Huawei e 5G in Francia: ban de facto entro il 2028?

Gli operatori francesi che sceglieranno di affidarsi a Huawei per realizzare le reti 5G potrebbero dover cambiare l'infrastruttura entro il 2028.
Gli operatori francesi che sceglieranno di affidarsi a Huawei per realizzare le reti 5G potrebbero dover cambiare l'infrastruttura entro il 2028.

Come reso noto ieri dal ministro Bruno Le Maire, la Francia non imporrà alcun ban a Huawei per quanto concerne la fornitura delle infrastrutture 5G. In occasione dell’incontro andato in scena con il vicepresidente cinese Hu Chunhua si è parlato anche di questo, escludendo l’ipotesi di una messa al bando. Gli operatori del paese potranno dunque affidarsi al partner di Shenzhen per la tecnologia necessaria ad allestire le reti mobile di nuova generazione. Potrebbero però essere dietro l’angolo sviluppi imprevisti della vicenda.

La Francia come il Regno Unito su Huawei e 5G?

Ad affermarlo è Reuters, citando diverse fonti rimaste anonime, ma ritenute a conoscenza dei fatti. Si parla di una decisione già presa da ANSSI, l’agenzia nazionale per la sicurezza delle informazioni, e già comunicata alle telco: per impiegare componenti e soluzioni fornite da Huawei all’interno dei network 5G sarà necessario ottenere apposite licenze la cui durata è prevista fra i tre e gli otto anni, che però al termine del periodo non saranno rinnovate. Di fatto, entro il 2028 le apparecchiature dovranno essere dismesse e sostituite.

Di fronte a uno scenario di questo tipo difficilmente gli operatori sceglieranno di affidarsi al partner cinese per l’allestimento delle reti, consapevoli di dover poi affrontare un altro importante investimento tra meno di un decennio. Insomma, una prospettiva non troppo diversa rispetto a quella del Regno Unito che ha fissato il termine ultimo nel 2027.

La posizione della Francia è simile a quella del Regno Unito, ma la comunicazione del governo è differente. Non c’è molto che Huawei possa fare a tal proposito.

Nessun commento da Bouygues Télécom e Altice Europe, i due operatori francesi che già oggi impiegano la tecnologia di Huawei per l’erogazione dei servizi. Non sono giunte dichiarazioni nemmeno da Orange e Iliad che invece fanno affidamento principalmente ai concorrenti Nokia ed Ericsson.

Nel momento in cui viene scritto e pubblicato questo articolo non si registrano interventi sul tema nemmeno da parte di Huawei. Verranno eventualmente integrati. Riportiamo però in chiusura e in forma integrale la dichiarazione ricevuta la scorsa settimana in seguito alla notizia del ban in UK che include un riferimento all’Italia e alla volontà di collaborare allo sviluppo dei network nel nostro paese.

La deludente inversione di rotta del governo britannico è stata da quest’ultimo giustificata con riferimento alle sanzioni imposte dal governo statunitense, sebbene non supportate da prove, e non ad alcuna violazione da parte di Huawei. In tal modo, il governo degli Stati Uniti potrebbe ridurre la varietà dell’offerta nel mercato dei fornitori, danneggiando l’economia digitale europea e minando la sovranità digitale dell’Europa, che include la libertà di scegliere i propri fornitori. Ciò mette anche a repentaglio la cooperazione globale, con un conseguente innalzamento dei prezzi e un’inferiore qualità per i consumatori. Huawei continuerà a fare tutto ciò che è in suo potere per fornire ai propri clienti i migliori servizi e soluzioni e ridurre al minimo l’impatto delle sanzioni statunitensi.

Ci aspettiamo che il governo italiano prosegua il suo processo di digitalizzazione sulla base di criteri di sicurezza obiettivi, indipendenti e trasparenti per tutti i fornitori, preservando la diversità e la concorrenza nel mercato. Confermiamo la nostra piena volontà di collaborazione con le autorità italiane e i nostri clienti per raggiungere i più alti standard di sicurezza IT in Italia e fornire le migliori soluzioni tecnologiche.

Fonte: Reuters
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