Nokia a sopresa, Lumia in calo

La trimestrale finale del 2013 presenta un conto salato a Microsoft. Le vendite dei Lumia, gli smartphone che si appresta ad acquisire, calano nonostante le feste e i regali. Quel che resta in Finlandia pare sia più in salute

Roma – Un cattivo presagio, un pessimo biglietto da visita. Oppure una semplice e prevedibile conseguenza legata al processo di acquisizione della divisione telefonica. Sta di fatto che i Lumia, gli smartphone Windows Phone prodotti da Nokia, per la prima volta da quattro trimestri a questa parte fanno segnare un rallentamento: 8,2 milioni di unità vendute in autunno sono meno dei circa 8,8 milioni dell’estate 2013 , un calo vistoso che può essere messo in relazione con il successo delle nuove uscite della concorrenza. Un calo che, di sicuro, non mancherà comunque di agitare il sono di qualcuno a Redmond, che per i cellulari Nokia ha messo sul piatto qualcosa come 5 miliardi di euro . Ma la quarta trimestrale 2013 contiene anche buone notizie per Espoo.

A seconda del punto di vista , il bicchiere può essere visto mezzo pieno o mezzo vuoto: sul piano annuale il 2013 è stata un’ottima annata per i Lumia (che da soli costituiscono oltre il 90 per cento del mercato Windows Phone), passati da 13 milioni di terminali venduti nel 2012 a oltre 30 milioni nei passati 12 mesi. L’inversione di tendenza a Natale può essere stata causata dalle vendite di prodotti come iPhone 5S, o altri smartphone Android a basso costo che hanno riscosso molto successo: anche un lieve calo nell’offerta degli operatori, che stagionalmente possono decidere di puntare su un cavallo diverso per fare breccia nelle tasche dei consumatori, può avere inciso nel risultato complessivo.

Di certo la notizia non può essere sottovalutata da Microsoft: appena avrà in mano la barra del comando dovrà impartire una robusta virata al business, se non vuole rischiare di ritrovarsi ad aver speso fiumi di denaro per niente. Da segnalare soprattutto il calo di interesse dei consumatori per i feature phone Asha , le cui vendite rallentano e giustificano l’intenzione di Redmond di tagliare questa linea di prodotto nel prossimo futuro. Certo quel calo dei Lumia nel finale stride parecchio, soprattutto visto il calo vistoso subito da BlackBerry: una circostanza del genere è un treno che passa una volta soltanto, se i Lumia ne avessero approfittato sul serio oggi racconteremmo una storia diversa.

Nel complesso l’intero fatturato di Nokia è calato anno su anno, fermandosi a 3,5 miliardi di euro nel Q4 (-21 per cento rispetto al 2012) ma confermando un trend di crescita rispetto al Q3 (+18 per cento). Anche il profitto operativo è salito rispetto al trimestre precedente (e calato rispetto a un anno prima), arrivando a 408 milioni di euro nei mesi finali del 2013. Queste cifre riguardano comunque solo il perimetro aziendale rimasto fuori dall’acquisizione di Microsoft : vale a dire NSN (la divisione che si occupa di infrastrutture di rete), Here (le mappe e i servizi ad esse collegati), nonché la divisione R&D che ha il compito di produrre proprietà intellettuale e valorizzare i brevetti posseduti da Nokia. NSN resta la fetta più grossa della torta (349 milioni di euro di profitto operativo), seguita Advanced Technlogies (65 milioni di profitto su 124 di fatturato) e infine da Here (appena 18 milioni di profitto).

Sebbene le cifre complessive del fatturato siano in calo, il management di Espoo si dice tranquillo: ci sono ampi margini di miglioramento, fanno sapere , quest’anno ad esempio si investirà parecchio in Here per farne crescere la redditività, ma in ogni caso la ristrutturazione del business e della società portata avanti in questi anni ha prodotto buoni risultati che frutteranno da qui in avanti grazie soprattutto a una revisione delle spese e dei costi che ha investito tutta l’azienda. Gli analisti non sono così convinti che nel prosieguo del 2014 Nokia sarà in grado di assicurarsi i margini promessi , soprattutto perché deve recuperare terreno sul piano dei contratti firmati con gli operatori telefonici in un mercato in cui la concorrenza è molto forte. Le vendite in calo non promettono bene, ma il vertice assicura di aver gettato le basi per i miglioramenti futuri.

Luca Annunziata

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