Hacker per gioco con Hackme Challenge

Una risorsa italiana lancia agli utenti una piccola sfida: superare alcuni dei più comuni sistemi di sicurezza usati sul Web. Obiettivo: dimostrare l'intrinseca debolezza di molti siti e imparare qualcosa di nuovo


Milano – Quella appena lanciata dal sito italiano !pc-facile , e chiamata ” Hackme Challenge “, non è la classica sfida a chi buca il sito ma, piuttosto, una sorta di gioco a quiz che, attraverso prove pratiche, stuzzica la curiosità e la passione del piccolo hacker che si cela in molti utenti del Web.

In questa gara di “hacking ludico”, come lo definisce l’ideatore di questa sfida, l’utente deve affrontare 10 livelli di crescente difficoltà cercando di volta in volta di superare o aggirare la sicurezza di alcune fra le più comuni tecnologie utilizzate sul Web.

Come ha spiegato a Punto Informatico il webmaster di !pc-facile, lo scopo di questa sfida è sostanzialmente didattico e dimostrativo: da un lato vuole dare agli utenti un’idea più chiara di come funziona Internet e la sicurezza sul Web, dall’altro intende dimostrare – in modo indiretto – la vulnerabilità di molti dei siti Web a cui spesso l’utente affida i propri dati.

“L’unico modo per far sì che i sistemi a cui accediamo siano realmente sicuri – si legge sull’home page dell’Hackme Challenge – è mostrare pubblicamente tutto ciò che è insicuro”.

I test sono principalmente basati sul Web e richiedono di superare sistemi di sicurezza che vengono solitamente utilizzati su pagine standard. “Si tratta quindi – ha spiegato a PI il webmaster del sito – di protezioni che realmente possiamo incontrare quotidianamente durante la navigazione e di cui normalmente ci fidiamo”.

Si parte da alcune pagine scritte in semplice HTML per poi passare, mano a mano che il livello di difficoltà cresce, a Javascript, maschere in Flash o Java e semplici sistemi crittografici.

“La cosa più importante – ha sottolineato il webmaster di !pc-facile – è che non sono necessarie delle conoscenze informatiche per superare queste protezioni ma solo un po ‘ di esperienza sul Web, tanta passione, tanta curiosità e ovviamente avere chiaro in testa che ciò che si ha di fronte non è inespugnabile”.

“In questo modo – ha continuato l’ideatore della sfida – oltre al divertimento (io mi sono divertito a realizzare i livelli e i miei tester si sono divertiti molto a testarli a fondo) speriamo di costringere le aziende che per la fretta di avere una presenza su Internet hanno tralasciato l’aspetto sicurezza, a migliorare i sistemi che proteggono i nostri dati”.

Nel momento in cui si scrive solo tre partecipanti, sui 95 totali, sono stati in grado di raggiungere il decimo e ultimo livello. Nei prossimi mesi !pc-facile conta di rinnovare la sfida aggiungendo nuovi e più difficili livelli.

Per partecipare all’Hackme Challenge è sufficiente accedere a questa pagina .

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  • Anonimo scrive:
    Perchè non si vuol fare chiarezza ...
    Ho letto i post e noto, come al solito, che quando una buona volta si cerca insieme di chiarire la situazione delle norme vigenti sull'utilizzo dei wi-fi in Italia tutto si degenera in litigi.Questo in ogni caso, ho notato, che avviene anche sui news, ove, chi per un motivo e chi per un'altro mai si è arrivati ad una chiarezza di come effettivamente sta la situazione come altresì gli stessi di chi diritto lo fa per sua professione mai hanno dato risposte chiare che univoche.Tra l'altro neppure chi ha siti internet dedicati ai sistemi wi-fi, e ancor meno le aziende che propongono detti prodotti, mai hanno prodotto prese di posizioni ma si sono, al limite, limitati a far nient'altro che un copia e incolla delle norme senza altresì darne una interpretazione chiara.Eppure, in questi periodi sempre più non si fa nient'altro che parlare di detti sistemi trovandosi poi, chi sperimenta (es. vedasi Lignano), di fronte a situazioni a dir poco paradossali, e come scriveva qualcuno, in situazioni altresì "a rischio".Si, a rischio ma non per questioni di inquinamento elettromagnetico che sappiamo bene non sussistere in sede di dette tecnologie, ma a rischio dovuto alla attuale carenza di chiarimenti legislativi che a sua volta così lascia spazio:- sia agli stessi addetti al controllo sul territorio i quali, secondo loro personali interpretazioni che "per non sbagliare", non fanno nient'altro che provvedere al sequestro mandando chi li utilizza in sede penale con costi notevoli e danni per quest'ultimo;- e sia dando la possibilità ad una miriade di schegge che a loro volta, tra l'altro anch'essi confusi, non fanno che espandere ancor maggior confusione.Ora, io mi domando e vi chiedo come altresì chiedo cortesemente anche a P.I., ma è mai possibile che una volta per sempre non si faccia chiarezza su questo problema? Se realmente i wi-fi non si possono sfruttare appieno in Italia, bene a sapersi, così che almeno tutti sappiamo che risulta inutile acquistarli come altresì le stesse aziende così sapranno dell'inutilità di spendere denari per prodotti che, per motivi di legge, non potranno aver seguito.Se invece si possono utilizzare, e ripeto nella loro reale potenzialità e non nella farsa di un utilizzo limitato, orbene che si sappia con rigore di norma e di riferimenti ben precisi così offrendo a noi/voi la possibilità di poter essere sia nella regola e sia di poter così controbattere a fronte di zelanti controlli.Nessuno vuol stare al di fuori dalle norme ma queste ultime debbono essere chiare senza lasciare dubbi di interpretazioni e, ancor più, non risultare disuguaglianti sel su chi può o meno utilizzare dette tecnologie.Lignano è un esempio di tentativo, come altri ci sono stati e come altri sono a "rischio", ma se questi tentativi di innovazione significa esporsi a "rischi", orbene, come si può pretendere che ci possa essere un futuro?Max
    • Anonimo scrive:
      Re: Perchè non si vuol fare chiarezza ...
      - Scritto da: Max
      Tra l'altro neppure chi ha siti internet
      dedicati ai sistemi wi-fi, e ancor meno le
      aziende che propongono detti prodotti, mai
      hanno prodotto prese di posizioni ma si
      sono, al limite, limitati a far nient'altro
      che un copia e incolla delle norme senza
      altresì darne una interpretazione chiara.Non è certo il caso di Wi-Fi.it che nella Newsletter n.6 ha spiegato chiaramente come stanno le cose.Non è colpa nostra poi se un giorno il Ministro si sveglia e decide che non è più così, allora chi come Telecom non ritira spontaneamente l'offerta, come Megabeam rischia provvedimenti ministeriali.Se in Italia si facesse una regolamentazione chiara come la si sta facendo in Francia e UK probabilmente dormiremmo tutti più tranquilli.Il ministro pare abbia tutte le intenzioni di farla sta legislazione, speriamo solo che non debba tenere conto dei colossi che hanno già investito miliardi in licenze 3G altrimenti già possiamo intuire che piega prenderà questa legislazione.Comunque prima di puntare il dito faresti bene ad leggere con più attenzione le risorse in rete.Matteo,www.Wi-Fi.it
      • Anonimo scrive:
        Re: Perchè non si vuol fare chiarezza ...
        - Scritto da: Matteo Wi-Fi.it
        - Scritto da: Max


        Tra l'altro neppure chi ha siti internet

        dedicati ai sistemi wi-fi, e ancor meno le

        aziende che propongono detti prodotti, mai

        hanno prodotto prese di posizioni ma si

        sono, al limite, limitati a far
        nient'altro

        che un copia e incolla delle norme senza

        altresì darne una interpretazione chiara.

        Non è certo il caso di Wi-Fi.it che nella
        Newsletter n.6 ha spiegato chiaramente come
        stanno le cose.Infatti, non ho indicato nessun sito e tanto meno la mia non era rivolta mò di puntare il dito contro chiunque, ci mancherebbe altro.
        Non è colpa nostra poi se un giorno il
        Ministro si sveglia e decide che non è più
        così, Perchè a tutti i costi vuoi, come si suol dire, mettermi le tue "parole in bocca" quando da parte mia mai ci fu stata tal sentore.La mia era solo una generale richiesta /constatazione che aveva fine costruttivo, visto che siamo in tema, di poter con voi sviscerare la quetione.
        allora chi come Telecom non ritira
        spontaneamente l'offerta, come Megabeam
        rischia provvedimenti ministeriali.Cioè, cosa è successo?
        Se in Italia si facesse una regolamentazione
        chiara come la si sta facendo in Francia e
        UK probabilmente dormiremmo tutti più
        tranquilli.Sicuramente sarebbe l'ideale.Tal volta mi domando, come altresì per altri settori, se lo fanno apposta ad essere poco chiari tanto così da alimentare ancor più terzi che, per loro credo di pseudo predominio, così possano continuare utilizzandoci noi come marionette.
        Il ministro pare abbia tutte le intenzioni
        di farla sta legislazione, speriamo solo che
        non debba tenere conto dei colossi che hanno
        già investito miliardi in licenze 3G
        altrimenti già possiamo intuire che piega
        prenderà questa legislazione.Legislazione che, stante quanto sopra, potrà portare sempre più al controllo di pochi.

        Comunque prima di puntare il dito faresti
        bene ad leggere con più attenzione le
        risorse in rete.Ho già risposto per quest'ultima infelice frase. Anche se, penso, che anche tu non abbia lo scibile e conoscenza di quanto pubblicato e scritto sull'intera rete.

        Matteo,
        www.Wi-Fi.itMax
  • Anonimo scrive:
    Un recapito non c'è?
    Nell'articolo non ho trovato un recapito per contattare gli autori di questa iniziativa.A prescindere da ogni cosa, sono molto interessato a saperne di più (com'è nata l'idea, come è stata realizzata, quali sono stati gli ostacoli, ecc.)Sarebbe bello poter contattare gente che ha realizzato questo o qualcosa di simile per raccogliere storie.Matteo,www.Wi-Fi.it
    • Anonimo scrive:
      Re: Un recapito non c'è?
      - Scritto da: Matteo Wi-Fi.it
      Sarebbe bello poter contattare gente che ha
      realizzato questo o qualcosa di simile per
      raccogliere storie.e per guastar la festa chiamando la pula!va a remengo ! te ed il tuo sito squallido......
    • Anonimo scrive:
      Re: Un recapito non c'è?
      ciao matteo,puoi darmi l'indirizzo corretto del tuo sito?www.wi-fi.it nn va :(Grazie Roberto
  • Anonimo scrive:
    WiFi è libera ed utilizzabile da chiunque dovunque
    non lasciatevi infinocchiare da delatori e trolls, magari saranno della concorrenza
    • Anonimo scrive:
      Re: WiFi è libera ed utilizzabile da chiunque dovunque
      Prima fare certe affermazioni FALSE e TENDENZIOSE informati bene.Matteo.www.wi-fi.it
  • Anonimo scrive:
    Wi-Fi fai da te ? No autorizazion ? hai hai hai...
    Lignano ? Udine? haihaihai...prevedo guai.Sicuramente L'Escopost e la Polizia Postale di Udine prima o poi lo verra' a sapere (se non lo sa gia') e andra' a far visita al locale, prevedo una montagna di guai.
    • Anonimo scrive:
      Re: Wi-Fi fai da te ? No autorizazion ? hai hai ha
      peccato che ci sia un chiaro decreto legge di deregulation, peccato che questo servizio sia gia attivo da Mondadori Mediastore, da Megabeam negli aereoporti di Linate e Fiumicino etc. etc.peccato per te e per le tue cazzate ovviamente...- Scritto da: Alfio
      Lignano ? Udine? haihaihai...prevedo guai.
      Sicuramente L'Escopost e la Polizia Postale
      di Udine prima o poi lo verra' a sapere (se
      non lo sa gia') e andra' a far visita al
      locale, prevedo una montagna di guai.
      • Anonimo scrive:
        Re: Wi-Fi fai da te ? No autorizazion ? hai hai ha
        - Scritto da: MacOSX
        peccato che ci sia un chiaro decreto legge
        di deregulation, Attenzione, se parli della 447 non è affatto una legge "deregulation" ma è una precisa norma riguardante l'uso "privato" e non rivolta verso l'offerta di servizi che a loro volta vengono destinati al "pubblico" Oltre tutto viene regolamentata l'esigenza della connessione alla rete pubblica solo con autorizzazione ministeriale e per motivi ben diversi da quelli offerti a Lignano.
        peccato che questo servizio
        sia gia attivo da Mondadori Mediastore, da
        MegabeamAvranno l'autorizzazione del Ministero
        negli aereoporti di Linate e
        Fiumicino etc. etc.Già prima per i servizi pubblici gli stessi erano, con comunicazione al Ministero, autorizzati. Ma ben diverso sono i servizi pubblici dal servizio offerto da privati al pubblico es. Lignano.In ogni caso se realmente, come dici tu, l'utilizzo dei wi-fi interconnessi su rete pubblica e per conseguenza l'offerta dei servizi offerti al pubblico ti risultano liberi, orbene, perchè non ci indichi con precisione e chiarezza gli articoli di legge che i rispettivi link.Max
        • Anonimo scrive:
          Re: Wi-Fi fai da te ? No autorizazion ? hai hai ha
          Max punto primo levati quel manico di scopa dal culoSecondo, ma chi vuoi che vada a rompere maroni ad uno che fa lavorare gli altri, attira turisti a Lignano e da valore aggiunto al suo pubTerzo, se incontrano un precisino impettito e rompimaroni come te basta che a Lignano facciano una tesserina della associazione culturale che dia accesso a servizi esclusivi per i soci
          • Anonimo scrive:
            Re: Wi-Fi fai da te ? No autorizazion ? hai hai ha

            Max punto primo levati quel manico di scopa
            dal culoNon mi sembra modo di rispondere a qualcuno che puntualizza qualcosa, molto probabilmente la cosa ti da' fastidio, ma e' un problema solo tuo
            Secondo, ma chi vuoi che vada a rompere
            maroni ad uno che fa lavorare gli altri,
            attira turisti a Lignano e da valore
            aggiunto al suo pubGuarda, facciamo cosi', domani mi alzo 30 minuti prima e approfittando del fatto che abito a 300 mtdalla sede della Polizia Postale di Udine, chiedo di parlare con un dirigente e posto il caso specifico, con tutti iriferimenti del caso.Se la prossima settimana il locale non e' sotto sequestro hai ragione tu, senno' vorra' dire che, haime' ho ancora ragione io.
            Terzo, se incontrano un precisino impettito
            e rompimaroni come te basta che a Lignano
            facciano una tesserina della associazione
            culturale che dia accesso a servizi
            esclusivi per i sociDa come rispondi sembri molto giovane ed inesperto, non ti preoccupare, ci pensera' la vita a bastonarti per bene.
          • Anonimo scrive:
            Re: Wi-Fi fai da te ? No autorizazion ? hai hai ha
            Siete tutti e tre fuori bersaglio....La regolamentazione di cui parlate impedisce effettivamente l'utilizzo per servizi a terzi (non privati o intraaziendali) ma SOLO se la copertura del servizio attraversa territorio pubblico..... cioè se il netcafe di lignano sabbiadoro facesse connettere la gente dalla spiaggia.....:-)Non credo che sia così, loro lo fanno all'interno del locale, quindi è cosiderata una lan wireless e nessuno gli puo dire nulla.....D'altra parte hanno già l'autorizzazione (rilasciata SEMPRE con tacito assenso dal MINISTERO) necessaria per fare Il "NetCafe".Avete cannato, ammettetelo e andiamo a farci una birra (che fa caldo!!!!)AH.gia....Meditate gente, meditate --
            (quasi mi dimenticavo la firma)IL MALVAGIO
          • Anonimo scrive:
            Re: Wi-Fi fai da te ? No autorizazion ? hai hai ha
            - Scritto da: IL MALVAGIO
            Siete tutti e tre fuori bersaglio....
            La regolamentazione di cui parlate impedisce
            effettivamente l'utilizzo per servizi a
            terzi (non privati o intraaziendali) ma SOLO
            se la copertura del servizio attraversa
            territorio pubblico..... Non è così, sempre stando a quanto dichiarato dalla Polizia Postale, perchè i wi-fi non possono essere connessi su rete pubblica anche se essi siano usati all'interno della propria proprità come tanto meno possono essere utilizzati per servizi offerti al pubblico ma solo (privati) ad uso privato (il titolare del netcafè).
            cioè se il netcafe
            di lignano sabbiadoro facesse connettere la
            gente dalla spiaggia.....:-)
            Non credo che sia così, loro lo fanno
            all'interno del locale, quindi è cosiderata
            una lan wireless e nessuno gli puo dire
            nulla.....Vedi sopra
            D'altra parte hanno già
            l'autorizzazione (rilasciata SEMPRE con
            tacito assenso dal MINISTERO) necessaria per
            fare Il "NetCafe".L'autorizzazione non riguarda l'utilizzo dei wi-fi ma riguarda, per l'appunto, l'offerta al pubblico di servizi internet (105) su "rete pubblica" e non a mezzo di wi-fi.

            Avete cannato, ammettetelo e andiamo a farci
            una birra (che fa caldo!!!!)A buon rendere :-)

            AH.gia....Meditate gente, meditate --
            (quasi
            mi dimenticavo la firma)

            IL MALVAGIOPer quanto invece riguarda la risposta di MacOSX, orbene, il fine delle mie precisazioni non erano state esposte per dar fastidio ai tuoi affari in corso in quel di Lignano ma solo per cercar, con tutti voi, dipanare una vecchia questione delle normative in Italia dei wi-fi che, guarda caso, risulta che proprio le stesse istituzioni di controllo applicano pesi diversi sulla base sia di secondo quale dipartimento interviene e sia di chi interviene cui sò per certo che in Friuli c'è stato, come c'è a tutt'oggi, controlli, sequestri e denunce penali ben più di qualsiasi altra regione d'Italia.Se argomentando ti da fastidio, orbene, vai su un altro canale.Max
          • Anonimo scrive:
            Re: Wi-Fi fai da te ? No autorizazion ? hai hai ha

            Non è così, sempre stando a quanto
            dichiarato dalla Polizia Postale, perchè i
            wi-fi non possono essere connessi su rete
            pubblica anche se essi siano usati
            all'interno della propria proprità come
            tanto meno possono essere utilizzati per
            servizi offerti al pubblico ma solo
            (privati) ad uso privato (il titolare del
            netcafè).Non so cosa abbia dichiarato la polizia postale, sta di fatto che questa interpretazione non mi convince. Il famoso articolo che menziona l'interconnesione alla rete pubblica parla di 'uso privato', e non di 'uso libero'. Non c'è nulla che parli di interconnessione per quanto riguarda gli apparati di 'libero uso'. Ora a casa mia, se una cosa non è espressamente proibita, è permessa, da qui la deduzione che forse le cose non sono come sembrano.Del resto, se l'articolo 6 mette sullo stesso piano impianti DECT e radiolan, è pacifico che gli impianti DECT (I classici cordless omologati, insomma) possono essere connessi alla rete pubblica, altrimenti non avrebbero ragione di esistere, non si vede quindi perché le radiolan non dovrebbero. In un altro messaggio è stato scritto che le due cose (DECT e Radiolan) non hanno nulla a che spartire fra loro, ma almeno in questo caso non riesco a capire la differenza.Che poi ci possano essere 12.000 interpretazioni diverse e che succeda spesso che le forze dell'ordine facciano una cosa e poi il giudice stabilisca una cosa completamene diversa, non ci piove, e quindi è possibile lo stesso che quell'installazione sia 'a rischio'.Detto questo, ora mi tolgo un paio di sassolini dalla scarpa:1) Per quanto 'negativo', l'intervento di Max è apprezzabile e costruttivo. Sarebbe stato un po' + apprezzabile se invece di intitolare con un lapidario 'E' vietato' avesse lasciato almeno un po' di dubbio. 2) Un po' meno apprezzabile è stata la frase, scritta da un altro:
            chiedo di parlare con un dirigente e posto il
            caso specifico, con tutti iriferimenti del
            caso. Se la prossima settimana il locale non
            e' sotto sequestro hai ragione tu, senno'
            vorra' dire che, haime' ho ancora ragione ioVisto che non è necessario portare i riferimenti del caso per avere una risposta, allora dica pure una cosa del tipo:
            siccome il locale mi sta sulle scatole, lo
            denuncio e se la settimana prossima è sotto
            sequestro, mi sono tolto una bella
            soddisfazioneche è perfettamente equivalente.
          • Anonimo scrive:
            Re: Wi-Fi fai da te ? No autorizazion ? hai hai ha
            - Scritto da: Alfio
            Se la prossima settimana il locale non e'
            sotto sequestro hai ragione tu, senno'
            vorra' dire che, haime' ho ancora ragione
            io.abbiamo incontrato Callagn! Ce l'hai la 44? O sei il Giustiziere della Notte? Tra un mesetto sono in ferie, e da Lignano, wireless, t mandero' un pernacchione :o)
  • Anonimo scrive:
    sì ma quanto si paga?
    peccato che tutte le volte che qualcuno presenta qualcosa non dica mai quanto costasarà la voglia di fare sorprese!
    • Anonimo scrive:
      Re: sì ma quanto si paga?
      - Scritto da: salcusta
      peccato che tutte le volte che qualcuno
      presenta qualcosa non dica mai quanto costa
      sarà la voglia di fare sorprese!3 Euro/ora nel caso (per il momento poco probabile) che l'utente abbia già la propria scheda, il doppio nel caso voglia prendere a noleggio la scheda wireless.
  • Anonimo scrive:
    E' vietato
    La Polizia Postale di Udine ha espresso con forza che è vietato connettersi con sistemi wi-fi sulla rete pubblica.Cosa avverrà a questo punto?Max
    • Anonimo scrive:
      Re: E' vietato

      La Polizia Postale di Udine ha espresso con
      forza che è vietato connettersi con sistemi
      wi-fi sulla rete pubblica.Quanto tempo fa? Fino allo scorso anno le normative erano completamente diverse, e un impianto del genere non sarebbe stato possibile. Ora per l'appunto, la situazione è cambiata.Il decreto relativo (Dpr 447/2001) è leggibile qui: http://www.comunicazioni.it/normativa/teleco/tel_dpr447-01.htmIn particolare, l'art. 6/1 punto b stabilisce che le reti di tipo radiolan sono di 'libero uso', senza necessità di licenza o autorizzazione. Per quanto riguarda l'interconnessione alla rete pubblica, l'art. 21 sostiene che detta autorizzazione è consentita 'previo consenso del Ministero'. La frase sembra piuttosto sibillina, tuttavia si può osservare che al 6/1 a sono compresi anche gli apparati DECT, che per definizione devono essere connessi alla rete pubblica. Credo quindi che a questo livello non ci siano grossi problemi.
      • Anonimo scrive:
        Re: E' vietato
        - Scritto da: DPY

        La Polizia Postale di Udine ha espresso
        con

        forza che è vietato connettersi con
        sistemi

        wi-fi sulla rete pubblica.

        Quanto tempo fa? Fino allo scorso anno le
        normative erano completamente diverse, e un
        impianto del genere non sarebbe stato
        possibile. Ora per l'appunto, la situazione
        è cambiata.Diciamo che è regolamentata con più chiarezza ma non è cambiata per quanto riguarda la connessione su rete pubblica come altresì non è cambiata per quanto riguarda l'uso pubblico.

        Il decreto relativo (Dpr 447/2001) è
        leggibile qui:
        http://www.comunicazioni.it/normativa/teleco/Lo conosco a memoria.

        In particolare, l'art. 6/1 punto b
        stabilisce che le reti di tipo radiolan sono
        di 'libero uso', senza necessità di licenza
        o autorizzazione. Per quanto riguarda
        l'interconnessione alla rete pubblica,
        l'art. 21 sostiene che detta autorizzazione
        è consentita 'previo consenso del
        Ministero'. La frase sembra piuttosto
        sibillina, tuttavia si può osservare che al
        6/1 Sempre per uso privato e per:Art. 21 (Collegamento alle reti pubbliche e interconnessione) 1. È consentito alle reti ed ai sistemi di telecomunicazione ad uso privato, previo consenso del Ministero delle comunicazioni, di collegarsi alle reti pubbliche di telecomunicazioni per motivi di emergenza e per il conseguimento delle finalità proprie della relativa licenza e delle autorizzazioni generali nonché delle finalità ammesse in caso di esercizio di apparecchiature in libero uso.Ma, curiosità, il Vs. sistema funzionante presso ul locale pubblico, che offerto ai clienti del locale (pubblico), ha detta autorizzazione ministeriale?
        a sono compresi anche gli apparati DECT,
        che per definizione devono essere connessi
        alla rete pubblica. Credo quindi che a
        questo livello non ci siano grossi problemi.Questo non c'entra nulla.In ogni caso ti scrivo quanto in oggetto visto che nel mese di Maggio 2002 esiste una sentenza proprio per quanto in oggetto. Sentenza che ha assolto del reato l'imputato ma proprio perchè non era collegato su rete pubblica e non offriva, con detti sistemi, servizi al pubblico.Ora, e su questo sono d'accordo con voi, che sarebbe interessante dipanare una volta per sempre questa questione visto che Telecom e altri, in realtà, nelle loro offerte prevedono anche l'offerta di wi-fi, che seppur limitati e collegati in rete, in realtà sono collegati su rete pubblica.Max
  • Anonimo scrive:
    sarà pericoloso?
    la tecnologia Wi-Fi lascia dei punti interrogativi. come questi...http://www.apogeonline.com/webzine/2002/06/12/01/200206120101
    • Anonimo scrive:
      Re: sarà pericoloso?

      la tecnologia Wi-Fi lascia dei punti
      interrogativi. come questi...
      http://www.apogeonline.com/webzine/2002/06/12Ho letto l'articolo, ma molti dei punti trattati non si applicano al caso descritto:1) Nel locale non ci sono forni a microonde, e non ci sono abitazioni che possano essere dotate di forni a microonde in una distanza 'compatibile'. La struttura è sufficientemente distante da altre da non poter essere disturbata da altre reti wireless. In ogni caso, nelle frequenze riservate possono convivere almeno 3 canali indipendenti, il che signfica che in un'area come la nostra non ci saranno mai problemi. La stessa cosa ovviamente non si può dire di altre aree.2) Le osservazioni sulla pericolosità del sistema mi sembrano un po' esagerate: non è equo comparare la potenza di picco del wireless con la potenza media emessa da un Gsm. Non mi sembra logico che un sistema wireless sia costantemente in trasmissione, sarebbe uno spreco per le batterie dell'apparato e comunque nessun altra stazione potrebbe trasmettere sullo stesso canale. A mio parere quindi anche i sistemi wireless trasmettono a impulsi, e se in un certo momento non hanno nulla da trasmettere possono benissimo staccare la portante. Anche prendendo per buono quanto scritto nell'articolo, assumiamo che una schedina wireless esca con una potenza pari al 40% di quella di un telefono GSM, ma non è 'puntata alla tempia' dell'utilizzatore, visto che il trasmettitore è molto più distante. Questo significa che le radiazioni che la persona può assorbire non sono neanche paragonabili a quelle emesse durante una conversazione con un GSM.3) La crittografia è sicuramente un punto dolente, ma posso garantire che almeno il Wep è stato attivato, e con una chiave non banale. In ogni caso stiamo parlando di una connessione a Internet, che di per se, se non è già crittografata di suo è sempre 'a rischio'. Se volessimo connessioni sicure dovremmo sempre crittografare tutto dall'inizio alla fine, il rischio che qualcuno in un qualsiasi tratta intercetti tutto il traffico che passa mi sembra sicuramente maggiore della probabilità che qualcuno si metta a intercettare e decrittare una trasmissione Wep 128 bit fuori del locale.In ogni caso, il sistema utilizzato consente di abbassare la potenza in uscita, e stiamo pensando di regolarlo in modo che l'area coperta esterna al locale sia la più ristretta possibile. Questo riduce sia la possibilità di intecettazioni esterne, sia le radiazione emesse.4) Il nostro sistema accetta senza problemi portatili Windows e Mac. Per le macchine Linux la cosa è dubbia, o meglio: se il cliente arriva con la scheda wireless già configurata è il benvenuto, in caso contrario l'installazione su una macchina linux arbitraria può essere un compito troppo difficile, viste le grandi differenze fra una distribuzione e l'altra.5) Trattandosi di schede Pcmcia per portatili, non c'è alcun bisogno di aprire il computer dell'utente. Può succedere in qualche caso che il computer non riesca ad installare i driver della scheda, ma si tratta di casi rari su macchine già compromesse o instabili, alla fin fine non possono essere evitati.6) Infine, in questo caso non si può parlare di obsolescenza: il servizio è fornito per la connessione a internet, non per il trasferimento di dati fra due computer vicini. A questo livello gli 11Mbps offerti da una connessione wireless sono di gran lunga più veloci di qualsiasi connessione a internet 'abbordabile' presente e futura, e quindi non costituiscono un collo di bottiglia.Guido Zualdi
  • Anonimo scrive:
    Che bello, leggero P.I. col mio Mac wireless :o)
    Che bello continuero a leggere P.I. in vacanza con Airport integrato di serie sul mio Apple Powerbook Titanium :o)Grazie Lignano , grazie Apple, grazie P.I. :o)
    • Anonimo scrive:
      Re: Che bello, leggero P.I. col mio Mac wireless :
      - Scritto da: Ernesto
      Che bello continuero a leggere P.I. in
      vacanza con Airport integrato di serie sul
      mio Apple Powerbook Titanium :o)

      Grazie Lignano , grazie Apple, grazie P.I.
      :o)con i soldi che risparmiavi a non prendere il titanium potevi andare a Cuba 2 mesi ..altro che Lignano!!!
      • Anonimo scrive:
        Re: Che bello, leggero P.I. col mio Mac wireless :
        - Scritto da: samu
        con i soldi che risparmiavi a non prendere
        il titanium potevi andare a Cuba 2 mesi ..
        altro che Lignano!!!il Titanium e' il mio lavoro, la mia stazione di video editing portatile, senza quello non lavoro ne vado in vacanza, Altro che Cuba :o)PS e poi Lignano e' a 40 minuti da casa mia..
        • Anonimo scrive:
          Re: Che bello, leggero P.I. col mio Mac wireless :
          cavolo 6 uno che ha capito dove avere l'ufficio:nessun luogo 100% reperibile e se guida un altro non fai neanche pausa :-)))e quando arrivi te la godi :-))grande
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