IBM lancia una sfida Java contro Office

Big Blue vuole menare fendenti arrivando sui desktop partendo dai server, sui quali offrirà una suite di lavoro basata su Java e inclusa in WebSphere. Un add-on gratuito
Big Blue vuole menare fendenti arrivando sui desktop partendo dai server, sui quali offrirà una suite di lavoro basata su Java e inclusa in WebSphere. Un add-on gratuito


Roma – Colpire MS Office con una manovra di accerchiamento. Questi in apparenza i progetti di IBM che, fino ad oggi, non ha avuto molta fortuna sul mercato delle applicazioni desktop, un settore dove ha sempre sofferto la concorrenza di Microsoft. E’ successo così anche con Lotus SmartSuite, una suite di applicazioni per l’ufficio che dal 1995, anno in cui IBM acquisì Lotus, non ha mai rappresentato una seria minaccia per MS Office.

Big Blue sembra ora tentare una nuova strada che spera la possa portare sul mercato desktop attraverso un sentiero più ampio rispetto a quello percorso in passato: un sentiero che passa attraverso un territorio, quello dei server, in cui IBM è leader.

Big Blue ha infatti svelato di avere in progetto l’inclusione, nel proprio application server WebSphere , di una suite per l’ufficio basata su Java. Il prodotto, che si pone in diretta concorrenza con le soluzioni per l’ufficio lato server di Sun, Microsoft/Citrix ed altre realtà minori, verrà integrato in WebSphere senza alcun costo aggiuntivo per i clienti.

La suite sarà composta da un editor di testi, un foglio di calcolo e un programma per presentazioni grafiche basati sulla piattaforma J2EE di Sun: queste applicazioni sono state progettate per risiedere su di un server ed essere utilizzate attraverso dei thin client connessi ad una rete locale o ad Internet.

La mossa di IBM non si può considerare un attacco frontale a MS Office quanto, piuttosto, una strategia a medio o lungo termine attraverso cui Big Blue spera di accelerare quel processo di maturazione del mercato che vede le applicazioni per l’ufficio spostarsi lentamente nel back office, divenendo così servizi on demand accessibili attraverso una rete.

Così come la maggior parte delle applicazioni desktop che girano su di un application server, anche la suite di IBM ha dovuto sacrificare molti fronzoli e funzionalità in nome della leggerezza. Questo, per Big Blue, non è tuttavia un grosso problema: il colosso di Armonk ha infatti affermato che almeno l’80% delle caratteristiche presenti in MS Office non vengono mai utilizzate dall’utente medio.

Con la sua nuova suite Java-based IBM dovrà esorcizzare non solo le sue vicissitudini sul mercato desktop, ma anche il fallimento, nel 1999, di un progetto analogo, chiamato eSuite, che avrebbe dovuto partorire una versione “lite” di Lotus SmartSuite basata su Java e accessibile attraverso thin client. Nuovo giro, nuova corsa.

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13 04 2003
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