Data center: dopo l'arresto per un applauso, solo riunioni virtuali

Data center: dopo l'arresto per un applauso, solo riunioni virtuali

Proteste e minacce hanno spinto l'amministrazione di Emporia a spostare online le riunioni sui data center, togliendo parola ai cittadini.
Data center: dopo l'arresto per un applauso, solo riunioni virtuali
Proteste e minacce hanno spinto l'amministrazione di Emporia a spostare online le riunioni sui data center, togliendo parola ai cittadini.

A fine luglio, Lux Claridge ha applaudito al termine di un intervento durante una riunione cittadina in cui si è discusso della costruzione di nuovi data center. Per questo è stato arrestato, qui sotto il video. È forse fin qui la testimonianza più diretta e concreta di come il tema sia diventato caldo, di come la tensione sia alta. Ora, la stessa amministrazione ha deciso che tutti gli incontri sull’argomento si terranno da remoto, così che nessuno possa più organizzare manifestazioni e proteste.

Riunioni da remoto per evitare le proteste

La città è quella di Emporia, in Kansas. Le assemblee nelle quali trattare la materia verranno d’ora in poi organizzate in videoconferenza. La decisione è stata presa dopo che alcuni rappresentanti hanno raccontato di aver ricevuto minacce di morte. Questo il messaggio pubblicato la scorsa settimana.

Nell’interesse della sicurezza pubblica, le riunioni della Commissione comunale di Emporia previste per mercoledì 5 agosto 2026 e mercoledì 19 agosto 2026 si svolgeranno in modalità virtuale. Non sarà previsto alcun periodo di intervento pubblico durante nessuna delle due riunioni.

Insomma: da remoto e senza possibilità di intervento per la cittadinanza. Cosa potrebbe mai andare storto? Chi desidera esprimere la propria opinione lo può fare attraverso un numero di telefono e un indirizzo email, in forma privata. La conseguenza immediata e piuttosto prevedibile è quella che ha portato all’organizzazione di una nuova protesta da parte della comunità locale.

USA (e non solo) alle prese coi data center

A ogni modo, negli Stati Uniti ci sono già oltre 500 amministrazioni che stanno rendendo effettivi i divieti sulla costruzione di nuovi data center. Si trovano per la maggior parte nell’area orientale del Paese. Qui sotto la mappa.

Il fenomeno riguarda anche l’Italia. Ne sentiremo parlare sempre più spesso, non appena il tema smetterà di essere un affare riservato agli addetti ai lavori ed entrerà nel dibattito pubblico.

Fonte: 404 Media
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Pubblicato il
10 ago 2026
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