IRIS² sarà l'alternativa sovrana dell'Europa a Starlink

IRIS² sarà l'alternativa sovrana dell'Europa a Starlink

Una costellazione satellitare su cui fare affidamento nelle emergenze e nelle crisi: l'Europa ha definito la roadmap del progetto IRIS².
IRIS² sarà l'alternativa sovrana dell'Europa a Starlink
Una costellazione satellitare su cui fare affidamento nelle emergenze e nelle crisi: l'Europa ha definito la roadmap del progetto IRIS².

L’Europa è più vicina ad avere una propria costellazioni di satelliti per la connettività. La Commissione europea e il consorzio SpaceRISE (ne fanno parte SES, Eutelsat e Hispasat) hanno siglato un accordo che porterà al lancio del progetto IRIS². L’annuncio di oggi segna la conclusione di una trattativa avviata a gennaio e fa seguito a quanto già anticipato a fine 2024.

La roadmap del progetto IRIS² è stabilita

L’obiettivo è quello di arrivare ai primi lanci entro il 2029, per iniziare a costruire un’infrastruttura composta da 348 unità: 330 saranno in orbita terreste bassa, indicativamente a qualche centinaio di chilometri sopra le nostre teste, mentre 18 in orbita terrestre media, dunque oltre i 2.000 chilometri. Altre potrebbero essere aggiunte per supportare missioni specifiche.

Il passaggio più significativo del comunicato odierno è quello che fa riferimento al concetto di sovranità, sempre più centrale per l’Europa. Il Vecchio Continente prova da tempo a svincolarsi dalle Big Tech statunitensi e asiatiche per raggiungere l’indipendenza tecnologica, ma non è un obiettivo semplice da raggiungere.

Una volta operativa, la costellazione fornirà connettività sovrana, sicura e altamente affidabile ai governi europei, alle forze di difesa e di sicurezza e ai servizi di emergenza in tutta Europa.

Al progetto IRIS² partecipano anche l’Agenzia Ue per il programma spaziale e partner industriali presenti nel territorio come Airbus Defence and Space, Thales Alenia Space, OHB e Aerospacelab. Insieme hanno definito le prossime fasi che porteranno a rendere operativa la costellazione entro i prossimi due anni: completamento della progettazione, allestimento della catena di produzione e sottoscrizione dei contratti necessari per i lanci.

Rispetto al concept iniziale, la Commissione ha voluto potenziare l’infrastruttura, per far fronte ai nuovi rischi riguardanti la sicurezza. Per questo motivo sono stati aggiunti 66 satelliti in totale, aumentando la capacità di supportare missioni critiche durante le crisi.

A differenza di Starlink (SpaceX), che ha come business model la fornitura di un servizio aperto a tutti, IRIS² sarà destinata agli enti governativi, almeno in un primo momento. I due Paesi che già partecipano al programma sono Norvegia e Islanda.

L’iniziativa sarà sostenuta economicamente con fondi provenienti dalle risorse stanziate nel periodo 2028-2034 e da altri finanziamenti continentali. Polonia e Ungheria hanno già contribuito rispettivamente con 656 milioni e 500 milioni, mentre la Spagna ha annunciato di voler mettere a disposizione tra 1,6 e 2 miliardi.

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Pubblicato il
7 ago 2026
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