Microsoft ha deciso di fare decluttering. Dopo aver mandato in pensione Microsoft Lens, il colosso di Redmond ha preso di mira le Raccolte di Edge. La funzione esiste dal 2020, e permette di salvare link, screenshot e pensieri sparsi senza finire nel caos cosmico delle mille schede aperte.
Windows Report ha intercettato il messaggio d’addio rivolto agli utenti della versione Edge Dev. Al momento non è più possibile aggiungere nulla e Microsoft consiglia di esportare i propri contenuti o spostarli nei Preferiti prima che sia troppo tardi. Insomma, un preavviso di sfratto in piena regola.
Le Raccolte di Edge stanno per sparire: cosa fare con i propri dati
Per chi ha passato anni a costruire Raccolte dettagliate per progetti, viaggi o ricerche universitarie, Microsoft offre due vie d’uscita, entrambe con qualche compromesso da accettare.
La prima opzione è spostare tutto nei Preferiti. Edge creerà automaticamente una cartella chiamata “CollectionsExport” e ci butterà dentro i link delle pagine web. Fin qui tutto bene, se non fosse che immagini e note personali vengono gettate nel tritacarne dell’oblio. Spariscono. Addio screenshot di quella ricetta perfetta, ciao ciao appunti presi al volo durante le ricerche. Rimangono solo gli URL nudi e crudi.
L’alternativa è esportare tutto in formato CSV, un file che si potrà scaricare sul computer e conservare come cimelio del passato. I dati però sono offline, quindi chi spera di continuare a usarli in modo dinamico e sincronizzato può mettersi l’anima in pace, non sarà possibile.
Le Raccolte: una funzione amata, ma forse non abbastanza
Quando Microsoft lanciò le Raccolte nel 2020, l’idea era semplice, un pannello laterale dove raccogliere tutto ciò che serve per un progetto specifico. Si pianificava un viaggio in Islanda? Ecco, una Raccolta con voli, hotel, articoli sui geyser e foto dei puffin. Si doveva scrivere una tesi sulla filosofia del tardo Ottocento? Voilà, una Raccolta dedicata con documenti, citazioni e appunti sparsi.
L’aspetto interessante era la sincronizzazione automatica tra computer e smartphone tramite l’account Microsoft. Tutto quello che si salvava sul portatile appariva poi sul telefono, come per magia. Un piccolo ecosistema personale che funzionava senza troppi fronzoli.
Un addio non ancora ufficializzato
C’è un dettaglio non trascurabile, Microsoft non ha ancora ufficializzato nulla. L’avviso compare solo su alcune versioni Edge Dev, la documentazione tecnica resta immacolata come se niente fosse, e non tutti gli utenti riescono a vedere il messaggio di fine corsa.
Eppure l’indiscrezione appare tutt’altro che campata per aria. Windows Central aveva già segnalato mesi fa che le Raccolte erano sulla lista nera di Redmond, e quest’ultimo avviso sembra confermare che la scure è davvero in arrivo.
E adesso che si fa?
La domanda sorge spontanea: qual è l’alternativa? Microsoft non sembra aver preparato un piano B degno di questo nome. OneNote potrebbe fare al caso di alcuni, ma non è esattamente la stessa cosa. Le estensioni di terze parti esistono, ma costringono gli utenti a ricominciare da zero con un nuovo strumento.
Per chi ha investito il proprio tempo nelle Raccolte, questa mossa suona come un tradimento bell’e buono. Anni di contenuti organizzati rischiano di finire sparpagliati tra cartelle dei Preferiti e file CSV dimenticati in qualche angolo dell’hard disk.
Per chi usa le Raccolte intensamente, il consiglio è uno solo: esportare tutto adesso, prima che l’annuncio ufficiale arrivi. Microsoft più volte ha messo al bando funzioni senza fare troppe cerimonie. Meglio non farsi cogliere impreparati.