Intel si concentra sull'AI

La riorganizzazione del colosso di Santa Clara per aggredire il settore dell'Intelligenza Artificiale consiste in un unico grande team che crei nuovi standard a basso costo. L'obiettivo principale resta l'automazione dei veicoli

Roma – Intel concentra gli sforzi relativi al settore dell’intelligenza artificiale in un unico gruppo affidandone la guida a Naveen Rao, ex CEO di Nervana System, startup specializzata nel deep learning acquisita meno di un anno fa dal colosso dei chip.

La compagnia di Santa Clara si sta ristrutturando per puntare forte sull’Internet of Things , con un occhio di riguardo all’automazione dei veicoli. Nella nota ufficiale pubblicata sul sito Intel, Rao ha sottolineato che il gruppo che si occuperà di Intelligenza Artificiale agirà in unità multiple allo scopo di ridurre i costi dell’AI e creare nuovi standard combinando ingegneria, software e hardware proveniente dal portfolio e dagli altri gruppi di lavoro in seno alla compagnia.

Una mossa importante per Intel, che ha già introdotto l’AI in diversi settori della sua organizzazione senza però riuscire ancora ad imporsi come attore dominante in questo mercato. Intel nel suo annuncio ha dichiarato di voler ricostruire l’azienda intorno all’idea di creare degli standard per l’Intelligenza Artificiale , esattamente come ha fatto in passato con i trend di computazione.

Viviamo ormai in un mondo in cui personal computer e server vengono visti alla stregua di commodity , prodotti di enorme necessità ma sempre più standardizzati e acquistati senza badare troppo al produttore o alla qualità (ormai settata su standard ben definiti e di ottimo livello). Un modo di pensare che poco spazio lascia ad una compagnia che non è in grado di reinventarsi, come sta tentando di fare Intel.

Abbandonato il tentativo di costituire una powerhouse all’interno del settore mobile , nei piani di Intel c’è ora l’intenzione di portare l’AI nella vita di quante più persone possibile ; una visione già condivisa da Microsoft col suo concetto di democratizzazione dell’AI e più recentemente da Google.
Ciò porta a ipotizzare che il tema dell’Intelligenza Artificiale si stia evolvendo in una direzione ben precisa, meno orientata verso le compagnie che abbiano intenzione e possibilità di sfruttarla e sempre più diretta verso la volontà di creare nuove possibilità per la gente comune.

Da qui a 5 anni, secondo Forbes , la tecnologia correlata all’AI trasformerà molto di ciò che facciamo nelle nostre vite. Non si tratta di una tecnologia che vive di hype momentaneo , pertanto destinata a spegnersi; già ora l’Intelligenza Artificiale ci aiuta quotidianamente riconoscendo volti, comprendendo il linguaggio parlato, riconoscendo musica, foto e video, eseguendo diagnosi mediche e, se anche Intel manterrà i suoi propositi, presto guiderà macchine e camion al posto nostro.

In questo, il punto di svolta si è avuto nel momento in cui le macchine hanno iniziato a utilizzare collegamenti neurali, che le rendono più “intelligenti” quante più informazioni ricevono. Le GPU sono diventate lo standard per l’innovazione delle connessioni neurali, con NVIDIA tra i più grandi beneficiari di questa situazione. Ma il mondo dell’Intelligenza Artificiale è in continuo fermento e sarebbe poco furbo pensare che resterà statico nel prossimo futuro; i motori che muovono il settore delle IA costituiscono uno spazio appetibile e competitivo in cui agire non solo per le nuove startup, ma anche per compagnie “ibride” come può e deve essere Intel.

Gabriele La Torre

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  • ceerper scrive:
    l'inutilità al potere
    Per me possono mettere tariffe di un milione a messaggio, tanto non l'ho mai usato e nemmeno capisco a cosa serva...
    • Ales scrive:
      Re: l'inutilità al potere
      - Scritto da: ceerper
      Per me possono mettere tariffe di un milione a
      messaggio, tanto non l'ho mai usato e nemmeno
      capisco a cosa
      serva...io l'ho usato (poco) per qualche anno ma negli ultimi periodi Instagram l'ha quasi eclissato
  • xte scrive:
    BWAHAHAHAHA
    IMVHO Twitter è una trovata di sostanziale inutilità, che qualcuno lo usi (ed è noto che la maggioranza degli utenti sono bot, non umani) ok, che qualcuno lo usi a pagamento francamente mi pare improbabile, ad esser gentili.Twitter poteva avere un senso come "feed" per soggetti privi di siti personali/istituzionali, una sorta di Disqus per rss/atom in salsa moderna ma per le scelte fatte è divenuto un'altra cosa e la sua utilità teorica/potenziale è sostanzialmente svanita.
    • iRoby scrive:
      Re: BWAHAHAHAHA
      Se al governo e le oligarchie USA interessa il microblogging e le profilazioni che ci si possono fare, gli daranno un altro miliardo di $ a fondo perduto...
      • xte scrive:
        Re: BWAHAHAHAHA
        Con tutti gli utenti di Facebook, gli smartphones, i desktop Windows ecc non penso ne abbiano bisogno... Credo non ci sian molti utenti non ben profilati o con "segreti" realmente tali...
    • Ales scrive:
      Re: BWAHAHAHAHA
      - Scritto da: xte
      Twitter poteva avere un senso come "feed" per
      soggetti privi di siti personali/istituzionali,
      una sorta di Disqus per rss/atom in salsa modernaci sono molti personaggi (politici e spettacolo e cultura) che oltre ad avere il proprio sito "vetrina" postano però i contenuti e gli aggiornamenti su Twitter.
      • xte scrive:
        Re: BWAHAHAHAHA
        Immagino poiché ignorano, al pari di certi loro elettori/seguaci che esiste una tecnologia precedente, con molti meno limiti, molta più libertà chiamata RSS/Atom con la quale gli interessati possono tenersi aggiornati in tutta comodità senza dipendere da piattaforme terze specifiche.Ah, a ben guardare, prima ancora dell'web c'era un altro sistema dove i contenuti eran veramente "user/community-made/drived": le news, nntp... E c'è anche adesso, sia pur meno usato. Un po' come c'è e c'era da ben prima dei vari Whatsapp/Hangout/Telegram/... la mail che faceva/fa molte più cose di queste nuove piattaforme, con molta più libertà, semplicità ed efficienza... La sola differenza tra queste "antiche" tecnologie e quelle recenti a ben guardare è che le prime sono di tutti, le seconde in mano a pochi...Continuo a non credere e sperare che non vi siano soggetti realmente interessati ad un twitter a pagamento!
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