Longhorn, finestre con Vista

Microsoft ha annunciato il nome ufficiale di Windows Longhorn e, per la prima volta, non si tratta né di un numero né di un paio di lettere. Il big di Redmond ha motivato la propria scelta e ha rivelato la data di debutto della prima beta

Redmond (USA) – Microsoft sostiene che dalle finestrelle colorate del prossimo Windows si godrà di un’ottima vista su quell’oceano di bit che quotidianamente lambisce le nostre vite. E a quanto pare non si tratta di una promessa qualsiasi: Vista è infatti il nome ufficiale che Microsoft ha scelto per il successore di Windows XP, prima noto come Longhorn.

Tra i diversi concetti e suggestioni sottesi al nuovo nome non c’è solo quello di veduta d’insieme sul cangiante mondo dell’informazione e della comunicazione, ma anche quello di vista personalizzata sulla propria “vita digitale”: uno scorcio attraverso cui, secondo Microsoft, gli utenti saranno in grado di gestire e utilizzare al meglio molteplici flussi e tipi d’informazione, e avere l’opportunità di focalizzarsi solo sui contenuti di proprio interesse.

Logo di Windows Vista Con l’annuncio di Windows Vista il big Redmond ha dato un colpo di forbice a tutte le convenzioni fin qui seguite nella denominazione del proprio sistema operativo: Longhorn è infatti il primo Windows scevro di numeri (95, 3.11, ecc.) o sigle (NT, Me e XP).

Il nome commerciale di Longhorn è stato rivelato la prima volta presso il Microsoft Global Briefing, una conferenza riservata agli impiegati dell’azienda che si è tenuta lo scorso giovedì ad Atlanta. L’annuncio è stato però reso pubblico solo il giorno dopo con un webcast e con il lancio di una home page dedicata a Windows Vista. Gli slogan che permeano il video e il sito sono Bringing clarity to your world e Clear, Confident, Connected : il termine “clear”, traducibile in italiano sia con “chiaro” che con “trasparente”, si riferisce, tra le altre cose, all’uso di un maggior numero di effetti di trasparenza (alpha blending) all’interno della nuova interfaccia grafica di Longhorn.

Microsoft ha già registrato diversi domini, sia internazionali che locali, contenenti il termine “vista”: tra questi vi sono windowsvista.com e microsoftvista.com , entrambi registrati lo scorso marzo.

Come noto, la scelta del nome di un nuovo prodotto cela molte insidie, la maggior parte delle quali di natura legale: le zuffe giudiziarie relative ai marchi di fabbrica sono infatti all’ordine del giorno, specie nell’industria del software. La stessa Microsoft ha sempre difeso con forza i propri marchi: tra i casi più recenti si ricordano quelli di Lindows , MikeRoweSoft.com e WindowsXP.nu . Dunque non stupisce che, secondo alcune fonti, il gigante di Redmond stia già rischiando una citazione da parte di Vista , una piccola società statunitense specializzata in software e servizi per le aziende che, tra l’altro, possiede il relativo dominio vista.com . Se Vista decidesse di fare causa a Microsoft, le motivazioni sarebbero simili a quelle che, pochi mesi fa, hanno spinto TigerDirect.com a denunciare Apple per l’uso del nome “Tiger” (causa recentemente vinta da quest’ultima ).

Stando a quanto dichiarato da alcuni suoi portavoce, il big di Redmond non ha alcun piano sull’uso del nome Vista in associazione con la versione server di Longhorn: questa, attesa per il 2007, conserverà probabilmente lo stesso schema di denominazione adottato da Microsoft con Windows Server 2003.

Negli scorsi giorni Microsoft ha anche confermato che la prima beta di Windows Vista verrà rilasciata il 3 agosto: conterrà solo una parte delle funzionalità che entreranno a far parte della versione finale, tra cui le cartelle virtuali e il motore di ricerca desktop. Mancherà invece di una porzione sostanziale della tecnologia Avalon, alla base dell’interfaccia grafica, e del file-system WinFS, che come preannunciato lo scorso anno verrà rilasciato da Microsoft solo in un secondo tempo sotto forma di update (forse incluso in un service pack).

Tra le altre novità, Longhorn integrerà un più ampio supporto ai notebook, un maggior numero di strumenti per la creazione e la gestione di reti domestiche, il supporto ai feed RSS , strumenti con cui i genitori potranno controllare l’accesso dei propri figli ai contenuti del PC e di Internet, finestre trasparenti, cartelle aggiornate dinamicamente in base a filtri di ricerca impostati dall’utente, icone in grado di visualizzare un’anteprima del contenuto di un file, un nuovo sistema centralizzato per il logging degli eventi di sistema e una più estesa e sofisticata tecnologia di digital rights management (DRM).

Microsoft conta di fornire ulteriori dettagli sulle tecnologie che verranno integrate in Windows Vista a metà settembre, in occasione della Professional Developer’s Conference di Los Angeles.

Su Longhorn si veda anche: Performance, Longhorn vs. XP , Niente Palladium in Longhorn e Longhorn, si avvicina la beta .

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  • qLuhkFANMCz tZQj scrive:
    XJlWEqvdaVFh
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  • Anonimo scrive:
    Etica contro etica
    cito dall'articolo:"Per dirla in soldoni: le licenze CC rispondono alle tue esigenze? Usale. Il fatto che una persona facente parte dell'associazione che ha scritto tali licenze - donandole alla collettività - agisca in modo non conforme ai miei dettami etici nulla toglie al fatto che proprio tali licenze possano risultare uno strumento utile per il raggiungimento dei miei obbiettivi e per il soddisfacimento dei miei dettami etici."Come dire: se la tua etica ti porta a salvare vite umane con frequanti lavaggi al sapone, che ti importa se quel sapone e' fatto con gli esseri umani?Concetto macchiavellico, adatto (forse) a fini commerciali, ma non etici.L'etica ti porta a risalire alla natura delle cose o degli eventi, e non puoi bendarti gli occhi su cio' che ha generato quel bene che torna utile alla tua etica.Come dire (per stare su argomenti freschi di memoria): ammazziamo embrioni umani per salvare altre vite. marco
    • Anonimo scrive:
      5 --
    • Anonimo scrive:
      Re: Etica contro etica
      - Scritto da: Anonimo
      Come dire (per stare su argomenti freschi di
      memoria): ammazziamo embrioni umani per salvare
      altre vite. Ammazzi vite (piante) per leggere i quotidiani, non ci vedo nulla di strano nell'uccidere un grumo di cellule umane che sono tutto tranne che un individuo per salvarne individui umani.
      • Anonimo scrive:
        Re: Etica contro etica
        - Scritto da: Anonimo
        Ammazzi vite (piante) per leggere i quotidiani,
        non ci vedo nulla di strano nell'uccidere un
        grumo di cellule umane che sono tutto tranne che
        un individuo per salvarne individui umani.Tutto passa tutto finisce.
        • Anonimo scrive:
          Re: Etica contro etica
          - Scritto da: Anonimo

          - Scritto da: Anonimo


          Ammazzi vite (piante) per leggere i quotidiani,

          non ci vedo nulla di strano nell'uccidere un

          grumo di cellule umane che sono tutto tranne che

          un individuo per salvarne individui umani.

          Tutto passa tutto finisce.Cioé? Visto che quello che hai detto è una tautologia, come si applicherebbe al discorso embrioni?
          • Anonimo scrive:
            Re: Etica contro etica
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: Anonimo



            - Scritto da: Anonimo




            Ammazzi vite (piante) per leggere i
            quotidiani,


            non ci vedo nulla di strano nell'uccidere un


            grumo di cellule umane che sono tutto tranne
            che


            un individuo per salvarne individui umani.



            Tutto passa tutto finisce.

            Cioé? Visto che quello che hai detto è una
            tautologia, come si applicherebbe al discorso
            embrioni?E' una frase di Eraclito ignorante che non sei altro...
          • Anonimo scrive:
            Re: Etica contro etica
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: Anonimo



            - Scritto da: Anonimo





            - Scritto da: Anonimo






            Ammazzi vite (piante) per leggere i

            quotidiani,



            non ci vedo nulla di strano nell'uccidere un



            grumo di cellule umane che sono tutto tranne

            che



            un individuo per salvarne individui umani.





            Tutto passa tutto finisce.



            Cioé? Visto che quello che hai detto è una

            tautologia, come si applicherebbe al discorso

            embrioni?

            E' una frase di Eraclito ignorante che non sei
            altro...Grazie per i modi gentili, ma non ho ancora capito cosa c'entri con gli embrioni.
  • Anonimo scrive:
    Perchè mai utilizzare le CC?
    a volte mi pongo la domanda in oggettomi chiedo infatti cosa ci guadagna (ad esempio) PI a farsi risucchiare i suoi articoli per il web facendone carne da macello per furbastri e scansafaticheprobabilmente le CC non ridurranno il numero di visitatori giornalieri, ma rappresentano sicuramente imho un poco rispetto e stima del proprio lavoro, oppure semplicemente il frutto di una scelta ingenua
    • Anonimo scrive:
      Re: Perchè mai utilizzare le CC?
      - Scritto da: Anonimo
      a volte mi pongo la domanda in oggetto

      mi chiedo infatti cosa ci guadagna (ad esempio)
      PI a farsi risucchiare i suoi articoli per il web
      facendone carne da macello per furbastri e
      scansafatiche

      probabilmente le CC non ridurranno il numero di
      visitatori giornalieri, ma rappresentano
      sicuramente imho un poco rispetto e stima del
      proprio lavoro, oppure semplicemente il frutto di
      una scelta ingenuaMi sa che l'ingenuo sei te. Con la CC devi lasciare il nome del detentore dei diritti, quindi in questo modo la gente che pubblica gli articoli altrove fa anche pubblicità a Punto Informatico.
      • Anonimo scrive:
        Re: Perchè mai utilizzare le CC?
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Anonimo

        a volte mi pongo la domanda in oggetto



        mi chiedo infatti cosa ci guadagna (ad esempio)

        PI a farsi risucchiare i suoi articoli per il
        web

        facendone carne da macello per furbastri e

        scansafatiche



        probabilmente le CC non ridurranno il numero di

        visitatori giornalieri, ma rappresentano

        sicuramente imho un poco rispetto e stima del

        proprio lavoro, oppure semplicemente il frutto
        di

        una scelta ingenua


        Mi sa che l'ingenuo sei te. Con la CC devi
        lasciare il nome del detentore dei diritti,
        quindi in questo modo la gente che pubblica gli
        articoli altrove fa anche pubblicità a Punto
        Informatico.ho fatto solo l'esempio di PI per dare un'idea, non conosco come gli frutta l'idea ai De Andreis, ma ho visto molte riviste sbranate su blog e web da nerds anonimi che sfruttano le CC+google adsensee poi io a sta storia della pubblicità gratuita con le CC non ci credo, per raggiungere lo stesso scopo ci sono metodi più efficaci che allo stesso tempo proteggono il ©ciao
        • Anonimo scrive:
          Re: Perchè mai utilizzare le CC?
          perchè scusa il copyright non è cmq protetto con le CC? a me pare di si
          • Anonimo scrive:
            Re: Perchè mai utilizzare le CC?
            - Scritto da: Anonimo
            perchè scusa il copyright non è cmq protetto con
            le CC? a me pare di sisolo parzialmente, giacchè chiunque può riempirsi il sito di materiale in CC senza dare preventiva comunicazione all'autore e lucrandoci sopra nei modi più disparatispesso non vengono nemmeno citate nemmeno le fonti o l'autoreio sono per un mondo libero e giusto e non per per un mondo di fessi fanatici e di truffaldini: quello che è mio lo paghi (anche solo indirettamente con la pubblicità) altrimenti ti attacchi al tram
          • Anonimo scrive:
            Re: Perchè mai utilizzare le CC?
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: Anonimo

            perchè scusa il copyright non è cmq protetto con

            le CC? a me pare di si

            solo parzialmente, giacchè chiunque può riempirsi
            il sito di materiale in CC senza dare preventiva
            comunicazione all'autore e lucrandoci sopra nei
            modi più disparati
            Ci lucri se si è scelta una licenza CC che permette l'uso per fini commerciali. Se non, non ci lucri.
            spesso non vengono nemmeno citate nemmeno le
            fonti o l'autore
            Questa è una violazione della licenza CC, e potrebbe accadere anche con le opere protette da copyright in modo più "ortodosso"
        • Anonimo scrive:
          Re: Perchè mai utilizzare le CC?
          - Scritto da: Anonimo
          e poi io a sta storia della pubblicità gratuita
          con le CC non ci credo, per raggiungere lo stesso
          scopo ci sono metodi più efficaci che allo stesso
          tempo proteggono il ©E chi se ne frega che non ci credi, la CC protegge il copyright e poi quali sono i metodi più efficaci? C'è una licenza già lì pronta per l'uso, senza bisogno di pagare milioni uno studio legale.Io di siti commerciali che sbranano PI non ne ho visti. Se ci fossero PI può sempre far loro causa. Sui vari blog+adsense che fanno quattro soldi all'anno gli articoli di PI venivano incollati anche prima che ci fosse la CC, ma veniva riportata sempre l'origine. Sarà mica un problema per PI, è tutta pubblicità gratuita e in più possono esporre il logo CC che li fa sembrare ancora più buoni.
          • Anonimo scrive:
            Re: Perchè mai utilizzare le CC?
            - Scritto da: Anonimo

            in più
            possono esporre il logo CC che li fa sembrare
            ancora più buoni.si, e magari un giorno raggiungeranno il regno di allahma che ca22o mi frega se sono buoni o cattivi, io leggo il quotidiono se lo reputo interessante, punto.
          • Anonimo scrive:
            Re: Perchè mai utilizzare le CC?

            ma che ca22o mi frega se sono buoni o cattivi, io
            leggo il quotidiono se lo reputo interessante,
            punto.ah ecco, e' per la gente come te che non conta piu nulla la reputazione nel giornalismo moderno, basta che intrattenga...
  • Anonimo scrive:
    Qualita'
    Deve diventare chiaro che l'editore "prestigioso" non e' una garanzia di qualita'. L'editore "prestigioso" fa le sue politiche commerciali, spesso miopi (mettere a disposizione un pdf per uso personale promuove le vendite del libro, se il libro piace, semplicemente perche' il cartaceo e' piu' comodo da leggere) che solo casualmente si incrociano con la qualita'. Non voglio fare nomi, ma ci sono certe traduzioni di testi classici uscite presso editori di fama che sono fatte evidentemente in fretta e lasciano davvero molto a desiderare, per non dire altro.All'autore le licenze cc fanno molto comodo, sia perche' con gli editori prestigiosi guadagna poco o nulla, sia perche' il suo testo circola di piu'.Come farglielo capire? Le cc sono semplicemente un messaggio. Ma e' importante che questo messaggio sia chiaro e non autoreferenziale. E che gli strumenti offerti siano funzionali.Se un giorno le opere sotto cc saranno tante e tali da far concorrenza agli editori "prestigiosi", questi ultimi dovranno cambiare atteggiamento, per non finire fuori mercato.Se invece ci si perde in polemiche interne e in proclami velleitari, e' ovvio che questo messaggio vada completamente perduto. E anzi gli autori poco consapevoli del problema del copyright (cioe' quasi tutti) si metteranno in testa che una licenza libera e' un marchio di cattiva qualita'. Nel settore accademico, anche in Italia, ci sono esperienze di open publishing. CC.it potrebbe essere un buon catalizzatore, se riuscisse a dare un messaggio chiaro e serio.
    • Anonimo scrive:
      Re: Qualita'
      - Scritto da: Anonimo
      Deve diventare chiaro che l'editore "prestigioso"
      non e' una garanzia di qualita'. Estremamente discutibile. Springer-Verlag, Cambridge Press o Wiley non hanno MAI sbagliato un colpo. Ora, si può semmai discutere se un sistema con standard così alti, che non produce falsi positivi, non abbia il difetto opposto, ossia quello di scartare qualche lavoro veramente valido. Ma è una discussione sul sesso degli angeli, e d'altro canto c'è sempre un'altra mezza dozzina di editori di qualità che probabilmente saranno solo contenti di riuscire a "soffiare" qualche buona occasione eventualmente sfuggita per eccesso di rigore ai mostri sacri dell'editoria scientifica.
      • Anonimo scrive:
        Re: Qualita'

        Estremamente discutibile. Springer-Verlag,
        Cambridge Press o Wiley non hanno MAI sbagliato
        un colpo. Ora, si può semmai discutere se un
        sistema con standard così alti, che non produce
        falsi positivi, non abbia il difetto opposto,
        ossia quello di scartare qualche lavoro veramente
        valido. E questo non lo sapremo mai, perche' il processo di peer review non e' trasparente.Quanto agli standard, in Italia, nel campo delle scienze umane - e parlo per esperienza diretta - per pubblicare con un editore prestigioso si deve o:a) avere molti studenti, obbligarli a comprare il proprio libro e offrire all'editore una garanzia di guadagno (e questo gia' esclude dal gioco della qualita' i professori che rispettano gli studenti);b) oppure essere amici di qualche professore in grado di influenzare l'editore: se poi i libri sono pessimi, poco importa.Ma è una discussione sul sesso degli
        angeli, e d'altro canto c'è sempre un'altra mezza
        dozzina di editori di qualità che probabilmente
        saranno solo contenti di riuscire a "soffiare"
        qualche buona occasione eventualmente sfuggita
        per eccesso di rigore ai mostri sacri
        dell'editoria scientifica.I cosiddetti mostri sacri sono parte di un sistema di monopolio, frutto di un patto scellerato fra pochissimi editori "prestigiosi" che ha portato alla cosiddetta crisi dei prezzi dei periodici e alcuni professori che ottengono in questo modo potere *in virtu' della loro posizione*.Si veda questo articolo, per esempio:http://eprints.rclis.org/archive/00002573/La concorrenza, in questo campo, che sta diventando sempre piu' oligopolistico, e' scarsissima.Fra l'altro, questa privatizzazione del sapere avviene alle spalle degli autori, che nel campo della pubblicazione scientifica guadagnano poco o nulla - quando, addirittura, non pagano per pubblicare. Si usano i fondi di ricerca, in questo caso, cioe' le tasse dei cittadini e degli studenti, che vanno agli editori privati senza che *nessun altro* ci guadagni. Gli autori avrebbero tutto l'interesse a usare le cc. In rete la selezione puo' avvenire ex post, attraverso l'uso, e non con i metodi obsoleti e oligopolistici ereditati dal mondo della stampa.Certo, per fare questo occorre prendere coscienza di come funziona il mondo dell'editoria scientifica. Se si parla di mostri sacri, si fa poca strada.
        • Anonimo scrive:
          Re: Qualita'
          - Scritto da: AnonimoEvidentemente nel campo delle scienze umane le cose stanno diversamente: non per nulla pubblica(va)no perfino Lacan e la Kristeva.
  • Anonimo scrive:
    Adsense e CC
    Mettiamo che io abbia un sito su cui metto articoli scritti con CC non commerciale.Un giorno decido di mettere Adsense, posso farlo? O devo andare a ritroso a chiedere il permesso a tutti gli autori?
    • Anonimo scrive:
      Re: Adsense e CC
      o_Oadsense che problemi dovrebbe avere con CC scusa?
      • Anonimo scrive:
        Re: Adsense e CC
        - Scritto da: Anonimo
        o_O
        adsense che problemi dovrebbe avere con CC scusa?Quindi secondo te, per esempio, sul tuo blog che usa Adsense puoi mettere gli articoli di punto-informatico?
  • Anonimo scrive:
    Bah
    "Per quanto riguarda il terzo punto - che un fantomatico gruppo di "poteri forti" voglia costruire una sorta di archivio di materiale liberamente utilizzabile per i propri loschi fini - confesso di trovarmi spiazzato. Mi sfugge infatti perché mai questi presunti "poteri forti" dovrebbero preoccuparsi di mettere in piedi un progetto come Creative Commons quando hanno a disposizione - e questa volta parliamo di poteri forti reali e non virtuali - strumenti legali, politici ed economici per produrre o comprare (e mi fermo qui per amor di carità) tutto il materiale di cui possono aver bisogno."E' davvero interessante notare come ci si dimentichi che anche nel caso delle corporation vale la banalissima regola imprenditoriale del massimo profitto con il minimo sforzo.Bah...M.
  • Anonimo scrive:
    CV di Andrea Glorioso
    avete provato a leggerlo? mancano le seguenti righeMember of Reggina Supporters Association: it it is an association that collects all the fans of the glorious soccer team Reggina that since several years play in the premier league of Italian soccer championship.Member of the academy that NonSoCheCazzoAltroDire: one a lot important loggia massonica of who is wanted to be given many airs (traslted directly by Google).Member of Google user: every time I navigate on the www (world wide web) I use this nice search engine to find the informations I need.
  • Bruco scrive:
    [semi-OT] ci mancava solo il banner
    di quel ca770 di prodotto che parafrasa pacman con una lavatrice e mi obbliga a sentire quella ca77o di musichetta.ora mi sembra che state esagerando...
    • Bruco scrive:
      Re: [semi-OT] ci mancava solo il banner
      e basta con sta musichetta..............................................
    • Giambo scrive:
      Re: [semi-OT] ci mancava solo il banner
      - Scritto da: Bruco
      di quel ca770 di prodotto che parafrasa pacman
      con una lavatrice e mi obbliga a sentire quella
      ca77o di musichetta.
      ora mi sembra che state esagerando...??? Sara' che uso Adblock con FF, ma io non sento nulla ...
  • Anonimo scrive:
    La fattoria degli animali
    Orwell era un ottimista.
  • Anonimo scrive:
    Che noia!
    Le discussioni sulle licenze non mi appassionano affatto e non per mancanza di interesse.Non condivido l'opinione di chi mi ha preceduto in merito alla scadente qualità dei contenuti sotto CC; il problema è più vasto e riguarda in generale i contenuti disponibili on-line.Ho sempre apprezzato le CC perché nate con i piedi nella realtà giuridico-legislativa di ogni paese, anche se ritengo che non siano sempre necessarie.Per esempio, intervengo nel presente forum in qualità di autore con contenuti che rispecchiano le mie opinioni e che non derivano da altre fonti.Dal momento in cui scrivo è manifesta la mia volontà di renderne pubblici i contenuti anche in assenza di un ritorno materiale certo e predeterminato.Da un punto di vista morale non mi può essere negata la paternità dei contenuti.In qualità di autore la Legge mi attribuisce la facoltà di decidere in che modo tali contenuti possano essere sfruttati, anche in deroga agli interessi della collettività.Io decido di non utilizzare nessuna licenza CC e di rendere utilizzabile il contenuto della presente per finalità non commerciali ovvero estranee al fine di lucro.E' evidente che nel momento in cui ho scelto di pubblicarle nel presente forum ero conscio che l'editore ne avrebbe ricavato un utile dalle numerose inserizioni pubblicitarie, ma tale precisazione dovrebbe prevenirne l'uso solo da parte di altri soggetti commerciali i quali non potranno, come PI, pubblicare i miei strabilianti contenuti.Primo a cogliere tale opportunità in Italia è stato il giornalista milanese Michele Di Pisa che, nel settembre 2003 decise di vendere (? 4,95) una delle proprie riviste con una licenza "free".Non che cambiasse qualcosa: il contenuti erano gratuiti (essendo impossibile attribuire qualsiasi altro significato alla parola free come pure alla corrispondente licenza), si pagava l'inchiostro, la carta, la rilegatura, la distribuzione, l'edicolante, IVA e il lavoro dell'editore.Un modo elegante per dire che i contenuti della rivista fossero già disponibili altrove, spostando l'attenzione degli acquirenti su grandi questioni di principio, anziché sul maggior costo sostenuto per accedere agli stessi.Ovviamente la rivista non veniva distribuita come pdf sul sito internet dello stesso editore e non poteva essere riprodotta integralmente, come disposto dalla normativa vigente.E riprodurre, seppur parzialmente i 47 fogli (pubblicità inclusa al netto della copertina), non sarebbe stato gratis (e neppure free), dunque gli affari erano tutelati.Insomma nulla di nuovo nel panorama aziendale italiano, da sempre proteso al taglio dei costi assunto a strategia generale, ma non unica.Infatti gli editori, che generalmente non stimo incluso De Andreis, provano anche a privarsi di ogni responsabilità derivante dall'attività imprenditoriale, o meglio ad illudere i propri lettori in merito.Inutile a mio avviso cercare nuovi paladini della forma, specie dovendovi sacrificare i contenuti e ogni capacità di critica.
  • Anonimo scrive:
    Re: CC ha effettivamente dei problemi
    - Scritto da: Anonimo
    e' abbastanza ovvio che il nostro autore medio si
    mettera' in testa che le cc sono usate solo da
    personaggi che non sono in grado di accedere
    all'editoria "prestigiosa". In effetti, non mi aspetto di trovare in CC qualcuno che abbia in passato pubblicato con Springer-Verlag, MK, Cambridge, Oxford o Wiley: e neppure con AWL o McGraw-Hill, se è per questo. Se capita, sarà solo l'eccezione che conferma la regola. L'editoria selettiva e la qualità degli editori (e dei relativi referee) hanno i loro sani perché.Per come si presenta, CC appare un circuito di serie C, di secondo piano non solo rispetto all'editoria di prestigio, ma anche a "piccole" case come Andromeda (che vive di print on demand) o Pitagora (che vive di sola Matematica, vivaiddio).
    • iacchi scrive:
      Re: CC ha effettivamente dei problemi

      In effetti, non mi aspetto di trovare in CC
      qualcuno che abbia in passato pubblicato con
      Springer-Verlag, MK, Cambridge, Oxford o Wiley: e
      neppure con AWL o McGraw-Hill, se è per questo.a dire il vero o-reilly (di cui spero non venga messa in discussione l'importanza tra le pubblicazioni in ambito informatico) pubblica sotto FDL, se non sbaglio :s
      • Anonimo scrive:
        Re: CC ha effettivamente dei problemi

        a dire il vero o-reilly (di cui spero non venga
        messa in discussione l'importanza tra le
        pubblicazioni in ambito informatico) pubblica
        sotto FDL, se non sbaglioCosa cambia in sostanza?In genere un libro prima viene scritto e poi venduto, dunque la licenza non interferisce con la qualità dello stesso. Inoltre ciò che segue alla consegna dei testi è in genere estraneo agli stessi autori che delegano dei procuratori.Se nessuno sceglie di pubblicare un dato lavoro allora potremmo ritrovarlo comunque "free".Dal punto di vista dell'editore non ha alcuna importanza l'eventuale adozione di una licenza free, a fronte di un contesto giuridico che, per effetto della gerarchia delle fonti, rende nulla la licenza nella parte che riguarda la riproducibilità dell'opera.Purtroppo finché ci saranno gli ingenui...vedremo i pescecani travestiti da agnellini e pinguini dal becco inoffensivo.Siete liberi di crederci!
        • Anonimo scrive:
          Re: CC ha effettivamente dei problemi
          - Scritto da: Anonimo

          Se nessuno sceglie di pubblicare un dato lavoro
          allora potremmo ritrovarlo comunque "free".Francamente sarei curioso di vedere cosa può contenere un testo di Matematica, Logica o Informatica Teorica rifiutato a rotazione da tutti gli editori, grandi e piccoli (e quindi dai rispettivi comitati scientifici), che finisce in questa specie di anacronistica "stamperia clandestina" delle CC... un noto politico della intramontata e purtroppo inaffondabile "prima Repubblica" amava ripetere che a pensar male si commette peccato, ma di solito ci si azzecca. Già vedo in agguato la piccola strampalata armata Brancaleone dei quadratori di cerchi, dei ridimostratori di Fermat che "la dimostrazione si deve capire, il problema è così semplice...", dei negatori della relatività generale e di quelli che "hanno trovato una dimostrazione che P!=NP"... brrrrr.
          Purtroppo finché ci saranno gli ingenui...
          vedremo i pescecani travestiti da agnellini e
          pinguini dal becco inoffensivo.Invece di preoccuparsi della "licenza", sarebbe più opportuno pensare a cambiare l'attuale regime dell'out-of-print. Non strade alternative, ma modifiche allo status quo. Molti testi di grande pregio ed importanza non verranno mai più ristampati, perché la richiesta è inferiore alle prenotazioni per le gite a Pompei nella notte di Capodanno. Pagine irripetibili di grandissimi Maestri, che hanno fatto la storia delle discipline logiche e matematiche, rimangono lettera morta nei cassetti degli editori, ad autori ormai sepolti da un pezzo. Gli editori sembrano disconoscere ogni possibilità quando le opere non superano la soglia di redditività attesa: cedere i diritti al print-on-demand, vendere le opere non più edite in formato elettronico, con zero spese tipografiche, o al limite renderle di pubblico dominio quando ormai sono passati decenni dalla prima pubblicazione e la probabilità di una ristampa è pari a dieci alla meno ottantuno. Preferiscono aspettare Godot, manuale Cencelli alla mano.A ciò si aggiunga la beffa del liquame poltaceo che invece viene stampato e ristampato in tirature ciclopiche: ce n'é d'avanzo per rivedere un paio di cosette in questo simpatico meccanismo editoriale che premia l'oclocrazia dei romanzetti stagionali e soffoca la diffusione di testi scientifici di primissimo livello, foss'anche per il mero piacere (ormai condiviso da pochissimi bibliofili) di possedere una copia personale di quei saggi e manuali mille volte consultati in biblioteca e citati in tutte le bibliografie settoriali degne di nota.
          • Giambo scrive:
            Re: CC ha effettivamente dei problemi
            - Scritto da: Anonimo
            e di quelli che "hanno trovato una dimostrazione che
            P!=NP"... brrrrr.P!=NP con N!=1, mi pare ovvio :)BTW, io credero' alla dimostrazione P!=NP solo quando colui che l'ha trovata ricevera' il Nobel :)
          • Anonimo scrive:
            Re: CC ha effettivamente dei problemi
            - Scritto da: Giambo

            -Invece di preoccuparsi della "licenza", sarebbe più opportuno pensare a cambiare l'attuale regime dell'out-of-print. Non strade alternative, ma modifiche allo status quo. Molti testi di grande pregio ed importanza non verranno mai più ristampati, perché la richiesta è inferiore alle prenotazioni per le gite a Pompei nella notte di Capodanno. Pagine irripetibili di grandissimi Maestri, che hanno fatto la storia delle discipline logiche e matematiche, rimangono lettera morta nei cassetti degli editori, ad autori ormai sepolti da un pezzo. Gli editori sembrano disconoscere ogni possibilità quando le opere non superano la soglia di redditività attesa: cedere i diritti al print-on-demand, vendere le opere non più edite in formato elettronico, con zero spese tipografiche, o al limite renderle di pubblico dominio quando ormai sono passati decenni dalla prima pubblicazione e la probabilità di una ristampa è pari a dieci alla meno ottantuno. Preferiscono aspettare Godot, manuale Cencelli alla mano.www.scarichiamoli.org
          • francescor82 scrive:
            Re: CC ha effettivamente dei problemi

            P!=NP con N!=1, mi pare ovvio :)E sbagli, per N!=1 ma P=0 vale comunque l'uguaglianza. (rotfl)
            BTW, io credero' alla dimostrazione P!=NP solo
            quando colui che l'ha trovata ricevera' il Nobel
            :)In cosa? Non mi sembra che il problema (o la sua risoluzione) rientri in nessuna delle categorie (Fisica, chimica, medicina, letteratura, pace ed economia).
          • Giambo scrive:
            Re: CC ha effettivamente dei problemi
            - Scritto da: francescor82

            P!=NP con N!=1, mi pare ovvio :)

            E sbagli, per N!=1 ma P=0 vale comunque
            l'uguaglianza. (rotfl)Urka, dovro' dividere il mio Nobel :@ ...

            BTW, io credero' alla dimostrazione P!=NP solo

            quando colui che l'ha trovata ricevera' il Nobel

            :)

            In cosa? Non mi sembra che il problema (o la sua
            risoluzione) rientri in nessuna delle categorie
            (Fisica, chimica, medicina, letteratura, pace ed
            economia).D'oh, hai proprio ragione, il Nobel per la matematica non esiste :( ...
          • Anonimo scrive:
            Re: CC ha effettivamente dei problemi
            - Scritto da: Giambo

            BTW, io credero' alla dimostrazione P!=NP solo
            quando colui che l'ha trovata ricevera' il NobelNon ne avrai bisogno: le probabilità che NP sia incluso in o coincida con P sono le più alte in assoluto. Dunque è plausibilmente vero il contrario di P!=NP, considerando anche le possibili conseguenze. Chi troverà la dimostrazione avrà sicuramente un premio Turing, e, se ha meno di 40 anni, una medaglia Fields. Se ha passato i 40, può sperare nel premio Wolf. Alfred Nobel era un chimico applicativo, uomo di laboratorio e titolare di numerosi brevetti pratici, dunque gl'importava una bella sega delle scienze formali. Questo è il motivo principale per cui non esiste un Nobel per la matematica o la logica... naturalmente le chiacchiere su Mittag-Leffler che avrebbe messo le corna a Nobel sono leggende urbane irrilevanti.
          • Anonimo scrive:
            Re: CC ha effettivamente dei problemi
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: Giambo



            BTW, io credero' alla dimostrazione P!=NP solo

            quando colui che l'ha trovata ricevera' il Nobel

            Non ne avrai bisogno: le probabilità che NP sia
            incluso in o coincida con P sono le più alte in
            assoluto. In base a cosa? L'opinione attualmente più diffusa è proprio quella della non inclusione di NP in P, e dato che è vero il viceversa, il fatto che tra P != NP. Che poi, in ogni caso, queste sono solo congetture, e quindi non capisco come si possa parlare di verità probabile. O lo dimostri o non lo dimostri (e rimane una congettura).
            Dunque è plausibilmente vero il
            contrario di P!=NP, considerando anche le
            possibili conseguenze. Direi che le conseguenze (a partire da quelli sulla crittografia) di P = NP facciano propendere per P != NP.
          • Anonimo scrive:
            Re: CC ha effettivamente dei problemi
            - Scritto da: Anonimo
            Che poi, in ogni caso, queste
            sono solo congetture, e quindi non capisco come
            si possa parlare di verità probabile.Sai, a volte anche i matematici fanno supposizioni. Soprattutto quando centinaia di pubblicazioni hanno già costruito castelli di dimostrazioni interessantissime assumendo l'ipotesi P=NP o quella opposta. E' successo con tutti i grandi problemi aperti, e succede anche con questo. Sull'UTF quasi tutti erano convinti che fosse vero, ben prima che venisse dimostrato. Si chiama intuito matematico: è il più potente dei metodi costruttivi, non si insegna e non si impara, ma è una condizione necessaria per fare matematica (nuova). Personaggi come Ramanujan avevano praticamente solo quello, e pur mostrando una straordinaria incapacità algebrica hanno raggiunto risultati epocali. Tra l'altro, per quanto ne sappiamo oggi, il problema potrebbe anche essere indecidibile. Magari la vera sorpresa sarà una dimostrazione con questo esito. Che sia questo o no il caso, è comunque bene essere mentalmente attrezzati ad esplorare ambedue le catene consequenziali che possono derivarne. Di solito ambedue i rami, come ribadisce il grandissimo Chaitin, portano nuova e fruttuosa matematica. Esempio banale, l'inclusione o meno dello zero nei naturali.
            Direi che le conseguenze (a partire da quelli
            sulla crittografia) di P = NP facciano propendere
            per P != NP.Le conseguenze vanno molto oltre e arrivano fino alla teoria algebrica dei numeri. In ogni caso, dimostrare che ogni problema NP ammette anche (almeno) una soluzione P non implica in alcun modo:a) che tale soluzione sia semplice a trovarsi: la complessità rimane quella che è oggi, se la dimostrazione sarà quello che lecitamente ci attendiamo (trovare una soluzione polinomiale ad un problema NP e poi inferire la generalizzazione col teorema di Cook-Levin). b) a fortiori, che esista un metodo (ad esempio una hamiltoniana arbitrariamente complessa) per passare "automaticamente" dalla soluzione NP a quella P sottesa.Dunque i crittologi (che a mio avviso dovrebbero preoccuparsi solo ed unicamente del quantum computing e per il radicale ed innovativo cambio di paradigma che ci si attende da loro) possono dormire sonni tranquilli, non sarà certo il tizio che trova una soluzione polinomiale per TSP che toglierà loro il lavoro, in questo mondo di paranoici e mercanti.
          • Giambo scrive:
            Re: CC ha effettivamente dei problemi
            - Scritto da: Anonimo
            Non ne avrai bisogno: le probabilità che NP sia
            incluso in o coincida con P sono le più alte in
            assoluto.Questo non vuol dire nulla, i matematici voglio una prova concreta. Anche se l'ipotesi di Riemann e' stata testata per milioni di valori, resta ancora una ipotesi :)
          • Anonimo scrive:
            Re: CC ha effettivamente dei problemi
            - Scritto da: Giambo

            Questo non vuol dire nullaQuesto vuol dire semplicemente che, se vuoi scommettere su "cosa" dirà la dimostrazione, fai meglio a scommettere sull'opzione P=NP.
          • Giambo scrive:
            Re: CC ha effettivamente dei problemi
            - Scritto da: Anonimo

            Questo non vuol dire nulla

            Questo vuol dire semplicemente che, se vuoi
            scommettere su "cosa" dirà la dimostrazione, fai
            meglio a scommettere sull'opzione P=NP. :| !! Scommetti te, che io faro' il contrario :) ..
      • Anonimo scrive:
        Re: CC ha effettivamente dei problemi
        - Scritto da: iacchi

        In effetti, non mi aspetto di trovare in CC

        qualcuno che abbia in passato pubblicato con

        Springer-Verlag, MK, Cambridge, Oxford o Wiley:
        e

        neppure con AWL o McGraw-Hill, se è per questo.

        a dire il vero o-reilly (di cui spero non venga
        messa in discussione l'importanza tra le
        pubblicazioni in ambito informatico) pubblica
        sotto FDL, se non sbaglio :sNon è proprio così, sono alcuni autori che pubblicano sotto FDL su internet e lei quando li scopre se apprezza e trova interessante il testo ne fa un libro.Sono stato alle conferenze della O'Reilly dove spiegano la loro attività. Loro non si considerano degli editori, ma un'azienda che capta le novità su internet per diffonderle maggiormente sotto forma di libri.
  • Anonimo scrive:
    Esercito USA
    l'esercito usa e' quello che spende piu soldi in ricerca e finnanziamenti tecnologici (sia software che hardware)l'utilizzo di software open source e in questo caso CCfa in modo che una sola azienda (micosoft) possa decidere che programmi e che hardware deve essere usato dall'esercito.facciamo un esempio:un file system stabile e sicuro fa comodo a tutti dal militare dove cataloga le armi nucleari al ragazzino che ci mette l'mp3, lo sviluppo non impedisce fini civili (reiserfs)stessa cosa per linux, mysql, maxima......Rimane il fatto che l'esercito e' controllato da degli incapaci (Geoge Bush jr e senior) che vohliono fare guerre a tutti i costi.La ricerca privata in america e' molto bassa, i fondi provengono dai militari che investono su aziende private e risulta un
    3% del pil e poi sono il paese che spende di piu nella difesa (di cosa dato che contro i reali nemici non e' in grado di intervenire perche non e' tecnologicamte all'altezza o perche le sue tencnologie sono sproporzionate) comunque CC resta una bella idea ma resto piu fedele alla GPL, sperando in una versione 3 che preveda i brevetti software (la dove esistono) e la concessione di tali brevetti
    • Anonimo scrive:
      Re: Esercito USA
      Poveraccio!Si parla dell'esercito e a lui non viene in mente niente altro che il suo male quotidiano, la Microsoft, contrapposto alla dea GPL, fonte d'ogni meraviglia.I mali del mondo sono molti e certamente in fondo alla classifica si arriva pure alla Microsoft e a chi, forte della propria presunzione, ma anche della possibilità di circuire molti inabili alla vita sociale, ha ritenuto di poter scriver una licenza buona per tutti i paesi del mondo.Saluti libero schiavo!
    • Anonimo scrive:
      Re: Esercito USA
      E' sempre istruttivo sentir parlare degli USA da qualcuno che non li conosce, non li capisce, non ne sa una beata fava ma vuole lo stesso dirne male per partito preso, come da lavaggio del cervello impartito dal PolitBuro sotto licenza GPL. Questi guaiti pavloviani spiegano molte cose sul miserando stato dell'Italia.
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