Fino a ieri, se si pubblicava un carosello su Instagram e la prima foto era quella sbagliata, le opzioni erano due: accettare l’errore e mettersi l’anima in pace, o cancellare il post e ripubblicarlo, perdendo però like, commenti e condivisioni accumulate. Da oggi c’è un’alternativa: riordinare le foto. Ora è possibile modificare l’ordine dei contenuti di un carosello dopo la pubblicazione. Una funzione che creator e social media manager chiedevano da anni.
Riordinare i caroselli su Instagram senza perdere like e commenti, come si fa
Basta toccare i tre puntini in alto a destra sul post, selezionare “Modifica,” tenere premuto sul contenuto che si vuole spostare e trascinarlo nella posizione corretta. Toccare su “Fine” ed è fatta, il carosello segue l’ordine corretto, mentre engagement, commenti, condivisioni restano intatti.
È possibile anche rimuovere contenuti dal carosello tramite la stessa interfaccia. Non è ancora possibile aggiungerne di nuovi dopo la pubblicazione, ma considerando che fino a ieri non si potevano nemmeno riordinare, è un bel passo avanti. Il roll out è graduale, se l’opzione non appare ancora, arriverà nei prossimi giorni.
Instagram ascolta le richieste dei creator (finalmente)
La possibilità di riordinare i caroselli si aggiunge a una serie di funzionalità che Instagram sta rilasciando dopo anni di richieste ignorate. A inizio marzo, la piattaforma ha iniziato a testare i link cliccabili nelle didascalie, altra funzione attesa da sempre. Pochi giorni prima, è arrivata la pianificazione dei contenuti e la dashboard delle performance per tutti gli account pubblici, dopo averle riservate esclusivamente ai profili professionali.
La svolta non è casuale. Instagram sta cercando di rafforzare l’attaccamento dei creator alla piattaforma in un momento di concorrenza crescente. Secondo uno studio Buffer su oltre 52 milioni di pubblicazioni, il tasso di engagement medio su Instagram è calato del 26% tra il 2024 e il 2025, il calo annuale più forte di tutti i social network analizzati. Quando i numeri scendono, le piattaforme iniziano ad ascoltare i creator. Funzionalità che per anni sono state considerate “non prioritarie” diventano improvvisamente urgenti.