Il borsellino di Google è sempre più pieno

I risultati finanziari del secondo trimestre disegnano l'immagine di una società in crescita nonostante la recessione, che ha l'obiettivo di fare ancora più soldi grazie a YouTube. E magari anche con Twitter

Roma – Come se la passa Google dal punto di vista finanziario? “Tutto bene grazie” è sostanzialmente la risposta offerta dal management durante la presentazione dei risultati trimestrali sino al 30 giugno. C’è la recessione, le aziende (anche hi-tech) fanno fatica a gestirsi in attesa che si esca dalla congiuntura ma a Mountain View ci si può permettere di aumentare ricavi e profitti e guardare al futuro con ottimismo .

A giugno i ricavi totali dei tanti business di Google sono arrivati a quota 5,52 miliardi di dollari, un incremento del 3% rispetto al secondo quarto dell’anno scorso, mentre i profitti sono cresciuti di una percentuale a doppia cifra (il 19%) sino a raggiungere gli 1,48 miliardi di dollari. “Abbiamo avuto un buon quarto – si complimenta con se stesso il CEO Eric Schmidt durante una conferenza con analisti e stampa – un quarto che dimostra la nostra resistenza in quello che continua a essere una condizione ambientale difficile”.

Schmidt sottolinea gli “attenti controlli ai costi” messi in atto da Mountain View, e l’ottimizzazione di un business ora più efficiente (pur nelle sue tante e variegate sfaccettature) che permetterà alla società di trovarsi in una buona posizione per beneficiare del previsto rimbalzo economico “in qualunque periodo esso si verifichi”. Riferendosi ai controlli dei costi Schmidt parla ovviamente anche dei licenziamenti decisi nei primi mesi dell’anno, molto contenuti se rapportati ai colpi di mannaia usata dalle altre megacorporazioni dell’hi-tech e che hanno portato il numero totale di impiegati a tempo pieno dai 20.164 di marzo ai 19.786 della fine di giugno.

Parlando dei comparti più redditizi della money-machine che è diventata Google, Schmidt cita le vendite del pacchetto di produttività online Google Apps , l’advertising mobile e persino la pubblicità veicolata attraverso il portale di video sharing YouTube. Il grosso dei ricavi, però, Google continua a rastrellarlo grazie all’advertising e al programma AdSense, che sui siti di proprietà di Mountain View sono arrivati a fruttare 3,65 miliardi di dollari (il 66%) dei ricavi complessivi mentre sui siti di terze parti hanno totalizzato 1,68 miliardi di dollari (il 31%).

Il “core business” di Google è l’advertising e tale rimarrà per un tempo indefinito, secondo quanto dicono i numeri, ma Mountain View si ammanta (e ne ha ben donde, a ben vedere) della veste di campione dell’innovazione dicendo che il taglio ai costi non ha riguardato gli investimenti nei progetti futuri , quei progetti che (la storia insegna) spingono in avanti le società che continuano a spendere in ricerca in periodi economici difficili. E per Google innovazione fa al momento rima con Google Chrome OS , il browser-sistema operativo “nuovissimo” ma basato sul “vecchissimo” e ben rodato kernel di Linux.

Chrome OS a parte, a ogni modo, guardando nella palla di vetro nel tentativo di preconizzare il proprio futuro Google si dice molto ottimista sulla piega che sta prendendo l’advertising su YouTube dove le visualizzazioni monetizzate sono più che triplicate nell’anno passato. Al Googleplex ancora si tengono strette le cifre, ma i G-man sostengono che “in un futuro non troppo distante” il portale di video sharing diventerà finalmente un servizio redditizio.

Su YouTube c’è chi, come l’analista Gene Munster, consiglia di cominciare a chiedere agli utenti una somma forfetaria per l’upload dei video non monetizzabili (in sostanza quelli amatoriali, contenenti spezzoni “pirata” o a cui comunque le aziende non vorrebbero associare il loro nome e i loro prodotti), una strada estremamente facile e veloce per arrivare al pareggio dei costi di banda e hardware ma anche, probabilmente, per far crollare a picco la popolarità di YouTube come brand distintivo di un modo di intendere il web che ha fatto scuola.

Se YouTube non fosse infine sufficiente a traghettare Mountain View verso nuovi orizzonti di gloria e soprattutto di denaro sonante, il rilascio dei “documenti proibiti” che quelli di Twitter non volevano far conoscere al mondo tratteggia un’altra possibilità di far continuare a crescere il business e i ricavi, vale a dire una partnership diretta con la chiacchierata piattaforma di microblogging . L’integrazione dei cinguettii all’interno dei servizi di ricerca di Google, dicono i nuovi documenti apparsi online grazie a TechCrunch , rappresenterebbe un affare per entrambe le parti.

Alfonso Maruccia

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  • janez scrive:
    openoffice
    magari con dietro un azienda come Oracle open office puo migliorare , ricordiamoci che una delle maggiori rivali di Oracle è storicamente la Microsoft.. che Oracle tenti di prendersi una piccola fetta di mercato che ora è di Mircosfot con Office?
    • littlegauss scrive:
      Re: openoffice
      sempre se non inizia a farcelo pagare...
    • Sandro scrive:
      Re: openoffice
      Star Office magari...
    • janez87 scrive:
      Re: openoffice
      OpenOffice è rilasciato con la licenza LGPL, quindi in teoria il software puo "diventare" propretario ma le modifice fatte al sorgente devono essere rese pubbliche (qualcuno mi corregga se ho interpretato male la licenza). Quindi non credo sia possibile per la Oracle "uccidere" totalmente la parte open source di open office.
      • Nedanfor scrive:
        Re: openoffice
        Sì, è sotto LGPL v3. Questo vuol dire che seppure facessero un programma proprietario col codice di OpenOffice dovrebbero rilasciare ogni modifica fatta alle parti sotto LGPL... Quindi, la parte che ora è sotto LGPL lo sarà sempre e potrà essere liberamente modificata da chiunque.
        • pokeroso scrive:
          Re: openoffice
          Se dei file sorgenti sono però sotto il suo copyright ( o di Sun ) può rilasciare altre versioni con diversa licenza.
          • pabloski scrive:
            Re: openoffice
            ma non avrebbe sensoOracle vende software enterprise, database fondamentalmente, ha tutto l'interesse ad ingraziarsi la comunità opensource, rompere le ossa a MS e presentarsi ai clienti come fornitore di software client gratisal massimo opterà per la soluzione cloud in abbonamento affiancato ad una versione free per uso non commerciale
          • pokeroso scrive:
            Re: openoffice
            Il fatto che possa farlo è diverso dal volerlo fare.
  • danilo rizzo scrive:
    un altro database in meno
    oracle sta per mangiare sun, che precedentemente aveva mangiato mysql.Oracle sta per mangiare mysql, quindi terminerà lo sviluppo dello stesso, inglobandolo dentro di se, come precedentemente aveva fatto per i database crm di clarify e siebel.Beh, dato che studio oracle, mi viene solo bene in tasca....
    • lufo88 scrive:
      Re: un altro database in meno
      Sinceramente MySQL non hai mai potuto competere seriamente con il database Oracle. Sono su due segmenti diversi, MySQL per le piccole e medie imprese, Oracle per quelle grosse.Per MySQL sembra che verrà supportato da una comunità tutta sua, ma la vedo dura :-(Il punto è: Open Office? Che fine farà?
      • shevathas scrive:
        Re: un altro database in meno
        - Scritto da: lufo88
        Sinceramente MySQL non hai mai potuto competere
        seriamente con il database Oracle. Sono su due
        segmenti diversi, MySQL per le piccole e medie
        imprese, Oracle per quelle
        grosse.
        infatti, non credo che la oracle chiuda mysql, semplicemente vigilerà per lasciarlo come gestoraccio di tabelle di fascia bassa, buono per chi ha bisogno di un RDBMS per gestire 4 tabelle e non vuole spendere per un oracle carrozzato.
        Per MySQL sembra che verrà supportato da una
        comunità tutta sua, ma la vedo dura
        :-(diciamo bug fix e nuove funzionalità con il contagoccie.

        Il punto è: Open Office? Che fine farà?la questione è interessante; il codice sorgente non può più venire chiuso ma la community di supporto riuscirà ad andare avanti senza l'attività di coordinamento di mamma sun, nel caso oracle decidesse che OO.org non è strategico?Ci sarà qualcuno "forte" che subentrerà e coordinerà o mororà fra mille fork come altro progetti OS deceduti ?-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 18 luglio 2009 09.45-----------------------------------------------------------
        • Nedanfor scrive:
          Re: un altro database in meno
          Mah, se hanno annunciato da poco una nuova versione forse non hanno intenzione di chiudere il progetto... Sai com'è, non si annuncia un prodotto nuovo se poi è destinato a non uscire. Ma leggere le notizie dei mesi passati era molto complicato? La Oracle non ha intenzione di perdere prodotti... Ed in ogni caso non gli converrebbe.
          • petrestov scrive:
            Re: un altro database in meno
            - Scritto da: Nedanfor
            Mah, se hanno annunciato da poco una nuova
            versione forse non hanno intenzione di chiudere
            il progetto... Sai com'è, non si annuncia un
            prodotto nuovo se poi è destinato a non uscire.
            Ma leggere le notizie dei mesi passati era molto
            complicato? La Oracle non ha intenzione di
            perdere prodotti... Ed in ogni caso non gli
            converrebbe.a me invece sembra che tu non abbia letto o interpretato bene le sue parole. shevathas ha descritto in maniera precisa la situazione all'interno della community di OpenOffice, dove il contributo di Sun finora è stato essenziale per lo sviluppo della suite office. Lui si chiedeva se la nuova dirigenza (Oracle) continuerà a lavorare con la comunità contribuendo con denaro, risorse tecnologiche e con programmatori, oppure se abbandonerà il progetto ritirando le risorse finora garantite.Mi sembra normale che la community di OpenOffice.org continui a progettare versioni future.Mettiamola così: se Ibrahimovic va via dall'Inter, il calendario delle partite e degli impegni di coppa vengono garantiti, ma la performance sportiva della squadra viene messa in dubbio, visto che manca un giocatore importante. C'è chi si chiede se in futuro l'Inter sarà ancora così vincente oppure scivolerà inevitabilmente nella bassa classifica.Tu che inviti gli altri a leggere le notizie passate, puoi dare dei link rassicuranti sul futuro supporto di Sun/Oracle a OpenOffice.org?!
          • khelidan v scrive:
            Re: un altro database in meno
            io su openOffice ci ho fatto la tesi,non vi potete nemmeno immaginare il gradi di complessità di quel prodotto,se Oracle toglie gli sviluppatori storici il progetto morirà ne sono più che certo
          • pippo75 scrive:
            Re: un altro database in meno
            - Scritto da: khelidan v
            io su openOffice ci ho fatto la tesi,non vi
            potete nemmeno immaginare il gradi di complessità
            di quel prodotto,se Oracle toglie gli
            sviluppatori storici il progetto morirà ne sono
            più che
            certopenso che dipenderà sopratutto da quanti dobloni porterà openoffice e dai progetti di oracle.
        • Vincent scrive:
          Re: un altro database in meno
          IBM potrebbe essere interessata ad orientare lo sviluppo di OOo
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