L'Olanda dice no alla Internet Tax

Il governo non seguirà il consiglio della commissione per la salvaguardia della carta. Troverà altre strade

Roma – In Olanda non verrà promulgata alcuna legge che estorca soldi alla Rete per tenere in vita la carta stampata. Lo ha deciso l’esecutivo di Amsterdam dopo aver ascoltato il parere di una commissione istituita apposta per trovare un freno al tracollo del supporto cartaceo.

Secondo gli esperti ingaggiati dal governo l’unica soluzione plausibile avrebbe comportato l’introduzione di un vero e proprio balzello di due euro l’anno per ogni famiglia olandese connessa, circa il sei per cento di quanto corrisposto al proprio provider: 12 milioni di euro da utilizzare per progetti innovativi per ridare spunto all’industria della stampa, ormai sempre meno popolare non solo nei Paesi Bassi.

Fino a qualche minuto prima della smentita i media locali che avevano fatto rimbalzare la notizia sono stati il veicolo con cui i netizen hanno furiosamente contestato la proposta del comitato istituito dal locale titolare del dicastero delle comunicazioni, Ronald Plasterk.

Forse proprio l’eco di questa protesta potrebbe aver contribuito almeno in parte al cambiamento di rotta da parte del governo olandese, che ora dovrà cercare altre vie per tenere in piedi il baraccone cartaceo . Oppure potrà cedere direttamente il passo al progresso. All’ipertesto. (G.P.)

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  • Big M. scrive:
    finalmente
    vedo che qualcun altro ha capito che il web è l'ennesima bolla (e questo web 2.0 quando detonerà farà ancora + male della precedente). Se voglio le performance e il risparmio di banda creo la mia applicazione client/server "tradizionali", e soprattutto, evito come la peste l'HTML e il web. La rete nasce per condividere informazioni, non come sistema operativo distribuito, l'html è un linguaggio di descrizione (non di programmazione, ma ultimamente sento gentaglia che si definisce "programmatore" xchè conosce 5 tag HTML....grrr, gli farei debuggare 50.000 righe di assembly...). L'HTTP funge benissimo per presentare dati, ma signori miei, per fare applicazioni business critical, serve altro, controlli sull'input veloci e input guidato (non è possibile dopo aver compilato 347 campi e aver postato, ricevere un messaggio di errore, e in alcuni casi dover reinserire tutto...e succede anche su siti di compagnie che respirano web...), Ajax non è una risposta, troppo arzigogolato in certe soluzioni, si ha la sensazione di rincorrere sempre, una patch dopo l'altra. Alcune parti critiche devono per forza essere eseguite client side, altrimenti si avrebbero dei lag di tempo eccessivi, ma di contro lato client è ostile. Non si ha mai la certezza della configurazione, esiste sempre il componente aggiuntivo sconosciuto del browser che "interagisce" con l'applicazione e non la fa funzionare...E poi in italia, abbiamo la rete che è un colabrodo, gente che paga la 7 megabit e si ritrova la con meno di un megabit....vah, beh, torno alle mie Forms oracle e al mio Pro Cobol...Domanda: Meglio Windows o Linux ? Risposta: nessuno dei 2, il meglio è sempre il VMS!Il 90% del sangue nello sviluppo di web app lo si butta in controlli di input e flusso e compatibilità crossbrowsing, roba che in C++ o se preferite skifuz-java o .NET o anche plain C, non si vede da almeno un decennio.
  • GWT scrive:
    il problema e' il browser
    ciao a tutti da tempo mi sono messo a sviluppare una applicazione web con smartgwt e mi sono reso conto che da un punto di vista della scrittura del codice e' una potenza assurda (si sviluppa come se fossero applicazioni locali tutto java e css concetti di datasource etc...) dal punto di vista dell'utilizzo della banda tolto un grosso burst all'avvio dell'applicazione web i dati che passano sono solo di bussiness e quindi si ha un notevole risparmio di banda... il problema arriva con le prestazioni(soprattutto cpu ma anche ram quando l'applicazione cresce e diventa un po' + complessa di un gmail diventa davvero difficile fare in modo che sia realmente utilizzabile da un utente finale ).... bhe le prestazioni dipendono moltissimo dal browser dal rendering dal fatto che la maggioranza dei browser non supporta il multithread.... il problema e' solo il browser non javascript non smartgwt
    • L ascolto del venerdi scrive:
      Re: il problema e' il browser
      Scusa...ma non è proprio così.Se tu non ottimizzi il tuo codice, l'applicazione web sarà lenta anche su di un supercomputer.Ma anche se tu ottimizzi la tua applicazione, non è detto (consentimi il termine) che il "modo di programmare" sia scalabile: cioè magari 10 attività concorrenti non caricano molto il server, 15 o 20 impiantano tutto.Quando Google fa queste mosse, lo fa, per prima cosa per un suo tornaconto (quindi alleggerire il più possibile i suoi server) poi se la cosa torna utile anche ad altri...ben venga.Come sicuramente ti sei reso conto, quando lavori in internet il tuo sito/applicazione può risultare lento per problemi non dipendenti dal tuo software (esempio stupido: il tuo vicino satura la banda).Ci sono molti aspetti da considerare, anche il browser certo, ma sicuramente non è tutta colta del browser.
  • Fedechicco scrive:
    Velocizzare il caricamento
    Fra le varie cose che si potrebbero velocizzare, ce ne è una semplice semplice: il contenuto statico.Mi sembra incredibile che con tutti gli strumenti in nostro possesso, i piccoli siti siano ancora limitati dall'uso di banda. I problemi di Google sono la lentezza dei javascript, ma molti altri piccoli webmaster hanno problemi più idioti che peggiorano di molto l'esperienza media di navigazione (chi resta tutto il giorno su pagine "ufficiali" senza mai divagare per cercare informazioni più di nicchia in siti meno convenzionali?).Proposi tempo addietro un articolo che non ebbe molto sucXXXXX, ma che ripropongo data l'adeguatezza del topic.Non è un link pubblicitario:http://darkbios.blogspot.com/2008/10/bittorrent-html-free-bandwidth.htmlMi piacerebbe sapere il vostro parere.
  • Nando scrive:
    Non per tutti, per loro
    Se hai un modello SaaS sul web, come fai a non volere questa cosa? Per tutti? Col cavolo per loro e il loro business model e basta...Si saranno resi conto anche loro che google office è una farsa per chi debba usare ste cose seriamente, il lag avvertito dall'utente è insopportabile, un po' come tutte le app web. Le cose tipo gears e prism, usatele tutto il giorno per lavoro a vedere se dopo 1 mese siete ancora sani...Javascript è un linguaggio pietoso ad essere generosi e così tutti i relativi interpreti vecchi E nuovi.. Ma sta gente seriamente pensa che si possa arrivare a competere con c++ compilato ed eseguito su piattaforme native? Gli stessi linguaggi a markup sono ridondanti perchè non erano stati concepiti per essere "il tramite" degli stream delle applicazioni e risentono -senza colpa- di un design architetturale "lento" non adatto allo scopo... Sono sempre stato e rimango scettico su coloro che da anni strombazzano il passaggio imminente ai "webos" le "web applicazioni" etc perchè ci sono e rimangono nella user experience delle latenze che vengono avvertite come INCOLMABILI anche a questo livello di potenza di calcolo. Che poi si faccia per l'utente beh.. Io sto benissimo con le applicazioni native installate.
    • zoro scrive:
      Re: Non per tutti, per loro
      Beh, io uso tutti i giorni GMail, Google Reader, Calendar e Notes. Sono tutte applicazioni che non necessitano di una grande potenza di calcolo e anche per questo non manifestano nessun ostacolo di interazione con l'utente.In più, sono tutte estremamente più funzionali delle corrispettive applicazioni native, per qualunque OS.Il limite, e il rischio, è avere tutto il codice e tutti i dati nelle mani di un'entità terza che, come in questo caso, ha manifeste intenzioni di conquistare il mondo. Ma, d'altra parte, sono estremamente comode da usare e per questo la loro scalata sarà inarrestabile.Il punto interrogativo è il ruolo dei software open-source nelle cloud. E' veramente open un software che non gira sulla tua macchina?Infine, mi spiace deluderti, ma il "WebOS" è già una realtà: dai un'occhiata su developer.palm.comciao
      • L ascolto del venerdi scrive:
        Re: Non per tutti, per loro
        - Scritto da: zoro
        Infine, mi spiace deluderti, ma il "WebOS" è già
        una realtà: dai un'occhiata su
        developer.palm.com

        ciaoHai fatto un piccolo errore. Non si intendeva il nuovo e bello OS della Palm, ma (+ o -) quella idea di avere i PC perennemente collegati ad internet e di usare la rete come sistema per far funzionare il sistema operativo, le applicazioni e quant'altro, il tutto senza dover installare nulla sulla macchina locale.Cmq, mi fa piacere che ci sia qualcuno che apprezza il nuovo OS della Palm!
        • zoro scrive:
          Re: Non per tutti, per loro
          No, ok. Avevo capito perfettamente che stava parlando di un'altra cosa. Ho semplicemente giocato sulla parola "WebOS" ;)Comunque, almeno in parte, il WebOS di palm è un "webos", in quanto sfrutta molto pesantemente le web application di moda in questo momento, anche per processare i dati presenti nella memoria del dispositivo.
          • L ascolto del venerdi scrive:
            Re: Non per tutti, per loro
            Più che di moda, dovresti dire gli standard visto che basa molta della sua vita su HTML (5 mi pare), java, javascript, CSS ecc.Insomma tutto quello che c'è di IN nel web attuale.E' anche bello da programmare (stando a quello che dice chi l'ha comprato).Stay Palmed!
      • bbo scrive:
        Re: Non per tutti, per loro

        Il limite, e il rischio, è avere tutto il codice
        e tutti i dati nelle mani di un'entità terza che,
        come in questo caso, ha manifeste intenzioni di
        conquistare il mondo.questa terza entità ha in mano tutti i dati personali di milioni di utenti, e non ha nessuna intenzione di fermarsi!dove vuole arrivare? ci possiamo fidare? lo fanno per il bene comune....? oppure hanno qualche strategia in mente?
        Ma, d'altra parte, sono
        estremamente comode da usare e per questo la loro
        scalata sarà
        inarrestabile.esatto :)io sono il primo a dire che non bisognerebbe utilizzare i servizi di google, perché mi rendo perfettamente conto di tutti i pericoli.... ma sono il primo che li utiliza, perché sono fatti davvero molto bene! e come informatico, ritengo che ci sia molto da imparare dai loro metodi di sviluppo!
        Il punto interrogativo è il ruolo dei software
        open-source nelle cloud. E' veramente open un
        software che non gira sulla tua
        macchina?secondo me, tutto l'open source è incentrato sul concetto di "software": la licenza riguarda la distribuzione, la produzione, lo sviluppo, la modifica del software, ma -per scelta- non riguarda minimamente il suo utilizzo.Ma a chi interessa il "software" per davvero? Forse agli informatici, ma alla gente comune no!Alla gente non interessa il software: ciò che interessa alla gente sono i servizi che si possono ottenere col software!Per questo secondo me il concetto di "open source" così com'è, al di fuori degli informatici puri, diventerà sempre più obsoleto!
    • tommaso scrive:
      Re: Non per tutti, per loro
      Che lo strumento non sia nato con questo scopo non ci piove, ma se guardi i progressi che ha registrato negli ultimi anni mi sembra un po' avventato archiviare le web app come inadeguate ora e per sempre.Da programmatore pensare ai problemi di portabiilità nei termini , vediamo se funziona con IE6, mi fa la differenza.
    • Por scrive:
      Re: Non per tutti, per loro
      Già, sono perfettamente d'accordo. Non capisco perché si cerca di fare applicazioni con un miscuglio di PHP (o equivalente), CSS, HTML, e Javascript, quando esistono tecnologie "tradizionali" come Python, QT, C#, etc. che permettono di fare cose belle e fatte bene con relativa facilità.A me sembra che fare una specie di GUI con javascript CSS DOM e compagnia bella sia davvero un ammasso di hack.
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