Microsoft, nuovi tagli in vista

Che siano smottamenti conseguenti alla recente riorganizzazione delle divisioni o scosse di assestamento dopo l'addio dei 18mila, il New York Times ha previsto l'annuncio - UPDATE: La comunicazione di Microsoft per 7800 dipendenti

UPDATE: L’ annuncio di Microsoft non si è fatto attendere: Redmond farà a meno di 7.800 lavoratori, principalmente afferenti al comparto dedicato all’hardware mobile, da cui l’ex-Nokia Stephen Elop è già stato allontanato nelle scorse settimane, e che convergerà insieme al software nella divisione Windows and Devices Group.

Roma – Secondo alcune indiscrezioni riportate dal New York Times Microsoft ha in programma nuovi tagli al suo personale , una mossa che dovrebbe servire a riallineare le sue risorse per concentrarsi meglio sulle tecnologie ed i prodotti che presentino le prospettive migliori.

Microsoft sign outside building 99 di Robert Scoble - CC BY 2.0 Il piano di riorganizzazione interna potrebbe non fermarsi, dunque, ai 18mila licenziamenti già annunciati lo scorso anno, né al riallineamento dei vertici che ha recentemente scosso Redmond.
Il tutto dovrebbe essere ufficializzato a brevissimo, secondo il NYT . Tuttavia un grosso indizio dei licenziamenti sembra potersi intravedere nella comunicazione riservata ai dipendenti inviata dal CEO Nadella alla fine di giugno, nella quale riferiva che nel prossimo futuro si sarebbero dovute fare “scelte difficili” nelle aree in cui “le cose non stanno funzionando”.
Questa indicazione, dando per buona tale supposizione, potrebbe collocare i licenziamenti nell’area della piattaforma Windows Phone, che non riesce a ritagliarsi uno spazio di vita tra Android e iOS, ed in generale al business degli smartphone, che subisce ancora gli effetti dell’acquisizione di Nokia, nonché al settore hardware della compagnia.

A rischiare potrebbe inoltre essere il settore dei servizi online: d’altra parte la settimana scorsa Microsoft ha annunciato un accordo con AOL per la sua piattaforma di display advertising, in base al quale a 1200 dipendenti potrebbe essere chiesto di transitare verso il colosso dei media statunitense.

Claudio Tamburrino

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