Inrupt Solid, dalla startup di Tim Berners-Lee

Una novità per la visione di Tim Berners-Lee in merito alla privacy online, legata al progetto Solid proposto dalla startup Inrupt.
Una novità per la visione di Tim Berners-Lee in merito alla privacy online, legata al progetto Solid proposto dalla startup Inrupt.

Se una startup annuncia una soluzione dedicata alla privacy e destinata all’ambito enterprise è interessante. Se a farlo è la realtà fondata da Tim Berners-Lee lo è ancora di più. Oggi Inrupt, società guidata dal padre del World Wide Web, rende noto che la piattaforma Solid potrà essere utilizzata da organizzazioni e governi per realizzare applicazioni in grado di consentire agli utenti il pieno controllo dei loro dati.

Solid: il progetto di Tim Berners-Lee va avanti

La fondazione di Inrupt risale a tre anni fa in collaborazione con l’attuale CEO John Bruce (in passato IBM e Quickcomm) e fino ad oggi è riuscita a raccogliere finanziamenti per circa 20 milioni di dollari. L’obiettivo dichiarato è quello riportare la gestione delle informazioni nelle mani dei loro legittimi proprietari, senza compromettere il corretto funzionamento di siti e applicazioni Web. Una visione che considerando le attuali dinamiche online non sembra tra le più semplici da concretizzare. Così l’iniziativa, dalla natura open source, viene descritta sulle pagine del sito ufficiale.

Solid è un nuovo entusiasmante progetto guidato dal professor Tim Berners-Lee, inventore del World Wide Web, che prende corpo presso il MIT. L’iniziativa mira a cambiare radicalmente il modo in cui le applicazioni Web funzionano oggi, risultando in un reale controllo dei propri dati e in una privacy migliorata.

L’idea alla base del concept proposto da Inrupt è quella di consentire agli utenti di esercitare il controllo dei dati all’interno di entità online chiamate Personal Online Data Stores (o PODS). La novità svelata oggi è un Solid Server attraverso il quale gestirle e per il quale gli sviluppatori possono realizzare applicazioni basandosi su un SDK dedicato, così da effettuare l’accesso alle informazioni necessarie.

Inrupt

Già condotta con successo una fase di test coinvolgendo BBC, il National Health Service britannico e il Government of Flanders belga. Nel caso di NHS, ad esempio, i pazienti seguiti dal sistema sanitario UK possono stabilire le esatte modalità di accesso alle loro cartelle cliniche, ai referti e ad altri dettagli a proposito dello stato di salute da parte di medici, familiari e altri soggetti terzi. Nulla può essere consultato o elaborato se non dopo aver ottenuto il loro esplicito consenso.

Fonte: TechCrunch
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