Lenovo: bye bye Linux

Il produttore asiatico cessa la vendita online di computer col sistema operativo open source. Mentre HP sembrerebbe pronta a scommetterci il suo futuro
Il produttore asiatico cessa la vendita online di computer col sistema operativo open source. Mentre HP sembrerebbe pronta a scommetterci il suo futuro

Niente più desktop e notebook con Linux preinstallato: sul sito Lenovo non sarà più possibile ordinare i vari modelli di PC che dal 2000 sono venduti con sistema operativo a scelta tra quello ideato da Linus Torvalds e Windows. Gli interessati dovranno rivolgersi alla rete fisica di vendita del produttore cinese, unico avamposto rimasto per il rifornimento.

La scelta, spiega il portavoce Ray Gorman, non è stata dettata da ragioni politiche o strategiche, ma ha motivazioni puramente commerciali : il grosso delle ordinazioni dei sistemi equipaggiati con Linux è arrivato dalla rete di distribuzione tradizionale, dagli agenti Lenovo in giro per il mondo. Al contrario, il numero di acquisti effettuati sul sito dell’azienda non sarebbe tale da giustificare la sopravvivenza del servizio: che dunque va tagliato.

“Il nostro impegno per Linux non è cambiato – ha chiarito a Computerworld – Solo ora i nostri clienti non potranno più ordinare i portatili ThinkPad e i desktop ThinkCenter con Linux preinstallato sul sito Lenovo”. Resteranno invece inalterati i programmi di certificazione dell’hardware per le distribuzioni Novell e Red Hat, a cui si aggiungerà presto anche la sempre più popolare Ubuntu , così come i programmi di commercializzazione del netbook Lenovo equipaggiato con sistema operativo Linux.

Proprio i netbook paiono essere il terreno di conquista ideale per il Pinguino, nonché il miglior banco di prova per le ambizioni di questo sistema operativo. Il successo ottenuto dalle prime incarnazioni del EeePC di Asus sembrerebbe testimoniare proprio la possibilità di realizzare interfacce accattivanti e di facile utilizzo con alla base un sistema Linux.

Una prospettiva a cui sembrerebbe credere anche HP , che avrebbe addirittura in cantiere una propria distribuzione personalizzata di Linux da installare sulle proprie macchine in alternativa a Windows Vista. Ci sarebbe un intero team, denominato customer experience , al lavoro da quasi un anno su questo fronte: guidato da un ex-direttore dei laboratori di ricerca di HP stessa, questo manipolo di ingegneri starebbe lavorando a tecnologie touchscreen in grado di semplificare l’utilizzo del PC oltre le capacità attuali del sistema operativo prodotto a Redmond.

Lo spunto per questa iniziativa sarebbe, manco a dirlo, lo scarso successo di pubblico ottenuto da Vista. Una prospettiva comunque smentita seccamente dal CTO di HP, Phil McKinney: “Se HP sta finanziando un grosso team di ricerca e sviluppo per creare un nuovo sistema operativo? Non avrebbe senso” ha sentenziato, sottolineando che l’unico possibile obiettivo per la sua azienda resta quello di migliorare l’esperienza del consumatore restando fedeli a Windows Vista .

“I nostri clienti sono alla ricerca disperata di tecnologie semplici con le quali non abbiano bisogno di combattere per portare a termine il proprio lavoro” ha aggiunto McKinney. Ma, nonostante le smentite, questo compito dovrebbe essere affidato proprio ad una incarnazione di Linux espressamente realizzata per i computer che portano il marchio di Palo Alto. Il punto di riferimento per usabilità e semplicità sarebbe Mac OS X, visto al momento da una grossa fetta dell’industria come un’autentica spina nel fianco della crescita delle divisioni consumer.

Luca Annunziata

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14 09 2008
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