iTunes scioglie il muro delle major

di Paolo De Andreis - Jobs riesce nel colpo gobbo e strappa all'industria discografica la conferma dei prezzi già applicati per la vendita dei brani. Una rivoluzione: Apple detta le regole alle multinazionali del disco. Ora si può sperare

Roma – Altro che contrattazione, quella appena sottoscritta dalle major è la resa incondizionata a Steve Jobs e al mondo elettronico che da oggi detta le regole di un mercato colossale. Jobs ha infatti portato a casa un accordo, firmato dalle multinazionali del disco, su cui queste hanno sputato per lunghi mesi e che ora sono costrette ad accettare .

Di che si parla? Dei prezzi dei brani in vendita su Apple iTunes Music Store , il più celebre jukebox online che da solo veicola il 70-80 per cento della musica venduta su Internet : Jobs vuole che siano accessibili, perché conosce Internet, conosce la sua audience e conosce bene il giochino multimiliardario che ha messo in piedi; le major invece vogliono alzarli, perché 99 centesimi per l’acquisto di un file non sono sufficienti a mantenere i loro profitti ai livelli a cui, a colpi di CD, si erano abituate. Ma 99 centesimi erano, e 99 rimangono.

Fino soltanto a un paio d’anni fa sarebbe stato impensabile, o quasi , che fosse un distributore di file digitali a dettare le regole del mercato in luogo delle grandi etichette della musica internazionale. Questo ora succede davvero, non a caso proprio con il mattatore dell’unico comparto discografico che oggi conta davvero – perché contano le aspettative che ci sono dietro, oltre ai profitti in solida e rapida crescita – quello digitale. Ed è una vera rivoluzione che determina le nuove modalità di business .

una schermata di iTunes Music Store Che questa clamorosa firma sia arrivata, e al tavolo c’erano Universal, Warner Music, EMI e Sony BMG, non deve sorprendere: oggi queste società che vedono collassare progressivamente i mercati tradizionali sono costrette ad affidarsi ad Apple e ai suoi emuli. Il peer-to-peer continua a crescere, è vero, ma se c’è un futuro di redditività per queste multinazionali, compresse nell’ossessiva tutela dei diritti d’autore divenuti privilegi editoriali, questo arriva tutto dai jukebox autorizzati.

Se un giorno accadrà di vedere quel prezzo crescere, quella sì che sarà una sorpresa: il settore è in fermento tanto che Napster due giorni fa per parare i colpi di Apple e rosicchiare quote di mercato si è lanciato nell’annuncio di “musica gratis per tutti”. Non stanno proprio così le cose, i paletti ci sono, i lucchetti al DRM anche, ma il prezzo della musica in Internet sembra proprio destinato a scendere , non certo a salire. Anche MSN sta ristrutturando i suoi prezzi e proprio pochi giorni fa un player internazionale come Tiscali ha lanciato un music store basato su Mercora , la radio P2P dello streaming gratuito.

E poi sì, l’accordo firmato obtorto collo dai grandi del settore è destinato a impattare nel lungo periodo su quello star system che ha sì dato vita ad un giro di miliardi (dollari, euro, fate un po’ voi) senza precedenti ma anche ad una produzione musicale scadente. Ora il consumatore, e non solo chi folleggia con il file sharing, la musica l’acquista, e acquista un brano alla volta, un pezzo qui un pezzo lì, determinando con la sua consapevolezza e la sua nuova capacità di scelta una trasformazione dei paradigmi del mercato. Chissà che nel tempo gli spazi oggi occupati da sonorità senza costrutto cedano al vero talento. È sperare troppo?

Paolo De Andreis

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  • Anonimo scrive:
    Re: Ma quale spam? Quella è Entropia
    anch'io qui in ditta ho notato una cosa del genere...bho, spammer maledetti...
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma quale spam? Quella è Entropia
      - Scritto da:
      anch'io qui in ditta ho notato una cosa del
      genere...

      bho, spammer maledetti...ma no!!!!questa è la differenza!non sono spammers!sono persone che creano newsletter, anche AGENZIE STAMPA!!!!sono incompetenti, questo è il succo!
      • Vanamonde scrive:
        Re: Ma quale spam? Quella è Entropia
        E' possibile che non siano incompetenti, ma che effettivamente non siano veramente interessati a fasri leggere.A loro magari interessa di poter dire "La nostra newsletter viene spedita a 10.000 indirizzi". Se poi la grande maggioranza diquegli indirizzi sono presi a caso e appartengono a persone non interessate, a loro non importa, purché siano indirizzi attivi...
  • Anonimo scrive:
    Re: Ma quale spam? Quella è Entropia
    lo spam è una forma d'artenon fermatelowww.stranigiorni.com
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma quale spam? Quella è Entropia

      lo spam è una forma d'arte
      non fermatelo
      Se voglio vedere una qualsiasi forma d'arte la vado a vedere di mia spontanea volontà, nessuno deve costringermi ad assistere.Se vogliamo paragonarla all'arte, lo spam può ricordare i "musichieri" che vagano sui mezzi pubblici in cerca di un qualche centesimo, che suonano senza che nessuno abbia chiesto il loro servizio. Spiace per la loro condizione, ma dal mio punto di vista rappresentano niente di più che un elemento di disturbo.Allo stesso modo lo spam è una rottura di cojones per chi lo riceve e per chi amministra la risorse usate per la ricezione, lo scopo finale e raggranellare qualche soldo chiedendolo o rubandolo dalle tasche degli utenti.
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma quale spam? Quella è Entropia

        Se vogliamo paragonarla all'arte, lo spam può
        ricordare i "musichieri" che vagano sui mezzi
        pubblici in cerca di un qualche centesimo, che
        suonano senza che nessuno abbia chiesto il loro
        servizio. Spiace per la loro condizione, ma dal
        mio punto di vista rappresentano niente di più
        che un elemento di
        disturbo.ma spero che tu stia scherzando.
        • Anonimo scrive:
          Re: Ma quale spam? Quella è Entropia
          E invece ha ragione, magari uno sta a casa, vuole riposare una volta e tac non può perchè qualche strimpellatore ci dà di fisarmonica (oltretutto sempre con lo stesso motivetto ripetuto a raffica)
          • Anonimo scrive:
            Re: Ma quale spam? Quella è Entropia
            - Scritto da:
            E invece ha ragione, magari uno sta a casa, vuole
            riposare una volta e tac non può perchè qualche
            strimpellatore ci dà di fisarmonica (oltretutto
            sempre con lo stesso motivetto ripetuto a
            raffica)vabbé allora anche il mio vicino che si tromba la morosa che urla di piacere.eppure non mi chiedono soldi per la prestazione
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma quale spam? Quella è Entropia
        - Scritto da:


        lo spam è una forma d'arte

        non fermatelo



        Se voglio vedere una qualsiasi forma d'arte la
        vado a vedere di mia spontanea volontà, nessuno
        deve costringermi ad
        assistere.un conoscente graffitaro invece mi disse che lui era contrario a quel tipo di fruizione... preferiva che tu ci arrivassi "dentro" per caso, nella sua arte.ovvio, questa era la sua visione.una visione che si impone, quindi non la condivido.

        Se vogliamo paragonarla all'arte, lo spam può
        ricordare i "musichieri" che vagano sui mezzi
        pubblici in cerca di un qualche centesimo, che
        suonano senza che nessuno abbia chiesto il loro
        servizio.molti infatti ne sono infastiditi e pensano: se volevo sentire musica me la cercavo sting che suona nella metropolitana e nessuno se lo caga è un esempio :)
        Spiace per la loro condizione, ma dal
        mio punto di vista rappresentano niente di più
        che un elemento di
        disturbo.per molti il disturbo = tempo = denaroin altri casi = intasalapostasenonlaguardotutti i giorni = mailboxfull = mi rovini un mio servizio.
        Allo stesso modo lo spam è una rottura di cojones
        per chi lo riceve e per chi amministra la risorse
        usate per la ricezione, lo scopo finale e
        raggranellare qualche soldo chiedendolo o
        rubandolo dalle tasche degli
        utenti.ecco :)
  • Anonimo scrive:
    Ma cosa voleva dire sto qua?
    come da oggetto... chi me lo traduce l'articolo?
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma cosa voleva dire sto qua?
      - Scritto da:
      come da oggetto... chi me lo traduce l'articolo?significa che la gente ti manda le newslettere se ne fotte se ti arrivanote le manda addirittura SUPPONENDO che tu abbia un indirizzo e-mailanche se tu non hai manco il computere il postmaster della tua ditta se ne rende conto.e magari scrive all'indirizzo del reply-to della newsletter... che è un indirizzo non attivo o non presidiato.questo cosa ci dice di chi invia la newsletter?che non glie ne frega un razzo se la ricevi o non la ricevi.e quindi perchè razzo te la mandano?E allora ci si chiede: che diavolo di business fanno? Se la newsletter dovesse riguardare prodotti di qualcuno, questo qualcuno non dovrebbe preoccuparsi che la newsletter venga gestita da gente che se ne sbatte se arriva a destinazione o meno?as tu compris?
  • Anonimo scrive:
    Re: Ma quale spam? Quella è Entropia
    anche questo articolo è spam! :p (newbie)
  • Anonimo scrive:
    indirizzo errato
    Golosonadelsesso.coz non esistehttp://tinyurl.com/ou4a6La redazione è pregata di corregerlo con un vero sito hard.DISTINTI SALUTI
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