Se non riesci a convincere i musicisti affermati a usare l’AI, allora meglio partire da quelli emergenti… Google ha appena stretto una partnership con Believe, società che opera nello scouting artistico a livello globale, per portare il suo strumento Flow Music agli artisti di Believe e TuneCore.
Flow Music, basato sul modello Lyria 3 Pro, è lo strumento AI collaborativo di Google per la creazione musicale. Aiuta con testi, melodie, sperimentazione di genere e struttura delle canzoni. Offrirlo agli artisti che Believe sta scoprendo e supportando in tutto il mondo significa inserire l’AI nel processo creativo dei musicisti del futuro, prima che abbiano il tempo di decidere se la vogliono.
Cosa fa Flow Music
Flow Music genera tracce fino a tre minuti usando Lyria 3 Pro. Gli utenti possono specificare la struttura del brano, come intro, strofe, ritornelli, bridge, con controllo su voci, stile e tempo. Non è uno strumento che crea musica al posto dell’artista, è pensato più come collaboratore che propone idee, genera basi e sperimenta variazioni.
Come parte dell’accordo, Believe e TuneCore selezioneranno artisti e produttori che si incontreranno settimanalmente con il team prodotto di Google per migliorare Flow Music. Un ciclo di feedback dove gli artisti aiutano Google a rendere l’AI migliore, e poi usano quella stessa AI per creare la propria musica.
Musica e intelligenza artificiale: la prova del nove sarà la reazione del pubblico
Il pubblico accetterà la musica creata in questo modo? Spotify ha già subito reazioni negative significative per aver promosso musica generata dall’AI. Deezer riceve 75.000 brani AI al giorno, ma rappresenta solo l’1-3% degli ascolti. Le persone generalmente non vedono di buon occhio i contenuti generati dall’intelligenza artificiale, e nella musica, dove l’autenticità è parte del valore di un artista, la resistenza è particolarmente forte.
Secondo Big G, integrare l’intelligenza artificiale nel lavoro degli artisti emergenti potrebbe cambiare il modo in cui le nuove generazioni percepiscono la creatività, e, col tempo, influenzare anche il pubblico più adulto. Se i futuri musicisti di successo utilizzeranno l’AI come uno strumento creativo normale, la distinzione tra musica “umana” e musica generata con l’aiuto dell’AI potrebbe perdere progressivamente importanza.
O potrebbe restare una linea netta che il pubblico rifiuta categoricamente di attraversare. La risposta dipenderà dalla qualità della musica, e dalla trasparenza su come è stata creata.