I numeri dell'era post-iPad

di D. Galimberti - La trimestrale di Cupertino segna una rinascita dei desktop e l'affermazione di iPhone. Negli USA e altrove. Ma resta da valutare l'impatto delle scelte Apple sugli sviluppatori
di D. Galimberti - La trimestrale di Cupertino segna una rinascita dei desktop e l'affermazione di iPhone. Negli USA e altrove. Ma resta da valutare l'impatto delle scelte Apple sugli sviluppatori

I numeri presentati da Apple nei giorni scorsi rappresentano l’ennesimo record di un’ascesa che sembra ormai inarrestabile, soprattutto considerando che Apple ha ancora molte cartucce da sparare: a partire da iPad (che inciderà sui dati fiscali a partire dal prossimo trimestre), passando per il prossimo modello di iPhone , e arrivando al mercato di eBook, riviste, e quotidiani digitali, settore che su iTunes Store ha iniziato ora a muovere i primi passi.

Anche gli investitori devono aver pensato qualcosa di simile visto che, dopo la presentazione dei risultati, alla riapertura di Wall Street il titolo AAPL è ripartito da una quota vicina ai 260$, ben più alta dei 245$ della precedente chiusura. Al di là dei numeri assoluti, è sempre il confronto con altri dati a dare la giusta idea della situazione, e anche qui Apple riesce a dare il meglio. Se l’incremento di vendite di computer (rispetto al 2009) è un fattore comune di tutto il mercato dell’informatica, e se il calo rispetto al trimestre precedente è fisiologico (visto che i tre mesi precedenti erano quelli del periodo natalizio), ci sono almeno 3 dati che si distinguono dagli altri, tutti in senso positivo.

Il primo è la forte crescita dei mercati extra-americani, in particolare quelli Asiatico e Giapponese che crescono anche rispetto al trimestre natalizio; anche l’Europa fa decisamente meglio degli USA facendo segnare un più 37 per cento di CPU vendute rispetto al 2009, contro un più 20 del mercato americano. Probabilmente questo dato riflette (almeno in parte) il diverso modo in cui i vari paesi del mondo stanno uscendo dalla crisi mondiale che ci ha colpiti lo scorso anno, e che non è ancora conclusa definitivamente.

Il secondo elemento che emerge dal raffronto dei dati con l’anno passato riguarda la performance nelle vendite di computer: pur rappresentando “solo” il 27 per cento del fatturato totale (contro un 36 dello scorso anno) la crescita è stata del 33 per cento, con un più 40 per cento dei desktop che recuperano terreno nei confronti dei portatili. Se, a fronte di una simile crescita, il “peso” sul fatturato diminuisce, è evidente che c’è qualcosa che ha fatto di meglio, e visto che il settore iPod ha registrato sostanzialmente gli stessi numeri del 2009, il grande protagonista di questi risultati fiscali è ancora una volta iPhone, che in un trimestre di relativa calma riesce a fare gli stessi numeri del trimestre natalizio, nonostante la presentazione di iPad che in qualche forma poteva costituire una sorta di prodotto concorrente (o quantomeno spostare gli interessi di acquisto di una certa fascia di utenti).

Di pari passo con iPhone (anche se in percentuale minore) crescono anche gli introiti derivanti da iTunes Store (più 27 per cento) e quindi, almeno in parte, anche da AppStore. Purtroppo non è possibile conoscere il dettaglio dei singoli dati, ma è facile immaginare che buona parte degli 1,3 miliardi di dollari ricavati da iTunes Store arrivino proprio dal negozio di applicazioni per iPhone OS, negozio che (come accennato in apertura) a inizio mese si è arricchito di una nuova sezione dedicata ad iPad e arricchito da iBooks .

Quanto crescerà nel prossimo trimestre questa parte del fatturato di Apple (che nel totale pesa circa per il 10 per cento)? Le polemiche sulle nuove politiche adottate da Cupertino nei confronti degli sviluppatori possono minare le basi di quella che è stata una delle operazioni meglio riuscite degli ultimi anni (con quasi 200mila applicazioni presenti sullo store)? Le piattaforme più “aperte” riusciranno ad imporsi dimostrando di offrire dei reali vantaggi rispetto alla soluzione “chiusa” proposta da Apple?

La risposta a queste domande non è certo delle più semplici: c’è chi ha pronosticato per il 2012 il sorpasso di Android ai danni di iPhone, ma le cose potrebbero non essere così semplici, sia per questioni legate alla natura stessa di Android, sia perché chi ha fatto quel pronostico non aveva ancora considerato l’impatto di iPad. Le previsioni a lungo termine in un settore come questo (che si evolve velocemente) sono quasi impossibili da fare. L’annuncio di iPad a fine gennaio ha triplicato la presentazione di nuove applicazioni sull’AppStore, e una ricerca effettuata poco prima del lancio vero e proprio ha messo in luce che gli sviluppatori sono molto più interessati a realizzare nuovi progetti per iPhone e iPad piuttosto che per Android (il cui interesse cala dal 18 al 10 per cento).

In realtà questa ricerca (essendo precedente rispetto alla presentazione di iPhone OS 4 ) non prende in considerazione gli eventuali risvolti delle nuove regole imposte da Apple con l’arrivo dell’ultimo SDK, quindi lo scenario attuale potrebbe essere ancora diverso. Il condizionale è d’obbligo, perché un’altra ricerca più recente, condotta su un campione di oltre 200 sviluppatori professionisti, dimostrerebbe che iPhone OS è comunque in cima alle preferenze dei programmatori (l’81 per cento dichiara di avere progetti in corso su questa piattaforma), in buona compagnia con BlackBerry OS (74 per cento) e Windows Phone (66); Android e Symbian seguono, rispettivamente, con il 64 e il 56 per cento.

Le differenze non sono enormi, anche se è difficile valutare quanto queste percentuali si riflettano sull’effettivo numero di applicazioni sviluppate (e meno che meno sulla qualità delle stesse): per esempio possiamo immaginare che un programmatore lavori su 2 o 3 piattaforme, ma produca più software per quella che gli assicura rendite migliori, oppure che si prefigga di riutilizzare lo stesso codice su più piattaforme, così da ridurre i tempi di sviluppo (cosa che al momento, per iPhone OS, è resa quantomeno problematica visto che non sono ammessi ambienti di programmazione e compilatori diversi da quelli ufficiali).

Probabilmente molte cose sono destinate a cambiare nel corso dei prossimi anni, se non nei prossimi mesi, e solo il tempo ci dirà se Apple ha fatto la scelta giusta e se gli sviluppatori continueranno a produrre software per AppStore agli stessi ritmi sostenuti finora: di sicuro il lancio di iPad contribuirà a mantenere (se non ad aumentare) questa tendenza, ma nel corso del 2010 sono previsti numerosi prodotti concorrenti che, se dovessero incontrare i favori del pubblico, potrebbero anche spostare gli attuali equilibri degli sviluppatori, a tutto vantaggio della concorrenza e quindi degli utenti. Nel frattempo non resta che attendere i prossimi risultati fiscali per avere una prima idea di quanto il tablet possa aver cambiato gli equilibri interni di Apple.

Domenico Galimberti
blog puce72

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23 04 2010
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