Il meglio di Maker Faire Roma 2016

In 110mila si sono deliziati con le innovazioni della quarta edizione della Maker Faire europea. Punto Informatico c'era e vi propone una selezione dei progetti più interessanti

Roma – Da Venerdì 14 a Domenica 16 Ottobre si è svolta la quarta edizione del Maker Faire Roma, l’appuntamento europeo di una delle più grandi fiere di innovazione al mondo. Anche quest’anno il movimento maker ha riempito l’evento di contenuti, invenzioni, startup, ibridi tra tecnologia e arte, e offerto una valvola di sfogo a progetti di ricerca di molte istituzioni universitarie, che per un weekend hanno trovato il modo di esporre i loro risultati e work in progress al di fuori di un ambito puramente accademico. In questo resoconto della 3 giorni vi proponiamo ciò che più ci ha colpito, ma con una doverosa premessa: ci siamo concentrati principalmente sui padiglioni Move , Interaction e Fabrication .

Ono: stampa in 3D con lo schermo del cellulare
Partita da Kickstarter, Ono è la prima stampante 3D di tipo SLA che utilizza lo smartphone come elemento di irraggiamento DLP per effettuare la cristallizzazione della resina. La stampante è composta da un cassettino in cui viene versata la resina e il cui fondo è trasparente poiché viene posto sopra lo schermo dello smartphone. Il tutto è chiuso in un box sigillato “in stile camera oscura” in modo non avere influenze di luce esterna durante la stampa . Oltre alla stampante viene fornita anche un’app per Android/iOS che gestisce l’intero processo di stampa, dal caricamento del pezzo allo slicing , oltre che alla gestione dell’irraggiamento della resina durante la stampa.

Ono: stampa in 3D con lo schermo del cellulare

Nazzabot, un metro cubo in tutta stabilità
Progetto completamente open source e open hardware di Edoardo Mazzaracchio per la più grande Stampante 3D di tipo galileiano , con un’area di stampa di un metro per lato .
Il tipo di struttura e il numero estremamente ridotto e selezionato di componenti permette di variare facilmente le dimensioni adattandole alle necessità e allo spazio a disposizione, consentendo di ingrandirla o ridurla sia in senso complessivo che per singolo asse.

Nazzabot, un metro cubo in tutta stabilità

Efesto, sperimentazioni in corso sulla stampa metallica
Progetto estremamente ambizioso che abbina una stampante 3D di tipo tradizionale (FDM) a materiali resistenti alle alte temperature come il grafene o la grafite per isolare la struttura della stampante dalle alte temperature generate all’interno dell’ugello in ceramica. Il sistema di riscaldamento a induzione è in grado di fondere metalli come acciaio inox e rame.

Efesto, sperimentazioni in corso sulla stampa metallica

MK2, l’ultima meraviglia di Josef Prusa è stata presentata dallo stesso Prusa in persona, uno dei maggiori artefici dello sviluppo delle stampanti di tipo RepRap che da lui prendono il nome. La nuova evoluzione della Prusa i3 , denominata MK2 , aumenta le dimensioni dell’area di stampa in combinazione con un sistema di feeding di 4 filamenti differenti , che la rende capace di stampare contemporaneamente in colori o materiali diversi. Il sistema a 4 filamenti è disponibile anche come upgrade kit per chi possiede una Prusa i3.

MK2, l'ultima meravigliosa di Josef Prusa

DWS spinge la stampa a resina
Allo stand della DWS erano presenti una serie di stampanti con tecnologia SLA e soluzioni di varia grandezza orientate a produzione di oggetti di elevata precisione grazie alla possibilità di usare resine con caratteristiche differenti, da quelle particolarmente resistenti a quelle ultra flessibili, fino a quelle adatte per usi medicali.
In tandem con il loro stand c’era un negozio di ottica che presentava montature personalizzate stampate con i modelli DWS.

DWS spinge la stampa a resina

Polyshaper, CNC al polistirolo
Una CNC in grado di modellare il polistirene in forme estremamente complesse. Polyshaper utilizza una punta formata da un filo incandescente con “forma a U” capace di ruotare a 360 gradi. A differenza delle tecnologie attualmente esistenti, la rotazione consente di tagliare il polistirolo ad angoli variabili , aumentano le possibilità consentite dalla macchina ma anche la complessità nella traduzione da forma 3D a movimenti della CNC. Non si tratta della classica operazione di “slicing” delle stampanti 3D ed è stato necessario sviluppare estensioni agli attuali firmware e software di generazione del gcode. È stata sviluppata anche una modalità a doppia passata che consente di “scolpire” e rimuovere il grosso del materiale prima della rifinitura finale. Il progetto è rilasciato sotto la licenza Open Hardware 1.2 prodotta dal CERN.

Polyshaper, CNC al polistirolo

Kentstrapper, stampa 3D all’italiana
Anche una delle prime aziende nate in Italia intorno alla stampante 3D e al mondo makers era presente in fiera, con quasi tutta la gamma dei propri modelli che fanno ampio uso di telai stampati al laser cutter.
La famiglia fiorentina dei Cantini ha trasformato la passione in attività lavorativa, orientata all’assistenza e alla vendita di stampanti 3D da loro stessi progettate sotto il nome di Kentstrapper (un mix tra il cognome Cantini, Kents e “rapper”, per marcarne l’appartenenza al mondo RepRap), rilasciate con licenza Creative Commons con clausola non-commerciale.

Kentstrapper,stampa 3d all'italiana

MarlinKimbra & MK4due, flusso canalizzatore open hardware
Progetto che ha portato avanti un firmware per stampanti 3D derivato dall’originale Marlin inserendo elementi interessanti come l’ autolivellamento del piatto di stampa.
Di particolare effetto soprattutto l’estrusore multifilamento chiamato “Flux Capacitor” o flusso canalizzatore che prende spunto dal film Ritorno al Futuro .
Questo tipo di estrusore può gestire fino a 6 filamenti diversi, coordinati per essere spinti alternativamente nell’ugello per avere stampe di colori e materiali differenti.

MarlinKimbra & MK4due, flusso canalizzatore open hardware

BiCube, stampante a doppia tecnologia
BiCube è un interessante progetto che propone una soluzione compatta con cui avere a disposizione 2 diverse tipologie di stampanti 3D nello stesso case. Da un lato infatti è presente la classica stampante a tecnologia FDM , con cui è possibile stampare i pezzi plastici necessari per costruire una stampante a tecnologia SLA da assemblare sul lato opposto (uno scenario che viene descritto come stampante autoimplementabile ). La stampante viene fornita col solo lato FDM completo, mentre le parti meccaniche e il laser da 405nm per completare il lato SLA vanno reperite autonomamente.

BiCube, stampante a doppia tecnologia

WASP, la stampante edile
Anche quest’anno l’italiana WASP , le cui stampanti sono basate su un sistema di movimenti a coordinate polari , era presente con stampanti di varie misure. Con questo tipo di struttura è possibile stampare, a parità di base, oggetti più alti rispetto alle stampanti basate su movimento a coordinate cartesiane. Sicuramente la realizzazione di maggiore impatto è stata quella posta all’ingresso della Fiera, dell’altezza di 12 metri e capace di stampare in argilla, dai semplici oggetti a un intero muro.

WASP, la stampante edile

Autoproduzione del filamento con Felfil Evo e Filamaker
Felfil Evo è una macchina basata su Arduino, open source e open hardware, in grado di recuperare il PLA derivante da stampe interrotte o pezzi malriusciti, permettendo di evitare inutili sprechi. Il materiale plastico ridotto in pellet viene inserito in un convogliatore e da qui inviato a un ugello riscaldato dal quale esce il PLA rigenerato nel classico formato a “filo” (sbobinato) con sezione da 1,75 mm.

Autoproduzione del filamento con Felfil Evo

Filamaker produceva una soluzione completa per la produzione autonoma del filamento PLA/ABS per la stampa 3D a partire dagli scarti, ma all’inizio di quest’anno è stata presa la decisione di riorganizzarsi e di deviare tutti i pochi fondi sullo sviluppo dei trituratori , lasciando perdere per il momento l’estrusore. I loro trituratori sono presenti in più dimensioni e sono in grado di sminuzzare anche grossi blocchi di qualunque materiale plastico, con un po’ di olio di gomito e a costi contenuti. La decisione sta pagando e il loro hardware sta acquisendo popolarità, ad esempio in scuole e università che necessitano di piccoli campioni per le loro analisi.

Autoproduzione del filamento con Filamaker

Smart Torvy: Home automation in mesh
Due studenti dell’Università di Tor Vergata stanno dietro a Smart Torvy , una piattaforma di home automation completamente open source e open hardware , dal frontend di controllo (realizzato in material design) fino alla board Torvy One , passando per i design delle enclosure (stampabili in 3D e personalizzabili). Il principale pregio del sistema sono i costi molto bassi (29 euro) e i risparmi energetici, dovuti alla scelta di progettare la board attorno a un chipset con supporto a ZigBee . Il protocollo permette agli attuatori e sensori di Smart Torvy di formare in maniera semplice e automatica una rete “delle cose” mesh. Di particolare interesse è stata l’attenzione alla sicurezza e alla privacy, un aspetto ampiamente criticato nel settore IoT: il traffico tra i sensori è criptato e tutta l’elaborazione dei dati è client-side.

Smart Torvy: Home automation in mesh

1Sheeld: smartphone al servizio di Arduino

Questa shield tuttofare per Arduino è in realtà un semplice controller Bluetooth: la vera chicca è compiuta in combinazione con l’applicazione per Android e iOS, che trasforma la pletora di sensori e funzionalità presenti sul proprio smartphone in oltre 40 shield virtuali programmabili attraverso il normale IDE Arduino. GPS, riconoscimento vocale, prossimità, giroscopio, accelerometro, luminosità e altro ancora. La shield (come si chiama in gergo la scheda aggiuntiva con cui si estende una board Arduino) è bidirezionale e permette anche di utilizzare i dati provenienti dalla board Arduino e comunicarli al telefono per ampliare il range di applicazioni possibili. Molto azzeccata la demo: uno smartphone ancorato a un guanto di pelle, utilizzato per manovrare un braccio meccanico con una precisione veramente discreta.

1Sheeld: smartphone al servizio di Arduino

Chi prototipa i prototipatori? Alligator
Le board di controllo più popolari per la stampa, come la Sanguinololu o la RAMPS, sono un compromesso tra costi, applicazioni specifiche (ad esempio sul numero di motori ed estrusori) ed espandibilità. La board Alligator non è niente di tutto ciò : si tratta della soluzione più completa a disposizione per chi vuole produrre stampanti 3D , in termini di connessioni, carico supportato e potenza di elaborazione. Molte delle stampanti 3D che introducevano nuovi concetti o implementazioni alternative si basano su questa board, anch’essa open source/hardware, che integra ogni genere di comodità per i maker: di particolare effetto la disponibilità di una connessione Ethernet e la possibilità di integrare via GPIO una RaspberryPI e creare una stazione di stampa praticamente autonoma.

Chi prototipa i prototipatori? Alligator

Dany Board, completa piattaforma IoT
Simile a quanto visto in altre piattaforme, come Arduino Yun o Raspberry Pi, DanyBoard M0 è una board adatta allo sviluppo di applicazioni IoT pensata da Giuseppe Caccavale. Il prototipo monta un processore Atmel ATSAMD21G18A a 32 bit che integra l’architettura ARM Cortex M0+ , l’ESP8266 per la comunicazione via Wi-Fi, uno slot micro SD e ben 32 pin. Una completissima piattaforma IoT in una scheda dalle dimensioni ridotte.

Dany Board, completa piattaforma IoT

OpenBuilds, guide lineari per maker
OpenBuilds è una community di progetti open hardware nata attorno a delle innovative, economiche e modulari guide lineari assemblabili il cui crowdfunding è stato completato con successo nel 2013. È possibile realizzare progetti diversi andando dalle stampanti 3D alle macchine CNC fino a sistemi più specifici come ad esempio un carrello per realizzare movimenti automatizzati di una fotocamera.

OpenBuilds, guide lineari per maker

Circuito.io, la progettazione in un attimo
Circuito.io è un software as a service alternativo a 123d di Autodesk, per creare progetti basati sulla famiglia di schede Arduino in modo semplice e intuitivo. A partire da un generico schema a blocchi specificato con un drag & drop dall’utente, crea in automatico le schematiche dei collegamenti, il codice (incluse le librerie meglio adatte al progetto, tra quelle caricate nel database della piattaforma) e la lista dei componenti necessari.

Circuito.io, la progettazione in un attimo

CadSoft Eagle, progettazione PCB per tutte le tasche
Dopo 25 anni di sviluppo e l’acquisto da parte di Autodesk, il team CadSoft ha mostrato alla fiera il proprio software di punta, Eagle. Il programma permette di progettare PCB in modo semplice dividendo il lavoro in tre sotto-aree: progettazione delle schematiche, gestione del layout e generazione del routing. Il pacchetto è disponibile per Windows, Linux e Mac e viene distribuito in tre versioni commerciali e tre che non permettono l’utilizzo in ambito business, tra cui quella FREE e quella dedicata agli studenti.

CadSoft Eagle, progettazione PCB per tutte le tasche

Computarte, il PC che arreda casa
Il computer come complemento d’arredo . Computarte si è concentrata su tower per PC artistici, colorati e innovativi, realizzati in resina poliuretanica e dotati di un sistema di raffreddamento brevettato. Sono particolarmente adatti ad essere utilizzati come server casalinghi, ad esempio per funzioni di storage condiviso, e quindi per situazioni dove non è necessaria la loro vicinanza a un display.

Computarte, il PC che arreda casa

Computarte, il PC che arreda casa

CapCasc, il PC fatto a sfere
L’obiettivo del progetto CapCasc è quello di rivoluzionare il mondo del computer, portandolo in un’era modulare. Si tratta di una struttura dotata di un modulo principale ( Casc ), al cui interno si trova un Raspberry Pi, e di moduli supplementari ( Cap ) che presentano una forma sferica e in cui sono alloggiati vari dispositivi interfacciabili con il centro di controllo. Tra questi: moduli GPU, CPU, FPGA… le possibilità sono ampie. Il progetto, seppur ancora in beta e con una campagna di crowdfunding alle porte, punta a un design futuristico e più funzionale rispetto ai cluster odierni.

CapCasc, il PC fatto a sfere

L’illuminazione modulare di D-TWELVE
D-TWELVE della startup italiana Plato Design è un sistema di illuminazione costituito da elementi di design creati sfruttando l’accoppiamento magnetico per realizzare un sistema modulare e personalizzabile in tutta sicurezza. Solo il primo elemento viene alimentato in modo classico, gli altri prendono energia dall’accoppiamento magnetico facilitando così la creazione di forme personalizzate.

L'illuminazione modulare di D-TWELVE

All in Wall: murare arte e luce
Illuminotecnica ad alta tecnologia quella di All in Wall , che produce pannelli luminosi che sfoggiano produzioni artistiche e le utilizzano a proprio vantaggio per massimizzare giochi di luce controllabili elettronicamente, anche tramite applicazione per smartphone e pannello Web (è stato dimostrato anche uno sperimentale metodo di controllo basato su un lettore di onde cerebrali in grado di adattare l’illuminazione all’umore). Oltre a fornire il servizio di realizzazione e installazione del pannello, l’azienda offre la personalizzazione del design e collabora con numerosi artisti.

All in Wall: murare arte e luce

Diana, la lanterna hi-tech
Una rivisitazione moderna della classica lanterna , capace di variazioni di colore e atmosfera a seconda della prossimità alle basi di ricarica distribuite nel proprio ambiente. A rendere possibile il tutto è un sistema basato su Arduino che riconosce la specifica base tramite un RFID. Un accelerometro consente di accendere la lampada quando viene afferrata, mentre grazie a un microfono è possibile completare l’esperienza-lanterna spegnendola con un semplice soffio .

Diana, la lanterna hi-tech

I giochi di luce di Rollover
Un simpatico (doppio) gioco creato per stimolare la coordinazione motoria e la memoria tramite l’uso di led RGB. Riprende in modo tecnologico il classico gioco delle formine, premiando con la variazione del colore quando il bambino mette l’oggetto nel posto giusto, ma senza segnalarne l’errore per non mortificarlo. Inoltre girandolo si ha un sistema che trasmette una sequenza luminosa che dovrà essere poi ripetuta in modo da stimolare le funzioni mnemoniche.

I giochi di luce di Rollover

BioPile, coltivazione modulare
BioPile è un sistema di coltivazione ad accrescimento controllato composto da celle modulari stampate in ABS. Permette di automatizzare e monitorare la coltivazione di colture biologiche in un formato salvaspazio; una sorta di orto verticale composto da un massimo di 4 colture e una base che funge da booster : riserva di acqua, additivi nutrienti per le piante e l’elettronica di controllo.

BioPile, coltivazione modulare

Tetris in salsa Ikea
Piccolo ma interessante progetto portato dallo stand di Futura Elettronica . Il team, partendo da un tavolino hacker-friendly dell’Ikea, il Lack , ha costruito una versione arcade di tetris usando una matrice di led per rappresentare i classici blocchetti del videogioco.

Tetris in salsa Ikea

Constellation Umbrella
Un ombrello dotato di tracker GPS, accelerometro e giroscopio, che combina il tutto per fornire informazioni sulla costellazione verso la quale viene puntato. La demo è stata fatta con l’ausilio di un PC, ma nella to do list del suo inventore Robert Fritzsimmons c’è l’idea di utilizzare il projection mapping per mostrare queste informazioni sulla superficie interna dell’ombrello. Non è difficile immaginare che una volta perfezionato il prototipo potrebbe essere utilizzato per visualizzare informazioni più pragmatiche tipo… il meteo?

Constellation Umbrella

Le magliette interattive di Panda Mannaro
Con molta fantasia i ragazzi di Panda Mannaro hanno proposto, con design originali, delle magliette interattive. Grazie alla loro applicazione sarà possibile interagire con i disegni. Ad esempio, è possibile tirare i dadi della maglietta Dungeon Master, scoprire la storia di Miyamoto Musashi con quella del Panda Mannaro vestito da samurai oppure, con quella della loro mascotte intenta a suonare la batteria, riprodurre una canzone attraverso lo smartphone interagendo col chip RFID integrato nella t-shirt.

Le Magliette interattive di Panda Mannaro

Augmenta VRSEUM, realtà aumentata drag&drop
Augmenta di Pietro Feltrinelli è un’azienda italiana specializzata in virtual reality e nella produzione di video e applicazioni a 360 gradi e in realtà aumentata. Oltre a concedere a molti visitatori della fiera il loro primo assaggio di VR, hanno presentato VRSEUM, una piattaforma VR pensata per musei, PA e gallerie d’arte che permette la generazione semplificata di un ambiente 3D navigabile online dagli utenti. Non occorrono particolari conoscenze: tutto ciò che è necessario fare è il banale caricamento di fotografie o file generati dai comuni programmi di modellazione 3D.

Augmenta VRSEUM, realtà aumentata drag&drop

Roborig, la telepresenza di Eigen Studio
Il robot per la telepresenza Roborig dietro le quinte utilizza la più popolare libreria libera per la computer vision: OpenCV . Grazie ad essa Eigen ha introdotto in maniera semplice informazioni sulla profondità nella realtà aumentata che il dispositivo trasmette al visore dell’utente. Il team è ancora alla ricerca del miglior compromesso tra costi, prestazioni e facile reperibilità per gli occhi-videocamere.

Roborig, la telepresenza di Eigen Studio

Roborig, la telepresenza di Eigen Studio

Drones Bench, banco di collaudo per la flotta di droni
Il numero di aziende che offre servizi basati sui droni e di istituzioni accademiche che adoperano gli UAV ( Unmanned Aerial Vehicle ) nei loro progetti di ricerca è in forte aumento. Officina Droni si rivolge direttamente a loro con Drones Bench, una piattaforma compatta e integrata, anche trasportabile, di collaudo per droni. Drones Bench è in grado di misurare i parametri di componenti vitali come IMU, ESC e batterie, alla ricerca di anomalie in termini di corrente assorbita e temperature che spesso si presentano improvvisamente e sono pertanto difficili da monitorare. Drones Bench è in grado di monitorarli anche durante la vita del drone, paragonandoli alla baseline misurata all’acquisto del prodotto. Le piattaforme sono disponibili in due versioni a seconda della dimensione del drone da testare, dagli 8mila ai 17mila euro : chiaramente il prezzo si rivolge a chi deve salvaguardare investimenti che possono arrivare anche a 50.000 euro per singolo esemplare. Officine Droni offre anche la formazione per l’utilizzo del prodotto e sta valutando la sostenibilità economica per un franchising delle proprie strutture.

Drones Bench, banco di collaudo per la tua flotta di droni

Manuale operativo per droni
Lo studio legale Array , che come tradisce il nome è specializzato nelle tematiche normative applicate al mondo digitale come copyright, privacy, licensing, ha rilasciato durante la MFR di quest’anno l’ adattamento italiano del Drone Journalism Operation Manual . Il documento è sotto licenza creative commons , e contiene tutta una serie di puntatori alla normativa italiana vigente per l’utilizzo dei droni. Anche se il documento ha come target una specifica applicazione (l’utilizzo a fini giornalistici) contiene informazioni utili a 360 gradi sul framework legale italiano corrente per chi voglia addentrarsi nel mondo degli UAV.

Manuale operativo per droni

Paper8, vivere il mare a barche spiegate
Un’intera gamma di barche ripiegabili , da 34 chili di peso e dotate di ruote per muoverle comodamente a terra. Una volta ripiegata, l’imbarcazione Paper8 può essere facilmente trasportata sul portapacchi dell’automobile. Il sistema di piegatura (che l’azienda ha brevettato) è facilmente utilizzabile, tanto che molti visitatori dello stand con poche semplici istruzioni da parte del team sono riusciti ad effettuarla senza nessuna esperienza pregressa.

Paper8, vivere il mare a barche spiegate

The Hyperboard, lo skateboard interattivo
Il team di Faraday Motion ha prototipato un nuovo modo per muoversi agilmente in città. Si tratta di Hyperboard , uno skateboard interattivo capace di essere controllato dai movimenti dell’utente, grazie al giroscopio integrato o sfruttando l’app per smartphone. Questo mezzo è completamente open hardware e in questa fase sperimentale, dov’è necessaria la prototipazione rapida, la struttura è stampabile in 3D. Nella versione finale, che sarà sempre open, si passerà a materiali e processi costruttivi più resistenti, mantenendo una struttura modulare capace di un alto livello di personalizzazione.

The Hyperboard

e-Round, la rotonda ecosostenibile
Un modo innovativo di proporre una rotonda stradale in modo che possa essere energeticamente autonoma e sostenibile.
All’interno della rotonda infatti è presente un serbatoio nel quale viene raccolta l’acqua piovana utilizzata per innaffiare l’aiuola della rotonda stessa. L’alimentazione elettrica per illuminazione della rotonda e della pista ciclabile, oltre che per il sistema di irrigamento, arriva da una pala eolica posta al centro della stessa, da un sistema di pannelli solari e da un sistema di attuatori meccanici collocati sotto il manto stradale e attivati dal passaggio delle auto.

e-Round, la rotonda ecosostenibile

I pianoforte modulari di Ottavia e Piano de Voyage
Ottavia , un progetto dell’ingegnere Silvio Scena , consiste in una tastiera modulare in cui ogni blocco può operare in modalità stand-alone, fornisce 12 tasti dinamici (una ottava in termini musicali) e può essere successivamente combinato con gli altri per comporre una tastiera completa molto più facilmente trasportabile. Il crowdfunding ha finora raccolto il 10 per cento di quanto occorre per cominciare la produzione del prototipo.

Ottavia, pianoforte modulare

Piano De Voyage ha proposto un’idea simile a Ottavia, ma focalizzata su una tastiera con supporto allo standard MIDI , con 2 ottave per modulo e sulla possibilità di stampare in 3D i componenti del piano (telaio e tasti).

Piano de Voyage

DJ poliedrici con Sonic Geometry
Poliedri stampati in 3D dotati di accelerometri che vengono attivati dal movimento, la cui intensità e direzione viene utilizzata dal loro inventore, Michael J. Samuels, per sostituire i classici “piatti” da DJ mixando suoni, musica e colori (le forme sono tutte dotate di strip led RGB) in modo innovativo.

DJ poliedrici con Sonic Geometry

Gli strumenti sostenibili di Vinbox
I latino-americani VinboxDevs hanno presentato (con continue jam session) una serie di strumenti musicali fai-da-te, open hardware, che hanno l’obiettivo di facilitare l’apprendimento di come funzionano e porre l’accento sullo stato dell’arte nella produzione sostenibile di strumenti digitali.

Gli strumenti sostenibili di Vinbox

Robot che se le suonano di santa ragione
Mentre gli umani facevano innovazione musicale tra gli stand, tra il padiglione 7 e 8 il complesso interamente composto da robot, gli One Love Machine , creati dal berlinese Kolja Kugler , esibiva ogni due ore il suo repertorio anarco-punk. La produzione musicale è probabilmente rivedibile, ma il lavoro svolto da Kugler nell’espressività, nei movimenti e nell’interazione tra i musicisti metallici e il pubblico è veramente minuzioso e ha prodotto ottimi risultati in tanti anni di affinamento.

One Love Machine Band

La denuncia di “1984”, versione gadget
L’artista Arnau Tàsies è un poster boy di come Arduino abbia reso accessibile anche a non-elettronici l’utilizzo della tecnologica come mezzo espressivo. Alla Maker Faire ha dimostrato 1984, un dispositivo di tracciamento omonimo del romanzo distopico di George Orwell. Il prototipo utilizza il riconoscimento facciale del Kinect di Microsoft per seguire i movimenti di una persona all’interno di una stampa, postandone automaticamente le immagini su un profilo social. L’intento non è tanto pratico ma di denuncia, incentivando il pubblico alla consapevolezza della fragilità della propria privacy.

La denuncia di

MySignals by Cooking Hacks
Cooking Hacks è un negozio online di strumentazione elettronica che, come il più popolare Adafruit , si cimenta in progetti originali per nuove shield destinate ad applicazioni particolari. Alla MFR hanno presentato MySignals , una piattaforma di sviluppo per dispositivi medicali a basso costo, capace di tenere traccia di oltre 20 parametri biometrici in un gadget compatto e dall’interfaccia semplice. Al momento mancano le certificazioni necessarie per l’utilizzo nelle strutture ospedaliere, ma l’obiettivo a lungo termine è permettere lo sviluppo di macchinari più complessi dando loro un vantaggio nel rapporto qualità/prezzo rispetto a ciò che è attualmente presente sul mercato.

MySignals by Cooking Hacks

Watly, il computer per generare sostenibilità
Pensato per risolvere i problemi delle zone remote, Watly è un computer che utilizza l’energia elettrica derivata da pannelli solari per purificare l’acqua da agenti contaminanti e fare da hub di comunicazione (anche con connettività Internet). Il progetto al momento è in una fase embrionale: tramite una campagna su Indiegogo si cercano i fondi per poter costruire la versione finale che dovrebbe riuscire a servire una comunità di 3.000 persone.

Watly, il computer per generare sostenibilità

Noon Talk, lo smartphone per gli anziani
Noon Talk è lo smartphone dedicato agli anziani e alle persone che per un motivo o per un altro non riescono ad usare uno smartphone. È stato sviluppato da 21am, startup che crea soluzioni per persone in difficoltà. I parenti potranno monitorare lo stato dei propri cari in qualsiasi momento potendo interagire in tempo reale grazie al GPS e al 3G integrato. Grazie all’app per smartphone si potranno aggiungere numeri, inserire task nell’agenda e sapere in ogni momento dove si trova il dispositivo. Il design è semplice e funzionale, che riprende lo stile dei telefoni a tastiera ed è stato pensato per avere una ottima durata della batteria grazie alla presenza di uno schermo e-ink, lo stesso montato sugli e-book reader.

Noon Talk, lo smartphone per gli anziani

We-Lab, microscopio modulare
I ragazzi del team We-Lab hanno proposto un’alternativa smart e soprattutto open ai microscopi moderni. L’obiettivo del progetto è quello di portare nelle scuole un piccolo, economico e affidabile dispositivo di analisi (modulare ed estendibile) per fare ricerche sulla microbiologia. Grazie all’uso di un Raspberry Pi l’utente sarà in grado di esportare le proprie ricerche su dispositivi portatili, come tablet e smartphone, e sulla piattaforma online messa a disposizione dagli sviluppatori.

We-Lab, microscopio modulare

La mano di Adamo
Il motto degli sviluppatori di Adam’s Hand è ” La nostra Mission è trasformare le disabilità in nuove Possibilità “. La protesi, a differenza delle altre, usa un unico motore per garantire 15 gradi di libertà ed effettua una distribuzione automatica della coppia fra le dita. Il tracciamento dei movimenti dell’utente viene operato dal bracciale Myo annegato nella protesi ed utilizza i dati degli elettrodi EMG rettificati e filtrati, del modulo IMU a 9 assi, che vengono poi dati in pasto a un algoritmo che affina l’intero sistema nel corso del tempo.

La mano di Adamo

RoboSec, droidi di pattuglia
Il team di RoboSec ha fuso il concetto di automazione con quello della sicurezza creando così una gamma di robot adatti a compiti di monitoraggio. Fra i prototipi proposti troviamo iBOH , che rappresenta la principale piattaforma del progetto essendo in grado di adattarsi ad ogni situazione ambientale; Plutarco , che grazie alla sua robustezza si adatta ai compiti più difficili come lavorare nel campo dell’agricoltura; Myzharbot , per il monitoraggio di ambienti esterni, e Panther che con la sua stazza è adatto per l’esplorazione.

RoboSec, droidi di pattuglia

Vichi, robot educational
Vichi è una piattaforma educativa creata con l’intento di far avvicinare i giovani alla programmazione, esercitandola su di un piccolo robot. L’ambiente comprende un IDE che sfrutta il principio della programmazione a blocchi, già visto in tool di sviluppo come Scratch, completamente sviluppato in Java, oltre al robot che è capace di seguire i movimenti, riconoscere i colori e svolgere determinate azioni sfruttando i motori di cui è composto.

Vichi, robot educational

Stefano De Carlo
Luca Algieri
Pasquale De Rose

fonte immagini: 1 , 2 , 3 , 4 , 5

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  • vecchiaccio scrive:
    Guarda a caso
    Ibm fa business con Apple e guarda a caso i PC Apple vanno meglio.Veramente strano.
  • lammy scrive:
    Numeri interessanti
    Per chi ha una idea anche vaga di cosa significa fare il deployment di più di mille device alla settimana, e garantire il supporto di oltre 90mila, sono numeri interessanti.I risparmi dichiarati, anche se non indicano se sono riferiti al TCO o al solo costo del lifecycle management, sembrano credibili.Il zero-touch deployment è forse impossibile per Windows o Linux.Interessante anche il fatto che IBM si esponga con questi dati. È un business case con cui confrontarsi.
    • F Type scrive:
      Re: Numeri interessanti
      - Scritto da: lammy
      I risparmi dichiarati, anche se non indicano se
      sono riferiti al TCO o al solo costo del
      lifecycle management, sembrano
      credibili.Talmente credibili che i modelli più economici hanno RAM saldata, GPU e HDD da notebook,per non parlare del mondo apple che,caso strano, è incompatibile con il resto del mondo in quanto a standard e pezzi di ricambio.
      Interessante anche il fatto che IBM si esponga
      con questi dati. È un business case con cui
      confrontarsi.Che fa acqua da tutte le parti.
      • Ethype scrive:
        Re: Numeri interessanti
        - Scritto da: F Type
        - Scritto da: lammy


        I risparmi dichiarati, anche se non indicano
        se

        sono riferiti al TCO o al solo costo del

        lifecycle management, sembrano

        credibili.

        Talmente credibili che i modelli più economici
        hanno RAM saldata, GPU e HDD da notebook,per non
        parlare del mondo apple che,caso strano, è
        incompatibile con il resto del mondo in quanto a
        standard e pezzi di
        ricambio.posto che in caso di fail di ram o hd Apple sostituisce senza il minimo costo, il cambio di queste componenti è estremamente raro nelle aziende.
        • F Type scrive:
          Re: Numeri interessanti
          - Scritto da: Ethype
          posto che in caso di fail di ram o hd Apple
          sostituisce senza il minimo costoWow devi sostituire un'intero computer per un componente difettoso ?Ah il magico mondo morsicato...
          il cambio di
          queste componenti è estremamente raro nelle
          aziende.Eh certo sono indistruttibili,mai che uno dei 2 ti possa mollare quando meno te lo aspetti.
      • lammy scrive:
        Re: Numeri interessanti
        Ho scritto: per chi ha unidea, anche vagaHo limpressione che non stiamo parlando della stessa cosa. O che proprio non hai idea.Un service desk reattivo da 5000 chiamate/mese deve avere in staff almeno 7-8 operatori.Aggiungendo a questo il lifecycle management pro-attivo (enrollment, replacement) diciamo arriviamo a 10-11.In uno scenario in cui:- il costo dellhardware è fisso e prevedibile (qualunque accordo sia in vigore con Apple: garanzia a 4 anni, volume pricing, leasing).- lhardware viene gestito dal vendor - Apple in tutte le sue fasi- lautomazione è spinta (no-touch deployment(*) significa qualcosa per te?)- il self service - efficiente! - è la normai costi della struttura di supporto si abbattono notevolmente, con il dimezzamento delle chiamate.più tutta la semplificazione del supporto pro-attivoLa foto della slide è *abbastanza* precisa, anche se non specifica se il TCO include il costo dell'hardware (Infrastructure cost è impreciso, potrebbe riferirsi esclusivamente al costo dell'infrastruttura di systems management).Ancora di più mi sembra credibile. A condizione di spuntare un buon prezzo sullhardware, cosa che probabilmente accade, vista la partnership strategica e i volumi di hardware in gioco.Unaltra ricaduta positiva è sullutente che ha la possibilità di scegliere. Non gli viene imposta una piattaforma. quindi è anche psicologicamente più incentivato ad adattarsi allo strumento che si trova tra le mani (quale che sia, win o osx) - oltre a esserne più esperto.Non mi sorprenderebbe se anche il service desk windows abbia una leggera flessione delle chiamate, a causa di questo effetto uso quello che mi piace e conosco meglio.(*) no-touch deployment: sono *quasi* sicuro che non sia proprio possibile con windows fare un enrollment enterprise no-touch. Los deve essere configurato prima di essere consegnato allutente. Attendo smentite (bene accette).
        • F Type scrive:
          Re: Numeri interessanti
          - Scritto da: lammy
          Unaltra ricaduta positiva è sullutente che ha
          la possibilità di scegliere.E che scelta :D
          Non gli viene
          imposta una piattaforma. quindi è anche
          psicologicamente più incentivato ad adattarsi
          allo strumento che si trova tra le mani (quale
          che sia, win o osx) - oltre a esserne più
          esperto.Ma certo che gli viene imposta,cioè con Mac OS magicamente l'utente si adatta e con gli altri invece è sempre al servizio assistenza ?
          • lammy scrive:
            Re: Numeri interessanti
            Ho scritto il contrario. Qualunque piattaforma scelga, l'utente ne è intrinsecamente più contento, visto che l'ha scelta lui/lei. Ma è una mia speculazione.
          • bubba scrive:
            Re: Numeri interessanti
            - Scritto da: lammy
            Ho scritto il contrario. Qualunque piattaforma
            scelga, l'utente ne è intrinsecamente più
            contento, visto che l'ha scelta lui/lei. Ma è una
            mia
            speculazione...... io mi chiedo come mai non si siano menzionati anche ALTRI numeri... tipo < ... Previn's team is responsible for all the company's PCs, not just the Macs. All told IBM's IT department supports about 604,000 laptops between employees and its 100,000+ contractors. Most of them are Windows machines -- 442,000 -- while 90,000 are Macs and 72,000 are Linux PCs (ommioddio il prodotto cantinaro ha quasi gli stessi numeri del macCon la lingua fuori).
            ah gia', e' clickbait :P
          • lammy scrive:
            Re: Numeri interessanti

            ah gia', e' clickbait :PVa bene, d'accordo, grazie, capito, già detto, ripetuto, e ancora ripetuto di nuovo.Quindi? Se pensi che il 100% del marketing è fuffa, allora non ti resta che leggere il bollettino del mare.Passo.
        • ZLoneW scrive:
          Re: Numeri interessanti
          - Scritto da: lammy
          (*) no-touch deployment: sono *quasi* sicuro che
          non sia proprio possibile con windows fare un
          enrollment enterprise no-touch. Los deve essere
          configurato prima di essere consegnato
          allutente. Attendo smentite (bene
          accette).Intendi dire che all'utente consegni direttamente il PC imballato, e lui lo scarta, lo collega in rete e se lo trova perfettamente configurato "automagicamente" per lui, in base al profilo aziendale cui appartiene?Con Linux è assolutamente possibile, posto che il PC rispetti un paio di di prerequisiti, tipo niente sistema operativo sul disco e quindi fallback su boot da rete. O che l'utente sia abbastanza sveglio da selezionare il boot da rete, cosa che non è così trasparente come un tempo, nelle macchine recenti.Ho esplorato il terreno un po' di tempo fa, è articolato ma non è neppure particolarmente complesso; può essere messo in piedi tutto a manella, orchestrando un po' di servizi Linux standard, senza manco sistemi di gestione.Certo, una piattaforma di gestione dell'hardware aiuta molto, se ne trovano di valide open-source, ma non è strettamente indispensabile.
    • vecchiaccio scrive:
      Re: Numeri interessanti
      - Scritto da: lammy
      Interessante anche il fatto che IBM si esponga
      con questi dati. È un business case con cui
      confrontarsi.Ascolta, tutto molto bello eh, ma quale parte di "hanno del business in comune" non ti è chiara? :D
  • Akiro scrive:
    ... :D
    In base alla mia personalissima esperienza invece chi una Linux richiede l'assistenza per una percentuale prossima allo 0% :)
    • Vinyl scrive:
      Re: ... :D
      - Scritto da: Akiro
      In base alla mia personalissima esperienza invece
      chi una Linux richiede l'assistenza per una
      percentuale prossima allo 0%
      :)Che XXXXXXX clamorosa. Oltretutto come se MacOSX non fosse un sistema *nix.
      • Akiro scrive:
        Re: ... :D
        Guarda, a me di MacOSX ... ;PVai tranquillo.
      • F Type scrive:
        Re: ... :D
        - Scritto da: Vinyl
        Che XXXXXXX clamorosa. Oltretutto come se MacOSX
        non fosse un sistema
        *nix.Se voglio Unix prendo BSD oppure dici che mi tocca comprare una macchina apposta per installarlo ? :)
        • iRoby scrive:
          Re: ... :D
          Beh oddio con i RISC andava così, ognuno aveva il suo hardware+OS.Silicon Grafics e Irix, HP ed HP-UX, IBM e AIX, Sun e Solaris, Digital e Digital Unix, e ancora DG/UX o AOS/VS di Data General. Solo SCO faceva Scojonamentux per x86. E Linux per primi ha fatto morire loro.Oggi gli Unix proprietari sopravvivono nelle applicazioni verticali.E Solaris x86 vivacchia, tira a campare...
    • Pietro scrive:
      Re: ... :D
      - Scritto da: Akiro
      In base alla mia personalissima esperienza invece
      chi una Linux richiede l'assistenza per una
      percentuale prossima allo 0%
      :)un effetti gli utenti linux sono solo system manager e programmatori, vorrei vedere che avessero bisogno anche loro.
  • M.R. scrive:
    Beh,...
    ...detto da chi NON HA ALCUN INTERESSE ECONOMICO nella cosa, è un giudizio davvero al di fuori di ogni possibile sospetto....
  • F Type scrive:
    Bazzecole...
    "Secondo quanto dichiarato dal vicepresidente di IBM della divisione Workplace as a Service Fletcher Previn all'ultimo Jamf Nation User Conference, i computer Macintosh sono molto più economici rispetto ai PC compatibili Windows."E le marmotte incartano la cioccolata :D"La motivazione principale di questa scelta, secondo alcuni dati presentati nel 2015, risiede nella necessità di assistenza: solo il 5 per cento dei dipendenti che usano Mac chiedono assistenza, a differenza di quelli PC che ammontano al 40 per cento."Assitenza per cosa,per l'OS ? :D"Funzionalità come il supporto alla decriptazione dell'hard disk sono presenti di default su MacOs a differenza che su Windows."Questa poi è un'altra scemenza, se ti serve lo abiliti,non è che ti devono imboccare."Il sodalizio fra Apple e IBM nasce nel 2014 quando le due aziende si sono unite per conquistare il mercato enterprise. Dalla collaborazione è nata la suite MobileFirst per i dispositivi iOS pensata come una serie di app destinata al settore bancario e finanziario, ai viaggi e trasporti, al settore della vendita al dettaglio, le compagnie di assicurazione, infine al settore governativo."E infatti è questo il motivo,scambio di marchette...Quanto detto sopra sono delle scemenze colossali.Ammesso che l'OS che hai in quel momento non ti vada bene (anche se bisogna vedere come viene gestito) lo cambi con un altro, è questo uno degli aspetti peculiari dell'informatica,non c'è scritto da nessuna parte che per cambiare OS devo cambiare anche macchina,specie se ha solo un paio di anni. Già qui il castello crolla...Se poi aggiungiamo che gli altri OS devono girare su un numero infinito di hardware e non uno sol,dal prezzo minore e con hardware più potente di quello di apple. Non parliamo poi dei pezzi di ricambio su un PC è estremanete facile trovarne anche di qualità migliore e ormai anche nelle grandi catene d'elettronica,per apple dove il modello base hai anche l'AIO con RAM saldata ?
  • bubba scrive:
    not feed the macaco
    avendo letto l'altro gg l'articolo originale, immaginavo ne venisse fuori l'articolo clickbait... conviene leggere MEGLIO tutti i numeri e le frasi :P
    • Izio01 scrive:
      Re: not feed the macaco
      - Scritto da: bubba
      avendo letto l'altro gg l'articolo originale,
      immaginavo ne venisse fuori l'articolo
      clickbait... conviene leggere MEGLIO tutti i
      numeri e le frasi
      :PQuesta è folle: "IBM found that not only do PCs drive twice the amount of support calls, theyre also three times more expensive". Sono pazzi. Da dove tirano fuori questi numeri?Ammettiamo pure che gli utonti che oggi devastano le palle al sistemista, con il Mac diventino improvvisamente 100% autonomi. Questo però copre solo la parte "x times the amount of support calls". Ma come fanno a dire che un PC è tre volte più costoso, quando è facilmente verificabile che è vero il contrario?La spiegazione più semplice è che IBM abbia questa alleanza con Apple e sia impegnata a fare la sua parte per risultare gradita all'azienda della mela. Sparare cifre fuori dal mondo fa parte di questa politica, è come dire che Lotus Notes è il miglior programma per la gestione della posta elettronica aziendale. E' assurdo ma obbligatorio.
      • bradipao scrive:
        Re: not feed the macaco
        - Scritto da: Izio01
        Questa è folle: "IBM found that not only do PCs
        drive twice the amount of support calls, theyre
        also three times more expensive". Sono pazzi. Da
        dove tirano fuori questi numeri?Se l'articolo avesse avuto un minimo di contesto, sarebbe stato chiaro a tutti.Ci provo io:- l'articolo originario è questo : https://www.jamf.com/blog/debate-over-ibm-confirms-that-macs-are-535-less-expensive-than-pcs/- parla del VP di IBM che è intervenuto ad una conferenza di JAMF- JAMF è una piattaforma dedicata esclusivamente al management dei dispositivi Apple (dal sito: "Jamfs Apple mobile device management software puts the user at the center, giving you the tools to deliver the same user-friendly, self-empowered Apple experience that your users expect.")Quindi la domanda è: alla conferenza dedicata al tool per il management di dispositivi Apple, poteva forse essere presentato un risultato diverso da questo?
        • Izio01 scrive:
          Re: not feed the macaco
          - Scritto da: bradipao
          - Scritto da: Izio01

          Questa è folle: "IBM found that not only do PCs

          drive twice the amount of support calls, theyre

          also three times more expensive". Sono pazzi. Da

          dove tirano fuori questi numeri?

          Se l'articolo avesse avuto un minimo di contesto,
          sarebbe stato chiaro a tutti.

          Ci provo io:
          - l'articolo originario è questo :
          https://www.jamf.com/blog/debate-over-ibm-confirms
          - parla del VP di IBM che è intervenuto ad una
          conferenza di JAMF
          - JAMF è una piattaforma dedicata esclusivamente
          al management dei dispositivi Apple (dal sito:
          "Jamfs Apple mobile device management software
          puts the user at the center, giving you the tools
          to deliver the same user-friendly, self-empowered
          Apple experience that your users expect.")

          Quindi la domanda è: alla conferenza dedicata al
          tool per il management di dispositivi Apple,
          poteva forse essere presentato un risultato
          diverso da questo?Gazie per il contesto. L'articolo sono andato a vederlo, è da lì che ho preso gli estratti che ho riportato, ma mi ero perso il contesto markettaro.Che poi non voglio sminuire i PC made in Cupertino, devo ammettere che il loro costo elevato è, almeno in parte, giustificato da una qualità sopra la media. Penso al mio portatile aziendale con la batteria scalognata, al Toshiba super ultra di un familiare, con porta USB e masterizzatore che non funzionano più, dopo due anni di uso quasi zero. Penso ai Lenovo più recenti, con il malware preinstallato, e penso alle XXXXXte che MS ha già fatto con gli aggiornamenti obbligatori di Windows 10, che hanno rotto parecchio i kokonzi al mio PC di casa.Però insomma, dire che un PC aziendale costa tre volte un mac su un arco di quattro anni, mi sembra veramente assurdo.
          • F Type scrive:
            Re: not feed the macaco
            - Scritto da: Izio01
            Che poi non voglio sminuire i PC made in
            Cupertino, devo ammettere che il loro costo
            elevato è, almeno in parte, giustificato da una
            qualità sopra la media.E questo starebbe dove se poi ti danno hardware inferiore,lucchetti a non finire oltre alla fidolizzazione ?
            Penso al mio portatile
            aziendale con la batteria scalognata, al Toshiba
            super ultra di un familiare, con porta USB e
            masterizzatore che non funzionano più, dopo due
            anni di uso quasi zero.Pensa ho anche un vecchio portatile Acer del 2006 pienamente funzionante,dipende anche da come lo tratti.
            Però insomma, dire che un PC aziendale costa tre
            volte un mac su un arco di quattro anni, mi
            sembra veramente
            assurdo.Questa cosa fa acqua da tutte le parti,inannzittuto su un PC se vuoi cambaire OS non sei in alcun modo obbligato a comprare una nuova macchina,specie se quella che hai già ha solo un paiodi anni.Inoltre l'OS morsicato funziona su una solo computer,gli altri NO.
          • F Type scrive:
            Re: not feed the macaco
            Non puoi avere legalmente MAC OS su un PC ,fisico o virtualizzato che sia,neanche ti conviene averlo a meno di svilupparci sopra.
        • bubba scrive:
          Re: not feed the macaco
          - Scritto da: bradipao
          - Scritto da: Izio01

          Questa è folle: "IBM found that not only do PCs

          drive twice the amount of support calls, theyre

          also three times more expensive". Sono pazzi. Da

          dove tirano fuori questi numeri?

          Se l'articolo avesse avuto un minimo di contesto,
          sarebbe stato chiaro a
          tutti.

          Ci provo io:
          - l'articolo originario è questo :
          https://www.jamf.com/blog/debate-over-ibm-confirms
          - parla del VP di IBM che è intervenuto ad una
          conferenza di
          JAMF
          - JAMF è una piattaforma dedicata esclusivamente
          al management dei dispositivi Apple (dal sito:
          "Jamfs Apple mobile device management software
          puts the user at the center, giving you the tools
          to deliver the same user-friendly, self-empowered
          Apple experience that your users
          expect.")

          Quindi la domanda è: alla conferenza dedicata al
          tool per il management di dispositivi Apple,
          poteva forse essere presentato un risultato
          diverso da
          questo?si, ma non solo. va anche contestualizzato con altri dati :tipo : Previn's team is responsible for all the company's PCs, not just the Macs. All told IBM's IT department supports about 604,000 laptops between employees and its 100,000+ contractors. Most of them are Windows machines -- 442,000 -- while 90,000 are Macs and 72,000 are Linux PCs (ommioddio il prodotto cantinaro ha quasi gli stessi numeri del mac :P).O anche che : arrivare a un risparmio in 4-5 anni e' ok, ma non sta meraviglia [il catorcio invecchia rapido]E altre ancora (tipo il market share dell'iphone, che invoglia ad avere un mac.. )Messo tutto cio', e' abbastanza logico che 1 piattaforma praticamente uguale a se stessa, e fortemente governata da 1 unica azienda, sia PIU' FACILE da gestire che la pletora di x86 con la pletora di varianti di windows, aggiunti alla pletora di driver crapware, assieme alla moltitudine di malware esistente, e alla moltitudine di boiate per via della legacy ecc che windows si porta dietro (e che osx non ha).
      • ... scrive:
        Re: not feed the macaco
        - Scritto da: Izio01
        - Scritto da: bubba

        avendo letto l'altro gg l'articolo originale,

        immaginavo ne venisse fuori l'articolo

        clickbait... conviene leggere MEGLIO tutti i

        numeri e le frasi

        :P

        Questa è folle: "IBM found that not only do PCs
        drive twice the amount of support calls, theyre
        also three times more expensive". Sono pazzi. Da
        dove tirano fuori questi numeri?dal sacchetto dei numeri della tombola.
  • Pietro scrive:
    niente di nuovo
    Da sempre è noto che i mac hanno un Total Cost of Ownership (TCO) inferiore ai PC
    • prova123 scrive:
      Re: niente di nuovo
      nooooooooooooooooo ... adesso scopriamo che i pezzenti sono quelli che acquistano il mac ... ecco perchè ci sono le code come alla caritas ... però spendono poco e poco gli tocca! :D
      • Pietro scrive:
        Re: niente di nuovo
        - Scritto da: prova123
        nooooooooooooooooo ... adesso scopriamo che i
        pezzenti sono quelli che acquistano il mac ...
        ecco perchè ci sono le code come alla caritas ...

        però spendono poco e poco gli tocca! :Dchi più spende meno spende, (vox populi)
    • Zucca Vuota scrive:
      Re: niente di nuovo
      - Scritto da: Pietro
      Da sempre è noto che i mac hanno un Total Cost of
      Ownership (TCO) inferiore ai
      PCSicuramente vero se usi Tivoli per gestire i PC. ;)
    • vecchiaccio scrive:
      Re: niente di nuovo
      Sì, nel mondo del marketing sì.Poi cerchi di farli funzionare in dominio con tutte le sante policy e capisci che tu fai informatica e non marketing.
  • bradipao scrive:
    e cos'è ??
    "Funzionalità come il supporto alla decriptazione dell'hard disk sono presenti di default su MacOs a differenza che su Windows."Cosa sarebbe questa "funzionalità" che fornisce supporto alla decriptazione dell'hard disk?
    • panda rossa scrive:
      Re: e cos'è ??
      - Scritto da: bradipao
      "Funzionalità come il supporto alla decriptazione
      dell'hard disk sono presenti di default su MacOs
      a differenza che su
      Windows."

      Cosa sarebbe questa "funzionalità" che fornisce
      supporto alla decriptazione dell'hard
      disk?Se tu cripti la tua partizione, la funzionalita' apple fornisce supporto alla NSA per poter accedere comunque ai tuoi dati.
      • bradipao scrive:
        Re: e cos'è ??
        - Scritto da: panda rossa
        Se tu cripti la tua partizione, la funzionalita'
        apple fornisce supporto alla NSA per poter
        accedere comunque ai tuoi dati.Ok, come l'hai spiegata tu mi torna. Rende la frase originaria semanticamente corretta, perchè si tratta di una "funzionalità" che consiste in un "supporto alla decriptazione".
        • ... scrive:
          Re: e cos'è ??
          - Scritto da: bradipao
          - Scritto da: panda rossa

          Se tu cripti la tua partizione, la funzionalita'

          apple fornisce supporto alla NSA per poter

          accedere comunque ai tuoi dati.

          Ok, come l'hai spiegata tu mi torna. Rende la
          frase originaria semanticamente corretta, perchè
          si tratta di una "funzionalità" che consiste in
          un "supporto alla
          decriptazione".Anche windozze ruba le chiavi di bitlocker e le mette sul proprio cloud:https://theintercept.com/2015/12/28/recently-bought-a-windows-computer-microsoft-probably-has-your-encryption-key/Ma non lo fa di default! Lo fa solo se l' utente decidesse di affidarsi al cloud per il backup della chiave invece di usare la classica chiavetta USB.Quindi la frase (sintetizzata) "solo apple ti ruba le chiavi di default " è giusta (rotfl).
    • .... scrive:
      Re: e cos'è ??
      - Scritto da: bradipao
      "Funzionalità come il supporto alla decriptazione
      dell'hard disk sono presenti di default su MacOs
      a differenza che su
      Windows."

      Cosa sarebbe questa "funzionalità" che fornisce
      supporto alla decriptazione dell'hard
      disk?e' un articolo su PI, che XXXXX pretendi?
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