Le epidemie di banner infetti

Ne parla SecureWorks, secondo cui molti siti di grande richiamo loro malgrado fanno circolare pubblicità pericolose. La filiera della produzione dei banner è troppo lunga, e capire l'origine di un attacco non è facile

Roma – Un bel codice scritto ad arte e inserito in un banner tira fuori un pop-up che avverte della presenza di un problema di sicurezza sul PC. In cambio di un importo in denaro e delle informazioni sulla carta di credito, il pop-up offre subito la soluzione. Basta cadere in questa semplice trappola e il malcapitato utente si ritrova, nel migliore dei casi, una magnifica backdoor sul PC, senza aver risolto il suo problema di sicurezza che, beninteso, non esiste. E con i dati della carta di credito compromessi.

Perché accade? Il grande nome del sito, la grande fama , la provata e rinomata notorietà , unite alla frequente negligenza nel mantenere aggiornate le difese o, addirittura, nell’esserne del tutto sprovvisti : queste sono le ragioni che, in coppia con l’ingenuità e le alzate di spalle di tante persone, lasciano via libera al malware pubblicitario , quello che viene diffuso da banner infetti .

Ciò accade con allarmante regolarità a molti internauti , spesso inconsapevoli utenti di siti di grande richiamo. “Si tratta di siti rispettabili, con alti valori di traffico”, dice Don Jackson, un ricercatore di SecureWorks , azienda che si occupa di sicurezza informatica e segue questi fenomeni. “L’obiettivo (degli estensori della malapubblicità , ndR) è compromettere i computer degli utenti e, fondamentalmente, poterne disporre a volontà”. Finalità che, come ben sanno i lettori di PI , significa creare elementi attivi per le Botnet .

Secondo il ricercatore, il fenomeno è molto esteso e riguarda potenzialmente migliaia di siti, la maggior parte dei quali legati all’ entertainment e alla televisione. Jackson sostiene anche di aver tentato di intervenire cercando di far chiudere quei siti che SecureWorks ha individuato come colpevoli, ma, ammette, per ogni due siti chiusi, almeno altrettanti sono ancora operativi.

Il fenomeno nel suo complesso, certamente preoccupante, non è che la punta di un iceberg : nessuno dei grandi nomi si occupa direttamente dei rapporti pubblicitari, bensì si serve di altrettanto grandi agenzie pubblicitarie, che acquistano lo spazio necessario per collocare il proprio prodotto. Che a sua volta è il collage dei lavori di agenzie più piccole: la storia, dunque, si ripete. E, assieme alla storia, si ripete il muro di gomma: quando la filiera è lunga, diventa difficile – se non impossibile – risalire al primo responsabile.

Sul piano tecnico, spiega Channel Register , il metodo rivelatosi tra i più efficaci per limitare i danni è quello di utilizzare, nel caso del browser Firefox , l’estensione noscript , che impedisce l’esecuzione di script attivi in una pagina web, se i relativi siti non vengono specificamente autorizzati dall’utente. In Internet Explorer è possibile fare altrettanto intervenendo sulle opzioni Internet . Di certo vi è che gran parte degli utenti impiega i browser in modalità as is (così com’è), lasciando alle circostanze molte strade sgombre.

Peraltro non è la prima volta che si fanno i conti su vicende del genere e il proliferare di questo fenomeno non fa che peggiorare una situazione già evidenziata come pericolosa in circostanze analoghe. Ancora una volta, dunque, occorre ridurre al minimo l’ingenuità, essere sempre aggiornati con le protezioni e, per default , non avere fiducia in nessun sito , anche se arcinoto. Soprattutto, non utilizzare i browser in modalità OOBE ( Out Of Box Experience , esperienza appena fuori dell’imballo) ma alzarne subito le protezioni seguendo il criterio universalmente riconosciuto come il più sicuro, quello dei firewall : tutto ciò che non è espressamente consentito è vietato . Se, nel navigare, si scopre che un determinato sito riesce del tutto illeggibile, con cautela si ridurranno i divieti uno per volta e ad personam situm .

Marco Valerio Principato

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  • la dittatura e' finita. scrive:
    MAO TSE SCHIAVON
    [img]http://www.aref.de/kalenderblatt/2001/pics/mao-tse-tung.jpg[/img]LAVOLATE LAVOLATE E PLODUCETE DISEGNLATE IN SILENZIO E NON BLOGGATE DOVETE PLODULLE PEL IL GLANDE POPOLO DI SCHIAVON.CHI NEL LAVOLO BLOGGA E UN GLAN FIO DE NA MIGNOGGLA
    • ba... scrive:
      Re: MAO TSE SCHIAVON
      - Scritto da: la dittatura e' finita.
      [img]http://www.aref.de/kalenderblatt/2001/pics/ma

      LAVOLATE LAVOLATE E PLODUCETE DISEGNLATE IN
      SILENZIO E NON BLOGGATE

      DOVETE PLODULLE PEL IL GLANDE POPOLO DI SCHIAVON.
      CHI NEL LAVOLO BLOGGA E UN GLAN FIO DE NA
      MIGNOGGLAOnestamente: non mi fa ridere :-o
  • painlord2k scrive:
    Decisione molto sensata
    La decisione è sensatissima e per nulla straordinaria:1) Vietare di postare al riguardo di azienda e di competitor su siti non sponsorizzati serve a garantire che chi legge non pensi che il commento scritto è imparziale.E.G. se su un sito sponsorizzato dalla Coca-Cola uno scrive un commento dicendo che la Coca-Cola fa bene e la Pepsi fa male, chi lo legge può intuire che l'informazione è di parte.2) Il divieto vale solo per i dirigenti, dato che essi sono dotati di capacità di azione autonoma come rappresentanti dell'azienda. Il che significa che qualsiasi cosa scrivano o dicano sull'azienda e sui suoi concorrenti può essere considerata come proveniente dall'azienda stessa. Questo significa che l'azienda è civilmente responsabile per quello che dicono in caso di cause civili, penali o altro.3) Il divieto non vale per i lavoratori subordinati, o per i dirigenti se scrivono di altro che non sia la loro azienda e i suoi competitor.4) Non centra nulla se postano da casa o dal lavoro, perché un dirigente, essendo un dirigente, non ha un orario di lavoro definito. Un dirigente non timbra il cartellino.5) In Italia, almeno per la pubblica amministrazione e credo anche per i privati, un dipendente che parli male della sua amministrazione è passibile di sanzioni disciplinari, fino al licenziamento. Questo in quanto esiste un dovere di lealtà del lavoratore verso il suo datore di lavoro. E questo vale per i dirigenti come per i subordinati.Non c'è nessuna vilazione del diritto di parola, opinione, etc. Questo perché uno non è costretto a lavorare per quella amministrazione con la forza; e se ci lavora deve rispettare il posto dove sta.
    • Burp scrive:
      Re: Decisione molto sensata
      Cazz'e' "competitor" ? Una volta si diceva "Quello è della concorrenza".Adesso "Quello è un competitor, mina la nostra mission e attenta al nostro target." ?
      • secondo avvio scrive:
        Re: Decisione molto sensata
        sara' ma se devi parafrasare concorrente tanto vale che si usi un orrendo termine anglofono
      • painlord2k scrive:
        Re: Decisione molto sensata
        Competitor lo si usa (gli italiani) per un "concorrente" di tipo commerciale, industriale.Concorrente ha anche altri significati in altri ambiti, ad esempio sportivi.Usare due termini differenti, ogni uno con un suo preciso significato elimina le ambiguità nel discorso, e spesso ridure il numero di parole che si usano, rendendolo più comprensibile (per chi sa di cosa si sta parlando).
  • Hiei3600 scrive:
    Semplice Soluzione
    Parla qualcun altro"Per Sentito Dire",in pratica un dipendente incarica un amico/parente di scrivere al suo posto,problema risolto.(Certo magari fa attenzione a scegliere una persona non troppo riconducibile a lui...comunque basta TOR+Firefox per postare cose in giro in anonimato)
    • ... scrive:
      Re: Semplice Soluzione
      - Scritto da: Hiei3600
      Parla qualcun altro"Per Sentito Dire",in pratica
      un dipendente incarica un amico/parente di
      scrivere al suo posto,problema
      risolto.

      (Certo magari fa attenzione a scegliere una
      persona non troppo riconducibile a lui...comunque
      basta TOR+Firefox per postare cose in giro in
      anonimato)Più che altro vorrei capire: come fanno a tenere d'occhio i loro dipendenti che non vadano a spifferare cose in giro.Infilano una cimice nel sedere di ogni dipendente ?Tengono una squadra di 007 ?Si permettono di intercettare telefoni e computer collegati a internet ?O si limitano a far girare false informazioni ed a vedere quale sarà il primo pollo a cascarci ? (metodo abbastanza difficile da mettere in pratica quando hai centinaia di dipendenti)
      • Hiei3600 scrive:
        Re: Semplice Soluzione

        Più che altro vorrei capire: come fanno a tenere
        d'occhio i loro dipendenti che non vadano a
        spifferare cose in
        giro.
        Infilano una cimice nel sedere di ogni dipendente
        ?
        Tengono una squadra di 007 ?
        Si permettono di intercettare telefoni e computer
        collegati a internet
        ?
        O si limitano a far girare false informazioni ed
        a vedere quale sarà il primo pollo a cascarci ?
        (metodo abbastanza difficile da mettere in
        pratica quando hai centinaia di
        dipendenti)Appunto,non possono mettere certo le telecamere addosso ad ogni loro singolo dipendente.Provvedimenti impraticabili come questo fanno solo venir voglia di infrangerli.
  • Canvil scrive:
    Non lo farei con la mia azienda
    Io sig. Schiavoni non lo farei con la mia azienda, io vorrei che i miei dipendenti fossero soddisfatti di lavorare per e con me, come tutti i testi di marketing affermano è il passa parola il miglior metodo di diffusione per una azienda e se questo parte dai dipendenti stessi è uno strumento potentissimo.Ad eccezzione degli argomenti che l'azienda ritiene "delicati" come le linee commerciali date ai venditori per esempio , il resto dovrebbe essere libero , chi vuole chiudere la bocca ai propri dipendenti ha qualcosa da nascondere e questo non lo trovo corretto .
    • Luca Schiavoni scrive:
      Re: Non lo farei con la mia azienda
      - Scritto da: Canvil
      Io sig. Schiavoni non lo farei con la mia
      azienda, io vorrei che i miei dipendenti fossero
      soddisfatti di lavorare per e con me, certo, i divieti non piacciono a nessuno e non piacevano neanche a me (quelli della Rai). Ma siamo sicuri che un dipendente che nel tempo del lavoro fa altro.. e' davvero soddisfatto del proprio lavoro?molto spesso si fa altro, e si parla male della propria azienda, proprio perche' a priori e' un lavoro che non piace fare. credo eh! :)io se ho da fare un lavoro che mi piace, in un gruppo che mi piace, non mi metto a fare altro. Lavoro e son contento. O forse per farmi contento mi devono lasciare la libertà di chattare, bloggare, telefonare, ed il tutto con i mezzi dell'azienda? boh. < come tutti
      i testi di marketing affermano è il passa parola
      il miglior metodo di diffusione per una azienda e
      se questo parte dai dipendenti stessi è uno
      strumento
      potentissimo.certo, anche io parlo di PI al di fuori di PI, ad esempio. Il passaparola e' una cosa, ma nel caso della notizia di oggi non c'e' solo quello. Se un mio dipendente va in giro a parlar bene della mia azienda, senza avvisarmi, e magari mettendomi in imbarazzo con dei competitor.. beh le balle me le fa girare.
      Ad eccezzione degli argomenti che l'azienda
      ritiene "delicati" come le linee commerciali date
      ai venditori per esempio , il resto dovrebbe
      essere libero , chi vuole chiudere la bocca ai
      propri dipendenti ha qualcosa da nascondere e
      questo non lo trovo correttonon sarei cosi pessimista, non c'e' sempre qualcosa da nascondere. Magari e' una cura eccessiva per la propria immagine verso l'esterno. Se ogni dipendente si mette a fare marketing a modo suo non e' detto che questo sia il modo migliore per pubblicizzarsi, anzi. e comunque su una cosa non si discute: le linee di condotta, i contratti etc etc vengono firmati dai dipendenti. Uno sceglie, accetta e firma. E quindi devi rispettarli, o no?negli stati uniti il mercato del lavoro e' esageratamente libero, non è come qui da noi dove un contratto significa un matrimonio a vita per il quale si e' disposti a tutto. LucaS-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 08 novembre 2007 10.26-----------------------------------------------------------
      • la redazione si riserva scrive:
        Re: Non lo farei con la mia azienda
        - Scritto da: Luca Schiavoni
        - Scritto da: Canvil

        Io sig. Schiavoni non lo farei con la mia

        azienda, io vorrei che i miei dipendenti fossero

        soddisfatti di lavorare per e con me,


        certo, i divieti non piacciono a nessuno e non
        piacevano neanche a me (quelli della Rai). Ma
        siamo sicuri che un dipendente che nel tempo del
        lavoro fa altro.. e' davvero soddisfatto del
        proprio
        lavoro?No fermati schiavo' che vuol dire, non e' che mica siamo schiavi che uno deve stare 8 ore sul lavoro e non staccare mai!x Postare ci vogliono 5 minuti cinque, per cui non accampiamo cose inesistenti please.
        molto spesso si fa altro, e si parla male della
        propria azienda, proprio perche' a priori e' un
        lavoro che non piace fare. credo eh!
        :)e chi te lo dice io posto sulla mia vita mica su quello che fa l'azienda.Quello che succede in azienda e strettamente confidenziale e come sanno tutti esistono delle regole che nelle aziende si applicano.
        io se ho da fare un lavoro che mi piace, in un
        gruppo che mi piace, non mi metto a fare altro.
        Lavoro e son contento.e posto anche se ho cinque minuti liberi
        O forse per farmi contento mi devono lasciare la
        libertà di chattare, bloggare, telefonare, ed il
        tutto con i mezzi dell'azienda? boh.Schiavo' non fare il realista piu' del re!Se non intacca il lavoro che faccio, posso pure giocare a ping pong nel bagno aziendale.
        mo.

        certo, anche io parlo di PI al di fuori di PI, ad
        esempio. Il passaparola e' una cosa, ma nel caso
        della notizia di oggi non c'e' solo quello.Se non mi piace il lavoro che faccio lo cambio.E non vado certo a postare i miei problemi.

        Se un mio dipendente va in giro a parlar bene
        della mia azienda, senza avvisarmi, e magari
        mettendomi in imbarazzo con dei competitor.. beh
        le balle me le fa girare.ahahah ma falla finita! l'azienda e' contenta altro che!
        non sarei cosi pessimista, non c'e' sempre
        qualcosa da nascondere. Magari e' una cura
        eccessiva per la propria immagine verso
        l'esterno. Se ogni dipendente si mette a fare
        marketing a modo suo non e' detto che questo sia
        il modo migliore per pubblicizzarsi, anzi.Come ne parli non importa, se ne parli bene l'azienda e' contenta.Punto
        e comunque su una cosa non si discute: le linee
        di condotta, i contratti etc etc vengono firmati
        dai dipendenti. Uno sceglie, accetta e firma. E
        quindi devi rispettarli, o
        no?

        negli stati uniti il mercato del lavoro e'
        esageratamente libero, non è come qui da noi dove
        un contratto significa un matrimonio a vita per
        il quale si e' disposti a tutto.
        Schiavo' secondo me un contratto con una azienda americana non lo hai mai firmato io ho firmato 9 pagine su quello che posso e non posso dire.Per cui Schiavo' lassa perdere
        • Luca Schiavoni scrive:
          Re: Non lo farei con la mia azienda
          - Scritto da: la redazione si riserva
          No fermati schiavo' che vuol dire, non e' che
          mica siamo schiavi che uno deve stare 8 ore sul
          lavoro e non staccare
          mai!perche' no? Se accetti un contratto con 8 ore di lavoro lavori per 8 ore. Senno' prendi un part-time. O lavori indipendentemente. possibile che per "noi italiani" e' cosi' strano pensare una cosa del genere? Se io pago un idraulico per un ora di lavoro non gli pago la pausa sigaretta o caffe'. Se pago un muratore per una settimana di lavoro non gli pago anche la giornata che si gratta la panza. Se mi pagano per 3 ore di consulenza non mi pagano anche un ora che me ne sto al bagno a giocare col nintendo DS.pero' se una azienda mi paga 8 ore di lavoro allora sono automaticamente autorizzato a gingillarmi in altre cose ? :Dsu.
          x Postare ci vogliono 5 minuti cinque, per cui
          non accampiamo cose inesistenti
          please.si, ho visto dipendenti di aziende fare cose che voi umani.. ;)hai visto quanti sono qui sul forum, dal lavoro, per 5 minuti si? 5 minuti ogni quarto d'ora pero' :D

          io se ho da fare un lavoro che mi piace, in un

          gruppo che mi piace, non mi metto a fare altro.

          Lavoro e son contento.

          e posto anche se ho cinque minuti liberisi, sempre se puoi farlo e se questo non va contro quello che tu hai scelto e firmato e accettato. altrimenti fai una bella riunione e rendi ufficiale la pausetta chat.
          Schiavo' non fare il realista piu' del re!
          Se non intacca il lavoro che faccio, posso pure
          giocare a ping pong nel bagno
          aziendale.ma e' un discorso annoso, bisogna vedere cosa e quanto vuole l'azienda da te, e che tipo di responsabili e contratto hai.
          Se non mi piace il lavoro che faccio lo cambio.
          E non vado certo a postare i miei problemi.Ah ok allora siamo d accordo ;)
          Schiavo' secondo me un contratto con una azienda
          americana non lo hai mai firmato io ho firmato 9
          pagine su quello che posso e non posso
          dire.
          Per cui Schiavo' lassa perdereio firmai il contratto RAI come impiegato a tempo indeterminato, che e' una azienda parastatale e gli obblighi di riservatezza c'erano... solo qualche articolo, non nove pagine sull'argomento, ma c'erano. ciau!LucaS
          • la redazione si riserva scrive:
            Re: Non lo farei con la mia azienda
            - Scritto da: Luca Schiavoni
            - Scritto da: la redazione si riserva


            No fermati schiavo' che vuol dire, non e' che

            mica siamo schiavi che uno deve stare 8 ore sul

            lavoro e non staccare

            mai!

            perche' no?

            Se accetti un contratto con 8 ore di lavoro
            lavori per 8 ore. Senno' prendi un part-time. O
            lavori indipendentemente.tu ora mi vieni a dire che in 8 ore perche' te lo prescrive l'azienda non ti alzi per andare al bagno? Per mandare una mail ad un collega? ma daiiiiiiiiiiiiiSe esageri hai ragione. Lo mandi a casa Mi ricordo in una azienda dove lavoravo una che in ufficio non c'era mai.ma da li a non poter andare al cesso o scrivere una mail. o postare una cosa.Mi pare un tantino dittatoriale, Schiavo' la schiavitu' non esiste piu'.

            possibile che per "noi italiani" e' cosi' strano
            pensare una cosa del genere? Se io pago un
            idraulico per un ora di lavoro non gli pago la
            pausa sigaretta o caffe'. Se pago un muratore per
            una settimana di lavoro non gli pago anche la
            giornata che si gratta la panza. Se mi pagano per
            3 ore di consulenza non mi pagano anche un ora
            che me ne sto al bagno a giocare col nintendo
            DS.si ma a 8 ore al giorno schiavo' giri col la keyboard e il monitor attaccati al collo?Non ci credo.
            pero' se una azienda mi paga 8 ore di lavoro
            allora sono automaticamente autorizzato a
            gingillarmi in altre cose ?
            :D
            su.


            x Postare ci vogliono 5 minuti cinque, per cui

            non accampiamo cose inesistenti

            please.

            si, ho visto dipendenti di aziende fare cose che
            voi umani..
            ;)

            hai visto quanti sono qui sul forum, dal lavoro,
            per 5 minuti si? 5 minuti ogni quarto d'ora pero'
            :DNo li non e' tollerabile


            io se ho da fare un lavoro che mi piace, in un


            gruppo che mi piace, non mi metto a fare
            altro.


            Lavoro e son contento.



            e posto anche se ho cinque minuti liberi

            si, sempre se puoi farlo e se questo non va
            contro quello che tu hai scelto e firmato e
            accettato. altrimenti fai una bella riunione e
            rendi ufficiale la pausetta chat.



            Schiavo' non fare il realista piu' del re!

            Se non intacca il lavoro che faccio, posso pure

            giocare a ping pong nel bagno

            aziendale.

            ma e' un discorso annoso, bisogna vedere cosa e
            quanto vuole l'azienda da te, e che tipo di
            responsabili e contratto
            hai.Bravo se sono delle emerite teste di C.allora avrai questi problemi. Se io rendo, che sto tutto al giorno in chat, non e' un problema.Se non rendo perche' sto tutto il giorno in chat quello diventA UN PROBLEMA.Schiavo' io le elementari le ho finite nel 1981Non ho bisogno di maestrine delle elementari ho bisogno di manager che ragionano.Produco? fai come ti parenon produco? vai a casaif else then or
          • Luca Schiavoni scrive:
            Re: Non lo farei con la mia azienda
            risposta breve:io mi sono licenziato, infatti, dal posto fisso eh ;)LucaS
  • spaventato scrive:
    e poi parliamo di cina e india...
    ma la libertà d'espressione non era garantita?da quanto capisco non è che non possono bloggare STANDO SEDUTI IN AZIENDA, ma proprio MAI, parlando della propria azienda!!!!non ci posso credere.
    • Luca Schiavoni scrive:
      Re: e poi parliamo di cina e india...
      - Scritto da: spaventato
      ma la libertà d'espressione non era garantita?scusa, ma che c'entra? Da casa tua, col computer tuo, puoi fare quello che vuoi. piu o meno ;)
      da quanto capisco non è che non possono bloggare
      STANDO SEDUTI IN AZIENDA, ma proprio MAI,
      parlando della propria
      azienda!!!!
      non ci posso credere.Beh, io ho lavorato per 10 anni in RAI e nel contratto c'e' esplicitamente il divieto di parlare in qualsiasi modo, senza autorizzazione, dell'azienda o del proprio lavoro. Il contratto pero' l ho firmato io, è stata una mia scelta. Non si trattava della mia vita privata insomma. In azienda si lavora, a casa si gode. Dell'azienda non si parla, di argomenti ne puoi usare altri.india e cina sono lontani insomma , ma penso che tu faresti lo stesso con i tuoi dipendenti. no?LucaS
      • Hinterland scrive:
        Re: e poi parliamo di cina e india...
        Diretto,conciso e semplice da ricordare

        In azienda si lavora, a casa si gode.
        Dell'azienda non si parla, di argomenti ne puoi
        usare
        altri.
        Stop...fine di ogni discussione-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 08 novembre 2007 09.13-----------------------------------------------------------
        • Luca Schiavoni scrive:
          Re: e poi parliamo di cina e india...
          - Scritto da: Hinterland
          Diretto,conciso e semplice da ricordare



          In azienda si lavora, a casa si gode.

          Dell'azienda non si parla, di argomenti ne puoi

          usare

          altri.


          Stop...fine di ogni discussionevediti altra risposta. Insomma anche tu, nella Tua azienda, lasci che le persone che paghi negli orari di lavoro fanno quello che je pare, e li lasci parlare anche all'esterno di cose riservate dell'azienda.dimme dove lavori, assumi ? :)LucaS
          • Izio scrive:
            Re: e poi parliamo di cina e india...
            - Scritto da: Luca Schiavoni

            vediti altra risposta. Insomma anche tu, nella
            Tua azienda, lasci che le persone che paghi negli
            orari di lavoro fanno quello che je pare, e li
            lasci parlare anche all'esterno di cose riservate
            dell'azienda.

            dimme dove lavori, assumi ? :)

            LucaSBè, ma se non ho capito male non c'entra il farlo sul luogo di lavoro. Il divieto si applicava pari pari anche al tempo libero.Quanto al discorso "firmi liberamente un contratto, quindi lo accetti in toto", fortunatamente è da più di un secolo che non vale. Altrimenti sarebbe ancora possibile stendere contratti con i quali il lavoratore si impegna a non associarsi ai sindacati, a non divulgare comportamenti illegali dell'azienda e a lavorare sedici ore al giorno.Il concetto è che NESSUN contratto privato può introdurre norme illegittime. Negare la libertà di parola a me sembra illegale, ma immagino che la cosa sia soggetta ad interpretazione.La calunnia è un altro tipo di reato ed è già perseguita dalla legge, senza bisogno di norme aggiuntive.
      • pippo scrive:
        Re: e poi parliamo di cina e india...

        In azienda si lavora, a casa si gode.
        Dell'azienda non si parla, di argomenti ne puoi
        usare
        altri.Mitico signor Burns: c'è una perdita alla centrale ma non posso dirlo perchè ci lavoro :D
        • Luca Schiavoni scrive:
          Re: e poi parliamo di cina e india...
          - Scritto da: pippo

          In azienda si lavora, a casa si gode.

          Dell'azienda non si parla, di argomenti ne puoi

          usare

          altri.
          Mitico signor Burns: c'è una perdita alla
          centrale ma non posso dirlo perchè ci lavoro
          :D;)beh vediti Insider. Puoi parlare certamente di una perdita alla centrale, ma se questo viola il contratto che hai firmato beh... ok metti avvocati, giornali, chiami Report e inizi una lunga battaglia.ma di regola, anche nella Tua azienda, non penso che lasceresti i tuoi dipendenti fare quel che vogliono negli orari di lavoro, ne' parlare di cose riservate all'esterno.o no?LucaS
          • pippo scrive:
            Re: e poi parliamo di cina e india...

            ma di regola, anche nella Tua azienda, non penso
            che lasceresti i tuoi dipendenti fare quel che
            vogliono negli orari di lavoro, ne' parlare di
            cose riservate
            all'esterno.http://blogs.msdn.com sembrano abbastanza liberi di dire quello che gli pare, e lavorano per l'impero del male ;)

            o no?

            LucaSNon è comunque così tutto bianco e nero, se per esempio fossi un infermiere e scoprissi che dove lavoro riutilizzano materiale monouso?Che faccio sto zitto e penso alla mia salute, o parlo per la salute di tutti?
          • Luca Schiavoni scrive:
            Re: e poi parliamo di cina e india...
            - Scritto da: pippo

            ma di regola, anche nella Tua azienda, non penso

            che lasceresti i tuoi dipendenti fare quel che

            vogliono negli orari di lavoro, ne' parlare di

            cose riservate

            all'esterno.
            http://blogs.msdn.com sembrano abbastanza liberi
            di dire quello che gli pare, e lavorano per
            l'impero del male
            ;):Dma si sa alla Microsoft vige la regola - per forza - che bene o male purche' ne parlino tutti va bene! ;)guarda cosa fanno per arrivare persino nei Tg1, si fanno indagare e multare dalla comunità europea. Nessuna azienda arriva a tanto per il marketing.
            Non è comunque così tutto bianco e nero, se per
            esempio fossi un infermiere e scoprissi che dove
            lavoro riutilizzano materiale
            monouso?
            Che faccio sto zitto e penso alla mia salute, o
            parlo per la salute di
            tutti?no, chiami Striscia, Report e l'Aduc. Assumendotene la responsabilità, ovviamente. Se non ricordo male qualche anno fa licenziarono dei ferrovieri proprio per un motivo simile - avevano rilasciato interviste non autorizzate e molto scandalose sulle FS. Sono stati reintegrati dopo lo sdegno (perche' la cosa si seppe) ma certo.. se io fossi un infermiere in quelle cose sotto gli occhi fai in modo che si sappiano.ma in questo caso non e' ne marketing, ne' rivelare segreti aziendali.. si tratta di svelare magagne aziendali purtroppo. Se si tratta di un ospedale, nel tuo esempio, si tratta di una azienda pubblica, non di un azienda privata. piccola differenzina ;)LucaS
          • pippo scrive:
            Re: e poi parliamo di cina e india...

            guarda cosa fanno per arrivare persino nei Tg1,
            si fanno indagare e multare dalla comunità
            europea. Nessuna azienda arriva a tanto per il
            marketing.Costosa come campagna ;)
            Se si tratta di un ospedale, nel tuo esempio, si
            tratta di una azienda pubblica, non di un azienda
            privata. piccola differenzina
            ;)

            LucaSEra solo un esempio, ps ci sono un sacco di cliniche private...
          • Gongolo scrive:
            Re: e poi parliamo di cina e india...
            - Scritto da: Luca Schiavoni
            Se si tratta di un ospedale, nel tuo esempio, si
            tratta di una azienda pubblica, non di un azienda
            privata. piccola differenzina
            ;)

            LucaSE se scopro azioni illegali da parte dell'azienda per cui lavoro?Esempio: se l'azianda per cui lavoro evade il fisco? Non è mio compito denunciare i responsabili?Il contratto va rispettato nei limiti della legge, o sbaglio?
          • Luca Schiavoni scrive:
            Re: e poi parliamo di cina e india...
            - Scritto da: Gongolo
            - Scritto da: Luca Schiavoni

            Se si tratta di un ospedale, nel tuo esempio, si

            tratta di una azienda pubblica, non di un
            azienda

            privata. piccola differenzina

            ;)



            LucaS

            E se scopro azioni illegali da parte dell'azienda
            per cui
            lavoro?beh mi sembra ovvio, il discorso di cui sopra vale in entrambi i casi. no?
            Esempio: se l'azianda per cui lavoro evade il
            fisco? Non è mio compito denunciare i
            responsabili?certo e' tuo compito, e te ne assumi la responsabilita'.se l'illecito c'e' e l'azienda chiude perdi il posto.Se l'illecito c'e' ma l'azienda sistema tutto e ti butta fuori anche.se l'illecito non c'e', e te sei sbagliato, perdi il posto e la faccia.etc.
            Il contratto va rispettato nei limiti della
            legge, o
            sbaglio?mi sembra ovvio, no? che poi i contratti favoriscano le aziende - soprattutto in usa - altrettanto ovvio. Ma tutto questo non ha niente a che fare con un dipendente che di sua spontanea volonta', per motivi che non c'entrano con l'illegalita' o meno, si mette a parlare dell'azienda senza permesso.. se non puo'! ;)LucaS
          • Gongolo scrive:
            Re: e poi parliamo di cina e india...
            - Scritto da: Luca Schiavoni

            E se scopro azioni illegali da parte
            dell'azienda

            per cui

            lavoro?

            beh mi sembra ovvio, il discorso di cui sopra
            vale in entrambi i casi. no?
            Ovviamente

            Esempio: se l'azianda per cui lavoro evade il

            fisco? Non è mio compito denunciare i

            responsabili?

            certo e' tuo compito, e te ne assumi la
            responsabilita'.

            se l'illecito c'e' e l'azienda chiude perdi il
            posto.Pazienza, l'omertà è un reato, non si può (potrebbe?) fare altrimenti.
            Se l'illecito c'e' ma l'azienda sistema tutto e
            ti butta fuori
            anche.L'azienda non potrebbe buttarmi fuori. Che poi accada e sia necessario ricorrere a vie legali è un altro paio di maniche :)
            se l'illecito non c'e', e te sei sbagliato, perdi
            il posto e la
            faccia.
            etc. E in quel caso mi sembra anche giusto, sarebbe diffamazione.

            Ma tutto questo non ha niente a che fare con un
            dipendente che di sua spontanea volonta', per
            motivi che non c'entrano con l'illegalita' o
            meno, si mette a parlare dell'azienda senza
            permesso.. se non puo'!
            ;)

            LucaSAmmetto l'OT, chiedo venia :PResta il fatto che un dipendente non può parlare dell'azienda (secondo accordi di riservatezza presenti nel contratto), ma non si capisce cosa c'entri questo con il blog.Che postare in un blog renda meno lavorativi è da provare... se anzichè prendere un caffè alla macchinetta posto in un blog che differenza fa?
      • Ingenuo 2001 scrive:
        Re: e poi parliamo di cina e india...
        Ma si può dire che non si può dire?A: "Ciao, ma dimmi un po', dove lavori?"B: "In RAI"A: "Bene! E come ti trovi?"B: "Non lo posso dire"E' questo il mondo che voglio!Ingenuo 2001
        • Luca Schiavoni scrive:
          Re: e poi parliamo di cina e india...
          - Scritto da: Ingenuo 2001
          Ma si può dire che non si può dire?

          A: "Ciao, ma dimmi un po', dove lavori?"
          B: "In RAI"
          A: "Bene! E come ti trovi?"
          B: "Non lo posso dire"

          E' questo il mondo che voglio!

          Ingenuo 2001;) ei non esageriamo. Una cosa e' chiacchierare, un'altra pubblicare on line o rilasciare interviste per media diffusi nei quali parli della tua azienda, di cose di cui non puoi parlare per contratto, e magari parli male anche di altre. su;)sulla tua pelle:hai un dipendente che parla della tua azienda bene, tipo "ciao come stai". ok.Ne hai un altro che pubblicamente parla di cose dell'azienda, parla male di aziende concorrenti (a nome della tua azienda, o cosi' pare.. no?) con le quali magari hai accordi o intrallazzi tuoi, ed in ogni caso fa una cosa che potrebbe danneggiarti, e lo fa in pubblico, col nome della tua azienda, senza che tu lo sappia o che tu ne sia stato informato in nessun modo. ok lo stesso? non credo eh ! :)LucaSps - hai mai visto interviste di operai della Fiat che parlano delle automobili FIAT bene o male?-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 08 novembre 2007 11.14-----------------------------------------------------------
  • Comet scrive:
    Dedicato a tutti quelli che...
    ... ma come, non ti firmi con nome e cognome? Facile dire tutto quello che ti passa per la testa dietro un nickname, vero?Vero, direi :)
    • spaventato scrive:
      Re: Dedicato a tutti quelli che...
      - Scritto da: Comet
      ... ma come, non ti firmi con nome e cognome?
      Facile dire tutto quello che ti passa per la
      testa dietro un nickname,
      vero?

      Vero, direi :)ti quoto completamente.
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