In questi giorni non si fa altro che parlare di come il prossimo autunno sarà più caldo in Italia rispetto agli anni passati. Il problema non è solo circoscritto nel nostro Bel Paese, ma in tutto il mondo. Il tema del cambiamento climatico è particolarmente sensibile in questo periodo in quanto non riguarda solo il cambio di temperatura, ma anche l’aumento e la variabilità degli eventi meteorologi. Gli scienziati pensano che le megatempeste potrebbero cambiare le stagioni delle piogge tropicali.
“Il riscaldamento globale sta riorganizzando la circolazione atmosferica e l’idroclima, e le precipitazioni tropicali rappresentano una manifestazione chiave di questa risposta“, hanno spiegato i ricercatori di uno studio pubblicato su Nature Geoscience. “Tuttavia, non è ancora chiaro come questi cambiamenti su larga scala si traducano nel ciclo stagionale delle precipitazioni tropicali“.
Gli esperti hanno affermato: “Abbiamo scoperto che i sistemi convettivi a mesoscala dominerebbero i futuri cambiamenti sia nell’ampiezza che nella fase del ciclo stagionale delle precipitazioni tropicali“. Questo è frutto dell’utilizzo di simulazioni globali decennali con un modello del sistema Terra ad alta risoluzione abbinato a un framework di modellazione multiscala per quantificare il ruolo dei sistemi convettivi a mesoscala nella futura stagionalità delle precipitazioni.
Il ruolo delle megatempeste nelle stagioni delle piogge tropicali
Nei prossimi anni potremmo assistere a un cambiamento sostanziale nelle stagioni delle piogge tropicali a causa delle megatempeste. Nello specifico, lo studio prevede che le tempeste si formeranno da 10 a 15 giorni dopo rispetto alla normalità diventando così dal 38 al 45% più intense. La speranza è che l’adozione di fonti rinnovabili per la produzione di energia in sostituzione dei combustibili fossili evitino questo scenario.
Nondimeno, bisogna ricordare che eventi atmosferici con forza elevata hanno già colpito negli scorsi anni. “L’alluvione del Sahel del 2020, causata dalla sismica a mesoscala (MCS), ha colpito più di 2 milioni di persone, distrutto quasi 200.000 case e causato 417 morti in 18 paesi” è solo uno dei tanti esempi disponibili negli archivi climatici a nostra disposizione.