordomuto ospite di Rebibbia che ha due lauree e detesta chi fa battute sulle malattie degli altri.
    • Bruno scrive:
      Re: "sordomuto ospite di Rebibbia"?
      - Scritto da: sordomuto ospite di Rebibbia
      Salve, sono un sordomuto ospite di Rebibbia che
      ha due lauree e detesta chi fa battute sulle
      malattie degli
      altri.e cosa c'entra tutto ciò con la discussione?
      • Mr.God scrive:
        Re: "sordomuto ospite di Rebibbia"?
        - Scritto da: Bruno
        - Scritto da: sordomuto ospite di Rebibbia

        Salve, sono un sordomuto ospite di Rebibbia che

        ha due lauree e detesta chi fa battute sulle

        malattie degli

        altri.

        e cosa c'entra tutto ciò con la discussione?Easy pietismo all´italiana.
  • Paolo DeVario scrive:
    Basta un investigatore privato
    Mi spiace per Alessandro Bottoni, che vive in un mondo tutto suo dove le aziende, senza questa miracolosa "scheda" sul lavoratore non hanno acXXXXX ai dati personali di chi assumono.Nel mondo del lavoro, specie per le aziende medio-grandi, cercare informazioni su chi viene assunto è il primo compito che si affida agli investigatori privati.Nei fatti si cerca di sapere:-Se il lavoratore neo-assunto ha precedenti penali (droga, violenza e reati contabili in particolare)-Se il lavoratore non ha dichiarato (come suo obbligo per legge) problemi di salute cronici o invalidanti.-Se il lavoratore ha contratti o lavori (anche al nero) con altre aziende.Che poi tutti facciano finta di non saperlo (Garante della non-privacy compreso) è altro affare.Ma non pensiate che l'assunzione arrivi senza prima un controllo, in special modo per quelle a tempo indeterminato.Detto quanto sopra, ognuno è libero di pensare che una "card" elettronica aiuti a violare la privacy.Se volete sapere i XXXXX altrui vi basta spendere 1500 con un investigatore privato senza troppi scrupoli (e credetemi, ce ne sono tanti).Notte.
    • aaaa scrive:
      Re: Basta un investigatore privato

      Nel mondo del lavoro, specie per le aziende
      medio-grandi, cercare informazioni su chi viene
      assunto è il primo compito che si affida agli
      investigatori
      privati.posso comprenderlo che ne so per l'fbima per un azienda che senso ha fare gli esami medici per esempio a chi assume ??????o raccogliere dati su chi assume ?????e un meccanismo infernale
      • Un lavoratore scrive:
        Re: Basta un investigatore privato
        - Scritto da: aaaa

        Nel mondo del lavoro, specie per le aziende

        medio-grandi, cercare informazioni su chi viene

        assunto è il primo compito che si affida agli

        investigatori

        privati.
        posso comprenderlo che ne so per l'fbi
        ma per un azienda che senso ha fare gli esami
        medici per esempio a chi assume
        ??????
        o raccogliere dati su chi assume ?????
        e un meccanismo infernaleSembrerà strano ma è così.Lavoro in un'azienda di circa 12000 dipendenti, e vi posso assicurare, anche se contro la legge, tutti coloro che dovevano essere assunti prima di questa, anche a tempo determinato, sono stati sottoposti a visite mediche.Nel mio caso ho dovuto fornire anche l'estratto della fedina penale.Direte che spenderà una barca di soldi.No se la struttura medica è la sua e i dipendenti sanitari stipendiati come operai metalmeccanici.Signori non ci prendiamo per i fondelli, in italia ognuno fa quello che vuole, in particolar modo chi ha i soldi.Con l'adozione del testo unico per la sicurezza sono stato OBBLIGATO a comunicare gli estremi del mio medico curante.Posso pensare che lo chiedano nel mio interesse, se in occasione della visita annuale riscontrano qualche problema ne mettono al corrente il medico curante, ma posso anche pensare malignamente se il medico fa troppi certificati viene segnalato.Non mi dilungo perché mi rendo conto dell' O.T. e per non annoiarvi di piu.
        • gdm scrive:
          Re: Basta un investigatore privato
          Che l'Azienda faccia visite mediche prima dell'assunzione e normale, 25 anni fa per entrare nel pubblico era necessario fare una visita medica e dimostrare di non avere pendenze penali. Che il datore di lavoro posso sapere se ho problemi di erezione o altri cavoli miei che non influiscono con il lavoro non mi va proprio bene ed è per questo che, abitando in Lombardia, non ho ancora autorizzato la memorizzazione dei dati sulla tessere sanitaria elettronica.
          • Un lavoratore scrive:
            Re: Basta un investigatore privato
            - Scritto da: gdm
            Che l'Azienda faccia visite mediche prima
            dell'assunzione e normale, 25 anni fa per entrare
            nel pubblico era necessario fare una visita
            medica e dimostrare di non avere pendenze penali.
            Che il datore di lavoro posso sapere se ho
            problemi di erezione o altri cavoli miei che non
            influiscono con il lavoro non mi va proprio bene
            ed è per questo che, abitando in Lombardia, non
            ho ancora autorizzato la memorizzazione dei dati
            sulla tessere sanitaria
            elettronica.Nella P.A. 25 anni fa si in una fabbrica 10 anni fa mi sembra troppo
        • shevathas scrive:
          Re: Basta un investigatore privato

          Sembrerà strano ma è così.
          Lavoro in un'azienda di circa 12000 dipendenti,
          e vi posso assicurare, anche se contro la legge,
          tutti coloro che dovevano essere assunti prima di
          questa, anche a tempo determinato, sono stati
          sottoposti a visite
          mediche.non è contro la legge, l'azienda può e in certi casi deve richiedere al dipendente un certificato medico che attesti l'idoneità fisica al lavoro che deve svolgere.Logicamente, per legge sulla privacy, il medico deve scrivere idoneo o non idoneo, oppure idoneo a patto che...
          Nel mio caso ho dovuto fornire anche l'estratto
          della fedina
          penale.

          Direte che spenderà una barca di soldi.
          No se la struttura medica è la sua e i dipendenti
          sanitari stipendiati come operai
          metalmeccanici.

          Signori non ci prendiamo per i fondelli, in
          italia ognuno fa quello che vuole, in particolar
          modo chi ha i
          soldi.
          Con l'adozione del testo unico per la sicurezza
          sono stato OBBLIGATO a comunicare gli estremi del
          mio medico
          curante.supponi succeda un incidente, chi dovrebbero chiamare per sapere se stai prendendo farmaci che possono interagire con quelli che vorrebbero iniettarti ? o se sei allergico a certi tipi di farmaci ?
          Posso pensare che lo chiedano nel mio interesse,
          se in occasione della visita annuale riscontrano
          qualche problema ne mettono al corrente il medico
          curante, ma posso anche pensare malignamente se
          il medico fa troppi certificati viene
          segnalato.e allora ? se i certificati sono fondati il medico non ha nulla da temere, se invece sono troppo gonfiati...Quella di sacconi è una cavolata colossale ma qui stiamo rasentando la paranoia.
          • Un lavoratore scrive:
            Re: Basta un investigatore privato
            e allora ? se i certificati sono fondati il medico non ha nulla da temere, se invece sono troppo gonfiati...Quella di sacconi è una cavolata colossale ma qui stiamo rasentando la paranoia.Secondo Te allora è impossibile che ti facciano anche storie per una donazione di sangue.Non aggiungo altro per non andare O.T..p.s. Se scrivo qualcosa probabilmente ho ragione di pensarlo.
        • orgogliosod iandarmene allestero scrive:
          Re: Basta un investigatore privato
          eh si va bene così allora
    • tell scrive:
      Re: Basta un investigatore privato
      Quindi il tuo ragionamento è: visto che ci sono aziende e investigatori senza scrupoli, allora istituzionalizziamo il fatto di mettere a disposizione delle azienda la nostra completa storia professionale?
      • Paolo DeVario scrive:
        Re: Basta un investigatore privato
        - Scritto da: tell
        Quindi il tuo ragionamento è: visto che ci sono
        aziende e investigatori senza scrupoli, allora
        istituzionalizziamo il fatto di mettere a
        disposizione delle azienda la nostra completa
        storia
        professionale?Ma no Tell, il mio era un appunto per Alessandro, che scrive:"Che succede se c'è una perdita di informazioni? [...] Che succede se [...]il datore di lavoro [...] decide di rivendere le informazioni [...] ad altre aziende?[...] Magari su un server in Cina, fuori dalla portata della magistratura italiana ma ugualmente raggiungibile via web [...]"Ecco, volevo far presente che queste cose le fanno già, usando dischi rigidi criptati situati su server all'estero, fuori dalla portata delle beghe legali Italiane.I dati poi se li vendono tra loro un sacco di associazioni, Assicurazioni, enti "Onlus", lobby telefoniche, ecc... Non cambia nulla che la cosa sia "legale" o meno, lo fanno e basta perché non è fisicamente possibile fermarli.Se invio una mail personale cifrata, con connessione wi-fi al mio server in "vattelappesca" e dentro c'è il database aziendale, nessuno lo saprà mai, e se anche lo scoprisse dovrebbe decriptare la mail e poi spiegare come è venuto in possesso dei dati, visto che stavano fuori dalla giurisdizione legale Italiana.Insomma... non è il caso di farla tanto lunga, i mezzi istituzionali per raccogliere e rivendere dati li hanno già, niente cambia per noi.
    • Mr.God scrive:
      Re: Basta un investigatore privato
      - Scritto da: Paolo DeVario
      Nel mondo del lavoro, specie per le aziende
      medio-grandi, cercare informazioni su chi viene
      assunto è il primo compito che si affida agli
      investigatori
      privati.HAHAHAHAHA maddai, credulone illuso!Ministero Difesa...Affari Esteri....NESSUN controllo, persino i nulla osta sicurezza obbligatori ad-personam non sono mai stati neanche richiesti :D
      • orgogliosod iandarmene allestero scrive:
        Re: Basta un investigatore privato
        certo poi con la mania dell'outsourcing succede anche di peggio...
        • Mr.God scrive:
          Re: Basta un investigatore privato
          - Scritto da: orgogliosod iandarmene allestero
          certo poi con la mania dell'outsourcing succede
          anche di
          peggio...E Hai colto D il punto S.....:D HAHAHAHAAHHAAHAHA
    • andy61 scrive:
      Re: Basta un investigatore privato
      Hai fatto i conti di quanto ti viene a costare?È vero ciò che dici, ma viene fatto soltanto in casi puntuali, ove il beneficio derivante superi il costo.Riesci ad immaginare come realizzare un database di schedatura di migliaia o milioni di persone ad un costo ragionevole in questo modo?
  • AxAx scrive:
    Sacconi...
    riposati.
    • Rimpallo scrive:
      Re: Sacconi...
      "(Da I pericoli del fascicolo elettronico di Sacconi su ZeusNews del 7 maggio 2009)"Certo che se partiamo da una notizia riportata da un titolo come questo... si puo' capire quanto sia oggettiva !E poi, wow, torniamo al cartaceo!
  • Lorenzo scrive:
    enorme violazione della privacy
    e con quale diritto il datore di lavoro può vedersi tutta la mia cartella clinica?allora io posso vedere la sua? non si sa mai che sia schizofrenico e io non lo sappia...non voglio lavorare con un padrone schizofrenico...
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