Microsoft, Novell e il Linux brevettato

di A. Del Rosso - Lo storico accordo tra i due big del software ha avvicinato come non mai la società di Gates al mondo open source. Una parte del quale teme che l'intesa sia foriera di sciagure. L'intervista di PI a Boccadamo (MS Italia)
di A. Del Rosso - Lo storico accordo tra i due big del software ha avvicinato come non mai la società di Gates al mondo open source. Una parte del quale teme che l'intesa sia foriera di sciagure. L'intervista di PI a Boccadamo (MS Italia)

Sul finire della scorsa settimana Microsoft e Novell hanno firmato un importante accordo che, come primo obiettivo, ha quello di migliorare l’interoperabilità tra Windows e la piattaforma Linux di Novell e fornire protezioni legali a utenti e sviluppatori.

L’accordo, come ha spiegato l’amministratore delegato di Microsoft Italia , Marco Comastri, ha tre aspetti : uno tecnico, relativo all’ottimizzazione dei software esistenti e allo sviluppo congiunto di nuove soluzioni e tecnologie; uno commerciale, che vedrà le due aziende impegnate nel marketing dei prodotti partoriti in seno all’alleanza; ed uno “brevettuale”, che permetterà l’uso di tecnologie di una partner nei prodotti dell’altra e garantirà a clienti e sviluppatori la protezione da cause legali relative alla violazione di brevetti. In particolare, la protezione coprirà tutti gli utenti di Open/SUSE Linux, sia desktop che server, e agli sviluppatori impegnati in progetti open source sponsorizzati da Novell.

Secondo Comastri, questa è la prima volta che un’azienda del settore open source accetta di pagare delle royalty per delle tecnologie brevettate. “Noi abbiamo un grande rispetto per la comunità open source, però pensiamo anche che questo mondo debba coesistere con la salvaguardia del diritto alla proprietà intellettuale, che per noi rimane un fattore decisivo per la spinta verso l’innovazione”, ha dichiarato Comastri a IlSole24Ore.com .

Molti membri della comunità open source temono che Microsoft stia provando a fare ciò che non è riuscito a SCO Group , ovvero far leva sui propri brevetti per tenere sotto scacco la comunità open source e pretendere royalty da tutti i distributori e utenti di Linux. Il big di Redmond nega tuttavia questa intenzione, affermando di voler far rispettare le sue proprietà intellettuali senza danneggiare i clienti e, soprattutto, senza la minaccia di guerre legali .

Altri hanno interpretato la partnership come il tentativo di Microsoft di iniettare i propri brevetti nel mondo open source , un mondo dove in genere le proprietà intellettuali vengono invece condivise tra tutta la comunità. Per questo motivo Novell è stata tacciata da alcuni supporter di Linux di “aver venduto l’anima al diavolo” in cambio di vantaggi che, in futuro, le si potrebbero persino ritorcere contro.

Chi ha più da perdere dall’alleanza tra Microsoft e Novell è Red Hat , che ha però minimizzato la portata dell’accordo pubblicando questa FAQ : qui l’azienda ha garantito che “non si comprometterà mai” con Microsoft, e ha ricordato che i propri clienti possono già godere di copertura legale per eventuali cause legate ai brevetti.

Per fare maggiore chiarezza sull’accordo tra Microsoft e Novell, Punto Informatico ha intervistato Pier Paolo Boccadamo , responsabile marketing della piattaforma Windows di Microsoft Italia. Punto Informatico: Quali benefici finanziari vi attendete dall’accordo con Novell?
Pier Paolo Boccadamo: Non abbiamo stilato alcun piano finanziario per il breve-medio periodo. L’accordo con Novell è soprattutto strategico, e ci consentirà di fidelizzare ulteriormente quei clienti che intendono adottare ambienti IT misti Windows/Linux.

PI: In che modo?
PPB: Aiutando i nostri clienti a tagliare i tempi di deployment di soluzioni ibride, e agevolandoli nella scelta della piattaforma di virtualizazione più adeguata alle loro esigenze. Ne trarremo anche vantaggi economici.

Pier Paolo Boccadamo, responsabile marketing della piattaforma Windows di Microsoft Italia PI: Microsoft otterrà delle royalty per ogni copia di SUSE Linux venduta. C’è chi afferma che questo viola la GPL, una licenza che ripudia le royalty in quanto attestazione di proprietà.
PPB: Tra Novell e Microsoft vi sarà uno scambio di royalty, ma questo nel pieno rispetto della licenza GPL che governa Linux. Novell ha accettato di pagare delle royalty ogni volta che includerà brevetti Microsoft nei propri software e, in modo reciproco, Microsoft pagherà royalty a Novell quando utilizzerà brevetti di quest’ultima.

PI: Detta così sembra cosa di tutti i giorni..
PPB: Quello con Novell non è stato un accordo facile da strutturare, e questo proprio per la diversa natura dei nostri modelli commerciali. Ci siamo tuttavia avvalsi della consulenza di alcuni fra i massimi esperti del settore per evitare qualsiasi violazione delle licenze open source.
Vorrei anche precisare, visto che questo punto è stato da molti ignorato o male interpretato, che quello con Novell non è un accordo di cross-licensing. Le due società non si sono scambiate brevetti, bensì l’impegno a non perseguire legalmente i propri clienti.

PI: C’è chi vede l’accordo con Novell come un modo per tentare di dividere, o quanto meno destabilizzare, la comunità open source. Che ne pensa?
PPB: Le assicuro che Microsoft non ha alcuna intenzione di dividere la comunità open source. Il nostro obiettivo non è divide et impera , ma rispondere alle esigenze dei nostri clienti, che ci chiedono a gran voce una migliore interoperabilità tra Windows e Linux. È dal 2003 che Microsoft sta tentando di aprire un dialogo con il mondo open source, e lo ha fatto collaborando con leader di questo settore come JBoss, XenSource, Zend ed ora Novell. PI: Microsoft ha precisato che le protezioni legali concordate con Novell hanno validità solo per gli utenti di SUSE Linux. Tuttavia si è detta aperta a stipulare accordi analoghi anche con altri distributori di software open source. L’impressione di molti è che Microsoft stia percorrendo la stessa strada di SCO Group, tentando riuscire là dove questa ha fino ad oggi fallito
PPB: Confermo che l’accordo tra Microsoft e Novell non è esclusivo, ma aperto a tutte le aziende del panorama open source interessate a collaborare con noi e a rispettare le proprietà intellettuali. Le nostre strategie non sono però assimilabili a quelle di SCO. Microsoft non intende utilizzare il proprio portafoglio di brevetti per un ritorno economico diretto, ma come strumento per migliorare l’interoperabilià tra piattaforme e per garantire una protezione legale ai clienti che utilizzano sia Windows che Linux. Una delle esigenze del mercato è quella di poter investire in tecnologie open source o commerciali senza il rischio di violare dei brevetti.

PI: L’accordo con Novell rappresenta quindi un modello che intende seguire anche in futuro?
PPB: Le intese con altre aziende del mercato open source, specie se piccole, non devono essere necessariamente strutturate sulla base dell’accordo con Novell.
Quello appena stipulato con Novell non è un accordo tattico, ma un’intesa bilaterale nata grazie agli appassionati sforzi di entrambe le aziende per soddisfare le esigenze dei comuni clienti. La nostra speranza è che i due mondi, quello del software closed e open source, riescano a parlarsi nel modo migliore possibile per accelerare l’innovazione e fornire ai clienti soluzioni più efficaci per ambienti eterogenei.

PI: L’operazione rappresenta un grande riconoscimento per Linux da parte di Microsoft, che sembra finalmente avallarne la qualità in molti ambiti
PPB: Linux e l’open source non hanno certo bisogno del riconoscimento di Microsoft. Come azienda, Microsoft non fa che adeguarsi alle richieste dei propri clienti: ad esempio, migliorare la versione di PHP per Windows o la virtualizzazione di Linux.

a cura di Alessandro Del Rosso

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06 11 2006
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