Intel Xeon Phi, la GPU per supercomputer

Arriva sul mercato Larrabee/Knights Ferry/Knights Corner, una tecnologia di accelerazione x86 venduta sotto forma di scheda di espansione e indirizzata al mercato HPC

Roma – Ci sono voluti degli anni, ma alla fine l’architettura di computing originariamente nota come Larrabee è approdata sul mercato in un prodotto commerciale propriamente detto: Intel ha ufficialmente presentato Xeon Phi, scheda “acceleratrice” basata su set di istruzioni x86 che si rivolge al settore dell’ high performance computing (HPC) come soluzione di supercalcolo a portata di molte tasche.

Come una GPU “discreta” viene oggi impiegata per accelerare la grafica tridimensionale nei videogame per PC, così una scheda Xeon Phi si installa su uno slot PCIe per occuparsi del calcolo intensivo programmato sulla stessa microarchitettura delle tradizionali CPU Intel.

Xeon Phi è la concretizzazione di quella che Intel definisce architettura Many Integrated Core (MIC), una scheda di calcolo dotata di più 50 core di computazione (x86) realizzati su nodo tecnologico a 22 nanometri e 8 Gigabyte di RAM GDDR5 totali.

La prima società specializzata nel settore HPC a servirsi di schede Xeon Phi sarà Cray: lo storico produttore di super-sistemi di calcolo ha annunciato la commercializzazione di “Cascade” il suo nuovo supercomputer MIC che permetterà di “spingere in avanti i limiti della ricerca e della scoperta”.

Intel intende sfruttare la potenza di Xeon Phi per restare competitiva nel settore HPC, e non è un caso che l’annuncio del nuovo prodotto avvenga a margine della presentazione della lista di supercomputer Top500 . Una lista piena di sistemi basati su CPU Xeon “lisce”, ma non nella parte alta della classifica (top 10).

Chi invece si dimostra poco entusiasta dell’architettura MIC di Intel è IBM: dopo aver riaffermato la propria superiorità tecnologica nel settore HPC proprio grazie alla succitata lista Top500 (supercomputer “Sequoia” più potente al mondo e svariati sistemi Bluegene presenti in classifica), Big Blue dice che non commercializzerà molti supercomputer basati su CPU Xeon Phi.

Alfonso Maruccia

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  • Surak 2.0 scrive:
    Boh...
    Non mi è chiaro, forse perchè non frequento quei siti, perchè non dovrebbe valere nel web la legge che vale nella vita reale.Certo fa comodo a certe aziende limitarsi a prendere la "stecca" sulle varie inserzioni (se a pagamento) o a lucrare sul traffico di utenti e loro profilazione nel caso si regga sulla pubblicità.Se fai un sito di scambio di figurine è una cosa.Se vuoi sfruttare la prostituzione devi mettere in atto regole per cui non infrangi le leggi, a costo di rimetterci clienti e guadagni ma vale per tutti.Non è che il barista che non vuole vivere solo vendendo bevande e caffè sia giustificato se vende pure XXXXXXX perchè ormai l'attività è avviata e florida.Se la legge impone un controllo sugli inserzionisti, dovrà imporre che gli stessi diano prove della loro maggiore età (poi resteranno nascosti i dati reali e mostrabili solo dietro mandato), non mi sembra ne difficile ne impossibile e di certo non sarà un problema di privacy quello che fermerà una spogliarelista
    • krane scrive:
      Re: Boh...
      - Scritto da: Surak 2.0
      Non mi è chiaro, forse perchè non frequento quei
      siti, perchè non dovrebbe valere nel web la legge
      che vale nella vita reale.Infatti, il problema e' quando si pretente che il web abbia piu' regole rispetto alla vita reale, come in questo caso.
      Certo fa comodo a certe aziende limitarsi a
      prendere la "stecca" sulle varie inserzioni (se a
      pagamento) o a lucrare sul traffico di utenti e
      loro profilazione nel caso si regga sulla
      pubblicità.
      Se fai un sito di scambio di figurine è una cosa.
      Se vuoi sfruttare la prostituzione devi mettere
      in atto regole per cui non infrangi le leggi, a
      costo di rimetterci clienti e guadagni ma vale
      per tutti.Infatti, ora prendiamo i giornali di annunci generalisti, i vari secondamano ecc... Non hanno mica obblighi del genere, eppure vi sono un sacco di annunci anche erotici, ed il loro acquisto non e' vietato ai minori.
      Non è che il barista che non vuole vivere solo
      vendendo bevande e caffè sia giustificato se
      vende pure XXXXXXX perchè ormai l'attività è
      avviata e florida.
      Se la legge impone un controllo sugli
      inserzionisti, dovrà imporre che gli stessi diano
      prove della loro maggiore età (poi resteranno
      nascosti i dati reali e mostrabili solo dietro
      mandato), non mi sembra ne difficile ne
      impossibile e di certo non sarà un problema di
      privacy quello che fermerà una spogliarelistaMa la domanda e': fuori dalla rete la legge impone un controllo agli inserzionisti ? Questo te lo sei chiesto ?
      • Surak 2.0 scrive:
        Re: Boh...
        - Scritto da: krane
        - Scritto da: Surak 2.0

        Non mi è chiaro, forse perchè non frequento
        quei

        siti, perchè non dovrebbe valere nel web la
        legge

        che vale nella vita reale.

        Infatti, il problema e' quando si pretente che il
        web abbia piu' regole rispetto alla vita reale,
        come in questo
        caso.In realtà confondi quel che dice la legge con come viene applicata perchè certi gruppi non sanno da tocca

        Certo fa comodo a certe aziende limitarsi a

        prendere la "stecca" sulle varie inserzioni
        (se
        a

        pagamento) o a lucrare sul traffico di
        utenti
        e

        loro profilazione nel caso si regga sulla

        pubblicità.

        Se fai un sito di scambio di figurine è una
        cosa.

        Se vuoi sfruttare la prostituzione devi
        mettere

        in atto regole per cui non infrangi le
        leggi,
        a

        costo di rimetterci clienti e guadagni ma
        vale

        per tutti.

        Infatti, ora prendiamo i giornali di annunci
        generalisti, i vari secondamano ecc... Non hanno
        mica obblighi del genere, eppure vi sono un sacco
        di annunci anche erotici, ed il loro acquisto non
        e' vietato ai
        minori.Ma infatti lì come in tante altre occassioni si è cercato di intepretare la legge inmaniera tale che quella roba fosse legale, in realtà era evidente che non fosse altro che istigazione alla prostituzione.Per non essere così sfacciati poi non si parla mai di prostitute ma di massaggiatrici, accompagnatrici ecc.Se si provava a scrivere "prostituta si offre..." stai tranquillo che non lo pubblicavano.Diciamo che la legge era chiara ma che la si interpretava in favore dell'editoria sapendo bene che buona parte della tiratura (del giornale) era data da quegli annunci.Un po' come era vietato vendere sigarette ai minori (di anni 16?) eppure fino a pochi anni fa c'erano tanti distributori e tanti bambocci a fare la fila, credi che non si sapesse che era illegale?O come il fatto che il parcheggio in doppia fila sia tollerato per non distuirbare i negozianti e relativi clienti?O che i cartomanti ed affini sono truffatori, l'omeopatia è acqua distillata,...?Una cosa è dire che nons i può pretendere l'impossibile ed una cosa è non pretendere una cosa fattibilissima per non toccare certi affari.

        Non è che il barista che non vuole vivere
        solo

        vendendo bevande e caffè sia giustificato se

        vende pure XXXXXXX perchè ormai l'attività è

        avviata e florida.

        Se la legge impone un controllo sugli

        inserzionisti, dovrà imporre che gli stessi
        diano

        prove della loro maggiore età (poi resteranno

        nascosti i dati reali e mostrabili solo
        dietro

        mandato), non mi sembra ne difficile ne

        impossibile e di certo non sarà un problema
        di

        privacy quello che fermerà una spogliarelista

        Ma la domanda e': fuori dalla rete la legge
        impone un controllo agli inserzionisti ? Questo
        te lo sei chiesto
        ?Si parla di USA quindi non so le leggi loro cosa pretendono (ma se lo chiedono alla rete, è probabile che lo sia anche in VR), ma io sottolineavo che non solo era possibile ma pure facile, poi si può continuare ad applicare la legge ai nemici e interpretarla per gli amici, ma quello è altro discorso
  • Metal_neo scrive:
    Sceriffi del web gratuiti
    Ma prima di fare una legge pensano come gli altri dovreanno mettarla in atto o pensano che "impossible is nothing"?Invece di potenziare le forze telematiche della polizia spendendo soldi, obbligano gli altri a diventare poliziotti a spese proprie....
    • shevathas scrive:
      Re: Sceriffi del web gratuiti
      - Scritto da: Metal_neo
      Ma prima di fare una legge pensano come gli altri
      dovreanno mettarla in atto o pensano che
      "impossible is
      nothing"?
      Invece di potenziare le forze telematiche della
      polizia spendendo soldi, obbligano gli altri a
      diventare poliziotti a spese
      proprie....Quoto, è una legge inapplicabile. Al più si può chiedere agli intermediari di identificare gli inserzionisti ma non di certo di scoprire se l'annuncio riguarda sesso minorile. Al più li si potrebbe obbligare a denunciare annunci "espliciti", anche se dubito che qualcuno sia così idiota da inviarli.
      • Metal_neo scrive:
        Re: Sceriffi del web gratuiti
        O possono comunque mettere in piedi un qualcosa di "social" per la segnalazione (segnala abuso, ecc), ma non una cosa attiva che richiede soldi e gente dedicata.
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