Google Pixel 3: c'è un problema con la RAM

Google Pixel 3 e Pixel 3 XL mostrano evidenti difficoltà nella gestione delle applicazioni in background probabilmente dovute ad un problema software

Google Pixel 3: c'è un problema con la RAM

Google Pixel 3 e Pixel 3 XL potrebbero avere dei problemi di gestione delle risorse RAM. Si potrebbe trattare di un malfunzionamento nel software che si occupa di ottimizzare la memoria volatile, tale da non permettere alle applicazioni in background di funzionare come dovrebbero. Il campione di utenti che rilevato il problema è sufficientemente nutrito da far pensare che non si tratti di casi isolati relativi a poche unità.

Google Pixel 3: rimandato

Oltre a stupire, con i nuovi Pixel 3 il colosso di Mountain View ha anche un altro obiettivo: evidenziare che un eccesso di risorse hardware non sia condizione necessaria affinché uno smartphone possa essere considerato performante. In particolare, i nuovi device montano un solo sensore fotografico principale ed unicamente 4GB di memoria RAM.

Sotto il punto di vista della fotografia nessun dubbio: l’ottimizzazione software permette al singolo sensore di realizzare scatti di elevata qualità nelle maggior parte delle situazioni. Google ammette, anche se non esplicitamente, che una seconda fotocamera può essere utile solo se grandangolare. Infatti, sulla parte frontale di Pixel 3 e Pixel 3 XL sono piazzati due sensori fotografici. Il secondo serve proprio ad allargare l’inquadratura – grazie all’obiettivo grandangolare – così da permettere lo scatto di selfie di gruppo.

Non è soltanto una questione di megapixel, né di ottica: la fotografia è diventata qualcosa di nuovo e di ulteriore….

Pubblicato da Punto-informatico.it su Giovedì 18 ottobre 2018

Quanto alla memoria volatile, almeno per il momento, Google dovrà invece tenere bassa l’asticella e risolvere anzitutto i problemi emersi in questi primi giorni di test. Infatti, un nutrito gruppo di possessori dei device ha notato la presenza di problemi relativi alla gestione delle app in background e la questione necessiterà di immediati chiarimenti se il device ambisce ad una posizione di rilievo tra i top di gamma di questa fine 2018.

Il task manager non funziona come dovrebbe

Secondo quanto fin qui emerso, sembra che il task manager dei nuovi Google Pixel 3 si accanisca contro le applicazioni in esecuzione in background e non solo. Stando a quanto riportato da chi ha avuto problemi con il proprio terminale, diverse app vengono chiuse forzatamente anche quando effettivamente ancora in uso.

Spotify, il celeberrimo servizio di musica in streaming, sembra smettere di funzionare quando l’utente prova a scattare una fotografia. In situazioni normali, al massimo, l’app dovrebbe mettere in pausa la riproduzione musicale mentre la fotocamera è in uso. Non solo, fra i malfunzionamenti riportati c’è l’eccessiva frequenza con cui le applicazioni si aggiornano. Un altro indizio che il loro funzionamento in background sia inibito dal task manager e dunque abbiano bisogno di avviarsi da zero una volta aperte.

Addirittura, sembra che la cattiva gestione della memoria volatile causi come conseguenza un malfunzionamento dell’app della fotocamera. Diversi utenti hanno notato che alcune fotografie scattate – ed anche spezzoni di video – non sono stati salvati all’interno della galleria.

In generale, Google Pixel 3 e 3 XL avrebbero difficoltà a tenere attive anche solo un paio di applicazioni contemporaneamente: un problema software, quindi, che potrà sicuramente essere risolto con interventi di aggiornamento.

Lo smartphone è più lento

Va da sé che una mala ottimizzazione della gestione dei processi in esecuzione inficia sul corretto funzionamento dell’intero device. Inevitabilmente, un drenaggio eccessivo delle applicazioni in background porta ad un malfunzionamento globale dello smartphone.

Oltre ai disagi direttamente tangibili, come la chiusura dei servizi di streaming musicale, ci sono quelli legati alle performance generali del device. Il software dei Google Pixel 3 costringe l’utilizzatore ad avviare ogni volta da zero le applicazioni che servono: questo si traduce rallentamenti ed anche – paradossalmente – spreco di risorse energetiche.

Certamente, ridurre la quantità di processi in background solitamente porta benefici evitando il sovraccarico della RAM ed aumentando l’autonomia energetica. Tuttavia, se la selezione delle attività da bloccare non è effettuata correttamente, il rischio è quello di influire pesantemente sul corretto funzionamento dello smartphone.

4GB di RAM possono ancora bastare

Nonostante gli evidenti problemi che attualmente affliggono Google Pixel 3, questo non implica certamente che 4GB di RAM non possano bastare su uno smartphone. Ad oggi è ancora possibile godere di uno smartphone performante equipaggiato con questo quantitativo di risorse.

La questione è dunque quasi certamente legata ad un problema di gestione della memoria volatile: un limite software e non hardware. Il malfunzionamento può essere risolto con un miglioramento dell’ottimizzazione dei terminali volta a permettere il corretto funzionamento del task manager.

Update 24/10/2018

Google ha annunciato il prossimo rilascio di un aggiornamento software che andrà a risolvere i problemi evidenziatisi in questi giorni.

Fonte: 9to5Google

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