Siamo fortunati a vivere in un momento incredibile della storia
. Si apre così la lunga lettera intitolata Il futuro è per tutti
e sottotitolata Il percorso verso un futuro positivo per l’AI
, firmata da Mark Zuckerberg. Non è un segreto che il papà di Facebook, dopo aver raccolto i cocci di ciò che rimane del metaverso, si sia buttato a capofitto sull’intelligenza artificiale cercando di dire la propria nel settore più in voga del momento.
La visione di Zuckerberg su AI e futuro
A lui, sicuramente la fortuna ha sorriso. E ora, dalla sua posizione di potere, ci dice che lo siamo anche noi, che questa nuova tecnologia rivoluzionaria migliorerà le nostre vite e che, perché questa visione si possa concretizzare, dobbiamo aderire alla sua filosofia.
Proponiamo una filosofia basata sullo sviluppo individuale come fonte di prosperità, sull’invenzione come scopo primario della superintelligenza e sull’equilibrio di potere come fondamento della sicurezza.
Il termine superintelligenza
è quello che ricorre più spesso, descritta come una sorta di entità o di status a cui tendere, a beneficio della collettività. Insomma, una moderna Terra Promessa a cui accedere solo abbracciando il cambiamento, senza timore, senza concedersi la possibilità di dubitare, quasi con un atto di fede. E chi ha paura o solleva questioni, non merita di entrarci.
[…] è sorprendente che il discorso di molti sviluppatori dell’intelligenza artificiale sia così pervaso da pessimismo.
Vale la pena prendersi dieci minuti e leggerla per intero, la lettera. È l’ennesima testimonianza dello scollamento dalla realtà in cui vive chi si trova ai vertici di un colosso dell’intelligenza artificiale, al pari di Sam Altman (OpenAI) e Dario Amodei (Anthropic). Pazienza se l’impatto di questa tecnologia si è tradotto finora in licenziamenti e nella costruzione di data center che nessuno vuole vicino a casa, bisogna tener duro perché un giorno ne godremo tutti.
Presentandoci la sua idea di futuro, il suo manifesto, Zuckerberg dimentica volontariamente di chiarire se sia influenzata o meno dalle mire economiche della sua azienda. Il conflitto d’interessi ai tempi dell’AI. E chi non ha la memoria corta, non può fare a meno di ricordare un entusiasmo del tutto simile manifestato solo pochi anni fa per l’ipotesi di vedere ogni interazione spostata nel metaverso. Sappiamo come è andata.