I pirati dello scrocco

di Gilberto Mondi - C'è un programmino che consente di togliere i link sponsorizzati dalle pagine dei motori di ricerca. Non agevola la navigazione e rapina chi produce servizi web utili se non essenziali. Complimenti agli sviluppatori
di Gilberto Mondi - C'è un programmino che consente di togliere i link sponsorizzati dalle pagine dei motori di ricerca. Non agevola la navigazione e rapina chi produce servizi web utili se non essenziali. Complimenti agli sviluppatori


Roma – Sarò un crumiro, sarò una eccezione tra i pirati della rete ma, sinceramente, non ho proprio digerito che ci sia una softwarehouse americana capace di guadagnarsi spazio sui media per aver realizzato un software che nasconde la pubblicità delle pagine dei risultati di ricerca dei principali motori usati su Web. Cioè elimina i link testuali sponsorizzati , quelli stessi link che alimentano il business di colossi come Google, Overture e via dicendo.

Da anni apprezzo la possibilità di tagliare le gambe ai fastidiosi pop-up pubblicitari , che qualche volta riuscivano persino a bloccarmi il computer, e capisco anche chi cerca di evitare la comparsa sulle pagine web che visita di pesanti inserzioni grafiche, magari con contenuti audio-video. Non tutti sono dotati di banda larga e, talvolta, scaricare una pagina web può richiedere troppo tempo e troppa pazienza.

Davvero però non apprezzo il senso di un software pensato per asportare chirurgicamente le inserzioni testuali dei motori di ricerca, cioè innocui sponsor che mandano avanti alcuni dei siti più utili per chi vuole conoscere il web e le innumerevoli risorse che offre. Non lo apprezzo perché non è certo frutto di un problema di banda disponibile, parliamo di qualche rigo HTML, qualche link, una manciata di byte . La logica di chi ha costruito quel programma è palesemente centrata sullo scroccare il più possibile, costi (agli altri) quel che costi.

Piaccia o no, costruire un motore di ricerca come Google , per citare quello più noto, sviluppare complessi algoritmi di ricerca capaci di offrire in prima battuta ottimi risultati di ricerca, stare dietro alla complessità di un business che più è importante più viene aggredito legalmente, tutto questo rappresenta un costo. Costi di personale, di sede, di agenzie, di avvocati e via dicendo. Oneri che vanno sostenuti se si vuole mandare avanti la baracca , una baracca nella quale entrano ed escono del tutto gratuitamente decine di milioni di persone in tutto il mondo tutti i giorni.

Il kit composto da passamontagna e pistola, il software messo a punto dalla InterMute Inc. , e venduto alla bellezza di 30 dollari, non potrà certo mettere davvero in crisi motori di tale statura, ma la sua creazione non va sottaciuta. Il capo di quell’azienda ha persino dichiarato che “i motori di ricerca hanno perso la testa, una volta i motori mostravano subito i risultati più utili e ora la rilevanza è in secondo piano rispetto all’advertising” . Il che è falso, non solo perché Google e compagnia bella hanno di molto raffinato i criteri di ricerca rispetto al passato, portando a nuove vette la missione di trovare le informazioni utili per l’utente, ma anche perché le inserzioni sono facilmente distinguibili da tutto il resto.

Qui, dunque, non c’è desiderio di agevolare l’utente che dispone di banda stretta e che vuole poter navigare lo stesso, qui c’è un deliberato tentativo di danneggiare economicamente siti e servizi. E questo è un vantaggio solo per i tessitori di passamontagna.

Gilberto Mondi

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