Linux, SCO è pronta a tornare in tribunale

A dispetto dei rovesci che uno sull'altro le sono piovuti sulla testa, SCO raschia il fondo del barile pur di continuare la propria campagna legale contro Linux

Roma – Nonostante la sentenza dello scorso novembre, che ha negato ogni pretesa di SCO Group sulla proprietà dei copyright di UNIX System V (SVRX), e ha drasticamente ridimensionato le sue pretese riguardanti Linux, la società guidata da Darl McBride non sembra volersi dare per vinta.

Secondo quanto riportato da Ars Technica , nei piani di ristrutturazione di SCO sarebbe prevista la continuazione della sua famosa campagna legale contro Linux. Un contenzioso che, come si ricorderà, coinvolge IBM, Red Hat ed altre aziende.

Nel piano di ristrutturazione per uscire dalla banca rotta, SCO conta di racimolare almeno 6 milioni di dollari dalla vendita della piattaforma di sviluppo SCO Mobile Server e del sistema operativo Unix OpenServer. Se l’azienda troverà gli acquirenti (a suo dire vi sarebbero già diverse società interessate), il business di SCO consisterà principalmente nella vendita del suo Unix commerciale e di altre licenze. Parte dei fondi così ricavati andrebbero a finanziare le cause legali ancora in corso, ed in particolare quella con IBM incentrata su Linux.

Nel caso in cui la società non trovasse acquirenti, o le offerte non raggiungessero la somma minima prestabilita, SCO si è impegnata a portare avanti lo sviluppo dei due software e continuare a fornire supporto tecnico ai propri clienti. In tale evenienza, tuttavia, SCO sarebbe probabilmente costretta a chiudere tutte le cause relative a Linux, a meno di non trovare finanziatori dell’ultima ora.

Il tribunale fallimentare comunicherà a SCO l’approvazione o la bocciatura del suo piano di ristrutturazione il prossimo 22 febbraio.

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