Megaupload, estradizione per Kim Dotcom

Il giudice neozelandese ha stabilito che il fondatore di Megaupload e colleghi potranno essere giudicati negli States. Ma l'aereo per sorvolare l'Oceano è ancora lontano
Il giudice neozelandese ha stabilito che il fondatore di Megaupload e colleghi potranno essere giudicati negli States. Ma l'aereo per sorvolare l'Oceano è ancora lontano

Kim Dotcom e sodali si possono estradare: la giustizia neozelandese, nelle vesti del giudice Nevin Dawson, ha stabilito che il fondatore di Megaupload, insieme ai collaboratori Mathias Ortmann, Finn Batato e Bram van der Kolk, potranno essere condotti negli USA, per rispondere di fronte a un tribunale locale delle accuse mosse dal Dipartimento di Giustizia.

Il giudice neozelandese, dopo 10 settimane di udienze e di argomentazioni delle parti, non ha emesso alcun giudizio riguardo alla responsabilità di Dotcom e degli altri fondatori del servizio in merito alle accuse di associazione a delinquere finalizzata alla gestione di un’attività illegale, riciclaggio di denaro e violazione di proprietà intellettuale, formulate dagli USA dopo lo storico raid di inizio 2012: si è limitato a soppesare i termini delle leggi locali e le prove presentate dalle parti e ha decretato che sarà la giustizia statunitense a decidere.

Dotcom, dall’ opulenza razionata della propria abitazione, prima della decisione ribadiva in un’intervista la propria convinzione rispetto al fatto che le accuse di violazione del copyright, che non sono però le sole a pendere sul suo capo, non meritassero l’estradizione.

Alla decisione del giudice ha reagito con ottimismo : ricorrerà in appello contro la sentenza del giudice Dawson, come ha confermato il suo avvocato Ira Rothken, e in ogni caso la decisione finale riguardo all’estradizione spetta al ministro della giustizia neozelandese. Dotcom, a cui è stato confermato il regime di libertà vigilata insieme ad Ortmann, Batato e van der Kolk nonostante il giudice abbia rilevato l’alto rischio che si rendano irreperibili, si è già dimostrato un gran temporeggiatore: il confronto nei tribunali neozelandesi è stato rimandato per mesi e mesi e la decisione finale sull’estradizione, di ricorso in ricorso, potrebbe dover attendere oltre un anno.

Gaia Bottà

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23 12 2015
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