Il worm più diffuso? E' del 2004

Lo sostiene Sophos ed è una notizia che fa tremare l'industria della sicurezza: sono ancora moltissimi gli utenti Windows che non aggiornano il proprio sistema e non si dotano di antivirus. Con rischi per tutti
Lo sostiene Sophos ed è una notizia che fa tremare l'industria della sicurezza: sono ancora moltissimi gli utenti Windows che non aggiornano il proprio sistema e non si dotano di antivirus. Con rischi per tutti

Roma – Sono moltissimi i worm e il malware che tutti i giorni si depositano nelle caselle email degli utenti internet di tutto il Mondo ma c’è un particolare worm, celebre per le sue capacità di diffusione, che rimane il più diffuso di tutti, nonostante sia in circolazione da due anni . Si tratta di Netsky , un worm nato come “risposta” ad un worm precedente e poi proliferato grazie a numerose varianti .

Sophos , tra i maggiori produttori di software di sicurezza, non usa mezzi termini: la presenza così massiccia di Netsky sulle reti telematiche significa che milioni di utenti Windows ancora non hanno aggiornato il proprio sistema operativo né adottato software di protezione. Una notizia che coglie molti di sorpresa vista l’intensa campagna mediatica che ormai da anni diffonde la percezione dei pericoli del malware e la necessità di difendersi per il bene dei propri dati, del proprio computer e della fruibilità stessa di Internet e della posta elettronica.

L’autore di Netsky, il tedesco Steve Jaschan, è stato arrestato e processato per la realizzazione di quel worm e di un altro celebre malware, Sasser . Individuato grazie ad una soffiata resa possibile da una “taglia” di 250mila dollari posta sul suo capo da Microsoft , Jaschan ora lavora in una società di sicurezza in Germania. Ma questa è storia, quello che ancora non è storia è Netsky, capace di rivelarsi longevo più di qualsiasi altro worm in passato.

La sorpresa deriva dal fatto, spiega Sophos, che ormai “qualsiasi programma antivirus, anche il meno efficiente, può individuare Netsky” ed è così ormai da anni.

Da qui, evidentemente, lo scaturire di una serie di riflessioni sulla scarsa attenzione dell’utenza Internet per questo genere di minacce, che pure continuano a moltiplicarsi senza posa. Ad esempio proprio in questi giorni un trojan arriva anche a molti utenti italiani, mascherandosi abilmente in un messaggio che sembra inviato all’apparenza da contatti conosciuti da chi riceve l’email infetta: si trova nell’allegato di quella lettera, spacciato come video imperdibile da vedere subito, pronto ad installarsi non appena si apre il file del “video”.

Ma la presenza costante di questo malware non basta, spiega Sophos, perché sono ancora moltissimi quelli che, incuranti dei worm, continuano a diffonderli probabilmente nella più totale inconsapevolezza.

Cosa accadrà? Le previsioni degli esperti della società di sicurezza sono pessimistiche: continuerà a diffondersi per anni. “È come un vaso di Pandora – spiega un funzionario di Sophos – I virus e i worm, una volta rilasciati in rete, non possono più essere fermati, indipendentemente dal fatto che il loro autore possa essere punito o possa pentirsi delle proprie azioni”. Ciò nonostante nella quasi totalità dei casi la diffusione dei worm, anche di quelli più vivaci, decrementa rapidamente entro una settimana dal suo “lancio”. Ma questo non accade con Netsky, destinato evidentemente ad intasare ancora a lungo le caselle email di moltissimi utenti.

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11 05 2006
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