MySpace, molestare online è cracking

Si è registrata a MySpace sotto mentite spoglie, ha tormentato una 16enne che poi si è suicidata. Rischia 3 anni di carcere per accesso fraudolento ai server del social network

Roma – Il primo processo per cyberbullismo si è concluso con una condanna: una donna rischia di dover scontare un massimo di tre anni di carcere e di dover corrispondere una multa di 300mila dollari. Si era finta un ragazzino, aveva intessuto uno scambio di messaggi con una giovane vicina di casa. Che si è suicidata.

La vicenda risale al 2006: Lori Drew è una 49enne del Missouri, è vicina di casa della 13enne Megan Maier. Una ragazzina fragile, che prima si è lasciata avvincere dalle parole dolci di un presunto 16enne conosciuto su MySpace, che poi non ha retto alle provocazioni e alle crudeltà del suo interlocutore. Dietro al profilo del giovane di cui subiva le angherie c’era Lori Drew, insieme a due complici. Il caso aveva mobilitato la rete , i netizen erano in cerca di giustizia; i media e i politici avevano imputato la responsabilità alle dinamiche della rete, ai rapporti malsani che si intessono dietro i profili dei social network.

Drew era stata condotta di fronte ad un tribunale locale: il giudice aveva gettato la spugna, aveva ammesso di non avere alcuna base di natura legislativa su cui imperniare l’accusa. Il caso era così stato trasferito presso una corte di Los Angeles: il procuratore federale aveva orchestrato la propria accusa usando come appiglio il Computer Fraud and Abuse Act , una legge anticracking del 1986, e la violazione delle condizioni contrattuali di MySpace. Drew è stata accusata di associazione a delinquere e sarebbe responsabile di essersi registrata con un nome fasullo e quindi di aver guadagnato accesso ai server di MySpace in maniera fraudolenta . La donna rischiava di essere accusata di un reato penale.

La sentenza è stata ora emessa. La colpa della donna sarebbe quella di essersi registrata a MySpace sotto mentite spoglie: il legale della donna ha argomentato spiegando che solo in casi isolati il netizen investe il proprio tempo nel leggere le condizioni di utilizzo dei servizio che tutti regolarmente violano registrandosi con gli pseudonimi più improbabili. La giuria non si è lasciata convincere dai sillogismi della difesa: il reato penale è stato escluso perché le intenzioni della donna non sarebbero state quelle di danneggiare la 13enne, per questo motivo è stata considerata colpevole di illeciti civili . Potrebbero costarle 300mila dollari e tre anni di carcere .

“Quello che insegna questo caso è che il Computer Fraud and Abuse Act è uno strumento importante nell’arsenale federale per combattere i reati commessi per mezzo del computer” spiegano i legali consultati a riguardo. I netizen non mostrano lo stesso entusiasmo nei confronti di una sentenza che trasforma una legge anticracking in una ghigliottina per molestatori, che trasforma una violazione delle condizioni del servizio in un’occasione di commettere un reato: tutti coloro che si rappresentano in rete con uno pseudonimi rischiano il carcere? Un portavoce del procuratore ha temperato però le apprensioni chiarendo che non è intenzione muovere contro coloro che gestiscono un profilo che non corrisponde alla loro identità: “questo è un caso isolato – ha chiarito – e ha condotto a conseguenze tragiche”.

Ma se Drew è stata condannata sulla base di contorsioni legali che potrebbero attentare alla libertà dei netizen, si stanno formalizzando delle leggi create ad hoc per gestire i molestatori che operano al di là di uno schermo: il Missouri, stato in cui si è dipanato il caso di Lori Drew, è stato uno dei primi a muoversi.

Gaia Bottà

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  • Benji Ambaradan scrive:
    Re: Per me Facebook é positivo.
    La tua riflessione però ha un problema di fondo:quasi tutti vogliono apparire, e sentirsi importanti per qualcosa.Ecco perchè diventa sempre più facile dare i propri dati personali a mezzo mondo senza pensarci due volte.Mi è capitato anche su youtube di vedere gente in pose provocanti per farsi pubblicità a se stessa.Insomma, il vero problema come al solito è l'utente, non la tecnologia in sè.
  • pippo liverani scrive:
    Rapetto
    D'accordo con Calamari e Rapetto sulla questione specifica, invece non comprendo la meraviglia di Calamari nel sapere che Rapetto e' sulle stesse posizioni.E' gia' successo, molto spesso in passato.Rapetto, persona intelligente, simpatica e furba si e' espresso piu' volte dalle pagine del (udite udite) Manifesto, sciorinando un invidiabile conoscenza delle tematiche anti-copyright e open source, e dicendo di condividerle.Cerca, cerca Marco negli archivi ci sono molti suoi interessanti interventi in tal senso
    • soulista scrive:
      Re: Rapetto
      - Scritto da: pippo liverani
      Rapetto, persona intelligente, simpatica e furba
      si e' espresso piu' volte dalle pagine del (udite
      udite) Manifesto, sciorinando un invidiabile
      conoscenza delle tematiche anti-copyright e open
      source, e dicendo di
      condividerle.Comunque c'é da fidarsi di uno che una volta suonava negli 883?...
  • francesco cesco scrive:
    Rapetto: Facebook x i complottisti=CIA
    Rapetto giorni fa su Corriere Online: secondo i complottisti uno "scheme" della CIA " ... Secondo i complottisti sarebbe un programma della Cia. Una maschera dietro la quale si cela lInformation Awareness Office (Iao), varato a ridosso dell11 settembre..."Rapetto non conferma, ma nemmeno smentisce...http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/08_novembre_11/magazine_facebook_075505ba-b009-11dd-981c-00144f02aabc.shtml940630
    • Riley scrive:
      Re: Rapetto: Facebook x i complottisti=CIA
      - Scritto da: francesco cesco
      Rapetto giorni fa su Corriere Online: secondo i
      complottisti uno "scheme" della CIA


      " ... Secondo i complottisti sarebbe un programma
      della Cia. Una maschera dietro la quale si cela
      lInformation Awareness Office (Iao), varato a
      ridosso dell11
      settembre..."

      Rapetto non conferma, ma nemmeno smentisce...


      http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/08_nov

      940630Confermo, un mio amico americano dice che l'ha letto nel libro segreto del presidente, ma non si ricorda più a che pagina... 8)
      • Apple Steve scrive:
        Re: Rapetto: Facebook x i complottisti=CIA

        Confermo, un mio amico americano dice che l'ha
        letto nel libro segreto del presidente, ma non si
        ricorda più a che pagina...
        8)per questo il presidente l'ha licenziato! il tuo amico americano...
  • paolo.f scrive:
    il concetto è semplice
    dato che quello che si pubblica li, li rimane, e non è detto che se io voglio cancellare alcune cose dopo tanto tempo possa farlo (verificato, dopo 6 mesi non riesco su un account a eliminare dei dati pubblicati, non sono più miei). premesso questo, il concetto è:non è detto che quello che io pubblico oggi e che non rappresenta un pericolo per me oggi, sia lo stesso tra 3, 4, o 5 anni. se tra 5 anni mi candido per fare il sindaco al paesello ciccio? chi dice che non possa accadere? e se in questi 5 anni pubblico qualcosa che mi può creare problemi per fare il sindaco?
  • blahblaz scrive:
    Schedatura involontaria
    Facebook ha anche un altro problema.Molte persone inseriscono foto di altri, senza chiedere il consenso (sia alla pubblicazione che allo scatto stesso).In questi casi ci si può difendere?E' un fenomeno praticamente impossibile da arginare.
    • blabla scrive:
      Re: Schedatura involontaria
      - Scritto da: blahblaz
      Facebook ha anche un altro problema.
      Molte persone inseriscono foto di altri, senza
      chiedere il consenso (sia alla pubblicazione che
      allo scatto
      stesso).
      In questi casi ci si può difendere?
      E' un fenomeno praticamente impossibile da
      arginare.Questo è un'ottimo argomento su cui approfondire!
    • Funz scrive:
      Re: Schedatura involontaria
      - Scritto da: blahblaz
      Facebook ha anche un altro problema.
      Molte persone inseriscono foto di altri, senza
      chiedere il consenso (sia alla pubblicazione che
      allo scatto
      stesso).
      In questi casi ci si può difendere?Il consenso lo dai già implicitamente quando accetti di farti fotografare, la foto appartiene a qualcun altro e può farne ciò che crede.A meno che non sia stata fatta di nascosto, oppure tu abbia messo in chiaro subito che non la vuoi vedere pubblicata. Direi che è ora di iniziare ad essere chiari su questo punto.
      • tuba scrive:
        Re: Schedatura involontaria
        dovrebbe essere così ma purtroppo NON È così
      • blahblaz scrive:
        Re: Schedatura involontaria
        - Scritto da: Funz

        Facebook ha anche un altro problema.

        Molte persone inseriscono foto di altri, senza

        chiedere il consenso (sia alla pubblicazione che

        allo scatto stesso).

        In questi casi ci si può difendere?
        Il consenso lo dai già implicitamente quando
        accetti di farti fotografare, la foto appartiene
        a qualcun altro e può farne ciò che
        crede.
        A meno che non sia stata fatta di nascosto,
        oppure tu abbia messo in chiaro subito che non la
        vuoi vedere pubblicata. Direi che è ora di
        iniziare ad essere chiari su questo
        punto.Nel mio caso si è sempre verificata almeno una delle due condizioni (o è stata scattata di nascosto o ho specificato che non volevo fosse pubblicata).
      • Hamlet scrive:
        Re: Schedatura involontaria
        - Scritto da: Funz
        - Scritto da: blahblaz

        Facebook ha anche un altro problema.

        Molte persone inseriscono foto di altri, senza

        chiedere il consenso (sia alla pubblicazione che

        allo scatto

        stesso).

        In questi casi ci si può difendere?

        Il consenso lo dai già implicitamente quando
        accetti di farti fotografare, la foto appartiene
        a qualcun altro e può farne ciò che
        crede.
        A meno che non sia stata fatta di nascosto,
        oppure tu abbia messo in chiaro subito che non la
        vuoi vedere pubblicata. Direi che è ora di
        iniziare ad essere chiari su questo
        punto.ma dove sta scritto che le cose stiano così?questa è solo la tua opinione, nessuna legge dice una cosa del generese io vengo fotografato da un amico, non do nessun permesso per una pubblicazione (mentre implicitamente do il permesso a LUI di vederla), nè online, nè offlinele persone, secondo me, hanno il diritto di mettere foto in cui compaiono (SOLO) loro, mentre non hanno il diritto di pubblicare foto in cui compaiono altri; che poi molti vìolino qusta regola, è tutto un altro discorso!Hamlet
        • Funz scrive:
          Re: Schedatura involontaria
          - Scritto da: Hamlet

          Il consenso lo dai già implicitamente quando

          accetti di farti fotografare, la foto appartiene

          a qualcun altro e può farne ciò che

          crede.

          A meno che non sia stata fatta di nascosto,

          oppure tu abbia messo in chiaro subito che non
          la

          vuoi vedere pubblicata. Direi che è ora di

          iniziare ad essere chiari su questo

          punto.

          ma dove sta scritto che le cose stiano così?
          questa è solo la tua opinione, nessuna legge dice
          una cosa del
          genereE' per questo che dico che bisogna iniziare a essere chiari.D'altra parte non credo ci sia bisogno di una legge che regoli in dettaglio cose come questa. Direi che il generico diritto alla privacy e un pò di buonsenso bastano e avanzano.
          se io vengo fotografato da un amico, non do
          nessun permesso per una pubblicazione (mentre
          implicitamente do il permesso a LUI di vederla),
          nè online, nè
          offlineNon è mica detto che il tuo amico la pensi allo stesso modo :)
          le persone, secondo me, hanno il diritto di
          mettere foto in cui compaiono (SOLO) loro, mentre
          non hanno il diritto di pubblicare foto in cui
          compaiono altri; che poi molti vìolino qusta
          regola, è tutto un altro
          discorso!KLa cosa non è chiaram, nè legalmente nè come "senso comune".D'altronde è un terreno completamente nuovo, i social network permettono una distribuzione delle foto personali in modi e misure che fino a ieri erano impensabili.
  • El Castigador scrive:
    Meglio Facebook che Pisanu
    Considero quanto meno improvvido preoccuparsi di Facebook quando il decreto Pisanu sulla data retention continua a essere approvato e riapprovato dai governi d'ogni segno e colore, di anno in anno e nei secoli dei secoli... e probabilmente verrà abbandonato solo per introdurre qualcosa di peggio... magari proprio con la nobile motivazione (= scusa vergognosa) di "proteggerci" dai "mali" di Facebook e company.Preferisco dare i miei dati volontariamente a Facebook, e che qualcuno vigili perché quest'ultimo rispetti i termini della cessione, che avere piantati sulle spalle senza possibilità di scrollarmeli dei vampiri di dati onnipotenti e dotati di marchio statale.
  • Registrati scrive:
    Cassandra Crossing
    Aspettavo con ansia un nuovo articolo di Calamari, che da qualche tempo non vedevo più su questo giornale. Ed invece eccolo qua, finalmente! :)Sacrosanta verità, quella dell'articolo! Presi dalla voglia di proiettarsi nel mondo digitale e dalle mode del momento, la gente non si accorge di mettere a disposizione i propri dati personali con tanto di fotografia. Ah, ho provato ad iscrivermi a Facebook e addirittura viene chiesto un recapito telefonico, con la scusa di disattivare il controllo sulla vericidità dei dati dell'utente. Manca solo il numero di tessera sanitaria e la targa dell'automobile e la raccolta dei dati è completa.
  • XYZ scrive:
    Social "Evil" Network
    "Riassunto: Facebook si appropria completamente dei dati personali di chi si iscrive, anche da un punto di vista commerciale, e chi rinuncia ad essi ed alla propria riservatezza senza curarsene agisce certamente a proprio danno."I Social Network, esistono apposta.Altrimenti come si spiegherebbero i grandi finanziamenti delle multinazionali alla base della loro esponenziale crescita riguardo ai servizi? Myspace è diventato "tale" proprio per questo no?--- Dal canto mio, resto dell'idea che l'unico modo per vivere tranquillamente un social network è farlo mistificando la propria identità. 1.Crearsi un email con false credenziali, collegata a una email secondaria propria. 2. Registrarsi con quella email e con false credenziali.per l'ip? NO PROBLEM: TOR.
    • krane scrive:
      Re: Social "Evil" Network
      - Scritto da: XYZ
      Myspace è diventato "tale" proprio per questo no?
      Dal canto mio, resto dell'idea che l'unico modo
      per vivere tranquillamente un social network è
      farlo mistificando la propria identità.E allora a che serve iscriversi ? Tanto vale restarne fuori e via...
      • marcov scrive:
        Re: Social "Evil" Network
        - Scritto da: krane
        - Scritto da: XYZ

        Myspace è diventato "tale" proprio per questo
        no?


        Dal canto mio, resto dell'idea che l'unico modo

        per vivere tranquillamente un social network è

        farlo mistificando la propria identità.

        E allora a che serve iscriversi ? Tanto vale
        restarne fuori e
        via...Concordo,
        • soulista scrive:
          Re: Social "Evil" Network
          - Scritto da: marcov
          - Scritto da: krane

          - Scritto da: XYZ


          Myspace è diventato "tale" proprio per questo

          no?




          Dal canto mio, resto dell'idea che l'unico
          modo


          per vivere tranquillamente un social network è


          farlo mistificando la propria identità.



          E allora a che serve iscriversi ? Tanto vale

          restarne fuori e

          via...

          Concordo,eh ma vuoi mettere la soddisfazione per aver gabbato lu sistema?
  • claetus scrive:
    il mio dubbio su facebook
    da quanto ho capito la quantità di informazioni pubblicate sul mio conto, dipende in una certa percentuale da quello che pubblico io, e in una percentuale non indifferente da ciò che gli altri pubblicano su di me...informazioni che, anche se non stanno sul mio spazio, linkano direttamente ad esso..l'altra cosa che non mi piace è che sento la nostra cara internet invasa da migliaia di "estranei" (anonimo)
  • Might scrive:
    Ottimo!
    E' sempre un piacere leggere i tuoi articoli, e sono sempre spunto per attente riflessioni. Riesci a vedere le cose da angolazioni che non sono assolutamente alla portata di tutti.Al fatto che l'evolversi della rete avrebbe portato ad avvicinare certe posizioni, sia dei suoi detrattori che di coloro che la rete l'hanno costruita e la stanno costruendo, è una cosa a cui non avevo ancora pensato.Grazie di essere tornato, Marco.
  • pinco pallino scrive:
    tizio della g.d.f.
    L'ho sentito parlare anch'io quel colonnello e sinceramente mi pareva l'unico personaggio che si vede in tv che non dice str...te riguardo Internet.Quindi non credo sia un caso che ci si trovi d'accordo con lui.
    • Nicola scrive:
      Re: tizio della g.d.f.
      Mi sa che hai avuto davvero culo tu e hai beccato l'unica volta che diceva qualcosa di sensato.È inutile che ti dica quanto è comico sentirlo parlare tutte le altre volte, è meglio che ti fai un'idea tu. Già basta l'intro del sito dei GAT (il nucleo della guardia di finanza diretto proprio da Rapetto).Ciao
      • bubba scrive:
        Re: tizio della g.d.f.
        - Scritto da: Nicola
        Mi sa che hai avuto davvero culo tu e hai beccato
        l'unica volta che diceva qualcosa di
        sensato.
        È inutile che ti dica quanto è comico sentirlo
        parlare tutte le altre volte, è meglio che ti fai
        un'idea tu. Già basta l'intro del sito dei GAT
        (il nucleo della guardia di finanza diretto
        proprio da
        Rapetto).
        Ciaoquoto. una delle sue ultime sparate famose era quella sulla droga virtuale spacciata via internet (i-Doser). Riportata ovviamente da molti TG e quotidiani.
      • H5N1 scrive:
        Re: tizio della g.d.f.
        [delete]-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 28 novembre 2008 09.20-----------------------------------------------------------
      • mauro scrive:
        Re: tizio della g.d.f.
        ahahahahah è bellissimo l'intro del GAT! chi l'ha fatto? un bambino di 2 anni...e hanno anche la musichetta....mamma mia....mi fanno paura...e questi dovrebbero proteggerci?
    • cRoW2k scrive:
      Re: tizio della g.d.f.
      eh io lo conosco bene.. il GAT nel 2005 m'ha sequestrato mezzo arsenale :D
      • Joliet Jake scrive:
        Re: tizio della g.d.f.
        Rapetto lo conosco da parecchi anni visto che è lui "l'esperto itagliano degli hackers!" e lo chiamano in tutte le trasmissioni.Ogni volta che apre bocca partono almeno 7-8 str****te a caso.Agghiacciante... :|
  • emmeesse scrive:
    Si, No, Non so...
    Di certo certe reti sociali, vissute in maniera"rischiosamente inconsapevole" dagli utentisono pericolose.Ma in fondo e' questo che attrae.Mi spiego. Ci provo.Silvia88 ha ormai vent'annie probabilmente si mettera' il suo bel profilino su feisbuke magari trova buffo un due minuti di amateur su youpornCerto su linkedin si chiama dr.Silvia Rossi ed e' una prestigiosasales representative qualcosactorOra, il problema IMHOsembra che scoprire che la stessa persona abbia aspetti vitali tanto diversi(l'algida professionista e la maialotta)sia rischioso.Come se ci fosse qualcosa di vergognoso.Come se l'utente (correttamente informato) non sia in grado di difendersi dal giudizio comune e dalla profilazione che ne e'l'appendice cibernetica.Lieto di rileggere Calamari, ma chiedo anche a lui,invece di insistere sulla importanza della privacy,non sarebbe meglio educare tutt*a gestire la propria publicy? (esiste?)senza vergogna, e quindi senza ricatti?Se io sono bravo nel mio lavoro, divento meno bravo perche' adoro succhiare gli alluci dei rinoceronti? (con l'ovvio consenso del rinoceronte)Non si tratta di privacy ma di autodeterminazioneCerto, la strada e' lunga, ma spero che si arrivera'al momento in cui non sara' piu' necessario difendere una privacy,ma illegale sfruttare una publicy (e chiedo scusa per l'improbabile termine)
    • samu scrive:
      Re: Si, No, Non so...
      Per continuare la tua metafora, viviamo in un mondo in cui la tua professionalita' di parrucchiere affermato puo' essere scalfita dal fatto che si sappia che il tuo hobby personale e' farti riprendere mentre succhi gli alluci ai rinoceronti.Se qualcuno riesce ad incrociare e collegare i video privati con il tuo profilo pubblico potrebbe esserci appunto tale danno.Quello che e' importante e' la consapevolezza che i tuoi dati diventano pubblici e riuscire a gestire quello che vuoi che sia di pubblico dominio e quello che non vuoi che diventi tale.In questo senso facebook e' poco gestibile tuttavia esistono degli accorgimenti per limitare la sua "invasione di privacy", l'importante e' saperlo usare e essere consapevoli
    • murasaki scrive:
      Re: Si, No, Non so...
      - Scritto da: emmeesse
      Di certo certe reti sociali, vissute in maniera
      "rischiosamente inconsapevole" dagli utenti
      sono pericolose.
      Ma in fondo e' questo che attrae.
      Mi spiego. Ci provo.

      Silvia88 ha ormai vent'anni
      e probabilmente si mettera' il suo bel profilino
      su
      feisbuk
      e magari trova buffo un due minuti di amateur su
      youporn

      Certo su linkedin si chiama dr.Silvia Rossi ed e'
      una
      prestigiosa
      sales representative qualcosactor

      Ora, il problema IMHO
      sembra che scoprire che la stessa
      persona abbia aspetti vitali tanto diversi
      (l'algida professionista e la maialotta)
      sia rischioso.

      Come se ci fosse qualcosa di vergognoso.
      Come se l'utente (correttamente informato) non
      sia in grado di

      difendersi dal giudizio comune e dalla
      profilazione che ne
      e'
      l'appendice cibernetica.

      Lieto di rileggere Calamari, ma chiedo anche a
      lui,
      invece di insistere sulla importanza della
      privacy,
      non sarebbe meglio educare tutt*
      a gestire la propria publicy? (esiste?)
      senza vergogna, e quindi senza ricatti?

      Se io sono bravo nel mio lavoro, divento meno
      bravo perche' adoro succhiare

      gli alluci dei rinoceronti? (con l'ovvio consenso
      del
      rinoceronte)

      Non si tratta di privacy ma di autodeterminazione
      Certo, la strada e' lunga, ma spero che si
      arrivera'
      al momento in cui non sara' piu' necessario
      difendere una
      privacy,
      ma illegale sfruttare una publicy (e chiedo scusa
      per l'improbabile
      termine)Quoto tutto.In un mondo in cui la publicy pervade ogni aspetto della nostra vita a causa delle caratteristiche strutturali dei mezzi di comunicazione sarà la cultura ad adattarsi col tempo, come sempre è accaduto.Tempo una o due generazioni e la paranoia per gli "abusi" sulla publicy ci sembrerà un relitto del passato.Altro invece è l'invasione nella privacy.Se io ho dati miei personali che desidero tenere nascosti, devo avere gli strumenti per farlo e lo Stato deve punire chi me li sottrae/spia.Se io mi sento libero di diffondere miei dati personali per tutto il mondo, non vedo perché lo Stato-mamma mi debba difendere "a priori", magari mettendo in atto sistemi di sorveglianza occhiuti e invasivi sulle reti. Lo stesso Stato poi che dei miei dati personali fa incetta quando e come gli pare, a scapito della mia stessa volontà.Prima ancora dei social network il vero pericolo proviene ancora dai profiling invasivi dello Stato, contro i quali la possibilità di difendersi del privato cittadino è ancora troppo debole.
      • Anonymous scrive:
        Re: Si, No, Non so...
        hai ragione su tutto. a parte che continuo comunque a voler poter gestire quello che è pubblico e quello che è privato. :D. anche quella è libertà.
      • z f k scrive:
        Re: Si, No, Non so...
        - Scritto da: murasaki
        Se io mi sento libero di diffondere miei dati
        personali per tutto il mondo, non vedo perché lo
        Stato-mamma mi debba difendere "a priori", magari
        mettendo in atto sistemi di sorveglianza occhiuti
        e invasivi sulle reti. Lo stesso Stato poi cheCredo che l'intento sia quello di tutelare quanti (e sono la quasi totalita', al momento) siano ignari delle conseguenze di certe scelte/azioni/atteggiamenti.Insomma, qui il dilemma e': meglio negare tutto e autorizzare la divulgazione caso per caso o divulgare tutto a meno che non sia esplitamente negato?Ossia: fa piu' danni scordarsi di autorizzare la divulgazione di qualcosa o scordarsi di negare la divulgazione di qualcosa che non vorremmo veder divulgata?
        dei miei dati personali fa incetta quando e come
        gli pare, a scapito della mia stessa
        volontà.

        Prima ancora dei social network il vero pericolo
        proviene ancora dai profiling invasivi dello
        Stato, contro i quali la possibilità di
        difendersi del privato cittadino è ancora troppo
        debole.cosa intendi per "profiling di stato"?CYA
        • murasaki scrive:
          Re: Si, No, Non so...
          - Scritto da: z f k
          - Scritto da: murasaki


          Se io mi sento libero di diffondere miei dati

          personali per tutto il mondo, non vedo perché lo

          Stato-mamma mi debba difendere "a priori",
          magari

          mettendo in atto sistemi di sorveglianza
          occhiuti

          e invasivi sulle reti. Lo stesso Stato poi che

          Credo che l'intento sia quello di tutelare quanti
          (e sono la quasi totalita', al momento) siano
          ignari delle conseguenze di certe
          scelte/azioni/atteggiamenti.Le legge non scusa l'ignoranza, e un potere pubblico che si arroga il diritto di "proteggere" i cittadini perché immaginati "a priori" come stupidi/ignoranti è un potere che sta già facendo i primi passi (quanto involontari?) verso forme autoritarie.Se si giudica che i cittadini siano ignoranti, si agisca per combattere l'ignoranza, e si faccia ad esempio dell'"uso della rete" e dei suoi strumenti una materia curriculare a livello scolastico, magari a partire già dalle scuole medie.
          Insomma, qui il dilemma e': meglio negare tutto e
          autorizzare la divulgazione caso per caso o
          divulgare tutto a meno che non sia esplitamente
          negato?
          Ossia: fa piu' danni scordarsi di autorizzare la
          divulgazione di qualcosa o scordarsi di negare la
          divulgazione di qualcosa che non vorremmo veder
          divulgata?


          dei miei dati personali fa incetta quando e come

          gli pare, a scapito della mia stessa

          volontà.



          Prima ancora dei social network il vero pericolo

          proviene ancora dai profiling invasivi dello

          Stato, contro i quali la possibilità di

          difendersi del privato cittadino è ancora troppo

          debole.

          cosa intendi per "profiling di stato"?Data retention, biometrie varie, conservazione dei dati dei sospetti colpevoli di reati anche dopo l'assoluzione o lo scagionamento, ecc.Dati che tra l'altro non sono nemmeno tanto sicuri, basta vedere le continue fughe di dati che sono avvenute in UK.
    • aaaa0000 scrive:
      Re: Si, No, Non so...
      - Scritto da: emmeesse
      Lieto di rileggere Calamari, ma chiedo anche a
      lui,
      invece di insistere sulla importanza della
      privacy,
      non sarebbe meglio educare tutt*
      a gestire la propria publicy? (esiste?)
      senza vergogna, e quindi senza ricatti?quoto questa parte, prima di insegnare ad usare tor/gpg/otr ecc bisognerebbe educare tutti a gestire la propria privacy e publicy.Es: su facebook il mio profilo è privato, ci possono accedere gli amici + tutto ciò che serve alla mia profilazione.Bene, per quanto riguarda gli amici prima di pubblicare qualcosa penso bene a chi la vedrà/potrà vedere.Se i miei amici e colleghi sanno che passo il fine settimana a succhiare alluci di rinoceronti beh, non c'è niente di male a metterlo su un sito. Se posso essere danneggiato lavorativamente da questa cosa: o dovevo stare zitto prima (anche un collega che lo sa mi potrebbe danneggiare raccontandolo al mio capo a voce ed il mio capo crederci). Se un giorno il mio datore di lavoro avrà tutta sta voglia di essere mio amico su facebook ed io di accettare l'amicizia, beh dovrò fare attenzione a cosa pubblico o magari qualche personalizzazione alle varie impostazioni.Per quanto riguarda la profilazione, facebook è una società, la sua finalità è di guadagnare ed i social network per guadagnare devono farsi i fatti miei. Ma non è che se il cattivone di turno mi può spiare tramite i dati che cedo a facebook spa non faccio l'account e sto a posto, ma poi uso msn mando mail in chiaro e chissà che altro....
  • francososo scrive:
    dimenticate una cosa.....
    dimenticate una cosa.....Facebook ha come target le persone che ricercano persone che non vedevano da tempo !quale e quanto scrivere sulle persone tocca alle persone !
    • Domokun scrive:
      Re: dimenticate una cosa.....
      Questo è la scusa con cui ti tirano dentro.Quello che non ti dicono è che da li a poco inizieranno a privarti della tua vita sociale, donandoti tantissimi "amici" e schiavizzandoti sul loro portale...Ho visto gente tenere la pagina di facebook aperta TUTTO IL GIORNO, e chattare, commentare, giochicchiare, uploadare... questo non è normale, questa è dipendenza, svegliatevi!
      • anon scrive:
        Re: dimenticate una cosa.....
        - Scritto da: Domokun
        Ho visto gente tenere la pagina di facebook
        aperta TUTTO IL GIORNO, e chattare, commentare,
        giochicchiare, uploadare...Gente così ha un problema di suo, se non fosse facebook sarebbe qualcos'altro. Magari si sentono soli.
      • murasaki scrive:
        Re: dimenticate una cosa.....
        - Scritto da: Domokun
        Questo è la scusa con cui ti tirano dentro.
        Quello che non ti dicono è che da li a poco
        inizieranno a privarti della tua vita sociale,
        donandoti tantissimi "amici" e schiavizzandoti
        sul loro
        portale...

        Ho visto gente tenere la pagina di facebook
        aperta TUTTO IL GIORNO, e chattare, commentare,
        giochicchiare, uploadare...

        questo non è normale , questa è dipendenza,
        svegliatevi!Per fortuna che ci sei tu che sai cosa è e non è normale, vero?E sei tanto saggio da saperlo anche per gli altri, vero?E magari vorresti anche costringere gli altri a rientrare a forza nella (tua) normalità, vero?
      • echhevedevo di scrive:
        Re: dimenticate una cosa.....
        - Scritto da: Domokun
        Questo è la scusa con cui ti tirano dentro.
        Quello che non ti dicono è che da li a poco
        inizieranno a privarti della tua vita sociale,
        donandoti tantissimi "amici" e schiavizzandoti
        sul loro
        portale...

        Ho visto gente tenere la pagina di facebook
        aperta TUTTO IL GIORNO, e chattare, commentare,
        giochicchiare, uploadare...

        questo non è normale, questa è dipendenza,
        svegliatevi!Sono d'accordo. Ma Facebook è solo uno dei tanti strumenti che creano dipendenza. Tocca a noi "dosare" o starne lontani.
    • pentolino scrive:
      Re: dimenticate una cosa.....
      beh in effetti anche io facebook lo ho usato per tenere i contatti con amici che non vedevo/sentivo da anni e stiamo organizzando una rimpatriata.Poi per il resto mi svacco, iscrivendomi ai gruppi più bislacchi e sposando le cause più assurde e credo che questo esprima bene la mia parte giocosa; per quella seria c'è LikedIn... grossi problemi non ne vedo.E' chiaro che il mio profilo è visibile solo a chi dico io ed in ogni caso non pubblico MAI indirizzo, email e numeri telefonici.Certo se uno accetta amicizia a destra e manca per avere 5000 amici (non si sa perchè...) allora sono cavoli suoi, è chiaro che la sua privacy la manda al diavolo...
    • jobb scrive:
      Re: dimenticate una cosa.....
      le persone che ricercano persone che non vedevano da tempo !????c ho messo talmente tanto per levarmi tutti di torno e ora li devo pure andare a cercare? gli amarcord non mi sono mai piaciuti meglio guardare avanti che dietro(tranne nel caso di alcune donne dotate)
    • GioCa83 scrive:
      Re: dimenticate una cosa.....
      - Scritto da: francososo
      dimenticate una cosa.....
      Facebook ha come target le persone che ricercano
      persone che non vedevano da tempo
      !
      quale e quanto scrivere sulle persone tocca alle
      persone
      !Ohpporc...*Ma se ho troncato i rapporti/ci siamo persi di vista/non ci frequentiamo più/ci siamo lasciati/abbiamo preso strade diverse, dico, ci sarà stato un motivo o no?Io sono terrorizzato all'idea che gente con cui non mi sento/vedo da anni possa mettersi sulle mie tracce e rompermi i cosiddetti ad libitum.Io le mie relazioni di OGGI me le scelgo. Al massimo uso i social network per fare NUOVE conoscenze, che è il contrario di Facebook!
  • LaFaiette scrive:
    PAROLE SANTE
    PROFILAZIONE DI MASSA O ANCHE SCHEDATURA VOLONTARIA.......
    • sei paranoico scrive:
      Re: PAROLE SANTE
      - Scritto da: LaFaiette
      PROFILAZIONE DI MASSA O ANCHE SCHEDATURA
      VOLONTARIA.......Siamo già profiliati dai provider (ti dicono qualcosa i log?) e schedati dalla questura
      • krane scrive:
        Re: PAROLE SANTE
        - Scritto da: sei paranoico
        - Scritto da: LaFaiette

        PROFILAZIONE DI MASSA O ANCHE SCHEDATURA

        VOLONTARIA.......
        Siamo già profiliati dai provider (ti dicono
        qualcosa i log?) e schedati dalla questuraLa questura del proprio paese tu la parifichi ad una corporazione estera ?
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