Google: non solo libri nel search

Le pagine di una frotta di riviste popolano Google Book Search. Convinti gli editori dei vantaggi della digitalizzazione e del riversamento online di opere che non rendono più, la Grande G inizia a negoziare

Roma – A disposizione dei netizen ci sono ora anche le pagine patinate delle riviste, le immagine pubblicate dai magazine, gli approfondimenti a cui i periodici hanno dedicato spazio. Google Book Search travasa in rete un altro tassello del patrimonio culturale e editoriale globale, e lo fa chiedendo cortesemente permesso.

Popular Science, ottobre 1977 Google invita i cittadini della rete di proiettarsi negli usi e costumi del passato sui quali le riviste costituiscono un punto di osservazione privilegiato, li incoraggia a ripercorrere i decenni sfogliando le pagine delle pubblicazioni digitalizzati. Sono per ora una manciata i periodici che Google mette a disposizione, spaziano dall’oltre un secolo di divulgazione scientifica di Popular Science allo specialistico Bulletin of Atomic Scientists , dal generalista New York Magazine a pubblicazioni di nicchia come Vegetarian Times . Ma l’opera di digitalizzazione non si arresterà al milione di articoli che Google ora offre ai netizen: da Mountain View assicurano che Book Search continuerà a popolarsi di pagine e di numeri di riviste.

Le pubblicazioni sono ora accessibili attraverso Google Book Search, ma da Mountain View promettono di offrire ancora maggiore rilievo e visibilità all’eredità culturale del cartaceo, integrando i risultati anche nell’interfaccia di ricerca ordinaria. Le pagine digitalizzate appagano il cittadino della rete con testi e fotografie, ma non è possibile interagire con le pubblicazioni. È Google a ipertestualizzare il cartaceo digitalizzato fornendo spunti di approfondimento quali la visualizzazione su una mappa dei luoghi citati dagli articoli della rivista.

L’obiettivo di Google non è cambiato: promette ai cittadini della rete di agire da gatekeeper e di organizzare l’informazione su scala globale. Un’operazione che investe anche l’offline, in un dispiegamento di forze cominciato con l’ appropriazione di articoli di quotidiani online e con la digitalizzazione di libri senza il consenso dei detentori dei diritti. Ma Google si è scontrato a più riprese con gli editori e con gli autori, non tutti hanno saputo riconoscere il valore di una vetrina online per i propri contenuti. Terminata la fase offensiva per sfidare sul campo le resistenze dei detentori dei diritti, la Grande G ha cominciato a negoziare . Lo ha fatto con gli editori per rendere accessibili archivi di quotidiani storici, lo ha fatto con i detentori dei diritti di archivi fotografici come quello di Life, ha sanato una controversia durata anni con gli editori statunitensi proponendo condizioni capaci di soddisfare tutte le parti in causa.

Google ha trattato anche con gli editori delle riviste ora ricercabili mediante Book Search: baratta la visibilità garantita da un link che punta al versante online della rivista con la possibilità di disseminare cultura, informazione e pubblicità. Pubblicità i cui ricavi vengono spartiti con gli editori che mettono a disposizione i contenuti per la digitalizzazione, consentendo loro di spremere prodotti che ormai non garantiscono rendite .

Laddove Google si incunea collezionando adesioni e disegnando modelli di business, sembrano invece fallire le istituzioni: Europeana , il colossale progetto di digitalizzazione e di riversamento online del patrimonio culturale europeo lanciato a novembre, rimarrà offline fino al mese di gennaio.

Gaia Bottà

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  • GoldenBoy scrive:
    Re: Desktop replacement
    Ma anche no, è vero che spesso i portatili sono alimentati dall'alimentatore, ma questo non vuol dire non usarlo mai a batteria. Già solo il fatto che fa da "backup" se salta la luce...ma se devi lavorarci fuori per misurazioni o altri vari usi in cui il filo è superfluo o inadatto, la batteria serve eccome.Piuttosto ti compri un all_in_one a quel punto...
  • ciao mamma scrive:
    consumismo idiota
    Si parla tanto di ecologia etc etc ma a nessuno è venuto in mente di vendere notebook SENZA alimentatore.Si potrebbe -dovrebbe!- arrivare ad un alimentatore unico anche per cellulari etc etc visto che in pratica il componente sarebbe facilmente standardizzabile e di durata eterna!!Della serie consumiamo (e soprattutto paghiamo) la stessa cosa più volte...
    • GoldenBoy scrive:
      Re: consumismo idiota
      Se vabbè notebook senza alimentatore...vai a comprare una macchina senza motore già che ci sei...
      • ciao mamma scrive:
        Re: consumismo idiota

        Se vabbè notebook senza alimentatore...vai a
        comprare una macchina senza motore già che ci
        sei...L'alimentatore universale è nello "scaffale di fianco"... se ti serve lo compri, se lo hai già in casa no.
        • Funz scrive:
          Re: consumismo idiota
          - Scritto da: ciao mamma

          Se vabbè notebook senza alimentatore...vai a

          comprare una macchina senza motore già che ci

          sei...

          L'alimentatore universale è nello "scaffale di
          fianco"... se ti serve lo compri, se lo hai già
          in casa
          no.Magari.A casa ho un Sagem e un Siemens di qualche anno fa, che non posso più usare perché si è guastato l'alimentatore e nello "scaffale a fianco" non ci sono più quelli adatti.Sono andato in un negozio, e non tenevano nemmeno più gli alimentatori universali, perché tanto "vendo cellulari da 30 Euro". Che ho poi comprato, da un'altra parte...
    • s o scrive:
      Re: consumismo idiota
      in effetti non sarebbe male avere un unico sistema d'alimentazione per caricare qualsiasi periferica portatile.. si risparmierebbe spazio e (soprattutto) soldi in caso di rottura/sostituzione..avendo sia l'e70 che l'e71 nokia, uno comprato l'altro ricevuto con la portabilità a TRE, ho problemi a portarmi in giro i due caricabatterie, quando le batt. sono piu' o meno della stessa potenza (si poteva benissimo usare lo spinotto tradizionale invece che quello piu' piccolo..)- Scritto da: ciao mamma
      Si parla tanto di ecologia etc etc ma a nessuno è
      venuto in mente di vendere notebook SENZA
      alimentatore.
      Si potrebbe -dovrebbe!- arrivare ad un
      alimentatore unico anche per cellulari etc etc
      visto che in pratica il componente sarebbe
      facilmente standardizzabile e di durata
      eterna!!

      Della serie consumiamo (e soprattutto paghiamo)
      la stessa cosa più
      volte...
      • bergs scrive:
        Re: consumismo idiota
        Si e se mi ritrovo il cel in carica non posso caricare il laptop.. ma per favore!
        • roberto scrive:
          Re: consumismo idiota
          no puoi basta un duplicatore di connettore. la carica viene regolata sempre nel dispositivo, come ora. basta che la potenza max sia sufficiente, unico probl, i cell vanno sui 3 volt, i portatili sui 19
        • ciao mamma scrive:
          Re: consumismo idiota

          Si e se mi ritrovo il cel in carica non posso
          caricare il laptop.. ma per
          favore!Ti compri 2 alimentatori ( o 3, o 4) e te li tieni tutta la vita.Invece attualmente hai in cantina una decina di alimentatori perfettamente funzionanti ma inservibili causa scelta di marketing... o sbaglio?
    • PGStargazer scrive:
      Re: consumismo idiota
      impossibile che lo eliminanoad esempio di recente ho preso un monitor lcd che in dotazione ha una marea di cavi di cui non me ne faccio nulla avendoli già, ma loro si basano su chi non ha mai avuto uno prima d'oraE' come dire è facile eliminare lo standbye dai dispositivi ma anche quello sarà impossibile visto un uso ormai planetarioIl più bell'esempio è quello dell'ibernazione in un portatilenon si vuole più spegnere anches eno nsi usa a scapito di batteria; poi però si meravigliano a lungo andare come mai la batteria è sempre più scarica
    • andy61 scrive:
      Re: consumismo idiota
      sottoscrivo.anni fa ho scritto a Dell suggerendo anche l'idea di eliminare dai server l'alimentatore (o gli alimentatori, per quelli che ne hanno più di uno) per creare un unico alimentatore da rack con uscite già in continua con le tensioni necessarie (i soliti +/-5, +/- 12, etc.).Questo significherebbe ridurre il costo degli apparati, il materiale da smaltire, ed il consumo (tanti piccoli alimentatori dissipano più di uno solo più grande).... non si sono neanche degnati di rispondermi ...In aggiunta, la medesima cosa si potrebbe fare nelle case, con un impianto in bassa tensione per tutte le apparecchiature elettroniche (telefonini, macchine fotografiche, etc.).Basterebbe soltanto prevedere connettori diversi per i diversi voltaggi, o ancora meglio un connettore unico con le diverse tensioni su pin diversi, in modo che le apparecchiature prelevino la tensione dal pin appropriato.Cosa occorrerebbe fare? Semplicemente standardizzare questi connettori.Tutto il resto verrebbe come conseguenza.
  • pinosx scrive:
    le aspetto anche per il mio macbook....
    .... visto che oggi ci mette almeno 4 ore per una ricarica completa.... ma spesso arrivo anche a 6 ore...troppo tempo.... troppo....
    • Ciano scrive:
      Re: le aspetto anche per il mio macbook....
      Se ci mette cosi' tanto vuol dire che hanno dimensionato il circuito on una corrente di carica troppo bassa. (geek)Normalmente dovrebbero metterci 2 ore per una carica completa.
  • Bastiariok scrive:
    sostituzione vecchie batterie
    Domanda: queste batterie potranno essere montate su modelli di notebook già in commercio oppure degli anni passati?
    • Michele Montanari scrive:
      Re: sostituzione vecchie batterie
      E soprattutto: potrà un semplice update di bios far gestire al circuito di ricarica questo nuovo tipo di celle???
      • vac scrive:
        Re: sostituzione vecchie batterie
        Nelle batterie al Litio:Il circuito di controllo della carica è integrato all'interno della batteria stessa.
        • Funz scrive:
          Re: sostituzione vecchie batterie
          - Scritto da: vac
          Nelle batterie al Litio:
          Il circuito di controllo della carica è integrato
          all'interno della batteria
          stessa.Interessante, non sapevo.Spiega anche perché non ci sono ancora le pile stilo al litio: l'elettronica dovrebbe essere integrata visto che non è possibile adattare tutti gli aggeggi in cui presumibilmente saranno usate (pena la degradazione prematura causa scarica profonda)
          • pippo scrive:
            Re: sostituzione vecchie batterie


            Nelle batterie al Litio:

            Il circuito di controllo della carica è
            integrato

            all'interno della batteria

            stessa.

            Interessante, non sapevo.
            Spiega anche perché non ci sono ancora le pile
            stilo al litio: l'elettronica dovrebbe essere
            integrata visto che non è possibile adattare
            tutti gli aggeggi in cui presumibilmente saranno
            usate (pena la degradazione prematura causa
            scarica
            profonda)Con quello che costano ci sta tranquillamente l'elettronica di gestione!Mi sa che il problema è altrove...
          • Massimo Palazzetti scrive:
            Re: sostituzione vecchie batterie
            Le batterie al litio (stilo) esistono eccome (comprate a ny questa estate) sono abbastanza care (circa 20$ un pacco da 8) ma pesano niente e durano tanto.
          • Funz scrive:
            Re: sostituzione vecchie batterie
            - Scritto da: Massimo Palazzetti
            Le batterie al litio (stilo) esistono eccome
            (comprate a ny questa estate) sono abbastanza
            care (circa 20$ un pacco da 8) ma pesano niente e
            durano
            tanto.Interessante grazie , qui da noi ancora nisba, avevo fatto una ricerchina.
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