Microsoft dice addio a Groove Music

A dicembre Microsoft chiuderà i battenti al suo servizio di streaming musicale e nel frattempo migra gli utenti interessati su Spotify. Termina così l'avventura di Redmond nel business della musica, iniziata nel 2006 con lo sfortunato Zune
A dicembre Microsoft chiuderà i battenti al suo servizio di streaming musicale e nel frattempo migra gli utenti interessati su Spotify. Termina così l'avventura di Redmond nel business della musica, iniziata nel 2006 con lo sfortunato Zune

Groove Music è in procinto di essere dismesso . Il servizio di streaming musicale lanciato da Microsoft un paio di anni fa (come rebranding del già noto Xbox Music) verrà smantellato il 31 dicembre , sospendendo le sottoscrizioni e bloccando il servizio Groove Music Pass utilizzato dagli utenti per fruire di musica on demand. Gli utilizzatori del servizio saranno accompagnati in una migrazione verso Spotify ed eventuali abbonamenti con scadenza successiva alla data di dismissione verranno rimborsati per quanto concerne la quota corrispondente al periodo che non potrà essere fruito . Microsoft accrediterà l’importo sulla carta di pagamento usata al momento dell’acquisto e laddove non sarà possibile (carte di credito scadute, ad esempio) corrisponderà un buono spendibile nel suo store del 120 per cento rispetto alla quota dovuta.

Groove

La scelta di Microsoft è giustificata dalla volontà di offrire un servizio di maggior qualità ai suoi utenti : “siamo felici di annunciare che stiamo ampliando la nostra partnership con Spotify per portare ai nostri clienti Groove Music Pass il miglior servizio di streaming musicale al mondo. A partire da questa settimana, i clienti Groove Music Pass possono facilmente spostare tutte le loro playlist e collezioni direttamente su Spotify beneficiando di una prova gratuita di Spotify Premium per 60 giorni”. Ma le vere intenzioni dell’azienda sembrano altre e rivolte a un disinvestimento nel mercato musicale . “Continueremo a investire e migliorare l’app Groove Music su tutti i dispositivi Windows per supportare l’ascolto e l’organizzazione della musica posseduta, ma dopo il 31 dicembre 2017, l’app non offrirà più le opzioni di streaming, acquisto e download di musica” – chiarisce Microsoft. Chi ha archiviato musica su One Drive potrà continuare a farlo a prescindere che vi acceda da iOS o da Android.

Il vero beneficiario di questa mossa è chiaramente Spotify . Il servizio che vanta un archivio di oltre 30 milioni di brani potrà da oggi accrescere ancor più la sua base di utenti (che superano i 50 milioni di paganti ; 140 milioni considerando anche gli utilizzatori della versione gratuita) e conseguentemente i guadagni che seppur superino ampiamente i 3 miliardi di dollari, hanno registrato nell’ultimo anno una perdita di 600 milioni di dollari.

Per Microsoft la scelta di Spotify sembra essere stata quasi d’obbligo . Spotify oltre ad essere la piattaforma più “ricca” per l’utente finale, è anche la prima a garantire la piena compatibilità con Windows Phone ed Xbox One . In tal senso, sarà facile per gli utilizzatori di Groove su piattaforme Microsoft effettuare la migrazione, che sarà gestita con facili azioni “automatizzate” già proposte all’utente e rese ancora più evidenti con un aggiornamento all’app di Groove attesa per il 9 ottobre.

L’avventura di Microsoft nel mondo della musica non è mai stata particolarmente fortunata, fin da quando nel 2006, pensando di poter competere con Apple, lanciò Zune , una linea di lettori MP3 che avrebbero dovuto dare filo da torcere all’iPod e che invece sparirono dal mercato dopo un decennio di patimenti. Nel 2012 Microsoft acquisì il servizio Zune Music (precursore di Xbox Music e Groove poi), ma anche in questo caso siamo testimoni del suo fallimento. D’altronde la scelta rispecchia la volontà di Redmond di sterzare verso prodotti e servizi orientati al business , settore dove storicamente l’azienda ha sempre avuto un certo piglio.

Mirko Zago

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04 10 2017
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