Mentre cresce l’attesa per l’iPhone Duo, il primo pieghevole di Apple, iFixit ha analizzato gli iPhone 18 Pro e 18 Pro Max, smontandone ogni componente. La buona notizia è che l’assemblaggio interno sembra pensato in modo abbastanza favorevole alle riparazioni. La cattiva è che raggiungere i componenti non è altrettanto semplice. Come mostra l’analisi di iFixit, per intervenire su gran parte dell’hardware bisogna prima rimuovere lo schermo, ed è una bella gatta da pelare…
L’iPhone 18 Pro è un telefono piuttosto riparabile, a parte un “piccolo” dettaglio…
Come nella generazione precedente e in molti smartphone concorrenti, per accedere ai componenti interni dell’iPhone 18 Pro bisogna innanzitutto rimuovere lo schermo. È possibile rimuovere il retro del dispositivo, ma ciò non dà accesso a granché di interessante. Per sostituire una batteria, una porta USB-C o un modulo fotografico difettoso, bisognerà prima di tutto smontare lo schermo.
Ora, dover maneggiare uno dei componenti più fragili e più costosi del proprio telefono per riparare qualsiasi cosa non è necessariamente la migliore idea del mondo. Tanto più che lo schermo dei dispositivi sembra piuttosto fragile. O meglio, soprattutto la sua cornice. Su quattro telefoni smontati, iFixit ha comunque danneggiato i bordi in plastica di tre di essi, complicando così il rimontaggio.
Eppure, una volta rimosso lo schermo, l’iPhone 18 Pro è tutt’altro che ostile alla riparazione. Tutti i componenti sono più o meno fissati con viti, rendendo la loro sostituzione relativamente agevole. Bisognerà talvolta dare numerosi giri di cacciavite per raggiungere certi pezzi, ma l’assenza di colla è decisamente una buona notizia.
Una triste media sull’indice europeo
Per quanto riguarda la disponibilità dei pezzi di ricambio e delle guide allo smontaggio, Apple è stata piuttosto diligente negli ultimi anni, quindi tutto lascia pensare che sarà lo stesso per gli iPhone 18 Pro e 18 Pro Max, anche se questi ultimi non sono ancora elencati sul sito dedicato.
Questo paradosso degli iPhone 18 Pro si ritrova peraltro nel punteggio di riparabilità europeo dei dispositivi. La profondità di disassemblaggio (che valuta il numero di passaggi per arrivare a un componente) galleggia appena sopra la media con un 2,75/5, mentre il criterio dedicato agli elementi di fissaggio sfiora i 4/5. Insomma, un dispositivo facile da riparare, ma per il quale bisogna dar prova di molta pazienza e delicatezza. Risultato? il dispositivo si ritrova con una C sull’indice europeo.