La tv collassa sulla rete

Decoder per lo streaming dei contenuti Internet in televisione, social networking sul teleschermo, crescente googlizzazione del search sui programmi tv: la chiamano convergenza ma è lo svecchiamento della tivù

La distanza tra Internet e televisione continua a ridursi. Netgear ha appena presentato un decoder in grado di rimandare sugli apparecchi televisivi contenuti video Internet di vario genere (torrent compresi), mentre MySpace lancia un widget con cui fare social networking anche sul teleschermo. Sullo sfondo, la migrazione della pubblicità verso i video online.

Internet Tv Player ( ITV2000 ) è stato presentato dai responsabili di Netgear nel corso della prima giornata del CES 2009 di Las Vegas. Semplice nelle linee e molto compatto (è poco più grande di un mazzo di carte), consente di rimandare sul teleschermo di casa gli streaming raccolti su vari canali Internet tv (tra gli altri BBC.com, CNN.com, ESPN.com, Eurosport.com), sui siti che vendono film on-demand e su portali come YouTube e Google Video.

Oltre a questo, specifica ZeroPaid , l’apparecchio ha anche una funzionalità BitTorrent nativa che consente il download di contenuti gratuiti dai principali siti Torrent.

L’impiego del set top box è molto semplice. Per farlo funzionare è sufficiente collegarlo (via cavo o wireless) alla rete Internet, mentre non sono necessari la presenza di un PC o l’installazione di software o firewall di sorta. L’introduzione effettiva di ITV2000 sul mercato è prevista per l’inizio dell’estate 2009, ed il suo prezzo di vendita negli USA dovrebbe essere di 199 dollari.

In realtà, tuttavia, il lancio del dispositivo di Netgear non è che uno dei tanti segni dell’avvicinamento in corso tra il mondo della tv tradizionale e quello di Internet. Al CES, ad esempio, MySpace ha presentato un widget che consente lo svolgimento delle attività di social networking direttamente sullo schermo tv. Installando sui propri apparecchi tale software, gli utenti hanno la possibilità di navigare e aggiornare i propri profili MySpace dal teleschermo, impiegando una piccola finestra pop-up che vive a latere delle immagini televisive.

Lo strumento, nato dalla partnership tecnologica tra MySpace, Yahoo e Intel, ambisce a cambiare il modo stesso in cui gli spettatori guardano la tv. William Leszinske Jr., General Manager per la “Digital Home” di Intel, ha dichiarato in proposito che “la nostra iniziativa è pensata per potenziare l’esperienza tradizionale di fruizione della tv, attraverso widget che portino contenuti Internet sul teleschermo impiegando normali device consumer”.

Per sua parte TiVo, leader mondiale nel settore dei Digital Video Recording, ha presentato nei giorni scorsi una nuova versione del proprio servizio di tv search: gli utenti hanno la possibilità di ricercare i programmi di proprio interesse non solo nei palinsesti delle tv terrestri e via cavo, ma anche presso le migliaia di canali di Internet tv. Anche in questo caso, la presentazione del progetto è stata salutata con toni enfatici: “Quello che Google ha fatto per Internet in passato, TiVo lo sta facendo oggi per la televisione. Rendendo alle persone una combinazione di risultati di ricerca eccellenti e sistemi di reperimento senza precedenti”, ha dichiarato Tom Rogers, CEO e presidente dell’azienda.

I fenomeni appena descritti segnalano tutti la convergenza in atto tra Internet e televisione. Ed hanno luogo in parallelo alla riconfigurazione dello stesso mercato delle inserzioni pubblicitarie: le aziende investono sempre meno nella tv tradizionale e stanno progressivamente spostando denaro verso il comparto dell’ online video . Per la tivù che rimane non ci sono altre vie se non le operazioni di svecchiamento.

Giovanni Arata

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Luca Armani scrive:
    Armani
    Non ho parole per descrivere Giorgio Armani. E' un XXXXXXXX e basta.
  • armani luca scrive:
    www.armani.it
    www.armani.it di Luca Armani per sempre
  • -ToM- scrive:
    e se...
    E se a sto Luca Armani gli rodesse perchè con armani.it aveva un sacco di riscontro e si sta rovinando la vita per riavere il dominio solo perchè già da prima sapeva che con un dominio simile si fanno migliaia di visite al giorno?e se fosse astutamente architettata dal principio lucrando sulla fama che quel cognome comporta ?
    • Andy scrive:
      Re: e se...
      - Scritto da: -ToM-
      E se a sto Luca Armani gli rodesse perchè con
      armani.it aveva un sacco di riscontro e si sta
      rovinando la vita per riavere il dominio solo
      perchè già da prima sapeva che con un dominio
      simile si fanno migliaia di visite al
      giorno?
      e se fosse astutamente architettata dal principio
      lucrando sulla fama che quel cognome comporta
      ?Finalmente qualcuno che inizia a considerare anche l'altro lato della medaglia....infatti è possibile e non sarebbe il primo, e tanto per fare un es. spesso nel dir. industriale è frequente la pratica scorretta di registrare marchi simili od eguali a quelli commerciali non ancora registrati in funzione speculativa o cmq di concorrenza sleale o parassitaria. C'è una miriade di persone che vive su queste cose, e questo è anche uno dei motivi per cui il Dir. industriale, che è una branca del Dir. commerciale non possa lasciare privi di disciplina aspetti così importanti dell'economia come sono i marchi & brevetti.D'altra parte è altrettanto possibile che sia stato malconsigliato, o che ne faccia una questione di principio che però non ha nessun fondamento perchè si basa su presupposti errati.Sicuramente ci sono delle cose che non sappiamo della vicenda ma poco importa perchè i fatti ed il diritto qualificano quanto meglio le intenzioni e ragioni dei contendenti ed i giudici non sono degli sprovveduti.
    • me non te scrive:
      Re: e se...
      che vuol dire?non si tratta di fare un proXXXXX alle intenzioni presunte.perchè allora ti rispondo..."e se invece è in buona fede?"e comunque, anche se tu avessi ragione. Che diritto ha Armani Giorgio di accaparrarsi quel dominio?dove sta scritto che Armani Giorgio può strappare il dominio dalle mani del primo malcapitato?se al posto di Armani, ci fosse stato in ballo il tuo cognome?Qui c'è in gioco molto di più del semplice marchio.
      • Andy scrive:
        Re: e se...
        Mi sembra di aver ampiamente risposto, e non mi ripeterò più, il diritto a cui tu alludi non è quello del più forte è il diritto della legge marchi d'impresa la cui disciplina non ammette che sul mercato vi siano nomi e marchi confondibili e ciò vale anche il naming dei domini.Ed è il dirtto di chi registra prima non certo di chi arriva ultimo.Questo sig.re al posto di fare finte crociate poteva registrare il dominio con nome e cognome e la cosa sarebbe finita lì , non facendolo dimostra soltanto di non voler riconoscere le leggi attuali vigenti e cercare di buttare la questione in bagarre politico-ideologica che non c'èntra un fico-secco.Questa è la mia modesta opinione suffragata anche dalla conoscenza della materia.
      • armani luca scrive:
        Re: e se...
        www.armani.it era un nome a dominio non registrato. A me sembrava il più adatto, rispecchiava il mio cognome e così l'ho registrato. Ci sono migliaia di siti con cognomi e nessuno dice niente. Solo in questo caso è stato sollevato un polverone forse inutile. Alla fine i soldi di Giorgio Armani hanno vinto su ogni discussione.
  • ... scrive:
    Ma...
    Allora, c'era prima lui e son d'accordo su questo, è stato un sopruso togliere il dominio a lui e darlo al quello più famoso... lottare per riaverlo va anche bene, ma conviene arrivare a rovinarsi la vita per questo?Io avrei aperto un sito www.timbrificioarmani.it dove in homepage avrei messo il testo della sentenza... così da far conoscere a tutti i visitatori il sopruso e la prepotenza che gli era stata fatta, ma continuando a vivere senza problemi...
    • Andy scrive:
      Re: Ma...
      .....Ma allora non hai capito niente ed ho finora scritto invano!!!!Non c'era prima Lui semplicemente xchè prima c'era il marchio di G.A.Non si è trattato di un sopruso perchè i giudici hanno applicato la legge così come lo avrebbero fatto per chiunque che si trovasse nella posizione giuridica di G.A.!!Anzi a ben vedere la condotta che tu auspichi da parte del soccombente in giudizio (dopo che c'è stata una sentenza sfavorevole) potrebbe configurare il reato di diffamazione.Il diritto non ammette ignoranza e nemmeno condotte stupide che possono recare danno d'immagine sopratutto quando non si ha ragione.Se sei un "troll" per favore evita di rispondermi, altrimenti cerca di riflettere su quello che scrivi.
  • Franco B scrive:
    GA non ha ragione
    Giorgio Armani ha vinto perché è ricco, punto e basta. Sui nomi a dominio non esiste una legislazione apposita e dal punto di vista delle regole di naming emanate dalla Registration Authority Italiana ha anche torto. Però per sua fortuna si è deciso di applicare la legge sulla registrazione dei marchi ai nomi a dominio, ed essendo ricco ed i giudici carenti in materia di conoscenza di internet, l'ha avuta vinta. Il timbrificio Armani non cerca di vendere prodotti di abbigliamento sfruttando il nome a dominio armani.it. Ha registrato il dominio per primo e non l'ha fatto con intenzioni truffaldine. I nomi a dominio all'atto della liberalizzazione per la registrazione erano sul modello "first come, first served".
    • armani luca scrive:
      Re: GA non ha ragione
      Giorgio Armani ha vinto la causa di primo grado, ma ha avuto paura del proXXXXX d'appello e della eventuale sentenza della cassazione, quindi ha preferito pagare per avere il sito internet ed insabbiare tutto. Anche virtualmente mi piacerebbe vedere come sarebbe andata a finire se la legge faceva il suo corso fino alla fine.
  • malandrino scrive:
    questione di marchi
    se "armani" è un marchio registrato da Giorgio Armani, è inutile che questo tizio s'incaponisca tanto... IMHO vuol solo farsi pubblicità suscitando clamore: non c'è alcun motivo per cui uno debba perdere tempo dietro ad un sciocchezza simile (addirittura vendersi un rene... ma non diciamo baggianate!!!). che si tenga il suo "lucarmani.it" o "timbriarmani.it" o quello che vuole, ma non ci venga a raccontare che questa cosa gli provoca un danno.
    • emmeesse scrive:
      Re: questione di marchi
      Non so come ti chiami.Ma il tuo cognome e' il tuo,non e'meno importante del marchio di una ditta.Spero per te.
      • malandrino scrive:
        Re: questione di marchi
        - Scritto da: emmeesse
        Non so come ti chiami.
        Ma il tuo cognome e' il tuo,
        non e'meno importante del marchio di una ditta.

        Spero per te.il cognome è tanto di Luca quanto di Giorgio, quanto di chissà quante altre persone, e se è "anche" un marchio, va tutelato "anche" come marchio... è palese... o forse Luca crede che la gente digiti www.armani.it sperando di trovare un timbrificio? suvvia non siamo ridicoli...
      • Andy scrive:
        Re: questione di marchi
        Emmeesse, come ho già detto nel post "G.A. ha ragione" il diritto all'utilizzo al cognome in questo caso non c'entra nulla se il Sig. L.A. avesse registrato il dominio come L.A. e lo avesse fatto per scopi personali e non commerciali per Giorgio Armani non ci sarebbe stato nessun modo di ostacolare o rimuovere tale registrazione anche con le schiere di avvocati superpagati.Il problema è visto che molti fanno finta di non capire o non vogliono intendere, che se io registro un dominio per una attività commerciale (ed è innegabile che questo dominio sia pure non registrato come marchio o non coincidente come nome d'impresa a quello di L.A.), svolga una funzione distintiva dell'impresa dal momento che punta al sito del timbrificio, mi metto in competizione, o meglio rientro nell'alveo della disciplina dei marchi con tutti gli annessi e connessi.Ora Armani può essere simpatico od antipatico ma se Lui avesse registrato dopo (cioè temporalmente) un ipotetico marchio Armani di timbri, registrato invece prima anche in caso di marchio celebre di G.A. ma successivo, la tutela di questo non avrebbe potuto inficiare la validità di un marchio simile ma registrato prima, tantopiù che le categorie merceologiche sono cmq diverse; spettava a G. Armani chiamare differentemente l'eventuale sito ed accettare cmq una convivenza di fatto con un marchio, nome simile non riconducibile direttamente a Lui.Quindi la Legge non è che stata fatta apposta per G.Armani, Lui è stato soltanto più scaltro nel far crescere la sua impresa e sopratutto nel registrare prima un marchio che ha un evidente valore economico, come collettore di clientela e che pertanto gode di una tutela rafforzata.Cmq la regola generale nel deposito dei brevetti per invenzione, come nella registrazione dei marchi (i quali brevetti e marchi per inciso svolgono cmq funzioni diverse) è la priorità temporale di data.Chi "arriva prima meglio alloggia", in fondo la normativa dei brevetti e marchi poggia su di un principio universalmente accettato e non mi sembra un principio così sballato e dato che un criterio il più possibile equo i giuristi lo dovevano cmq trovare per dirimere le miriadi di controversie che nascano dall'utilizzo di nomi simili.Att.ne a non farsi strumentalizzare da battaglie che non hanno nulla di libertario, ma che nascondono invece fini meno nobili, ovvero soltanto una mera questione di pecunia.Molti di Voi sono degli ingenui, se pensano veramente che qs. Sig.re impresario del timbrificio sia mosso da finalità esclusivamente libertarie, di certo non lo viene a dire Voi quali sono le sue vere finalità.Spero di essere stato chiaro, e sono disponibile a qualsiasi chiarimento salvo a coloro che insultano, o che rinunciano ad un confronto dialettico proprio xchè non hanno altri argomenti da dire.
        • emmeesse scrive:
          Re: questione di marchi
          Perfetto.Quindi non ti pare che l'attuale disciplina legislativa sia quantomenostrabica?Non mi interessa sapere se il signor Luca Armani ha o meno fini loschiNon si puo fare un proXXXXX alle intenzioni.Trovo semplicemente assurda tale normativa e vorrei che venisse modificata.Il diritto deve stare dalla parte del piu debole.
          • Andy scrive:
            Re: questione di marchi
            Emmesse la tua è una visione un pò ideologica, perchè il concetto di "debole" è un pò troppo vago e indefinito ed in definitiva anche una persona debole mica può sempre trovarsi dalla parte del giusto; il caso di cui parliamo ne è uno splendido esempioOra se tu sei contro G.A soltanto xchè qs. è ricco, mi sembra che non ci siamo, perchè ricchezza e povertà non sono un criterio valido per stabilire chi ha ragione in una controversia tra segni distintivi.Il diritto deve stare dalla parte di chi ha ragione secondo le leggi positive vigenti; deve cioè essere equo, nel senso che in casi uguali si deve comportare alla stessa maniera senza fare distinzione di ceto o di censo e questo sta scritto anche nella nostra costituzione...Il diritto è sempre un compromesso di quelle che sono le istanze sociali all'interno di una società.Non si può pretendere una giustizia assoluta xchè questa non è di questo mondo e gli esseri umani sono fallaci.Il problema è che alla base degli interessi umani ci sono spesso gli interessi economici, sono questi che bene o male fanno girare il mondo e che trovano sopratutto disciplina nei codici, ma non per questo bisogna buttare via tutto.Cmq quello che dici sull'assurdità di certe discipline dei marchi può essere condivisibile a patto però di non sposare le cause perse cioè quelle che non hanno un minimo di fondamento.Nella proprietà industriale ed intellettuale sono d'accordo con molti che affermano che spesso vi sono ingiustificati privilegi e sopratutto rendita di posizioni dominanti, non tutto va buttato però occorre controbilanciare gli interessi in gioco perchè il progresso cmq non può subire ritardi.Andy
    • armani luca scrive:
      Re: questione di marchi
      Non ho mai detto che mi provoca un danno, è solo una ingiustizia bella e buona.
  • Marco Marcoaldi scrive:
    Vi invito a visionare una situazione ...
    ... del tutto simile su WWW.CICAPMULTIMEDIA.ITSolo analogie anche se il contesto è ben diverso !
  • Andy scrive:
    Giorgio Armani ha ragione
    Non voglio offendere nè polemizzare, ma da conoscitore del Dir. industriale, Giorgio Armani che pure non mi è simpatico in questa vicenda ha ragione e vi spiego il perchè con le parole più semplici possibili:L'attuale Legge marchi tutela il segno distintivo d'impresa (marchio anche se patronimico) non soltanto in caso di confondibilità all'interno di uguali e affini attività merceologiche, ma anche nel caso dei cd. MARCHI CELEBRI O SUPERCELEBRI.Questi tipi di marchi proprio xchè celebri godono di una supertutela che va oltre la normale confondibilità, con il risultato che se io registro prima e divento famoso posso impedire a chiunque di utilizzare lo stesso nome anche a livello di dominio, perchè è innegabile che in quel caso il nome Armani e basta, voglia identificare una ditta (il timbrificio) e non certo il sito personale di L.A.Il vantaggio conseguito da qs. tipo di operazione in termini di pubblicità è indubbio non trattandosi certo di sito personale ma di attività commerciale;.. e quindi ecco provato l'indebito vantaggio nell'adozione di un nome simile.Quindi ogni altra considerazione costituzionale, in merito al diritto all'utilizzo dello stesso nome, cade non essendo stato questo lo scopo della registrazione del dominio armani.it in palese contrasto alla attuale Legge marchi.Il Sig. L. Armani avrebbe potuto benissimo utilizzare il nome per esteso oppure timbrificio L. Armani invero moltissime altre varianti, non facendolo (e francamente dubito della sua buona fede) si è messo contro l'ambito di tutela del marchio celebre Armani moda che ne ha ravvisato la violazione.Semmai come ha rilevato giustamente P. Attivissimo sul suo blog, G. Armani ha sbagliato a metterla subito sul piano degli avvocati, mentre avrebbe potuto cercare una composizione bonaria con la controparte....diciamo che G. Armani ha perso in immagine, il Sig. L. Armani invece ostinandosi a fare opposizione cercando di farne un caso mediatico di sopruso ai danni del più debole, dimostra di non conoscere la LEGGE ITALIANA oppure è stato malconsigliato, da qualcuno che a sue spese ha voluto farsi pubblicità nel mettersi contro un gigante come Armani moda.Francamente lostinazione a portare avanti questa finta battaglia di libertà la dice lunga sulle intenzioni vere delloperazione iniziale di registrazione del dominio, tuttavia ammesso anche la totale buona fede del titolare del dominio, la LEGGE non ammette ignoranza, quindi le conclusioni potete tirarle da sole.
    • Il trattore scrive:
      Re: Giorgio Armani ha ragione
      Dato che conosci l'illustrissimo sig. dir. ind. bla bla Giorgio Armani, vagli a fare il lecchino di persona che su un sito che probabilmente non sa neanche come leggere :D...
      • MegaJock scrive:
        Re: Giorgio Armani ha ragione
        Armani & Co. hanno abbastanza soldi per potersi comprare tutti i tuoi organi almeno 10 volti, e gliene restano ancora fin troppi. :)Sai quanto gliene importa di questo forumino da quattro soldini. (rotfl)
        • 01234 scrive:
          Re: Giorgio Armani ha ragione
          sul quale però non esiti a fornirci le tue perle di saggezza: lo sappiamo che GA è ricco, eh?la realtà è che legalmente a quanto pare LA ha torto - e la storia finisce lìPoi secondo me se "moralmente" la legge sia giusta è quantomeno da discutere: io dico di no (ovviamente mia opinione da due centesimi), perché si finisce per favorire chi ha i soldi e non le idee: L ha avuto l'idea di farsi pubblicità col sito chiamandolo col suo cognome, magari G ha preferito altri nomi, e poi s'è svegliato e ha tiranneggiato appoggiandosi alla legge che come ognun sa è fatta da chi HA per chi HA.Basterebbe pensare agli interessi bancari attivi/passivi etc etc etc Se poi pensiamo ai codici di procedura, vabbeh...stesso reato, pene diverse tra chi HA (avvocatoni super) e chi no.
      • Gianni scrive:
        Re: Giorgio Armani ha ragione
        LoLDir. Industriale, logicamente, stava per "Diritto Industriale", non era certamente un titolo di Giorgio Armani.
    • emmeesse scrive:
      Re: Giorgio Armani ha ragione
      L'unica conclusione logica e' che la legge e' da cambiareE' iniqua.
  • trivla parsiut scrive:
    lo segheranno per recidiva
    spiacente, ma questo è il secolo del potere.
    • a n o n i m o scrive:
      Re: lo segheranno per recidiva
      - Scritto da: trivla parsiut
      spiacente, ma questo è il secolo del potere.nah, era quello prima.questo è quello dell'Energia e della rinascita Tecnologica.oppure quello della Distruzione.
  • Zoolander scrive:
    Disambiguare i domini
    Secondo me i due Armani (o più se ce ne sono altri) dovrebbero avere un dominio nomecognome.it (quidi giorgioarmani.it e lucaarmani.it, che effettivamente hanno di già), mentre il dominio armani.it dovrebbe avere solo una lista con link a questi domini, un po' come la pagina "disambigua" di wikipedia.
    • Pax scrive:
      Re: Disambiguare i domini
      - Scritto da: Zoolander
      Secondo me i due Armani (o più se ce ne sono
      altri) dovrebbero avere un dominio nomecognome.it
      (quidi giorgioarmani.it e lucaarmani.it, che
      effettivamente hanno di già), mentre il dominio
      armani.it dovrebbe avere solo una lista con link
      a questi domini, un po' come la pagina
      "disambigua" di
      wikipedia.Ottima soluzione.Peccato che una soluzione di tale buon senso non sarebbe mai considerata da un legislatore!!!
    • -ToM- scrive:
      Re: Disambiguare i domini
      già, stessa cosa proposta da Paolo Attivissimo ;)Più che altro, interessante la proposta di non assegnare a nessuno dei due il dominio www.armani.it e invitare alla registrazione di un dominio meno ambiguo con tanto di nome e non solo cognome.itMa siamo in Italia (per lo meno voi), cè un sadismo nella giustizia che vuole uno vivo e uno morto. sempre. IMHO
      • Andy scrive:
        Re: Disambiguare i domini
        Non è che c'è sadismo, c'è soltanto la corretta applicazione della Legge marchi, la quale non è detto che tuteli sempre i potenti ma è nata per dirimere le controversie tra segni distintivi e per dare una protezione ad investimenti che altrimenti potrebbero essere vanificati dai furbetti di turno.Dire che la legge marchi tuteli soltanto i ricchi è una forzatura ideologica, semmai tutela il capitale; basta soltanto registrare un marchio se vi sono i presupposti ed il gioco è fatto.Dire che G.A. ha diritto soltanto ad ottenere un dominio con il nome e cognome, equivale a disconoscere tutto ciò che è stato fatto e che il marchio Armani rappresenta nel mondo prima ancora di qualsiasi considerazione giuridica.O non mi direte che quando una persona digita www.armani.it sta cercando il timbrificio, oppure il sito personale di qualche altro Armani.
  • vday scrive:
    Giustizia in itaglia????
    E' MAI ESISTITA?????(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)In CINA il responsabile dell'avvelenamento del latte e DELLA MORTE DI 5 BAMBINI rischia LA PENA DI MORTE SULLA FORCA!Quella è GIUSTIZIA!Invece in itaglia chi ha SCIPPATO, VIOLENTATO E BUTTATO GIU' DA UN PONTE UNA POVERA DONNA ha GODUTO di UNO SCONTO DI PENA dall'ERGASTOLO a 29 ANNI DI CARCERE!!!!!!VERGOGNA GIUDICI!!!!! :@ :@ :@
    • Pax scrive:
      Re: Giustizia in itaglia????
      - Scritto da: vday
      E' MAI ESISTITA?????

      (rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)

      In CINA il responsabile dell'avvelenamento del
      latte e DELLA MORTE DI 5 BAMBINI rischia LA PENA
      DI MORTE SULLA
      FORCA!
      Quella è GIUSTIZIA!
      Invece in itaglia chi ha SCIPPATO, VIOLENTATO E
      BUTTATO GIU' DA UN PONTE UNA POVERA DONNA ha
      GODUTO di UNO SCONTO DI PENA dall'ERGASTOLO a 29
      ANNI DI
      CARCERE!!!!!!
      VERGOGNA GIUDICI!!!!!Giudici?Scusa ma cosa c'entra?I giudici danno la pena prevista dalla legge... se la legge prevede TOT, non posso fare altro che assegnare quello.Hanno fatto il loro lavoro condanndo il colpevole alla pena prevista dalla legge. Semmai dovrebbe vergognarsi il legislatore!!! Sempre pronto a fare sconti di pena, ammorbidire leggi, indulti vari, cancellare reati per salvare alcuni ecc...Il problema e' il legislatore, non il giudiceSi vede che la propaganda del governo (e dell'opposizione) contro la magistratura da i suoi frutti... che tristezza.
      • merced scrive:
        Re: Giustizia in itaglia????
        Ma se sono 60 anni che le leggi ci sono, basta applicarle e non cercare sempre tutte le scappatoie possibili, guarda quanti spacciatori, ladri, rapinatori, e omici escono o finiscono ai domiciliari... e questo dipende SOLO DAI GIUDICI, altro che legislatori, in italia esistono i presupposti per dare l'ergastolo, e ciò dipende dal GIUDICE non dal legislatore. Datti una spolverata a qualche manuale giuridico compagno dei miei stivali ;)
  • korova scrive:
    É soppruso in nome del dio Denaro
    Insomma ancora una volta vince chi ha più "amicizie" al posto giusto e/o più soldi da mettere sul piatto!!!La "battaglia" di Luca Armani non è di poco conto, il nostro nome è anche la nostra dignità!!Già non lo sopportavo prima ma con questo comportamento il marchio armani ha, ancora una volta, dimostrato cosa vuol dire essere prepotenti!!Per quei pochi che ancora si fanno XXXXXXX acquistando roba firmata, consentendo a quattro furbetti di fare una vita da nababbi, consiglio di evitare di farsi abbindolare da questi marchi per coprire le proprie insicurezze. :s :s(idea) :o @^(anonimo) :p :D :D_
    • Andy scrive:
      Re: É soppruso in nome del dio Denaro
      Korova mi trova d'accordo riguardo alla non necessità di acquistare beni griffati a tutti i costi, che nella maggior parte dei casi hanno costi spropositati rispetto alla loro qualità, tuttavia non bisogna trascurare l'altra faccia della medaglia; e cioè la qualità dell'abbigliamento sia di griffe che non griffato ultimamente è scesa paurosamente x avere sempre maggiori utili nonostante i costi siano scesi sensibilmente per via della delocazzazione nella produzione.Io penso che ognuno di Noi sappia cosa è meglio acquistare compatibilmente alla qualità che cerca ed al proprio portafogli.Sul discorso del nome Armani invece non concordo affatto xchè se è vero che nome e cognome fanno parte della ns. identità e dignità personale un nome "Armani generico" utilizzato per fini di lucro per un timbrificio a quale dignità corrisponde se non a quella dei soldi?Quindi non facciamone questioni di moralità xchè nessuno di Noi può dire con certezza che L.A. è vittima e G.A. è carnefice.Non strumentalizziamo una vicenda che è una banale disputa d'interessi economici che va risolta secondo le Leggi attuali, per una battaglia civile di libertà, impariamo a ragionare con la nostra testa ma sopratutto non prestiamoci a questo gioco al massacro dei media che sventolano la bandierina di presunte libertà civile soltanto perchè qualcuno ha interesse a far scordare quelli che sono i veri problemi del paese.
  • boh scrive:
    nomi di dominio
    Giorgio Armani ne ha ben tre: armani.it (ovviamente), giorgioarmani.it e soprattutto armani.com. Avrebbe potuto lasciare armani.it a Luca Armani.
    • AranBanjo scrive:
      Re: nomi di dominio
      Se il sig. Luca Armani usasse armani.it per scopo "personale" concordo con te, se invece lo usasse per pubblicizzare il suo timbrificio penso che sarebbe più corretto per lui registrarsi timbrificioarmani.itCiao.http://risposte.ponchio.it
      • Dylan Hunt scrive:
        Re: nomi di dominio
        - Scritto da: AranBanjo
        Se il sig. Luca Armani usasse armani.it per scopo
        "personale" concordo con te, se invece lo usasse
        per pubblicizzare il suo timbrificio penso che
        sarebbe più corretto per lui registrarsi
        timbrificioarmani.it
        E quindi varrebbe la stessa cosa per Giorgio Armani ... interessante, il dominio non sarebbe di nessuno dei due, potrebbe essere una soluzione.
        • Mi scoccio di loggare scrive:
          Re: nomi di dominio
          - Scritto da: Dylan Hunt
          E quindi varrebbe la stessa cosa per Giorgio
          Armani ... interessante, il dominio non sarebbe
          di nessuno dei due, potrebbe essere una
          soluzione.Si da il caso che Giorgio, possegga un marchio registrato e pertanto ha il diritto a utilizzare quel dominio.
      • tandreatta scrive:
        Re: nomi di dominio
        - Scritto da: AranBanjo
        Se il sig. Luca Armani usasse armani.it per scopo
        "personale" concordo con te, se invece lo usasse
        per pubblicizzare il suo timbrificio penso che
        sarebbe più corretto per lui registrarsi
        timbrificioarmani.itE infatti lui lo usava per scopo personale, solo che all'epoca della registrazione solo le aziende potevano registrare un nome a dominio e lui lo aveva registrato tramite la sua azienda ...
        • Mi scoccio di loggare scrive:
          Re: nomi di dominio
          - Scritto da: tandreatta
          E infatti lui lo usava per scopo personale, solo
          che all'epoca della registrazione solo le aziende
          potevano registrare un nome a dominio e lui lo
          aveva registrato tramite la sua azienda
          ...Suvvia, l'aureola quando l'ha persa? Quando e' risorto o quando l'hanno crocifisso?All'epoca, sul suo sito c'era la foto del suo negozio su sfondo blu chiaro ( se non ricordo male ), pertanto, non era assolutamente " a scopo personale".
    • asdas scrive:
      Re: nomi di dominio
      - Scritto da: boh
      Giorgio Armani ne ha ben tre: armani.it
      (ovviamente), giorgioarmani.it e soprattutto
      armani.com. Avrebbe potuto lasciare armani.it a
      Luca
      Armani.Diciamo che NON avrebbe DOVUTO RUBARGLIELO.
  • Giovanni Mazzarello scrive:
    Ancora una volta...
    ...La semplice esposizione dei fatti dimostra che le nostre beneamate leggi tutti tutelano tranne chi dovrebbero...O meglio, che i nostri beneamati giudici tutto sono tranne che capaci.
    • Get Real scrive:
      Re: Ancora una volta...
      Le leggi devono tutelare chi è importante per l'economia del Paese: Giorgio Armani lo è, Luca Armani no.Chiunque pensi che le leggi debbano essere uguali per tutti è un illuso o un ingenuo: nel mondo in cui il Denaro è padrone, esse devono inevitabilmente favorire i più abbienti. Avere = Essere.Il resto è fuffa.
      • asdas scrive:
        Re: Ancora una volta...
        - Scritto da: Get Real
        Le leggi devono tutelare chi è importante per
        l'economia del Paese: Giorgio Armani lo è, Luca
        Armani
        no.

        Chiunque pensi che le leggi debbano essere uguali
        per tutti è un illuso o un ingenuo: nel mondo in
        cui il Denaro è padrone, esse devono
        inevitabilmente favorire i più abbienti. Avere =
        Essere.

        Il resto è fuffa.Ascolta idiot.Luca Armani e il suo timbrificio erano tutti in regola.Purtroppo essendo nato in una società anche il Signor Luca Armani è soggetto al rispetto della legge, pena intervento delle forze dell'ordine.Quindi anche il giorgio armani dovrebbe esserlo.Se poi mi dici che in naura sarebbe + logico attuare la legge del più forte, ti do ragione, ma dovrebbe valere per tutti.Ad esempio, gente come te, per me sarebbe già nella lista delle persone da ammazzare.Purtroppoper fortuna c'è una società con le sue regole malate.
        • Mi scoccio di loggare scrive:
          Re: Ancora una volta...
          Giusto per completezza di informazione, la LAR tutela i nomi a dominio di marchi registrati e quindi se Armani e' un marchio registrato, puoi chiamarti anche Armani Armani, ma il dominio va a chi detiene il marchio registrato.Poi, se pensi di essere nel far west, dove "chi prima arriva meglio alloggia", allora svegliati e cerca di capire che l'epoca del far west e' terminato 200 anni fa in USA.
          • 01234 scrive:
            Re: Ancora una volta...
            az certo che questo, legalmente, cambierebbe tuttoche poi sia condivisibile, è tutt'un altro pajo di manicotti...
        • Get Real scrive:
          Re: Ancora una volta...
          - Scritto da: asdas
          Ad esempio, gente come te, per me sarebbe già
          nella lista delle persone da
          ammazzare.Anche lì, dipende. Se sei abbastanza ricco puoi farlo. Se sono più ricco io, non solo muori ma riduco la tua famiglia sul lastrico.
          Purtroppoper fortuna c'è una società con le sue
          regole
          malate.C'è una sola regola ed è la Regola d'Oro: chi ha l'oro detta le regole.
          • 01234 scrive:
            Re: Ancora una volta...
            ma soprattutto dotto', vallo a trova', 'sto G.R....è un nick nella rete...
          • earlati scrive:
            Re: Ancora una volta...
            - Scritto da: Get Real
            - Scritto da: asdas


            Ad esempio, gente come te, per me sarebbe già

            nella lista delle persone da

            ammazzare.

            Anche lì, dipende. Se sei abbastanza ricco puoi
            farlo. Se sono più ricco io, non solo muori ma
            riduco la tua famiglia sul
            lastrico.Vero , ma non sempre e non per sempre.Lo scia' di Persia era ricchissimo e non ci hanno messo molto a liquidarlo.Solo che ora in Iran stanno molto peggio di prima.beirut era una citta ricca, con gente ricchissima eppure i palesinesi dell ' OLP hanno mandato via pure quelli.Anche li ora la gente ha le pzze al XXXX.I ricchi , lo so, fanno invidia ed anche un po di rabbia, ma senza non si sta necessariamnt meglio.ed ovviamente non parlo cosi' solo perche' sono straricco ( di buoni propositi ).
        • earlati scrive:
          Re: Ancora una volta...
          - Scritto da: asdas
          Ad esempio, gente come te, per me sarebbe già
          nella lista delle persone da
          ammazzare.
          Purtroppoper fortuna c'è una società con le sue
          regole
          malate.e cosi fu che misero una gigliottina in ogni piazza.E dopo aver tagliato teste a destra e a manca tocco anche a loro finire sul loro giocattolo e molti montagnardi non ebbero piu' problemi di forfora.La violenza al posto del confronto pacifico e' sempre un' opzione pericolosa perche' sai solo quando la inizi, ma non come finira e che fine fara' fare anche ai propri sostenitori. Accetta piuttosto il fatto ch possono esserci delle ragioni logiche che avvallano la sentenza favorevole all' armani famoso, che non sono le indebite pressioni o regalie fatte al giudicante .
          • 01234 scrive:
            Re: Ancora una volta...
            pressioni al giudice? nooooprebende al legislatore? sìììì :-)
    • snem scrive:
      Re: Ancora una volta...
      - Scritto da: Giovanni Mazzarello
      O meglio, che i nostri beneamati
      giudici tutto sono tranne che
      capaci.I giudici applicano la legge, le interpretazioni devono essere giustificate secondo la legge. Se ti sembra che non è giusto, il problema tuo è nella legge e semmai chi l'ha scritta è incapace.
      • panda rossa scrive:
        Re: Ancora una volta...
        - Scritto da: snem
        e semmai chi l'ha scritta è
        incapace.Chi l'ha scritta e' capacissimo, e infatti la casta e' sempre tutelata dalla legge, e quando non lo fosse, ecco che scattano indulti e leggi ad personam.
      • Pax scrive:
        Re: Ancora una volta...
        - Scritto da: snem
        - Scritto da: Giovanni Mazzarello

        O meglio, che i nostri beneamati

        giudici tutto sono tranne che

        capaci.

        I giudici applicano la legge, le interpretazioni
        devono essere giustificate secondo la legge. Se
        ti sembra che non è giusto, il problema tuo è
        nella legge e semmai chi l'ha scritta è
        incapace.Figurati se ci arriva... con tutta la propaganda che fanno contro i giudici... sembra che siano il loro il problema quando applicano la legge!!! Patetico...
    • Pax scrive:
      Re: Ancora una volta...
      - Scritto da: Giovanni Mazzarello
      ...La semplice esposizione dei fatti dimostra che
      le nostre beneamate leggi tutti tutelano tranne
      chi dovrebbero...O meglio, che i nostri beneamati
      giudici tutto sono tranne che
      capaci.Dove avrebbero sbagliato i giudici nell'applicare la legge?Vediamo se sai quello che affermi oppure anche tu sei uno di quelli che pensa che la legge sia responsabilita' del giudice (e non la sua applicazione)
  • mirkojax scrive:
    arrestate chi si vende il rene!
    E basta con sti reni in vendita....Che poi putacaso uno inizia a non star bene di salute e gli tocca andare in ospedale... le cure mediche verrano pagate dai soldi dei contribuenti.Ma vendetevi un occhio, un orecchio, il cervello no?
    • earlati scrive:
      Re: arrestate chi si vende il rene!
      se vende il rene per queste baggianate e' assai improbabile che abbia cervello da vendere.
      • Gianni Pinotto scrive:
        Re: arrestate chi si vende il rene!
        ah ah ah ah quoto alla grande....ci sono cose più importanti nella vita che un sito internet.anche se farebbe girare le balle anche a me una situazione del genere...non so se arriverei a tanto....bisogna dire che non c'è nessun avvocato che lo sostiene in questa impresa forse un motivo ci sarà...bha
        • Mi scoccio di loggare scrive:
          Re: arrestate chi si vende il rene!
          - Scritto da: Gianni Pinotto
          ah ah ah ah quoto alla grande....ci sono cose più
          importanti nella vita che un sito
          internet.

          anche se farebbe girare le balle anche a me una
          situazione del genere...non so se arriverei a
          tanto....bisogna dire che non c'è nessun avvocato
          che lo sostiene in questa impresa forse un motivo
          ci
          sarà...bhaPer statistica, su 1.000.000 di clienti che entrano in un negozio, almeno l'1% acquista qualcosa.Per statistica, su 1.000.000 di email, almeno l'1% acquista qualcosa ( altrimenti lo spam non ci sarebbe in giro ).Per statistica, su 1.000.000 di visitatori su un sito commerciale, almeno l'1% acquista qualcosa.Dalla statistica, si evince, che avere un dominio di un nome "famoso", rende la possibilità di vendere i propri prodotti MOLTO PIU' SEMPLICE.Seppure non si vuol parlare di "vendere", ma di "pubblicità" da esporre, ogni 1.000.000 di visite, si guadagna comunque una cifra interessante.Da qui, si evince il perche' ci sia gente disposta a donare 1 rene per 1 nome a dominio "interessante" ( altrimenti domini come "sex.com" non avrebbero tali prezzi assurdi ).
          • Anonymous scrive:
            Re: arrestate chi si vende il rene!
            bho imho la questione è di molto ridimensionata: chi al giorno d'oggi per cercare un sito scrive direttamente il nome di dominio, a meno che lo conosca già e vada sul sicuro? faccio prima,nel dubbio, a scrivere www.armani.it o fare tab e scrivere armani, e tirarmi fuori il primo risultato? magari mi sbaglio ma ho la netta sensazione che il discorso del "dominio ffammoso" aveva un senso qualche tempo fa, ma non più da qualche annetto.
          • Mi scoccio di loggare scrive:
            Re: arrestate chi si vende il rene!
            - Scritto da: Anonymous
            bho imho la questione è di molto ridimensionata:
            chi al giorno d'oggi per cercare un sito scrive
            direttamente il nome di dominio, a meno che lo
            conosca già e vada sul sicuro?


            faccio prima,nel dubbio, a scrivere www.armani.it
            o fare tab e scrivere armani, e tirarmi fuori il
            primo risultato?


            magari mi sbaglio ma ho la netta sensazione che
            il discorso del "dominio ffammoso" aveva un senso
            qualche tempo fa, ma non più da qualche
            annetto.Dipende sempre da chi utilizza il pc.C'e' gente che scrive direttamente sulla barra di Internet Explorer il nome di quello che cerca ( nel caso in questione scrive direttamente "armani" o "armani.it" ).E questi visitatori, sono comunque preziosi.Pensa a quanti domini ( gogole.it, gooogle.it, goggle.it ... ) sono stati creati giusto x ottenere questi visitatori...
          • 01234 scrive:
            Re: arrestate chi si vende il rene!
            sfruttare? ma guarda che quello si chiama così eh? non è un complotto contro il povero sarto
          • earlati scrive:
            Re: arrestate chi si vende il rene!
            - Scritto da: 01234
            sfruttare? ma guarda che quello si chiama così
            eh? non è un complotto contro il povero
            sartoanche se si chiamava in altro modo niente gli impediva di registrare un sito con nome armani.it o di chiamare la propria azienda armani o berlusconi o vaticano.In tutti questi casi sfrutta una notorieta' che non e' sua e sino a quando il proprieario legittimo della notorieta' non la reclama gli va bene.nel caso in questione l' armani famoso ha reclamanto la paternita' della notorieta'.
          • 01234 scrive:
            Re: arrestate chi si vende il rene!
            detto così pare debole, perché se la notorietà arriva dopo come ti metti?diciamo che la legge è fatta dai chi ha per chi ha, come è quasi sempre stato, e rassegnamoci a doverci limitare all'invettiva. Fondata, ma inane :-(
          • Mi scoccio di loggare scrive:
            Re: arrestate chi si vende il rene!
            - Scritto da: 01234
            detto così pare debole, perché se la notorietà
            arriva dopo come ti
            metti?

            diciamo che la legge è fatta dai chi ha per chi
            ha, come è quasi sempre stato, e rassegnamoci a
            doverci limitare all'invettiva. Fondata, ma inane
            :-(Il nic prevede anche tale circostanza.Infatti e' chiaramente indicato che se il marchio o un'azienda ( ah...perche' l'azienda ha precedenza sul cognome, sempre se non erro ), vengono creati DOPO il nome a dominio, allora la paternità (del dominio), resta a chi ha creato tale dominio.Se invece, il dominio e' creato DOPO il marchio o l'azienda, allora, il dominio viene trasferito di proprietà al proprietario dell'azienda o del dominio.Tutto questo, sempre per evitare la corsa ai domini di nomi noti.
    • OldDog scrive:
      Re: arrestate chi si vende il rene!
      Ovviamente sono dichiarazioni usate solo per attirare attenzione. A quanto ne so per la legge italiana è VIETATO vendere o acquistare organi da donatori viventi.Magari qualcuno riesce a far compravendita in qualche clinica "mafiosa" compiacente, ma certo non dopo aver sbandierato al mondo le proprie intenzioni... ;)
      • Disgraziato scrive:
        Re: arrestate chi si vende il rene!
        In Svizzera è legale, tempo fa avevo letto (non mi ricordo il sito) in rete che alcune persone in ristrettezze economiche ci erano andate per vendere un organo
  • earlati scrive:
    pochi problemi e tanto tempo da perdere
    ma e' cosi difficile vivere senza problemi.non capisco come uno si rovini cosi' la vita per una cosa simile, tanto sara' dura riuscire a suntare dei soldi all' altro Armani
    • Nome e cognome scrive:
      Re: pochi problemi e tanto tempo da perdere
      Codesto modo di ragionare è il motivo per cui abbiamo un sistema fatto per cancellare ogni diritto e favorire ogni genere di abusi. Ovviamente in un sistemuccio del genere chi ha i soldi campa benissimo, chi non li ha subisce e sta zitto.Immaginati se domani si presentassero a far denuncia tutti quelli che son stati vittime di concorsi taroccati, secondo te quanto durerebbero le baronie ? Ma nessuno lo fa e di conseguenza quei pochissimi che hanno coraggio vengono rovinati con gli altri che sussurrano "non capisco come uno si rovini cosi' la vita per una cosa simile"....
      • earlati scrive:
        Re: pochi problemi e tanto tempo da perdere
        per ogni guerra da fare uno deve valutare bene quanto gli costa la guerra e quanto gli costa lasciar perdere.Avere o meno un dominio armani , non mi cambia certo la vita.E una prepotenza , ma il danno e' contenuto.Mi costerebbe molto di piu' perdere tempo e soldi per riappropriarmi di una cosa tuto sommato superflua e non e' quindi una cosa saggia, un po da Don Chisciote.Meglio lasciar perdere.A meno il vero motivo per cui armani2 si agita tanto e' per cercare di spillare molti soldi all' armani ricco, ed anche questa e' una manovra meschina.Riservi una cosa che in fondo non ti serve per toglierla a chi serve realmente e che quindi sarebbe costretto a strapagartela per averla.Sono contrario anche io ai soprusi, ma anche ai Don Chisciotte in probabile malafede.
        • Nome e cognome scrive:
          Re: pochi problemi e tanto tempo da perdere
          - Scritto da: earlati
          A meno il vero motivo per cui armani2 si agita
          tanto e' per cercare di spillare molti soldi all'
          armani ricco, ed anche questa e' una manovra
          meschina.e si vede che conosci poco la situazione: il signor armani2 è il titolare di un timbrificio, e attraverso il sito posto su armani.it pubblicizzava la sua attività. mi sembra legittimo e pacifico, o no? poi un giorno il signor giorgio armani si sveglia e decide che non solo quell'indirizzo gli appartiene, ma che il signor armani2 lo usa indebitamente facendosi pubblicità col suo cognome per vendere i suoi timbri. ma 1) anche il signor timbraio di cognome fa armani, e 2) se uno cerca le camicie del signor armani, va su armani.it e vede che invece ci sono i timbri, secondo te si compra dei timbri?
          • Biolca scrive:
            Re: pochi problemi e tanto tempo da perdere
            - Scritto da: Nome e cognome
            2) se uno cerca le camicie del
            signor armani, va su armani.it e vede che invece
            ci sono i timbri, secondo te si compra dei
            timbri?Sta tutto qui il problema (o il cavillo legale, dipende dal punto di vista). Uno dei requisiti della rete è l'efficienza: il 90% della popolazione mondiale che digita armani.it vuole vedere il sito dello stilista, non uno che vende timbri. Per questo in tribunale si è dato ragione a Giorgio.Secondo il mio modestissimo parere, in questo caso l'unica soluzione equa sarebbe di suddividersi il dominio creando luca.armani.it e giorgio.armani.it, ma a quanto pare nessuna delle due parti sembra interessato a questa soluzione.
          • steve81 scrive:
            Re: pochi problemi e tanto tempo da perdere

            - Scritto da: Nome e cognome

            2) se uno cerca le camicie del

            signor armani, va su armani.it e vede che invece

            ci sono i timbri, secondo te si compra dei

            timbri?
            Sta tutto qui il problema (o il cavillo legale,
            dipende dal punto di vista). Uno dei requisiti
            della rete è l'efficienza: il 90% della
            popolazione mondiale che digita armani.it vuole
            vedere il sito dello stilista, non uno che vende
            timbri. Per questo in tribunale si è dato ragione
            a Giorgio.No, il tribunale non gli diede ragione per "efficenza"; diede ragione a Giorgio Armani perchè Armani è un marchio e poco importa se è anche un cognome.Questo succede in Italia; in altri stati, se non si può provare che è solo una manovra per rivedendere il dominio alla persona che dovrebbe usufruirne, danno ragione a chi ha la proprietà del dominio.Notare che sul sito di Luca Armani c'era anche un link, decisamente visibile, che rimandava al sito di Giorgio Armani.E considera anche che Giorgio Armani non scriveva sulle sue pubblicità "www.armani.it"; quindi tanto confusi i suoi acquirenti non potevano esserlo.
            Secondo il mio modestissimo parere, in questo
            caso l'unica soluzione equa sarebbe di
            suddividersi il dominio creando luca.armani.it e
            giorgio.armani.it, ma a quanto pare nessuna delle
            due parti sembra interessato a questa
            soluzione.No, l'unica soluzione è che il dominio sia di chi è stato più lungimirante ed è arrivato prima (ovviamente escludendo operazioni di rivendita maggiorata, che in altri stati sono punite).
          • ruppolo scrive:
            Re: pochi problemi e tanto tempo da perdere
            - Scritto da: steve81
            No, il tribunale non gli diede ragione per
            "efficenza"; diede ragione a Giorgio Armani
            perchè Armani è un marchio e poco importa se è
            anche un
            cognome.
            Questo succede in Italia; in altri stati, se non
            si può provare che è solo una manovra per
            rivedendere il dominio alla persona che dovrebbe
            usufruirne, danno ragione a chi ha la proprietà
            del
            dominio.Proprio per questo io ho registrato un dominio .com per la mia attività in USA. E presso un registrar, non da un rivenditore. Ovviamente costa di più, ma sono al riparo da queste italianate.
            Notare che sul sito di Luca Armani c'era anche un
            link, decisamente visibile, che rimandava al sito
            di Giorgio
            Armani.Infatti Luca Armani è un Signore, con la esse maiuscola.
            E considera anche che Giorgio Armani non scriveva
            sulle sue pubblicità "www.armani.it"; quindi
            tanto confusi i suoi acquirenti non potevano
            esserlo.I legislatori dimostrano la loro totale ignoranza del mondo Internet. Altrimenti saprebbero che la maggior parte degli utenti, pur di fronte ad un ipotetico "www.armani.it" dedicato allo stilista, scrivono "armani" sulla pagina Google che gli si apre per default e poi sul PRIMO link che, a prescindere del nome a dominio, sarebbe quello di Giorgio Armani lo stilista. Questione di pigrizia, si sta meno a scrivere armani e fare un paio click che scrivere tutto l'indirizzo.
            No, l'unica soluzione è che il dominio sia di chi
            è stato più lungimirante ed è arrivato prima
            (ovviamente escludendo operazioni di rivendita
            maggiorata, che in altri stati sono
            punite).La lungimiranza è una qualità sconosciuta agli accecati dal potere e dai soldi.Comunque una cosa è certa, da tutta questa vicenda chi ne esce maggiormente danneggiato è Giorgio Armani. Una caduta di stile per uno stilista è deleteria. Se dovesse capitare ad un suo affezionato cliente di incontrare una persona che gli fa una battuta, anche per scherzo, "ah, armani, quello che ha rubato il dominio", beh credo che quel cliente non sarà più un cliente per Giorgio Armani.Per non parlare del fatto che questa vicenda salterà fuori ogni volta che un suo cliente (di fatto o potenziale) digiterà "armani" su Google (in questo momento in ottava posizione).
          • steve81 scrive:
            Re: pochi problemi e tanto tempo da perdere


            No, il tribunale non gli diede ragione per

            "efficenza"; diede ragione a Giorgio Armani

            perchè Armani è un marchio e poco importa se è

            anche un

            cognome.

            Questo succede in Italia; in altri stati, se non

            si può provare che è solo una manovra per

            rivedendere il dominio alla persona che dovrebbe

            usufruirne, danno ragione a chi ha la proprietà

            del

            dominio.
            Proprio per questo io ho registrato un dominio
            .com per la mia attività in USA. E presso un
            registrar, non da un rivenditore. Ovviamente
            costa di più, ma sono al riparo da queste
            italianate.Finchè sei italiano sei soggetto alla legge italiana (a meno che "per la mia attività in USA" non vuol dire che vivi là ;)).
          • MegaJock scrive:
            Re: pochi problemi e tanto tempo da perdere
            - Scritto da: ruppolo
            Se dovesse capitare ad un
            suo affezionato cliente di incontrare una persona
            che gli fa una battuta, anche per scherzo, "ah,
            armani, quello che ha rubato il dominio", beh
            credo che quel cliente non sarà più un cliente
            per Giorgio
            Armani.
            Per non parlare del fatto che questa vicenda
            salterà fuori ogni volta che un suo cliente (di
            fatto o potenziale) digiterà "armani" su Google
            (in questo momento in ottava
            posizione).LOL.Di questa faccenduola importa solo agli sfigati che non hanno soldi per comprare Armani. Il mondo ride del piccolo timbrificio e di tutta questa storia, solo i piccoli nerd le danno tanta importanza.E guarda un po', A NESSUNO INTERESSA quello che pensate voi nerd. :)
          • 01234 scrive:
            Re: pochi problemi e tanto tempo da perdere
            sempre simpatico, non c'è che diresecondo me ha ragione L...ha registrato per primo...il resto è la solita prepotenza di chi HA
          • Shu scrive:
            Re: pochi problemi e tanto tempo da perdere
            - Scritto da: BiolcaUno dei requisiti
            della rete è l'efficienza: il 90% della
            popolazione mondiale che digita armani.it vuole
            vedere il sito dello stilista, non uno che vende
            timbri.L'hai sentita su Zelig o su Colorado Cafe`?No, perche` piu` che una (brutta) barzelletta, non e`...Quello che tu (e altri, forse in mala fede) non hai capito e` che qui non si tratta di un banale nome a dominio, ma di uno dei diritti fondamentali e inalienabili dell'uomo, sancito a livello internazionale: il diritto al nome.Lui si chiama Armani, e ha tutti i diritti del mondo di avere un dominio che ha registrato PER PRIMO, ma sembra che oggi un marchio valga piu` di un nome, e che quindi sia piu` "giusto" proteggere uno che ha tanti soldi piuttosto che uno che ha pieno diritto sulle sue cose.Quando inizieranno ad espropriarti anche la casa o la macchina, a portarti via la moglie o i figli, perche` qualcuno con piu` soldi li vuole, forse capirai perche` quella sentenza e` sbagliata. Ma sara` troppo tardi.
          • Biolca scrive:
            Re: pochi problemi e tanto tempo da perdere
            - Scritto da: Shu
            Quello che tu (e altri, forse in mala fede) non
            hai capito e` che qui non si tratta di un banale
            nome a dominio, ma di uno dei diritti
            fondamentali e inalienabili dell'uomo, sancito a
            livello internazionale: il diritto al
            nome.Infatti non mi risulta che abbia dovuto cambiare nome...
            Lui si chiama Armani, e ha tutti i diritti del
            mondo di avere un dominio che ha registrato PER
            PRIMO, ma sembra che oggi un marchio valga piu`
            di un nome, e che quindi sia piu` "giusto"
            proteggere uno che ha tanti soldi piuttosto che
            uno che ha pieno diritto sulle sue
            cose.Ribadisco il concetto: quando uno digita Armani.it nella maggior parte dei casi cerca camicie e non timbri.
            Quando inizieranno ad espropriarti anche la casa
            o la macchina, a portarti via la moglie o i
            figli, perche` qualcuno con piu` soldi li vuole,
            forse capirai perche` quella sentenza e`
            sbagliata. Ma sara` troppo
            tardi.Sì, va bene, ciao...
          • Pax scrive:
            Re: pochi problemi e tanto tempo da perdere
            - Scritto da: Biolca
            - Scritto da: Nome e cognome

            2) se uno cerca le camicie del

            signor armani, va su armani.it e vede che invece

            ci sono i timbri, secondo te si compra dei

            timbri?

            Sta tutto qui il problema (o il cavillo legale,
            dipende dal punto di vista). Uno dei requisiti
            della rete è l'efficienza: il 90% della
            popolazione mondiale che digita armani.it vuole
            vedere il sito dello stilista, non uno che vende
            timbri. Per questo in tribunale si è dato ragione
            a
            Giorgio.questa sarebbe la motivazione della sentenza?E la legge parla di efficenza della rete???:D :D Io ho qualche dubbio che le motivazioni siano quelle che tu affermi...
          • luke scrive:
            Re: pochi problemi e tanto tempo da perdere
            approvo
          • Candido scrive:
            Re: pochi problemi e tanto tempo da perdere
            - Scritto da: Nome e cognome
            pubblicizzava la sua attività. mi sembra
            legittimo e pacifico, o no?Il problema di Armani è che ha voluto a tutti i costi buttarla sul diritto al nome, quando tale diritto non c'entrava un fico secco: la sua è un'impresa. Il suo non era un sito personale, ma un sito commerciale. Che segue, dunque, regole diverse.Dovrebbe smetterla di fare il melodrammatico, poi va a finire che la gente comincia a pensare che le sue siano scenate per avere visibilità...
          • earlati scrive:
            Re: pochi problemi e tanto tempo da perdere
            se mi servono dei timbri probabilmente cerchero' la voce timbri.armani-1 fa un soppruso, ma il danno di armani-2 e' di poco conto e se contnua a menarla ha altri moivi per farlo
          • 01234 scrive:
            Re: pochi problemi e tanto tempo da perdere
            se c'è sopruso c'è illegalità - G ha torto, c'è poco da fare
          • earlati scrive:
            Re: pochi problemi e tanto tempo da perdere
            - Scritto da: 01234
            se c'è sopruso c'è illegalità - G ha torto, c'è
            poco da
            fareSembra che il giudice abbia avuto una diversa opinioen in merito e le motivazioni di questa scelta non sono poi nemmeno cosi' discutibili.In fondo armani sconosciuto sfruttava indebitamente la notorieta' dell armani famoso, anche questo e' un cmportamento poco corretto ed il giudice e' stato chiamato a decidere tra i 2 torti quali fosse quello che causava il danno maggiore.
          • 01234 scrive:
            Re: pochi problemi e tanto tempo da perdere
            a quanto pare la cosa è così (vd qualche post più sotto)la legge ha già previsto questi casi, e purtroppo la precedenza non conta nulla, conta la "posizione": il più famoso ha diritti anche retroattivisecondo me non è giusto: tra l'altro questo mica è un sarto, vende timbri, sai che se ne fa del bacino d'utenza di GA...correggo, allora: è un sopruso legalizzato
          • earlati scrive:
            Re: pochi problemi e tanto tempo da perdere
            - Scritto da: 01234
            correggo, allora: è un sopruso legalizzatomi correggo anche io, perche' una cosa che non ho considerato e' che entrambi gli armani sono aziende, e quindi ,a prescindere dal nome dei proprietari, entrambe dovrebbero essere equivalenti.L' unica differenza a queso punto, a parte le tangepressioni, potrebbe essere il peso del marchio delle rispettive aziende.E' anche probabile che il piccolo armani non si sara' preoccupato di registrare compiutamente il suo marchio, visto che non ha un nome famoso.su questo punto occorerebbe andare a leggersi le motivazioni della sentenza, come viene riportata negli atti ufficiali.
          • 01234 scrive:
            Re: pochi problemi e tanto tempo da perdere
            il discorso credo verta sulla registrazione nel mondo reale che a quanto pare fa premio anche su quello di internet - io non lo trovo giusto. Peccato che al solito la legge è fatta da etc
        • io e tu scrive:
          Re: pochi problemi e tanto tempo da perdere
          - Scritto da: earlati
          per ogni guerra da fare uno deve valutare bene
          quanto gli costa la guerra e quanto gli costa
          lasciar
          perdere.

          Avere o meno un dominio armani , non mi cambia
          certo la
          vita.
          E una prepotenza , ma il danno e' contenuto.

          Mi costerebbe molto di piu' perdere tempo e soldi
          per riappropriarmi di una cosa tuto sommato
          superflua e non e' quindi una cosa saggia, un po
          da Don
          Chisciote.
          Meglio lasciar perdere.Se il sistema costa ed è inefficiente si cambia il sistema. I tempi biblici, i costi enormi e l'inefficienza generale che ha il sistema giudiziario italiano sono voluti, non casuali.Quel che ti viene imposto è proprio che tu ti faccia codesti conti per cui chi non ha possibilità economiche, torto o ragione, subisce comunque.

          A meno il vero motivo per cui armani2 si agita
          tanto e' per cercare di spillare molti soldi all'
          armani ricco, ed anche questa e' una manovra
          meschina.
          Riservi una cosa che in fondo non ti serve per
          toglierla a chi serve realmente e che quindi
          sarebbe costretto a strapagartela per
          averla.

          Sono contrario anche io ai soprusi, ma anche ai
          Don Chisciotte in probabile
          malafede.Non è un caso del genere, l'unica richiesta fatta dall'Armani in questione è di continuare ad usare il suo sito per la sua legittima attività, come del resto faceva prima della causa, non è un caso di cybersquatting.
          • earlati scrive:
            Re: pochi problemi e tanto tempo da perdere
            - Scritto da: io e tu

            Se il sistema costa ed è inefficiente si cambia
            il sistema. I tempi biblici, i costi enormi e
            l'inefficienza generale che ha il sistema
            giudiziario italiano sono voluti, non
            casuali.
            Quel che ti viene imposto è proprio che tu ti
            faccia codesti conti per cui chi non ha
            possibilità economiche, torto o ragione, subisce
            comunque.

            Stefano Benni diceva che:compito dello Stato non è risolvere i problemi, ma diffonderne la complessità e la irrimediabilità, in modo che il cittadino, oppresso e frustrato da uno Stato presente/assente, abbia nella condizione di sfiduciato e "scampato" l'ultima difesa. Si senta cioè due volte graziato, dal dolore e dalla frustrazione della non-cura, divenendo, proprio come lo Stato, irriconoscente e irresponsabile dei suoi atti e delle sue parole, poiché se fosse responsabile, giudicherebbe lo Stato e "prenderebbe misura" della sua solitudine ideale.
          • 01234 scrive:
            Re: pochi problemi e tanto tempo da perdere
            sì, ma la solitudine è solo per chi non ha....
        • pagare e ripagare scrive:
          Re: pochi problemi e tanto tempo da perdere
          - Scritto da: earlati
          per ogni guerra da fare uno deve valutare bene
          quanto gli costa la guerra e quanto gli costa
          lasciar
          perdere.

          Avere o meno un dominio armani , non mi cambia
          certo la
          vita.
          E una prepotenza , ma il danno e' contenuto.

          Mi costerebbe molto di piu' perdere tempo e soldi
          per riappropriarmi di una cosa tuto sommato
          superflua e non e' quindi una cosa saggia, un po
          da Don
          Chisciote.
          Meglio lasciar perdere.

          A meno il vero motivo per cui armani2 si agita
          tanto e' per cercare di spillare molti soldi all'
          armani ricco, ed anche questa e' una manovra
          meschina.
          Riservi una cosa che in fondo non ti serve per
          toglierla a chi serve realmente e che quindi
          sarebbe costretto a strapagartela per
          averla.

          Sono contrario anche io ai soprusi, ma anche ai
          Don Chisciotte in probabile
          malafede.ma SE non la sai, perche' ne scrivi?!?!non hai praticaente capito cosa vuole il tipo, le accuse che ha pagato, etc... tu parli d'altro perche' la storia non la sai, parli per sentito dire forse. prima informatrevi...
          • earlati scrive:
            Re: pochi problemi e tanto tempo da perdere
            - Scritto da: pagare e ripagare


            ma SE non la sai, perche' ne scrivi?!?!
            non hai praticaente capito cosa vuole il tipo, le
            accuse che ha pagato, etc... tu parli d'altro
            perche' la storia non la sai, parli per sentito
            dire forse. prima
            informatrevi...Non serve tanta informazione, basta il buon senso.Se il izio ha subito un danno che vale mettiamo 10, non va a spendere 1000 per cercare di riottenerlo.A meno che non abbia altro da fare.
          • emmeesse scrive:
            Re: pochi problemi e tanto tempo da perdere
            Mai sentito parlare di "diritto"?Il venditore di timbri Armani ha registrato il SUO nome a dominioPRIMA del venditore di magliette Armani.Il venditore di magliette ruba legalmenteil dominio al venditore di timbri basandosi su una (se e' vera e' delirante) sentenza orientata all'efficienza della rete.E tu non ti incazzeresti come un bufalo, se fossi il venditore di timbri?Gli si nega il DIRITTO E ti sembra che una volta il diritto sia stato negato per unodi cui non ti interessa nulla,si faranno scrupolo per negarlo a TE che non interessi a nessuno?Pensaci.
        • fra Martino scrive:
          Re: pochi problemi e tanto tempo da perdere
          per ogni guerra da fare uno deve valutare bene quanto gli costa la guerra e quanto gli costa lasciar perdere.sei fuori?se i tuoi nonni avessero ragionato così, parleresti tedesco. ri/svegliati! che ne è del concetto di giusto/sbagliato? l'hai piegato sotto il costa di pi/costa di meno? bel modo di ragionare. o forse (ti) costa troppo ragionare sul giusto/sbagliato?
      • Mi scoccio di loggare scrive:
        Re: pochi problemi e tanto tempo da perdere
        - Scritto da: Nome e cognome
        Codesto modo di ragionare è il motivo per cui
        abbiamo un sistema fatto per cancellare ogni
        diritto e favorire ogni genere di abusi.Naturalmente, il non rispetto delle regole, tende a far divenire diritto, quello che diritto non e'.Se non sbaglio, quel foglio ODIATO che la gente firma, come se fosse una prassi normale, ha delle regole da rispettare.Tra le varie regole, c'e' quello di EVITARE la registrazione di nomi a dominio contenenti marchi registrati, per non vedersi togliere il dominio da sotto il naso.Se mi chiamo Armani e registro Armani.it, e' normale che mi caccio nei XXXXXX da solo.Luca Armani pensa di essere nel giusto, buon per lui.Ognuno che combatte per una causa, pensa che sia nel giusto.Sta poi ai giudici stabilire chi delle due fazioni sia nel giusto.Personalmente ritengo che "armani.it" vada a Giorgio Armani in quanto il suo nome "Armani" è un marchio registrato e pertanto di sicuro piu' equilibrato darlo a chi, su quel nome, ci ha investito "milioni di euro", e non al primo che passa.
        • FedeSala scrive:
          Re: pochi problemi e tanto tempo da perdere

          Personalmente ritengo che "armani.it" vada a
          Giorgio Armani in quanto il suo nome "Armani" è
          un marchio registrato e pertanto di sicuro piu'
          equilibrato darlo a chi, su quel nome, ci ha
          investito "milioni di euro", e non al primo che
          passa.1) non mi sembra il primo che passa, ma uno che ha una azienda quasi omonima e porta lo stesso cognome2)se un giorno, dopo che io ho registrato il mio cognome come dominio, un mio omonimo diventa più famoso di me che cosa dici, che mi sono messo nei guai perchè non ci ho pensato prima??Le motivazioni del piccolo armani sono ovvie (vuole i soldi), ma anche sacrosante (è arrivato prima).Putroppo la legge pare dare ragione al grande armani; spero cambino le regole a riguardo, sarei per il "chi primo arriva melgio alloggia" (sempre se chi primo arriva ha il diritto di registrare quel nome a dominio.F
          • Mi scoccio di loggare scrive:
            Re: pochi problemi e tanto tempo da perdere
            - Scritto da: FedeSala
            1) non mi sembra il primo che passa, ma uno che
            ha una azienda quasi omonima e porta lo stesso
            cognomeE fin qui, non fa una piega
            2)se un giorno, dopo che io ho registrato il mio
            cognome come dominio, un mio omonimo diventa più
            famoso di me che cosa dici, che mi sono messo nei
            guai perchè non ci ho pensato
            prima??Ci sono delle regole in caso di contestazioni.Le trovi tutte scritte sul sito del nic ( www.nic.it ).Tra i primi punti, le priorità vanno a :1) Nomi a marchi registrati2) Società3) CognomiFatto salvo, comunque, che il nome a marchio registrato o la società, siano costituiti PRIMA del nome a dominio, altrimenti il nome a dominio resta a chi l'ha registrato.( Questo almeno e' quel che ricordo delle regole di naming dei .it, se poi sono cambiate nelle ultime stesure non lo so, dato che mi occupo solo di registrare nomi a dominio "non equivoci" ).
            Le motivazioni del piccolo armani sono ovvie
            (vuole i soldi), ma anche sacrosante (è arrivato
            prima).Funziona con i .com ( e altri domini internazionali ).Con i .it, per evitare lo scempio della "corsa all'oro" ( gente che acquistava un qualsiasi nome a dominio "famoso" per poterlo rivendere a 1000 volte minimo il prezzo di acquisto ), si e' tentato di regolarizzare il sistema di registrazioni.
            Putroppo la legge pare dare ragione al grande
            armani; spero cambino le regole a riguardo, sarei
            per il "chi primo arriva melgio alloggia" (sempre
            se chi primo arriva ha il diritto di registrare
            quel nome a
            dominio.Io assolutamente no.Registrare un nome a dominio costa pochi spicci, e non vorrei vedere i nomi a dominio tutti in mano a piccoli "imprenditorucoli" con la grana per poter ricattare internet.Abbiamo avuto tanti esempi di gente che ha venduto domini tipo "cocacola.com" a centinaia di migliaia di dollari quando tale dominio e' stato acquistato a meno di 50 dollari.Non e' pensabile di avere una politica del genere.Ci sono regole nel mercato che vanno rispettate.Rispettiamo le regole internazionali contro "i falsi d'autore", non vedo perche' non dobbiamo rispettarle su internet.
          • emmeesse scrive:
            Re: pochi problemi e tanto tempo da perdere
            Basterebbe anteporre la priorita' di un cognome a quella di un marchio.Nessuno si chiama Luca Fiat o Luca Cocacola.Ma puo' capitare di chiamarsi Luca Armani.E se registra il nome a dominio PRIMA del signor Giorgio Armani,HA DIRITTO A TENERSELO.Poi, che il ricco venditore di magliette faccia una offerta equa, se vuole trattare, il commercio e' fatto cosi'...Se non lo fa e' perche' crede che in tribunale spende di meno.Ed io a questo punto simpatizzo appieno con il signor Armania cui per motivi economici hanno sottratto il nome.Ed un googlebombing o qualche semplice passaparola io lo farei.Come disse qualcuno, qualche post fa"camicia di armani? Ah, si... Quello che ruba i nomi a dominio...Bella, complimenti!" Facciamoli vergognare di quello che indossano.
          • Mi scoccio di loggare scrive:
            Re: pochi problemi e tanto tempo da perdere
            Beh, se il NIC ha avuto l'idea che il nome a marchio e' piu' importante del cognome, non e' colpa di Giorgio Armani o di Luca Armani.Si vede che il marchio, e' stato riconosciuto come piu' autorevole del cognome di una persona e pertanto si e' data priorita' a quello.Tra parentesi, il marchio e' "quasi" univoco, quindi, per evitare il far west e l'acquisto indiscriminato di nomi a dominio per poi rivenderseli ( e viverci su quel che hanno venduto ), si e' pensato di minimizzare questi eventi.Per ottenere il dominio del mio cognome, ho atteso 8 anni.Oggi e' ancora occupato il .com da una società americana che ogni anno mi propone l'acquisto a 500$
        • fra Martino scrive:
          Re: pochi problemi e tanto tempo da perdere


          Personalmente ritengo che "armani.it" vada a
          Giorgio Armani in quanto il suo nome "Armani" è
          un marchio registrato e pertanto di sicuro piu'
          equilibrato darlo a chi, su quel nome, ci ha
          investito "milioni di euro", e non al primo che
          passa.sei per la società dei ricchi, allora. chi è ricco puote e chi non è ricco se lo squote.hai, o meglio, papino ha parecchi quattrini? lo chiedo per il tuo futuro bene.
          • Get Real scrive:
            Re: pochi problemi e tanto tempo da perdere
            - Scritto da: fra Martino
            sei per la società dei ricchi, allora. chi è
            ricco puote e chi non è ricco se lo
            squote.
            E' sempre stato così. Il ricco ti schiaccia come e quando vuole e lo si lascia fare. Sai perchè? Perchè i suoi soldi sono più importanti della tua misera vita.Dopo millenni l'umanità ha finalmente capito una cosa: questo è l'unico mondo che esiste, l'unica vita che c'è. La giustizia è solo un'illusione umana. Quello che conta sono i beni materiali. Il quattrino è l'unico vero dio.Per questo motivo chi è abbiente ha SEMPRE ragione. Ciò che porta guadagno, ciò che fa muovere l'Economia, è bene a prescindere dalle conseguenze e chi si mette in mezzo viene schiacciato.Noi tutti accettiamo senza discutere che pur di mantenere il trasporto merci su gomma, molla dell'economia comunitaria, sia accettabile pagarne il prezzo sotto forma di intere famiglie schiacciate e bruciate vive in incidenti stradali. Chi volesse opporsi verremme additato come pazzo.Se vuoi avere ragione, comprala.
          • Mi scoccio di loggare scrive:
            Re: pochi problemi e tanto tempo da perdere
            - Scritto da: fra Martino

            sei per la società dei ricchi, allora. chi è
            ricco puote e chi non è ricco se lo
            squote.No, sono per la società dei giusti.Se un'azienda investe miliardi per un marchio, non e' giusto che venga un tizio qualunque a registrare il nome a dominio *prima* ( e poi.... di quanto? e secondo che legge "chi prima arriva meglio alloggia? ) e sfruttarne la notorietà della pubblicità fatta da chi ha investito miliardi.
            hai, o meglio, papino ha parecchi quattrini? lo
            chiedo per il tuo futuro
            bene.No, tutto quello che ho, l'ho ottenuto con le mie SOLE FORZE e non ho aziende o quant'altro. Quindi, seppure sono un umile lavoratore, non sono un parassita, ma cerco di ottenere con le mie forze cio' che voglio.P.s. : te sei uno di quelli che e' contro le multinazionali ma veste Hogan e ha comprato l'iphone appena uscito?
        • 01234 scrive:
          Re: pochi problemi e tanto tempo da perdere
          ma appunto...PRIMOè G che non ha investito sulla rete, evidentemente...poi s'è svejato e ha detto "quel nome è mio"...
    • Get Real scrive:
      Re: pochi problemi e tanto tempo da perdere
      Diciamo che sarà impossibile. La potenza del denaro è soverchiante. Non può vincere. Meglio per lui cambiare cognome.
    • asdas scrive:
      Re: pochi problemi e tanto tempo da perdere
      - Scritto da: earlati
      ma e' cosi difficile vivere senza problemi.

      non capisco come uno si rovini cosi' la vita per
      una cosa simile, tanto sara' dura riuscire a
      suntare dei soldi all' altro
      Armaniti diro' che da quando venni a sapere si questa cosa, anni e anni fa, ho sempre boicottato armani, lho sempre parlato di questa causa quando ce n'è stata l'occasione, ho sempre schifato armani e sXXXXXXXto con gli altri, quando mi hanno chiesto regali di vestiti o profumi ho sempre chiesto che nn fossero armani.Quindi luca armani ha tutta la mia solidarietà.
    • Pax scrive:
      Re: pochi problemi e tanto tempo da perdere
      - Scritto da: earlati
      ma e' cosi difficile vivere senza problemi.

      non capisco come uno si rovini cosi' la vita per
      una cosa simile, tanto sara' dura riuscire a
      suntare dei soldi all' altro
      ArmaniGiusto, meglio subire le ingiustizie in silenzio.Taci e subisci! Poi ci si stupisce che le cose vanno da schifo e le ingiustizie sono all'ordine del giorno.Non solo si e' disposti a farsi mettere i piedi in testa, ma si critica pure chi cerca di combattere soprusi di questo genere!Sei il "cittadino" ideale di questa italietta
      • earlati scrive:
        Re: pochi problemi e tanto tempo da perdere
        - Scritto da: Pax
        Giusto, meglio subire le ingiustizie in silenzio.
        Taci e subisci!
        Poi ci si stupisce che le cose vanno da schifo e
        le ingiustizie sono all'ordine del
        giorno.
        Non solo si e' disposti a farsi mettere i piedi
        in testa, ma si critica pure chi cerca di
        combattere soprusi di questo
        genere!
        Sei il "cittadino" ideale di questa italiettao semplicemente capisco meglio chi ci sta provando e chi e' il defraudato
    • fra Martino scrive:
      Re: pochi problemi e tanto tempo da perdere
      armani (non il sarto, quello dei timbri) ha ragione. ed ha ragione da vendere. se le regole della RA/NIC erano e sono quelle, quelle devono essere, indipendentemente dalla capacità contributiva: il gruppo armani ha dormito e s'è visto soffiare il dominio armani.it da un signore che di cognome fa armani? Poiché armani-timbri era in linea con le regole di naming, armani-sarto se ne doveva fare una ragione. pazienza ne userà un altro.poiché non capisci le ragioni di armani-timbrificio ti dico solo: passaci e le capirai. mi permetto quindi di aggiungere un'esortazione: svegliati!armani-timbrificio, in definitiva ed a ben guardare, lo sta facendo anche per te. sono sicuro che ti sculerebbe, pardon infastidirebbe, parecchio se saltasse fuori un earlati qualsiasi a portarti via il dominio, solo perché lui è un contribuente migliore di te (paga + tasse).sono certo sia intelligente aiutare armani-timbri, invece di darsi alla sottile arte del trollismo.
      • Get Real scrive:
        Re: pochi problemi e tanto tempo da perdere
        - Scritto da: fra Martino
        sono sicuro che ti sculerebbe, pardon
        infastidirebbe, parecchio se saltasse fuori un
        earlati qualsiasi a portarti via il dominio, solo
        perché lui è un contribuente migliore di te (paga
        +
        tasse).
        E allora? Potrei farci qualcosa? É naturale che la società stia dalla parte di chi contribuisce di più.Chi pensa altrimenti è ingenuo.
        • 01234 scrive:
          Re: pochi problemi e tanto tempo da perdere
          naturale nel senso che è la legge del più forte? come nella jungla?occhio che noi siamo animali ma anche qualcosa di diverso...non è un destino inevitabile...
          • Andy scrive:
            Re: pochi problemi e tanto tempo da perdere
            ma quale legge della Jungla scusa !??Qui c'è soltanto da applicare la legge Italiana sui marchi d'impresa, ogni altra affermazione in merito rappresenta lo strillo senza senso di chi non vuol adeguarsi alle leggi della rapubblica Italiana.Tutt'alpiù si può discutere sull'opportunità di certe leggi, ma quando ci sono vanno osservate, anche xchè dire che il Sig. L.A. sta facendo una battaglia di libertà la cosa mi fa molto sorridere; si tratta di una normale disputa d'interessi economici, ma se uno non ha ragione sul piano del diritto capisco che sia più facile metterla nel campo del "politico-ideologico" o della bagarre o se vogliamo farsi sembrare vittima per poter sovvertire un giudizio invece del tutto legittimo.Trovo molto più arrogante e colpevole moralmente qs. Sig. che facendosi scudo dell'ignoranza di molti lettori su internet ha imbastito una petizione nonostante abbia torto marcio e ci sia già una corretta sentenza di un tribunale.Ripeto G. Armani non mi è simpatico, ma ancor meno chi finge di essere una vittima quando non lo è, e cerca di sfruttare la situazione fidando sull'ignoranza giuridica della gente soltanto per il suo MERO TORNACONTO PERSONALE.Se quest'uomo avesse registrato il timbrifico come Luca Armani non ci sarebbe stato problema di alcun tipo, ciò non toglie che anche G.Armani ha sbagliato nel modo di procedere mettendola subito sul piano legale; ma anche su questo aspetto non tutto è chiaro ed è stato detto dai media...e se fosse il L.A. che ha rifiutato una composizione bonaria, Voi nelle vesti di Giorgio, come Vi sareste comportati per tutelare i vostri interessi?E non mi dite che quando uno pensa al nome Armani senza nessuna aggiunta la mente corre al timbrificio oppure ad una persona in particolare, si pensa ovviamente al marchio celebre, e quindi è giusto che goda di una tutela rafforzata, essendo marchio registrato e ben prima del 1997.Tutti gli altri possono utilizzare il loro nome e cognome oppure il nome ragione sociale delle loro ditte qual'è il problema?
          • 01234 scrive:
            Re: pochi problemi e tanto tempo da perdere
            - Scritto da: Andy
            ma quale legge della Jungla scusa !??"E allora? Potrei farci qualcosa? É naturale che la società stia dalla parte di chi contribuisce di più."legge del più forte=legge del più ricco
          • emmeesse scrive:
            Re: pochi problemi e tanto tempo da perdere
            tu dici:"si pensa ovviamente al marchio celebre, e quindi è giusto che goda di una tutela rafforzata, "cioe', siccome e' piu' famoso e forte va tutelato?e l'altro che e' uno sfigato invece, vaffan...Fammi capire.
          • Andy scrive:
            Re: pochi problemi e tanto tempo da perdere
            Non lo dico Io, lo dice la legge.....!!!E poi scusa hai una ben minima idea cosa voglia dire essere un "marchio celebre" in termini d'investimenti d'impresa e quant'altro!!?? pensi che sia facile? pensi che al Sig. Armani G. la fama e la celebrità gliel'abbiano regalata oppure che questa non sia frutto di anni di sacrifici nel suo lavoro?A Voi non interessa conoscere chi ha ragione in una controversia, sposate in modo acritico la tesi di uno sconosciuto soltanto xchè questi facendosi un pò clamore via web si pone come VITTIMA del potente di turno.La semplice e squallida verità, è che il Sig. L. A., non è una vittima è soltanto una persona che ha torto giuridicamente, ma mio avviso anche in senso di equità.....xchè se veramente costui aveva a cuore la dignità del suo nome come dice LUI, avrebbe registrato il dominio come PERSONALE, oppure non potendolo fare come nel 1997 (avendo l' obbligo di farlo come ditta individuale), bastava aggiungere il nome Luca e così non ci sarebbero state possibilità di confusioni.Non sono un lecchino nè tantomeno uno schiavo dei potenti, ed ho ho sempre sposato le battaglie di libertà quelle VERE, non certo quelle finte che cercano di sfruttare la popolarità del mezzo Internet a buon mercato; In Italia la situazione della giustizia è penosa per tanti altri motivi tutti da imputare ai nostri "cari" (si fa per dire) politici.Poi riguardo alle leggi si può dire che nulla è perfetto, e che tutto sia migliorabile, ma non mi sembra proprio questo il caso di gridare allo scandalo, non è una novità che nelle società capitaliste chi più contribuisce in termini di PIL, tasse, etc sia socialmente più considerato a livello di leggi.Il giudici a mio avviso hanno ben applicato la legge e dato ragione a G.A. xchè non c'era nessuna ragione valida e fondata perchè costui continui a detenere un dominio così generico cioè "ARMANI" che nella vita reale può soltanto far pensare allo stilista e non certo al timbrificio; e quindi si ritorna a quanto sopraesposto riguardo alla disciplina dei marchi celebri.In sintesi se L.A.,avesse registrato il dominio anche in forma generica come "ARMANI.IT" prima che il marchio di G. A. fosse registrato, lo stilista famoso non avrebbe cmq potuto fare nulla e sarebbe stato lui costretto a differenziarsi a livello di dominio...(non di marchio beninteso)La celebrità del marchio armani e la sua tutela in quel caso nulla avrebbe potuto fare in senso retroattivo perchè già sul mercato esisteva di fatto una ditta (il timbrificio) il cui nome era stato cmq prima registrato a livello di dominio e questo dominio identificava cmq un'attività economica che per quanto non famosa era cmq già avviata; quindi in quel caso sarebbe prevalso il diritto di non ledere l'altrui interesse economico.E se G.A. avesse fatto causa cercando di farselo assegnare lo stesso allora sì che avremmo potuto parlare di sopruso!!!!Ma dal momento che le cose sono capovolte xchè lo stilista è arrivato prima e sopratutto xchè la tutela dei marchi in Italia cmq prevale sulla disciplina/authority dei name Internet essendo qs. attività di rango amm.vo., dubbi sull'interpretazione dei giudici a mio modesto avviso non ce ne possono essere.Spero di esser stato più chiaroCiao Andy
Chiudi i commenti